I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

"Time" rivaluta Marx

   
12 Giugno, 2013 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

Zequitalia

La famosissima rivista statunitense ha rivalutato il lavoro di Marx, in quanto "ha teorizzato che il sistema capitalista impoverisce le masse e concentra la ricchezza nelle mani di pochi, causando come conseguenza crisi economiche e conflitti tra le classi sociali. Aveva ragione. E' fin troppo facile trovare statistiche che dimostrano che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri"...

 

Quando studiai economia, ovviamente, dovetti studiare "Il Capitale", così come i principali lavori di Ricardo, Malthus, Keynes, e delle scuole austriache, neoclassiche e monetarista.. Quello di Marx, qualitativamente parlando, mi è sempre sembrato il lavoro più completo, lo sforzo intellettuale migliore. Soprattutto per quello che riguarda la teoria del valore. Non perfetta, ma molto indicativa. Eppure non sono mai stato comunista, ed anzi, ho sempre nutrito una sana avversione per la manifestazione "reale" del comunismo, cioè la dittatura.

In questo articolo non voglio addentrarmi nei meccanismi tecnici, ma solo puntare il dito verso quello che secondo me manca non solo nel pensiero di Marx, ma in quello di tutte le scuole economiche, e che secondo me è alla base di qualsiasi ragionamento. E intendo proprio dire qualsiasi, non semplicemente un ragionamento in materia di economia: l'umanità.

Si, perchè in fondo, a ben guardare, lo studio dell'economia, ovvero lo studio dell'allocazione delle risorse, è imprescindibile dalla filosofia di vita, e dalla realtà.

In quest'ottica, l'idea che il mercato sia il metodo più efficiente di allocazione delle risorse è una balla tanto quanto il comunismo reale. Questa crisi ha in effetti aperto molti occhi agli effetti del capitalismo reale, e perfino la rivista più nota del paese più anticomunista della storia, si trova adesso a fare i conti col fatto che volenti o nolenti, Marx alcune cose le aveva azzeccate e come, e con quasi 200 anni d'anticipo. Ne consegue che il suo lavoro non può essere buttato nel dimenticatoio, ma buona parte va preso ed inserito in un nuovo contesto, così come vanno prese altre cose dai vari contesti economico-filosofici, e messi insieme in un nuovo "framework" in cui vengano definite le priorità filosofiche. Ovvero: "che ci facciamo qui"? "dove stiamo andando"? "dove vogliamo andare"? Eccetera. 

Occorre assolutamente che le teorie economiche vengano compenetrate da valori etici e spirituali.

Perchè?

Semplice, perchè l'errore comune alle varie scuole di pensiero è proprio la scarsa comprensione dell'uomo, del suo ruolo, e della realtà circostante, senza le quali, qualsiasi sistema che sulla carta è bellissimo, diventa inevitabilmente una gabbia tremenda. In questo senso non vi sono differenze tra comunismo, fascismo e capitalismo. Di questo invece, non sembrano essersene ancora accorti, quelli di Time Magazine. 

Bisogna analizzare bene il ruolo delle coscienze individuali, del rapporto con l'uno cosmico di cui ci hanno sempre parlato i mistici e di cui ora parla anche la fisica, occorre creare un sistema flessibile, che tenga in considerazione l'evoluzione delle coscienze e dell'umanità intera. L'economia non può più essere fatta dagli economisti e basta. Devono partecipare tutti: i medici, gli architetti, gli psicologi, tutti. Perchè è ora di finirla di pensare che l'economia sia una cosa e il mondo un'altra. Come si fa a guardare il mondo nella sua interezza se ognuno studia l'angolino di casa sua, e difende le proprie conclusioni come le uniche verità?

traffico-smogL'economia dipende anche, nell'aggregato, da come ci si sveglia la mattina, se c'è il sole o no, se il vicino è tranquillo e ci saluta allegro e rilassato o ci innervosice perchè furioso come una bestia, se ci arrabbiamo perchè dopo dieci metri dal portone di casa, la prima macchina che incontriamo ci taglia la strada, da come il paesaggio intorno noi, e la casa in cui viviamo influiscono sul nostro umore, se abbiamo la gastrite per via della frittura o del mais ogm. Eccetera eccetera.

Dobbiamo entrare nell'ottica di "sapere di non sapere", apripre un po' di più i nostri cuori, buttare a mare l'epoca della competizione, e cominciare quella della cooperazione.

Il lavoro è enorme, certo. Ma qual'è l'alternativa? Continuare con le gabbie? Forse è il caso che tutti quelli che stanno appollaiati sul trespolo delle loro posizioni, comincino a rendersi conto che sono prese su una base di dati e conoscenze così scarsa, da essere completamente irrilevanti.

E nel frattempo? Nel mentre costruiamo una visione più completa della realtà? Che facciamo? Continuiamo così?

Nel frattempo concentriamoci su di noi. Ogni piccolo miglioramento nel nostro rapporto con noi stessi e con gli altri è già il mattone fondamentale di un sistema economico (e non solo) migliore. Cerchiamo di capirci megli, di accettarci meglio, e di ascoltarci un po' di più l'un l'altro. Male non può certamente fare.

Ecco un articolo di approfondimento su quanto pubblicato da Time:

"La vendetta di Marx. Il Time lo rivaluta: "E' stato un profeta, le sue previsioni si sono avverate"
Il settimanale statunitense dedica una lunga analisi alla rivalutazione delle teorie di Marx, da sempre osteggiate dagli Usa. "Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta".

Karl Marx doveva essere morto e sepolto. Il crollo dell'Unione Sovietica e lo sviluppo capitalistico dell'economia cinese sembravano aver messo in soffitta le idee del grande filoso ed economista tedesco, autore de Il Capitale, vera e propria "bibbia" dei comunisti di tutto il mondo. Eppure, nel pieno della più feroce crisi economica della storia, le idee del grande pensatore stanno tornando in auge. La lettura delle sue opere ha visto un forte balzo, e sempre più spesso economisti anticapitalisti riescono a sviluppare interessanti ragionamenti anche sui media generalisti: cosa che fino a qualche anno fa, quando l'ideologia del libero mercato era al suo apice, sarebbe stato quasi impensabile

Un esempio? Ieri lo "storico" settimanale statunitense Time ha pubblicato un lungo articolo a firma del corrispondente da Pechino Michael Shuman. Di fatto, il settimanale riconosce a Marx un ruolo profetico: "Marx ha teorizzato che il sistema capitalista impoverisce le masse e concentra la ricchezza nelle mani di pochi, causando come conseguenza crisi economiche e conflitti sociali tra le classi sociali. Aveva ragione. E' fin troppo facile trovare statistiche che dimostrano che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri". A sostegno delle tesi di Marx in effetti c'è uno studio dell'Economic Policy Institute di Washington che rivalea come nel 2011 il reddito medio di lavoratore maschio statunitense a tempo pieno era più basso rispetto al 1973. Tra il 183 e il 2010 il 74% dei guadagni in termini di ricchezza è andatato in mano al 5% della popolazione.

Secondo il Time, tuttavia, "questo non vuol dire che le teorie di Marx erano del tutto corrette. La sua 'dittatura del proletariato' non ha funzionato come previsto. Ma le conseguenze delle disegualianze sono esattamente quelle che aveva predetto: il ritorno della lotta di classe. La rabbia dei lavoratori di tutto il mondo è in crescita: dagli Stati Uniti alla Grecia, passando anche per la Cina". E ancora: "Marx aveva previsto un tale esito. I comunisti affermano apertamente che i loro fini possono essere perseguiti solo con l'abbattimento violento dell'ordine sociale esistente. 'L'unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene'. Ci sono segnali che i lavoratori di tutto il mondo sono sempre più impazienti. A decine di migliaia sono scesi nelle strade a Madrid e Atene, protestando contro la disoccupazione e le misure di austerità che stanno ulteriormente peggiorando le cose".

Tuttavia, la Rivoluzione auspicata da Marx sembra essere lungi dal vedere la luce: le organizzazioni dei lavoratori sono deboli, e i movimenti sorti negli ultuimi anni (ad esempio Occupy Wall Street) si sono parzialmente sciolti. Colpa, secondo Jacques Rancière, esperto di marxismo presso l'Università di Parigi, delle reali intenzioni dei militanti, che non intenderebbero rovesciare il capitalismo, ma soltanto riformarlo. Tuttavia il Time mette in guardia: "Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta".

Fonte:http://www.fanpage.it/la-vendetta-di-marx-il-time-lo-rivaluta-e-stato-un-profeta-le-sue-previsioni-si-sono-avverate/#ixzz2VtD9FVzD


 

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