I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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antico testo egizio intagliato sulla porta di un antico e sacro sito

eGYPT

Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l’UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME. Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME. Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso. Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.”

Yanis Varoufakis : “Il Monotauro globale”

   
09 Luglio, 2015 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

varouafakis

E’ per questo dunque che non lo volevano al tavolo delle trattative e che ha deciso di dimettersi. Questo un estratto dal libro di Yanis Varufakis, “Il Monotauro globale”. Un grazie enorme a Dubravka che l’ha scovato e tradotto per noi. UnU
UnknownLa caduta del comunismo nel 1991 era la fase finale di una tragedia dai risvolti classici, un capovolgimento fatale (Aristotele lo chiamerebbe peripeteia) che era iniziato con i nobili propositi dei socialisti rivoluzionari che sono stati usurpati dai personaggi con la brama di potere, e che successivamente hanno lasciato il passo al feudalesimo industriale fatto di vittime e di criminali. A differenza di questo, il crac del 2008 ha prodotto un susseguirsi di eventi mitologici spietati. Per questo motivo il libro ha questo titolo che allude al periodo antecedente l’invenzione della tragedia classica.
Questo libro avrei potuto chiamarlo L’Aspirapolvere Globale; anche questo titolo spiega bene le caratteristiche principali del secondo periodo del dopoguerra, iniziato nel 1971 con un’audace decisione strategica dei governanti americani: invece di diminuire il doppio deficit che si era accumulato nella seconda metà degli anni ’60 (il deficit di bilancio del governo USA ed il deficit commerciale dell’economia americana) i più alti dirigenti americani hanno deciso di aumentare a dismisura entrambi i deficit, intenzionalmente e illimitatamente. Chi pagherà il conto? Semplice: il resto del mondo! Come? Grazie al costante tsunami dei capitali che inonderanno perennemente dai due oceani per finanziare i deficit americani.
In questo modo il deficit dell’economia USA ha agito per decenni come un’enorme aspirapolvere, assorbendo il surplus delle merci e dei capitali degli altri popoli. Nonostante questo “scenario” sia stato la manifestazione di uno squilibrio impensabile a livello mondiale e richiedeva quello che Paul Volcker ha pittorescamente chiamato “la disintegrazione controllata dell’economia mondiale”, comunque dava l’illusione di un qualche equilibrio globale: il sistema internazionale dei flussi assimetrici finanziari e commerciali in rapida crescita era capace di mantenere l’illusione di una crescita moderata e di stabilità.
Le economie mondiali che non avevano il deficit (come la Germania, il Giappone e successivamente la Cina) erano stimolate a produrre beni che gli Americani sistematicamente consumavano. Quasi il 70% dei profitti realizzati da queste nazioni ritornavano in USA sotto forma di capitali destinati a Wall Street. E cosa ci faceva Wall Street con questi capitali? Li trasformava in finanziamenti diretti, in azioni, in nuovi strumenti finanziari, in nuove e vechie forme di prestiti, e infine, in “piccole fonti di guadagno” per i banchieri stessi. Visto in questo modo, tutto ha senso: aumento della finanza, il trionfo dell’avidità, la deregulation, l’aumento del modello di crescita anglosassone. Tutti questi fenomeni, tipici dell’epoca, improvvisamente vengono visti per quello che sono – il mero sottoprodotto indiretto di un massiccio versamento di capitali necessario per coprire i due deficit USA.
Sicuramente il titolo “L’Aspirapolvere Globale” sarebbe un titolo che descriverebbe correttamente questo libro, nonostante si tratta di un umile elettrodomestico. Tuttavia, non descriverebbe ad un livello più simbolico, gli aspetti drammatici, quasi mitologici, del disegno internazionale all’interno del quale ci trovavamo fino al 2008 – un disegno troppo instabile per poter durare in eterno, ma che ha permesso per decenni una serenità globale appoggiandosi sul costante flusso del dazio dalle periferie verso il centro dell’impero che a sua volta ha sostenuto l’aumento del doppio deficit americano e della domanda di merci e servizi degli altri paesi.
Queste sono le caratteristiche della bestia planetaria che ha ruggito dagli anni ’70 fino a poco tempo fa. Penso che sia più adatta la metafora di Minotauro della metafora di un elettrodomestico.
IL MINOTAURO DI CRETA
Il Minotauro è una tragica figura mitologica. La sua storia è piena di avidità, dei castighi divini, di vendetta e di molta sofferenza. E’ anche simbolo di una sorta di equilibrio politico ed economico che comprende paesi molto differenti e distanti tra loro: il precario equilibrio geopolitico è stato turbato dall’uccisione della bestia e questo ha dato inizio ad una nuova era.
Secondo la variante più accreditata del celebre mito, il re di Creta Minosse, governante più potente dell’epoca, ha richiesto al dio Nettuno un toro in segno di approvazione divina, promettendogli che successivamente lo avrebbe sacrificato in suo onore. Nettuno ha esaudito il desiderio del re che, colpito dalla bellezza e dal portamento dell’animale, imprudentemente decide di non sacrificarlo. Gli dei, che non perdono mai l’occasione di castigare in maniera terribile coloro che gli rivolgono richieste, hanno scelto un castigo insolito per Minosse: con l’aiuto dei poteri di Afrodite, la dea dell’amore, hanno fatto nascere in Pasifae, la moglie di Minosse, un irrefrenabile desiderio di accoppiarsi con il toro. Con l’aiuto di Dedalo, la regina Pasifae riesce a fare l’amore con l’animale ed il frutto di questo breve incontro amoroso è il Minotauro, metà uomo e metà toro.
Come Minotauro cresceva e diventava sempre più ingestibile, il re Minosse ordina a Dedalo di costruire il labirinto, un esteso intreccio di passaggi sotterranei dove Minotauro veniva custodito. Minotauro doveva essere nutrito con la carne umana, ciò spinse Minosse di vendicarsi con gli Ateniesi il cui re Egeo aveva ucciso, in passato, un figlio di Minosse perché questi aveva vinto in tutte le gare dei giochi ateniesi. Dopo una breve guerra con gli Ateniesi, Egeo era costretto inviare, ogni anno, sette ragazzi e sette ragazze (o nove secondo alcune versioni) perché servissero da cibo a Minotauro. Secondo il mito in questo modo veniva mantenuta la pace, la pax cretana, grazie al regolare dazio pagato dagli stranieri, popoli di tutte le terre ed i mari conosciuti, il Minotauro aveva cibo in abbondanza.
Indipendentemente dal mito, gli storici dicono che la Creta di Minosse era una superpotenza economica e politica nella regione dell’Egeo. Le città-stato più deboli, come Atene, pagavano regolare dazio in segno di sottomissione. Il dazio poteva consistere anche in giovani uomini e donne da sacrificare alle sacerdotesse con la maschera di toro.
Ma torniamo al mito: Teseo, il figlio di Egeo, ammazza il Minotauro e questa uccisione libera Atene dal governo cretese e segna l’inizio di una nuova era. Egeo non voleva che Teseo partisse in missione pericolosa per Creta ed ha chiesto che al figlio di esporre le vele bianche anziché le abituali vele nere al ritorno se la missione avesse avuto successo. Teseo, contento per la vittoria, dimentica di cambiare le vele e al ritorno, Egeo, vedendo le vele nere pensa che il figlio sia morto e si suicida buttandosi nel mare (dando così il nome al Mar Egeo). La breve lettura di questo mito conferma la sua idoneità per descrivere la potenza squilibrata che stabilizza e sostiene il pagamento del dazio a senso unico; è il racconto di una superpotenza che allarga il suo potere oltre l’oceano agendo come custode della pace globale e del commercio internazionale, in cambio di un dazio regolare per poter sfamare la bestia che porta dentro di sé.
Nel nebuloso mito cretese la bestia è una creatura triste, non amata e cattiva ed il dazio è costituito dai giovani il cui sacrificio mantiene la pace così caramente pagata. Per interrompere il suo regno, il coraggioso Teseo deve sferrare un brutto colpo – uccidere Minotauro e dare inizio ad una nuova era post-cretese. Nel nostro mondo, più complicato, queste gesta eroiche non erano necessarie. Il doppio deficit americano ha impersonato la bestia ed il dazio veniva pagato con le merci ed i capitali. La fine del nostro Minotauro Globale è arrivata improvvisamente, senza l’attacco da parte di un personaggio fisico. Probabilmente la ferita fatale è dovuta ad un decadimento spontaneo del sistema bancario. Tuttavia il colpo è stato molto drammatico ed ha segnato la fine della seconda fase del capitalismo globale del dopoguerra e tutto ciò è avvenuto molto chiaramente, a differenza della nuova era che ostinatamente non vuole mostrare il volto. Finché le cose stanno così, tutti rimaniamo in uno stato di aporia – confusione che ha portato il 2008.

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IL LIBRO CHE HA FATTO TREMARE L’EUROPA

IL MINOTAURO GLOBALE

YANIS VAROUFAKIS

IL CORAGGIOSO MINISTRO DELLE FINANZE GRECO SVELA COME L’AVIDITA’ DELL’AMERICA E L’INCAPACITA’ DELL’ EUROPA HANNO PERMESSO ALL’ELITE BANCARIA DI RAPINARE TUTTO IL MONDO E DI PORTARE L’EUROPA MERIDIONALE ALLA SCHIAVITU’ DEBITORIA E ALLA BANCAROTTA
Edizioni Profil

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