I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Terribilis Est Locus Iste

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21 Aprile, 2013 | Category : Esoterismo | Author: Fonte | Commenti  

Terribilis

Da due millenni una frase biblica importantissima e al tempo stesso oscura terrorizza i cristiani che si addentrano in certe chiese. Ma oggi, con l'aiuto dell Fisica, forse siamo in grado di chiarire il mistero delle favolose "Porte del Cielo"

Genesi 28,10: Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco il Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra. Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto".
Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: "Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo". Ebbe timore e disse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la Porta del Cielo". Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz. Giacobbe fece questo voto: "Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa pietra, che io ho eretta come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai io ti offrirò la decima". La storia di Giacobbe poi continua con il protagonista che raggiunge la casa di Làbalo, fratello di sua madre: qui soggiorna un mese e conosce le sue cugine, Lia (dallo sguardo smorto) e la bellissima Rachele, di cui si innamora perdutamente… Lavorerà per lo zio sette anni, Giacobbe, per avere Rachele in sposa. Peccato che al momento delle nozze Làbalo gli darà in sposa la brutta Lia, e che per avere Rachele Giacobbe dovrà lavorare altri sette anni… Leggendola così, la Bibbia lascia sconcertati.
Ma come, uno dei passi più importanti del sacro testo di cristiani ed ebrei viene inframmezzato con storielle sentimentali degne della peggiore puntata di Beautiful? Ma in effetti, l'incontro di Giacobbe con Bethel è fondamentale, perché rappresenta il primo incontro documentato (per quanto ammantato di leggenda) con una Porta Coeli, un portale celeste che mette in congiunzione la Terra, il mondo umano e materiale, con le dimensioni superiori popolate da esseri più evoluti. Il significato occulto è evidente: se per il Cristianesimo (ed ogni altra religione) la chiesa o il tempio sono sempre la "casa di Dio", è chiaro che un luogo che mostra la scritta in questione è qualcosa di diverso dalla norma: è come se il posto fosse più sacro dei templi o chiese normali. Un posto speciale, in cui le energie terrestri e quelle del cielo sono in congiunzione, in modo simile a quanto accadeva con le Piramidi egizie. Nel nostro articolo sulle Energie della Grande Piramide abbiamo affermato come il Pilastro Zed nascosto all'interno del colossale monumento fosse composto da monoliti in granito pesanti duecento tonnellate l'uno e, poiché contenenti quarzo, in grado di condurre energia attraverso il meccanismo fisico della piezoelettricità. La Piramide così diveniva un gigantesco accumulatore che forse serviva ad alimentare uno strumento tecnologico come poteva essere l'Arca dell'Alleanza, con tutta probabilità custodita all'interno del cosiddetto Sarcofago, nella Camera del Re. In pratica la Piramide di Cheope, lungi dall'essere una tomba, era un'immensa centrale energetica, forse connessa ad un network di stazioni energetiche in grado di rifornire tutto l'Egitto e forse il Medio Oriente intero di energia gratuita e illimitata.
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(Sopra) La Scala di Giacobbe, la Porta Coeli di Bethel, vista in un'incisione tedesca di fine '800.
In un certo senso anche le Cattedrali Gotiche, come quella di Chartres, sono state costruite per convogliare le energie del campo magnetico terrestre, portarle in superficie e connetterle alle energie stellari captate dalle guglie e dai campanili, in modo non dissimile da ciò che faceva la grande Piramide attraverso lo Zed. In sostanza esisterebbe una relazione tra le correnti magnetiche terrestri e le radiazioni cosmiche: frutto dell'unione (che in tutto e per tutto ricalca il mito egizio di Iside ed Osiride) sarebbe l'essere umano illuminato, risvegliato nella sua coscienza da questa "doccia" di energia positiva e sacra, che unisce la materialità del nostro pianeta e l'infinita potenza delle stelle del cosmo… Il figlio che nasce appunto dall'unione di Iside (Madre Terra) e Osiride (Dio del Duat, dell'oltretomba situato nelle regioni celesti limitrofe alla Costellazione di Orione) è appunto Horus, il predestinato sovrano del mondo, e non è difficile capire come il concetto di "divenire Horus" può riguardare qualsiasi essere umano dotato di cuore puro.
9 E' questo forse il segreto professato dai Templari, è forse per questo che esistono luoghi più sacri di altri? Luoghi in cui cielo e terra, Osiride e Iside, si uniscono? La Porta Coeli diventa quindi il luogo di concepimento potenziale dell'Horus, il luogo in cui tutti noi esseri umani possiamo ricevere l'illuminazione mistica, esattamente come accadde a Giacobbe. Ma occorre subiro ricordare che nel mondo, di Portae Coeli, ce ne sono parecchie: una di queste l'abbiamo ritrovata a Barcellona ed è alla base della nostra scoperta relativa al culto di Orione nella capitale catalana… Per la precisione, a Barcellona di scritte "Domus Dei et Porta Coeli" ce ne sono ben tre, una sulla Cattedrale di Santa Eulalia, una sulla chiesa orionica di Sant Just i Pastor e una terza sulla Casa dei Templari (guarda caso), la sede barcellonese dei Cavalieri del Tempio situata in Carrer Ataulf. Tre Portae Coeli che fanno il paio con le due Triplici Cinte (altro simbolo di collegamento tra cielo e terra) che appaiono su delle colonne di epoca romana, nel vicino Museu de la Historia de la Ciutat… Indubbiamente, come abbiamo già sottolineato, è il segno che la metropoli catalana è un gigantesco catalizzatore di energie stellari e non a caso Barcellona è una città estremamente liberale, aperta, tollerante, culturalmente viva e vitale, patria di scienziati e letterati. Ma se andiamo a vedere ove sono poste le altre Portae Coeli, scopriremo che gli altri luoghi non sono da meno. In Italia, l'elenco dei "Terribilis est locus iste" è assai lungo e nondimeno fortemente incompleto. L'Italia è una terra strana, sacra e antica benché violentata da politici corrotti e malavita: così capita di trovare chiese e santuari con la celebre scritta pressoché ovunque nella penisola, anche se senza la più assoluta e totale forma di pubblicità.
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(Sopra) Le tre "Portae Coeli" di Barcellona. Dall'alto, l'iscrizione della chiesa di Sant Just i Pastor, quella della Casa dei Templari e quella della Cattedrale di Santa Eulalia.
Così, nessuno sa che una Porta Coeli esiste in un'antichissima cittadina in provincia di La Spezia, Arcola, presso la Pieve di Santo Stefano e Santa Margherita: cittadina del popolo dei Liguri, fondata secondo la legenda da Ercole, esattamente come Barcellona. Un'altra Porta Coeli è situata sul portale della chiesa di San Domenico a Gravina di Puglia, in provincia di Bari, un paese che è salito alle cronache per la tragica morte dei fratellini Pappalardi, ma che era una delle sedi della corte di Federico II. Un Terribilis che è situato in un territorio sacro alla Dea Madre, fortemente legato ai boschi e alle foreste e al tema della Stregoneria intesa come legame tra Uomo e Divino (l'antico nome di Gravina è Silvium, silvestre), analogamente a quanto accade nella chiesa di San Martino a Graffignano, in provincia di Viterbo, in cui alla Porta Coeli si affianca anche una fonte sacra di acqua curativa. Territori sacri legati al culto della Madre Terra sono anche quelli di alcuni paesi sparsi per l'Italia, come il Terribilis che appare sulla chiesa di San Michele Arcangelo di Patù, in provincia di Lecce (ove nei pressi sorge il sito megalitico di Centopietre) o quello celeberrimo del Santuario della Madonna Nera di Loreto, vicino ad Ancona. La Madonna di Loreto, nera in quanto raffigurazione della Dea Iside, era in origine l'"Ala Ea Retae", l'alata dea madre del popolo celtico dei Rezi, secondo la felice definizione romana. "Alaureta" e quindi Loreto… Alata come Iside, Dea Madre come Iside (non a caso la Madonna di Loreto è patrona degli aviatori). E' chiaro dunque che tutte le Porte Coeli sono luoghi legati al nostro pianeta e al suo aspetto più intimo, di Terra intesa come madre dell'essere umano, madre che come Iside-Hathor ci cura e ci nutre, ci allatta e qualche volta ci sculaccia. Altre Portae Coeli sono situate in città importanti e colte: un Terribilis è situato sulla facciata della chiesa di Sant'Angelo a Nilo, a Napoli; un altro presso la chiesa di Santa Maria del Soccorso, a Prato; presso la chiesa di San Giovanni Fossola, a Carrara; infine, il Terribilis stampato sul portale dell'Abbazia di San Colombano a Bobbio, ove fortissima si sente, nella cripta che ospita il sarcofago del santo irlandese, la presenza delle correnti magnetiche terrestri. Si tratta di città peculiari, fortemente caratterizzate dalla cultura, da una forma di politica anticonformista (vedi Carrara) o liberale, in contrasto con il clericalismo conservatore e maschilista. Bobbio era un monastero irlandese in Italia e diede un contributo fondamentale alla rinascita del sapere classico distrutto dalle invasioni barbariche: un sapere classico ma visto con gli occhi "femministi" della cultura celtica...
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(Sopra, da sinistra) L'eremo di Roccamorice sulla Maiella reca sul portale un grammaticamente errato "Porta Celi". Il Santuario della Madonna Nera di Loreto mostra nella cappella di San Luca la celebre frase. Altri Terribilis: il Santuario di San Michele a Gargano fu edificato sopra un tempio del Dio egizio Amon-Ra, poi divenuto un Mitreo. Poi la chiesa della Madonna della Civita a Itri, vicino a Latina: come a Loreto, la statua della Madonna è bruna. (Sotto) A Roccaromana, in provincia di Caserta, presenta in due chiese differenti, quella di San Cataldo (a sinistra e al centro) e in quella di Santa Margherita di Antiochia due splendidi e visibilissimi Terribilis.
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Uscendo dall'Italia, troviamo delle sorprendenti Portae Coeli in Repubblica Ceca, nel Monastero di Podhorácké, vicino a Brno, fondato da Costanza d'Altavilla, madre di Federico II (l'imperatore è frequentemente associato a temi del mistero, e qualcuno afferma che un Terribilis sia scolpito quasi invisibile sul portale d'ingresso di Castel del Monte, ma non abbiamo la certezza di ciò). Una Porta Coeli, associata a una Triplice Cinta e a un quadrato magico del Sator, compare nel Santuario di Santiago di Compostela, in Spagna, vero luogo di illuminazione mistica; ma forse, più di tutto il senso dell'occulto si avverte nelle Portae Coeli francesi, come quella eccezionalmente sorprendente di Parigi, nella Basilica di Saint Germain de Près associata tanto ai Templari quanto al culto di Iside (qui sorgeva in epoca romana l'Iseo di Iside di Faro che diede il nome alla Ville Lumière, Phar-Isis = Paris). Un Terribilis oggi irrimediabilmente rovinato dal tempo e dalla Rivoluzione Francese, ma il cui significato in un certo senso chiude il cerchio e ci dimostra una volta di più che queste chiese sono dei luoghi di collegamento tra cielo e terra, metaforicamente rappresentano il luogo di concepimento di Horus, frutto dell'amore di Iside e di Osiride, tra energie terrestri e stellari. Ma vogliamo chiudere con un ultimo luogo che fa del mistero la sua pressoché unica attitudine: Rennes-le-Château, sui Pirenei, vede sull'architrave del portone d'ingresso della chiesa dedicata alla Maria Maddalena il Terribilis, accompagnato da un secondo scolpito all'ingresso della Tour Magdala, parimenti dedicata alla Maddalena, fatta costruire alla fine del XIX Secolo da un personaggio oltremodo misterioso come il parroco Berengere Saunière. Perché il misterioso eretico ordinò di scolpire quella scritta? Su Rennes-le-Château si è scritto di tutto, da testi validi alla spazzatura più becera, associando il paesino pirenaico ai Catari, ai Visigoti, ai Templari, perfino a Gesù e alla sua consorte Maddalena (al punto che quasi tutti gli abitanti del paesino oggi possono vantare una discendenza da Cristo, secondo certi pseudo-documenti di epoca merovingia). Dal canto nostro, non accettando simili fantasie, non possiamo che sottolineare come Rennes-le-Château sia allineata geograficamente con Barcellona e con Parigi… E che è lampante come esista un legame tra le Portae Coeli, i Templari, il concepimento e la nascita di Horus e il percorso di evoluzione spirituale dell'Umanità. Alla luce delle nostre conoscenze più recenti di tipo astrofisico, unite a una sintesi delle tradizioni religiose, appare certo che la nostra realtà materiale è solo una delle molteplici dimensioni spazio-temporali esistenti. Secondo la Teoria delle Stringhe, in grado di unire la Meccanica Quantistica alla Teoria della Relatività di Einstein, la materia di cui siamo composti non sarebbe altro che una specie di energia decaduta: filamenti minuscoli, infinitamente sottili e in oscillazione continua chiamati "string", o stringhe. Sono fili di energia, liberi oppure con gli estremi chiusi ad anelli, lunghi 10-34 metri, un milione di miliardi di miliardi più piccoli di un atomo. Tutto il creato è realizzato dalle vibrazioni di queste corde; sia materia che energia sono generate dalle varie frequenze vibrazionali e intorno a noi esistono altre dimensioni che non possiamo né vedere né raggiungere. E se fosse che, nella nostra evoluzione di specie vivente, non fossimo ancora abbastanza evoluti per raggiungere questi mondi paralleli? E se le Portae Coeli non fossero altro quel che la parola dice, ossia dei varchi dimensionali verso nuovi, straordinari universi?

Lorena Bianchi

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(Sopra, da sinistra) La chiesa di Sant'Angelo a Nilo a Napoli ha sul portale la fatidica scritta; il Duomo di Bobbio invece non mostra il Terribilis, che è presente sull'abbazia di San Colombano (visibile qui), ma fu edificato dai Templari ed è ricco di riferimenti alla Porta Coeli; la chiesa di Saint Germain de Près a Parigi mostra la frase consunta dal tempo; nel Santuario di Santiago di Compostela, uno dei centri di irradiazione mondiale della spiritualità, il Terribilis si accompagna ad un Sator e ad una Triplice Cinta; il portale della chiesa della Maddalena a Rennes-le-Château mostra chiaramente il Terribilis (visibile qui sotto a destra). Altre Portae Coeli: il Santuario di Podhorácké in Repubblica Ceca e la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Sempre a Roma un altro Terribilis sta sul portale della chiesa di San Carlo al Corso.
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Fonte http://www.satorws.com/terribilis.htm


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