I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

      On Line

IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Templari e NWO 5° Parte

   
15 Luglio, 2013 | Category : Esoterismo | Author: Fonte | Commenti  

templari

“LE SCOPERTE DEI TEMPLARI”
(compendio storico da fonti originali)
 Dott. Raffaele Bocciero
V PARTE di V complessive

La magia e la religione in Egitto, come abbiamo spiegato, non erano distinte ma erano al contrario in costante relazione, aspetti fondamentali per avvicinare il mondo divino e quello umano allo scopo di permettere all’uomo di migliorare. Allo stesso modo avveniva nel mondo ebraico all’epoca dei patriarchi Ekhnaton/Mosè , Isacco, Giacobbe e Yuya/Giuseppe, figure particolarmente rispettate dagli esseni-nazirei.
Quest’ultima parte ci aiuta anche a capire perché Gesù, il Messia, ha probabilmente deluso le attese di alcune comunità ebraiche del tempo che si aspettavano un Messia politico che affrontasse l’autorità romana e invece non fu così perché lo scopo della sua missione era religioso. Il suo antagonismo con Roma fu solo fortuito. La rivoluzione religiosa sembrerebbe fosse stata programmata accuratamente per restaurare l’antica religiosità d’Israele custodita nei secoli dagli esseni-nazirei.
A questo proposito qualche esegeta biblico tende a rileggere e/o recuperare la figura di Giuda Iscariota dall’etimologia del nome (Iscariota sembra derivare dalla radice “sica” che originerebbe “sicario” o “uomo col pugnale”),un personaggio legato a quelle comunità che aspettavano un Messia politico e che restato deluso dalle attese di Gesù lo avrebbe consegnato alle autorità di Gerusalemme per non tradire i gruppi rivoluzionari a cui apparteneva.
Tutto questo sembra manifestarsi nell’incontro di Gesù con Nicodemo (Gv 3, 1-21). Il Messia gli riassume in forma simbolica l’antica dottrina della rigenerazione nota ai Misteri d’Egitto. Rinascere nell’acqua e nello spirito, essere battezzati con l’acqua e con il fuoco rappresentano due livelli di iniziazione, due tappe dello sviluppo interiore e spirituale dell’uomo. L’acqua rappresenta la verità percepita intellettualmente, in modo astratto e generale che purifica l’anima e ne sviluppa il germe spirituale. Il battesimo con il fuoco divino rappresenta l’assimilazione di questa verità con la volontà, in modo che diventa sangue e vita, l’anima di tutte le azioni umane e consente all’uomo di entrare in quello che Gesù chiama Regno di Dio.
Nella chiesa antica, l’insieme della comunità dei fedeli, venivano battezzati non a caso gli adulti, che, dopo una lunga preparazione catechistica, morale e spirituale professavano la fede cristiana. I battezzandi venivano interrogati sulla fede rispettivamente in Dio Padre, in Gesù Cristo suo unico Figlio e nello Spirito Santo e ogni volta alla risposta affermativa, venivano immersi nell’acqua del fonte battesimale simbolo di purificazione e rinascita a nuova vita conforme ai valori della pienezza cristica(Gv. 3,5). Successivamente l’appartenenza alla chiesa per ragioni politico-sociali e non per scelta individuale prevarrà su questa originaria e fondamentale modalità di iniziazione cristiana svalutandola a inconsistente rituale.
Mentre Gesù percorre la via crucis che lo condurrà a concludere la sua missione terrena, Luca 23,27 riporta che lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. La tradizione racconta di una Veronica (vera immagine) che porge a Gesù un asciugamano sul quale resta impresso il volto del Cristo che a partire dal 705 è stata per diversi secoli una delle reliquie della basilica di S. Pietro a Roma successivamente trasferita presso la Chiesa dei Cappuccini di Manoppello (Pescara). La Veronica è ancora oggi uno dei personaggi principali della sesta stazione della rappresentazione memoriale della via crucis di Gesù. Riecco di nuovo una testa. Questa volta la testa del Messia.
Un rapporto potrebbe ancora unire l’immagine della Veronica alla tomba vuota del Messia (Gv.1,2) o tutto è terminato in quel volto impresso senza alcuna versione allegorica di un segreto da custodire?
In Gv 19,38-42  Giuseppe di Arimatea e Nicodemo sembrano operare sul corpo di Gesù una tecnica  di imbalsamazione attraverso l’utilizzo di una notevole mistura di circa trenta chili di mirra e aloe, piante dalle proprietà antisettiche e antibatteriche utili ad aiutare a conservare un cadavere sottraendolo ai naturali processi di putrefazione, di decomposizione e di distruzione per opera della fauna cadaverica.
Sembra che tutte le reliquie venerate splendano di luce divina, alcune sono potenti e splendenti come il sole fonte di vita e simbolo con il suo ciclo quotidiano e annuale di rinascita concepito dagli egiziani della preistoria come un oggetto celeste mosso da forze misteriose che in epoca storica divenne sede del dio solare Ra. Se, come sembra, nella Bibbia è depositato un processo di diversi periodi di sviluppo e di evoluzione teologica straordinariamente lungo, molto probabilmente anche nella figura di Gesù nel Nuovo Testamento compaiono tali stadi evolutivi che forse dietro coloriture  e ritocchi di un epoca posteriore si è persa la vera figura di Gesù conosciuta dai primi cristiani del suo tempo.
Diverse fondate tracce storiche protendono verso un Gesù reale, non ritoccato, alquanto dissimile da come lo hanno dipinto i redattori posteriori.
Vibrazioni particolari sembrano legate a queste reliquie e che interagiscono sul nostro corpo fisico e spirituale le cui radici della tradizione cristiana affondano in alcuni passi biblici. In Luca 8,45-46 è scritto: Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Tutti negavano. Pietro allora disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”.
Gli stessi luoghi in cui il Messia è vissuto attirano, ogni anno, milioni di persone. In duemila anni in medio oriente è cambiata la geografia, l’architettura, la storia…….senza cancellare la sua impronta. Fiumi di sangue, una spirale di violenza avvolge però quelle pietre che sarebbero dovute rimanere consacrate dai passi del Cristo. Perché sono invece ricolme di tanta violenza?
E’ quello che adesso cercheremo di capire.
Continuiamo il nostro tema e affrontiamo la storia del Santo Graal intimamente connessa all’itinerario e che come vedremo durante il racconto ci condurrà anche all’Arca dell’Alleanza. La storia del Santo Graal nasce dalla fusione di tradizioni giudaiche e irlandesi e riflette dei misteri della religiosità egiziana e del sole le cui corrispondenze abbiamo abbastanza esposto.
Uno studio accurato di queste tradizioni conduce nella direzione unica della ricerca di qualcosa di inestimabile valore. Una ricerca intrisa di prove e difficoltà da superare per conquistare la propria umanità attraverso il lato spirituale del simbolismo del Graal in grado di fornire alimento per l’anima fino a procurare l’incantesimo del silenzio per l’iniziato ai sacri misteri.
Se come abbiamo ricostruito probabilmente Gesù era un nazireo, discendente della linea faraonica e i nazirei preservavano le tradizioni delle dottrine segrete egiziane proseguiamo nella nostra ricerca.
E con la storia del Santo Graal dobbiamo approfondire anche la vicenda dell’ Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Salomone (Cavalieri Templari)
La libertà negli studi distingueva i Cavalieri Templari dal mondo cristiano del tempo dominato dalle rigide dottrine della Chiesa romana. Questa libertà di ricerca determinò fortemente la fioritura templare. Grazie allo studio delle lingue poterono entrare a contatto diretto con il sapere di altre culture, manoscritti arabi, greci ed egiziani. Opere fondamentali di filosofia, medicina, astronomia, fisica e matematica. Manoscritti ed opere monumentali scomparse dal mondo cristiano durante il fanatismo della Chiesa. L’autonomia finanziaria e il crescente potere politico consentì ai Templari di studiare queste nuove fonti al di la dell’interferenza ecclesiastica e della santa inquisizione. Parteciparono ai principali fatti d’armi della lotta per la “Terrasanta” ( in ebraico è definita terra del Santo) cristiana diffondendosi però anche in numerosi Paesi occidentali, tanto più dopo la caduta dei regni latini di Palestina.
Anche se la storia ufficiale dei templari si è chiusa come abbiamo già raccontato è difficile credere che una fraternità di iniziati a profondi misteri esoterici, con un enorme potere politico e militare, sia scomparsa veramente, è più probabile la sua entrata nella clandestinità e proseguire la sua esistenza in segreto.
Quei templari perseguitati e massacrati ispirarono a Dante Alighieri i versi del Paradiso:“In forma dunque di candida rosa mi si mostrava la milizia santa che nel suo sangue Cristo fece sposa”.
E nel trentunesimo canto del Paradiso introduce il loro santo Bernardo di Chiaravalle:“E la regina del cielo, ond’io ardo tutto d’amor, ne farà ogne grazia, però ch’ì sono il suo fedel Bernardo”.
I resti del corpo di Bernardo di Chiaravalle morto a Clairvaux il 20 agosto del 1153 furono dispersi nel 1793 dai rivoluzionari francesi, tranne il capo che venne trasferito nel 1813 nella cattedrale di Troyes.
Un'altra testa viene rispettata, la reliquia di Bernardo di Chiaravalle il santo dei Templari, un iniziato dell’Ordine Templare. 
E’ molto improbabile per l’alto grado di sapienza e spiritualità raggiunto che abbiano potuto ramificarsi in successive massonerie troppo mondane e rozze, lontane dalla religiosità esseno-egiziana. 
Il culto delle reliquie affonda le radici nella pietas dei primi cristiani verso il corpo dei martiri. Esso riflette in parte il culto riservato dal mondo greco-romano agli eroi e agli dèi e in parte, forse predominante, gli usi funerari normali.
Molte sedi di più antica cristianizzazione disponevano di numerose ed autentiche reliquie dei martiri, le nuove sedi le ottennero mediante translazioni o smembramenti dei corpi secondo un uso che fu prevalentemente orientale fino all’VIII secolo per divenire in seguito generalizzato.
Nel IX secolo un papa, Pasquale I, fa spostare dentro Roma duemilatrecento corpi che distribuisce fra le diverse basiliche.
Tra il VI e il VII secolo soprattutto in Gallia e nell’Italia settentrionale si sviluppo il culto delle reliquie di contatto attraverso gli abiti del santo, gli strumenti che ha usato ecc.
Già prima del 1312 anno della Bolla Pontificia con la quale Clemente V decretava ufficialmente la soppressione dei Cavalieri Templari gli eserciti della cristianità papale avevano iniziato un oculato lavoro di sterminio arrivando a distruggere anche le loro dimore.
La Scozia, in dissenso con il papa, accolse i primi cavalieri che con le loro navi riuscirono a fuggire dalla Francia la notte del 13 ottobre 1307.
Le navi templari sembrano si siano fermate prima in Irlanda e poi abbiano proseguito per la Scozia dove, esclusa la Palestina, pare che i templari avessero costruito su una proprietà dei Saint Claire (Sinclair) a Balantrodoch, nei pressi di Edimburgo,la loro prima precettoria. Ma la Scozia era anche, come abbiamo raccontato, l’isola dei discendenti del faraone Ekhnaton.
Tutto semplicemente una successione di casualità fortuite? 
La Cappella Rosslyn  fu costruita dal conte William St. Claire in un arco di tempo compreso tra due equinozi d’autunno: il 21 settembre 1446 iniziarono i lavori e il 21 settembre 1450 terminarono. La pianta dell’edificio sembrerebbe identica a quella del secondo tempio di Yhwh ampliato da Erode il Grande. Il tutto eseguito in una località considerata sacra dalle tradizioni celtiche similmente al faraone Ekhnaton che sceglierà una terra incontaminata da divinità, Tell-el-amarna, per la costruzione del Tempio al dio solare Aton.
Un membro della famiglia il conte Henry St. Claire alla fine del 1300 avrebbe preso parte alla spedizione del navigatore veneziano Antonio Zeno che dalle coste scozzesi raggiunse il Canada fondando la Nuova Scozia con l’intento sembra di costruire una società basata sui valori templari. Questo viaggio sarebbe realmente avvenuto prima di Cristoforo Colombo ed è testimoniato da rappresentazioni di piante di mais e di aloe rinvenibili su alcune colonne della cappella e sconosciute in Europa prima di allora.
Ma come poteva sapere Antonio Zeno che il suo viaggio lo avrebbe condotto in una terra sicura?
Un ipotesi sarebbe quella che probabilmente i Templari erano in possesso anche di mappe geografiche che riportavano terre del Nuovo Mondo.
Il nome Rosslyn in lingua gaelica indica “trasmissione di antica sapienza”.
Ancora semplice casualità?
Una conoscenza contenuta in un linguaggio anagrammato, un sapere immenso rivelato solo a pochi  prescelti, probabilmente in conformità a Matteo 7,6: “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”.
Enigmatiche analogie architettoniche sembrano unire la Cappella di Rosslyn con altre tradizioni religiose proprio come diverse espressioni religiose in origine convivevano insieme nel Tempio di Salomone.
La “Colonna dell’Apprendista” presenta simboli cristiani uniti ad altri simboli originari di altre culture precristiane come i draghi e l’Albero della Vita. La conoscenza dei Templari aveva superato  i mediocri recinti della mondanità, in cui era rimasta la Chiesa, arrivando alle radici o all'universalità del mistero cristico.
Nulla sembra posto a caso ma tutto in una precisa ottica.
Gli equinozi sembrano richiamare l’irraggiamento solare e la geometria cosmica espressa dalla filosofia pitagorica il cui tempo compreso tra i due equinozi indicherebbe la perfezione cristica con Eliopoli centro spirituale primordiale. La luce quindi irradiata dal sole è  la coscienza intellettiva e il sole è l’intelligenza cosmica, come il cuore è nell’uomo la sede della facoltà conoscitiva in una equazione perfetta. Nella contrapposizione luce-tenebre emerge la comunicazione della divinità nella purezza di un percorso iniziatico per consentire di arrivare alla pienezza di vita. Questo sembra richiamare,come abbiamo riportato, il percorso iniziatico delle prime comunità cristiane che solo al termine di un processo formativo della durata a volte di decine di anni celebravano il “battesimo” permettendo all’individuo di entrare a far parte della comunità di Gesù Cristo.
Un cammino di conoscenza per liberarsi dalle prigioni delle schiavitù sociali e delle passioni: castelli di carta della mondanità che riducono l’esistenza umana a mediocrità e infelicità. Si scorgono in forma pietrificata anche tratti degli insegnamenti del filosofo Seneca a dimostrazione ancora una volta dell’universalità dei grandi messaggi spirituali.

Il drago sembra fondamentalmente rappresentare il guardiano dei tesori nascosti, il nemico da sconfiggere,la natura istintiva umana, per prenderne possesso. Può essere identificato con il serpente (Salmo74,14). I draghi vinti o i serpenti abbattuti indicano la

vittoria del Cristo sull’ignoranza e l’oscurità della materialità.
L’Albero della Vita sembra voler indicare la conoscenza del bene e del male ossia della universalità del sapere. Richiama il legno della croce simbolo della vita e della morte sulla quale fu consumata la Passione di Gesù Cristo.
L’Albero della Vita è l’albero della croce e viceversa: la croce è l’albero della morte, la morte del Messia, ma diventa l’albero della vita grazie alla Redenzione. Sul legno della croce, simbolo femminile, muore la parte della natura umana comune agli animali inferiori e ascende alla gloria l’uomo con l’altra parte della sua natura quella che gli conferisce la dignità del vero uomo nella similitudine a Dio dove i principi maschile e femminile sono nel perfetto equilibrio come luce e oscurità nel Sole all’equinozio.
Dalle fauci degli esseri mitologici posti alle basi delle colonne fuoriescono delle ramificazioni che ricoprono l’intera struttura a formare un albero simile allo Yggdrasil, l’albero cosmico della mitologia celtica.
I rami che fuoriescono dagli esseri mitologici e ricoprono la struttura sembrano rappresentare la vittoria del Bene sul Male nonché la vita infusa all’edificio.
L’architettura di questa colonna sarebbe stata indicata direttamente da William St. Claire e prende il nome da un apprendista del mastro scalpellino dal quale verrà ucciso per gelosia del capolavoro realizzato.
Successivamente il mastro scalpellino realizzerà lui stesso una seconda colonna chiamata: “Colonna del Maestro”
Le colonne sembrano indicare dei supporti della conoscenza, un alfabeto astratto, inquadrano delle porte, un passaggio da un mondo all’altro. Racchiudono un simbolismo cosmico spirituale. Collegano la realtà metafisica con quella fisica. Nelle tradizioni ebraico-cristiane uniscono l’ultima sefira, la terra, alla sesta, chiamata cielo.
La Cappella di Rosslyn  richiama molto la costruzione dell’architetto Hiram del Tempio di Salomone (1Re, 7, 13-14).
Le colonne della Cappella sembrano corrispondere alle due colonne portanti Jachin e Boaz del primo Tempio di Salomone (1Re 7,21). Queste due colonne nell’antico Tempio di Salomone indicavano  l’idea di solidità e stabilità (Jachin) e l’idea della forza (Boaz). Le due parole unite assieme esprimono “che Dio stabilisce nella forza, solidamente, il Tempio e la religione di cui è il centro”.
Probabilmente sono anche l’espressione del principio attivo (maschile) e passivo (femminile) da cui deriverebbe un simbolo di fecondità spirituale evidenziato nelle due colonne che contrassegnano l’entrata e l’uscita del santuario che è ricettacolo, centro e veicolo, delle forze divine.    Simboleggiano quindi la presenza della divinità: una presenza attiva che, in senso storico, guida l’iniziato attraverso le insidie del cammino terreno e, in senso mistico, indirizza l’anima verso la perfezione.
La colonna nella sua verticalità rappresenta l’ascensione: l’evoluzione della personalità  verso l’affermazione del sé, fulcro della dignità umana. Nel corpo umano corrisponde alla colonna vertebrale che è, nell’uomo, il supporto della stazione eretta. 
I disegni del soffitto contengono raffigurazioni di rose e stelle, decorazioni collegate alle divinità pagane Ishtar e Tammuz e gigli tutte rinvenibili nel Tempio di Salomone.
Le rose nel rapporto di questo contesto sembrano rappresentare la rinascita mistica, la rigenerazione e iniziazione ai misteri.
Le stelle indicano il sole, simboli dello spirito e in particolare del conflitto tra le forze spirituali, o della luce, e le forze materiali, o dell’oscurità. La prevalenza delle forze spirituali su quelle materiali caratterizzerà la positività dell'esistenza umana. Il profeta Daniele 12,3 descrivendo la sorte degli uomini alla risurrezione, non trova che il simbolo della stella per caratterizzare la vita eterna dei giusti: l’ascensione verso la condizione di stelle celesti.
I gigli sono sinonimi di candore e, quindi, di purezza e innocenza. Rappresentano la scelta  dell’essere umano, la metamorfosi e l’abbandono ai misteri divini.
La Cappella di Rosslyn detiene quindi la legge del divenire interiore, nella trasformazione spirituale e nella ricerca dell’integrità personale. L’iniziato investito del sapere, della tolleranza e del distacco o della generosità, diviene a sua volta maestro perché ha superato l’ignoranza, l’ipocrisia o il fanatismo e l’ambizione o l’invidia.
La Colonna dell’Apprendista  è in questo contesto depositaria del Sacro Graal con i tre gradi di iniziazione che dalla triplice morte: fisica, emotiva e psichica, prelude a una successiva rinascita in un nuovo individuo.
L’Arca dell’Alleanza è allora il ricettacolo dei misteri, tutto il sapere degli antichi tempi, la conoscenza sacra, il vaso alchemico dove si opera la trasmutazione del ferro in oro.
La Cappella di Rosslyn  contiene il seme della sapienza celeste contenuta nel cuore del Padre e lo offre al cuore dell’uomo dove deve avvenire la trasmutazione.
Se ricordate l’inizio del nostro racconto abbiamo ipotizzato una sopravvivenza dell’Ordine Templare. La Cappella di Rosslyn costruita circa 50 anni dopo lo scioglimento papale dei templari incorona i nostri dubbi. La sua architettura non sembra una comune cappella ma un santuario templare che, altra stranezza, solo nel 1862, oltre quattro secoli dopo la sua edificazione, sarebbe stato consacrato per i riti cristiani senza considerare che nel progetto iniziale dell’edificio pare manchi l’altare. Una cappella cristiana senza altare è così comune?
Dietro l’apparente ricerca del potere politico o l’accumulo di ricchezze materiali sembra che i templari cercassero ben altro. Le loro indagini in vecchi manoscritti li avevano probabilmente portati a contatto con verità profonde e forse pericolose per le quali decisero di affrontare le nefandezze di Enrico IV il Bello e del papato che con le loro accuse e processi infamanti stavano dimostrando di essere prigionieri di pochezze senza valore.
Le stesse che probabilmente dominano ancora oggi parte della storia politico-sociale mondiale la cui testimonianza è lo scenario di violenza e di ingiustizia che avvolge molte regioni della Mesopotamia e del pianeta.
Il vento della Verità continua però a soffiare attraverso lo scorrere dei secoli perché la dignità del vero uomo possa concretizzarsi nella scelta del Bene, come hanno dimostrato grandi civiltà del passato. Diversamente resta solo il fallimento umano impropriamente giustificato da un presunto peccato originale o sterile mea culpa conseguenza di educazione sbagliata e/o errata interpretazione di nobili insegnamenti spirituali i cui risultati sono tragicamente l’espressione di queste società in cui l’uomo è sacrificato a discapito del nulla.
La perfezione umana si conquista non a colpi di lancia, come un tesoro materiale, ma attraverso una trasformazione radicale dello spirito e del cuore; occorre spingersi lontano per raggiungere la trasparenza dell’immagine vivente di Gesù Cristo.                                   

          

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Dott. Raffaele Bocciero per filosofiaelogos.it

 

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