I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Secondo i big della finanza, tra breve ci sarà una nuova guerra mondiale

19 Novembre, 2012 | Category : Attualità | Author: Fonte | Condividi | Commenti

iii-guerra-mondiale-01.jpgMentre Israele bombarda Gaza per colpire Hamas, alleato di ferro dell’Iran, all’indomani dello scandalo Petraeus che ha azzoppato la Cia e con essa il generale più prestigioso del Pentagono, i guru della finanza mondiale vedono ormai la guerra come destino imminente dell’umanità, o almeno dell’Occidente stritolato dai debiti: «Crediamo che la guerra sia un’inevitabile conseguenza della attuale situazione economica mondiale», avverte Kyle Bass, super-manager di hedge funds americani e fondatore di “Hayman Capital”.

«Trilioni di dollari di debiti saranno ristrutturati – scrive Bass sul “Washington’s Blog” – e milioni di risparmiatori finanziariamente prudenti perderanno una percentuale rilevante del loro potere d’acquisto reale, esattamente al momento sbagliato nella loro vita: ancora una volta, il mondo non finirà, ma il tessuto sociale delle nazioni dilapidatrici sarà sfilacciato e in alcuni casi strappato. Purtroppo, guardando indietro nella storia economica, troppo spesso la guerra è la manifestazione di una semplice entropia economica sostenuta fino alla sua logica conclusione».

Quel che i “cicli di guerra” ci dicono per il 2013, sostiene l’analista Larry Edelson, è che stiamo precipitando verso una catastrofe. Lo rivelano i «ritmi naturali che predispongono le società a discendere nel caos, nell’odio, in una guerra civile o perfino internazionale», spiega Edelson in un intervento tradotto da Pino Cabras per “Megachip”.

«Non sono certo la prima persona ad esaminare questi modelli tanto peculiari nella storia», aggiunge lo specialista, citando uno studioso come Raymond Wheeler, teorico dei “cicli di civiltà” fino ai giorni nostri, minacciati dall’allarme climatico, energetico ed economico. Wheeler, aggiunge Edelson, «ha pubblicato la cronistoria di guerra più autorevole di sempre, che documenta a forza di dati un periodo lungo 2.600 anni». Tuttavia, il mondo sembra refrattario ad ammettere l’evidenza del baratro. «Sulla base di quel che vedo – conclude Edelson – le implicazioni potrebbero essere assolutamente enormi nel 2013».

Charles Nenner, ex analista tecnico della Goldman Sachs, ha lanciato grandi avvertimenti molto dettagliati soprattutto ai suoi clienti: hedge funds, banche, agenzie di brokeraggio e grandi possidenti plurimilionari. Oggi, scrive il “Washington’s Blog”, lo stesso Nenner afferma che ci sarà «una grande guerra, che comincerà a cavallo fra 2012 e 2013», un conflitto planetario che, tra l’altro, «porterà l’indice Dow a 5.000 punti». Perché questi guru economici stanno prevedendo guerra? «Per prima cosa – sostiene il blog – molte personalità influenti credono erroneamente che la guerra faccia bene all’economia».

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Già Jim Rogers, co-fondatore del “Quantum Fund” con George Soros, sosteneva che il pericolo è altissimo, se la crisi «si trasforma in una guerra commerciale». Nel 2011, proprio la crisi è stato l’evento più importante dell’anno. «Le guerre commerciali portano sempre a guerre», dice Rogers. «Nessuno vince le guerre commerciali, tranne il generale che finisce per combattere le guerre fisiche quando accadono». E questo «è molto pericoloso».

Sempre secondo Rogers, «il proseguimento dei “salvataggi” in Europa potrebbe in ultima analisi innescare un’altra guerra mondiale». Un destino segnato: «Aggiungi il debito, la situazione peggiora e alla fine semplicemente crolla». A quel punto, «ciascuno va a cercare capri espiatori». Ovvero: «I politici danno la colpa agli stranieri, e ci troviamo nella seconda guerra mondiale o in una qualunque guerra mondiale».

Per lo svizzero Marc Faber, grande investitore finanziario internazionale, il governo americano inizierà nuove guerre in risposta alla crisi economica: «La prossima cosa che il governo farà per distrarre l’attenzione della gente sulle cattive condizioni economiche – sostiene Faber – consisterà nel fatto che inizieremo una guerra da qualche parte. Se l’economia globale non recupera, di solito la gente va in guerra». Faber, conclude il “Washington’s Blog”, ritiene che anche gli Stati Uniti, la Cina e la Russia potrebbero presto scendere in guerra per contendersi il petrolio del Medio Oriente.


 

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