Filosofia e Psicologia

 

11 Febbraio, 2012 | Categoria : Benessere | Commenti


Introduzione

Che cos'è la mente?
Scienza, filosofia e religione cercano da secoli di rispondere a questa domanda, ma le diverse soluzioni proposte sono sempre state parziali e spesso in contrasto reciproco: in pratica mai nessuna spiegazione è risultata davvero valida ed esauriente. Gli stessi psicologi sono poco soddisfatti delle teorie e delle tecniche sviluppate dalla loro disciplina nel corso degli ultimi decenni.

Vediamo allora di partire da qualche punto fermo.
Al di là delle convinzioni personali e religiose, oggi la scienza ci informa con ragionevole certezza che il processo del pensiero è dovuto a fenomeni chimici e fisici che avvengono nel cervello e nel sistema nervoso a livello microscopico, ovvero a livello molecolare ed atomico.

Il funzionamento della natura a livello atomico e sub-atomico è governato dalle leggi della cosiddetta "meccanica quantistica", una teoria fisica sviluppata agli inizi del secolo ventesimo, che risulta molto valida e precisa ma che presenta risvolti molto strani o perfino paradossali [nota 1].

A livello sub-atomico la materia perde le familiari proprietà... "materiali" e si manifesta invece come un gioco di forze e di onde. Chi ha studiato un po' di chimica sa che l'atomo è molto stabile e può essere considerato una pallina "solida". Il modello fondato su particelle "dure" però fallisce quando si analizza la struttura interna dell'atomo: la "solidità" dell'atomo è creata in realtà da un gioco di forze che si crea al suo interno tra gli elettroni, i quali non si comportano come vere e proprie "particelle" o "corpuscoli" materiali ma si distribuiscono spazialmente in determinate "nuvole elettroniche" o "orbitali".

In realtà la questione è più complessa di quanto si può dedurre da questa semplice descrizione: tali orbitali in realtà sono delle "onde risonanti" che obbediscono alle leggi della meccanica quantistica, le quali presentano diversi aspetti paradossali. Tutto questo sarà esposto meglio negli articoli successivi [nota 2].

E' vero che il "capriccio" di voler accostare il funzionamento della mente alla meccanica quantistica sembra una specie di "moda", diffusa specialmente tra gli scienziati con propensioni "new age", ma vi sono diverse conferme scientifiche a riguardo (v. note finali dell'Articolo di Presentazione Scientifica) ed in questo sito saranno portati ulteriori argomenti molto validi a sostegno di tale supposizione [nota 3].

Se la mente umana è veramente capace di agire a livello quantistico, essa può avere delle grandi potenzialità inespresse (nettamente superiori a quanto generalmente si ritiene). Che cosa si intende esattamente?
Centinaia di ricerche scientifiche (pubblicate fin dal 1970, per esempio su Le Scienze n.45 del Maggio 1972) hanno dimostrato che una certa tecnica mentale molto semplice, chiamata TM, è capace di "ripulire" il sistema nervoso stesso da stress e tensioni, apportando effetti benefici di grande portata sull'organismo, sia a livello fisiologico che psicologico [nota 4]. Alcuni scienziati sostengono che la TM agisce sul sistema nervoso a livello quantistico e riesca portarlo al suo stato di "minima eccitazione".

Si tratta di una "tecnica-gioiello" che implica e riassume in sé le conoscenze di varie scienze, dalla fisica alla psicologia, dalla neurologia alla filosofia... E quindi presuppone anche un'integrazione ed una sintesi di varie discipline, oltre ad avere di per sé una straordinaria utilità pratica. Inoltre essa comporta l'esistenza di ulteriori fenomeni straordinari, a cui si accennerà negli articoli successivi.

Tra gli ambiziosi obiettivi di Ipotesi sulla Realtà vi è anche quello di creare una visione unificata delle varie scienze, che oggi risultano ancora piuttosto scorrelate. Immaginiamo che fisica, medicina, psicologia e filosofia possano fondarsi su un comune principio fondamentale... Utopia?

Chiediamo al lettore di concederci provvisoriamente una certa fiducia o almeno di assumere un atteggiamento del tipo "NON E' VERO MA CI CREDO". Leggendo i primi quattro articoli (cioè questo più i tre successivi) il visitatore dovrebbe acquisire una visione abbastanza completa sulle tematiche proposte e probabilmente concluderà che la questione merita effettivamente ulteriori ricerche.

In ogni caso chiediamo di voler guardare a questo lavoro con rispetto [Nota 5].

Una precisazione: l'articolo che segue ("Presentazione generale") presenta una panoramica sulla questione e non contiene ancora dei link verso siti esterni. Per trovare i primi link, occorrerà riferirsi all'articolo successivo ("Riepilogo").

Definizione di Psicologia

"L'essere umano è l'unica creatura che riflette su sé stessa […] noi pensiamo, sogniamo, agiamo ma ci chiediamo anche perché possiamo fare tutte queste cose.
In questo contesto la Psicologia è la scienza che studia il comportamento e la mente. Il comportamento sono le azioni
osservabili e compiute da una persona, la mente si riferisce all'insieme di sensazioni, percezioni, ricordi, pensieri, sogni, che caratterizzano un individuo".

Definizione di Filosofia

"In genere la filosofia è considerata il più astruso e astratto degli argomenti, molto lontano dalle cose della vita quotidiana. Ma nonostante molti la giudichino incomprensibile, remota dagli interessi ordinari,quasi ognuno di noi ha delle opinioni filosofiche, che ne sia consapevole o no" Una parentesi molto particolare occupa il mondo della parapsicologia  Nella categoria Filosofia/Psicologia, la sezione Parapsicologia si occupa del mistero e del paranormale riferendo di quello che secondo Dewey viene classificato come conoscenza controversa, curiosità e mistero.

Una parentesi molto particolare occupa il mondo della parapsicologia  Nella categoria Filosofia/Psicologia, la sezione Parapsicologia si occupa del mistero e del paranormale riferendo di quello che secondo Dewey viene classificato come conoscenza controversa, curiosità e mistero.

Da sempre subiamo il fascino misterioso dell'ignoto, del paranormale, di ciò che è scomparso perché ogni oggetto, ogni fatto suscita domande e comunica emozioni. E' un fascino legato ai luoghi remoti in cui si scoprono antiche civiltà, ai mondi perduti, ai posti fantastici (Atlantide) o ai mondi inafferrabili. Archeologia e storia rispondono oggi con razionalità a questi misteri e interrogativi ma spesso le ipotesi di fantasia sono più suggestive.
 Il vantaggio di trovare il mistero nella rete è che le notizie sono aggiornate e danno degli spunti particolarissimi.

Filosofia e Psicologia

La psicologia moderna ha le sua antiche radici in quella riflessione sull’anima (la parola letteralmente significa appunto: studio dell’anima – psichè - attraverso l’attività del logos) che i greci iniziarono ad elaborare sin dal comparire della filosofia nelle colonie della Ionia tra la fine del VII e l’inizio del VI secolo a. C.
Tutti i pensatori greci hanno formulato una qualche dottrina sull’origine, la natura, la funzione ed il destino dell’anima ma, in linea di massima, sin da quei tempi antichi, il campo delle opinioni si divise in due parti radicalmente contrapposte: quella che attribuiva alla coscienza umana un’origine metafisica e quindi riteneva il collegamento di essa con il corpo un fatto non strutturale (il corpo nella tradizione orfico-pitagorica-platonica è il ‘carcere-tomba’ a cui lo spirito nella vita terrena è drammaticamente vincolato) e quella che, al contrario, intendeva l’anima semplicemente come “armonìa” del corpo e quindi tutt’al più come una realtà ‘energetica’ avente l’unica funzione di dare ordine ai processi organici e per ciò stesso destinata a dissolversi con la morte.
Questa contrapposizione dottrinale naturalmente è presente anche nella cultura contemporanea e non c’è da stupirsene: da sempre l’uomo in quanto ente consapevole di se stesso s’è posto una domanda a cui corrisponde un dilemma angosciante: qualcosa dell’essere umano, in particolare la sua stessa autocoscienza sopravvive a quella parentesi tra nascita e morte che noi chiamiamo ‘vita’?
Tale domanda implica il problema della ‘natura’ dell’anima, cioè di quella ‘realtà coscienziale’ che noi sentiamo di essere ed i cui processi sono ‘invisibili’ sul piano della oggettività.
Certo l’io, lo spirito è una realtà, lo è quantomeno come consapevolezza intima di un fluire di idee, stati d’animo, sentimenti, volizioni, desideri, immaginazioni e quant’altro…ma si tratta di una realtà sui generis in quanto di tale ‘mondo’ciascuno ha un’evidenza intima, tutta soggettiva. L’io degli altri ci è ignoto di per sé; tutt’al più lo possiamo dedurre dalla comunicazione e dall’azione, cioè dagli eventi ‘esterni’ attraverso cui l’io si palesa.
Siamo dunque nell’assoluta impossibilità di conoscere la natura dell’anima cioè la nostra stessa natura ed il nostro destino?
Dobbiamo parlare della psiche solo in ordine a processi, funzioni, strutture, comportamenti, relazioni sul puro piano ‘storico’ e ‘materiale’ ed escludendo così, una volta per tutte, qualsiasi discorso ‘metafisico’?

E’ fuor di dubbio che oggi, quantomeno nella cultura ‘ufficiale’ (che corrisponde a quella ‘accademica’) la ‘metafisica’ è stato bandita; anzi, si può dire che la cultura moderna e contemporanea è frutto e conseguenza di una distruzione ‘occidentale’ della metafisica iniziata con la Rivoluzione scientifica del Seicento, proseguita con il razionalismo del Settecento illuministico ed approdata già nella prima metà dell’Ottocento al positivismo il cui motto in Germania, non a caso, fu “Keine Metaphisik mehr! “( “niente più metafisica!”).
Non solo la scienza ma anche la filosofia ha avuto un ruolo fondamentale in tale radicale cambiamento culturale; cambiamento che con giuste ragioni può essere definito anche ‘estremo’ perché una qualche visione ‘metafisica’(pur con tutte le sue varianti…) è stata tradizionalmente alla base di tutte le culture pre-moderne.

Bisogna riconoscere a Kant il ruolo fondamentale d lui svolto a tal proposito.
Da quando il filosofo tedesco con la sua Critica della Ragion Pura dimostrò (riprendendo però, bisogna dirlo, antiche tesi scettiche) che l’uomo, a causa dei suoi limiti intrinseci, non può costruire una metafisica come scienza, l’opinione prevalente nella cultura occidentale è stata che è del tutto assurdo, o quantomeno inutile, porsi una domanda quale quella concernente una possibile natura ed origine metafisica dell’anima.
Dell’ < io penso>, affermò il filosofo tedesco, cioè della nostra autocoscienza non possiamo conoscere la natura profonda (nel suo linguaggio si dovrebbe dire la sua essenza noumenica) ma possiamo conoscere e studiare solo il suo modus operandi di centro di unificazione delle nostre esperienze interiori ed esteriori.

Su tale linea illuministico-razionalistica si sono così poste tutte quelle riflessioni che hanno tentato di studiare l’anima in una prospettiva puramente empiristica e positivistica, sul piano cioè di una osservazione ‘sperimentale’.

Filosofo scozzese David Hume

Fu, in fondo, anche questo lo scopo del filosofo scozzese David Hume che ritenne di aver scoperto (novello Newton!) le leggi che regolano le nostre ‘automatiche’ associazioni mentali tra le idee individuandole nei principi di connessione per contiguità spaziale e temporale, per relazione di causa-effetto e per somiglianza. Hume si convinse di aver individuato in tal modo il modo di connessione di una forza puramente ‘naturale’ che rappresenta per la mente ciò che la forza di gravità rappresenta per il cosmo.
E’ questo il motivo per il quale la psicologia ‘occidentale’ ha assunto progressivamente il solo compito -importante, ma pur sempre limitativo- di classificare e capire le connessioni tra i puri ‘fatti di coscienza’.

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