I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Siamo più antichi di quanto credessimo?

   
16 Gennaio, 2014 | Category : Ufologia | Author: Fonte | Commenti  

Gademotta

La punta di una lancia di pietra scoperta nella formazione del Gademotta, Etiopia, anticipa la comparsa dell'uomo di 85 mila anni. Gli scienziati hanno ipotizzato che l'utensile possa essere stato realizzato dall'Homo Heidelbergensis, quella che gli antropologi ritengono essere una specie precedente all'Homo Sapiens. Ma c'è la possibilità che l'arma sia stata creata direttamente dai Sapiens, il che renderebbe la nostra specie molto più antica.

Una semplice punta di lancia potrebbe causare un vero terremoto nella cronologia dell’evoluzione della specie umana.

L’utensile, scoperto nella parte etiope della Rift Valley, anticipa di ben 85 mila anni la comparsa dei primi utensili attribuiti ai Sapiens.

Ciò potrebbe rendere l’uomo moderno molto più antico di quanto si credesse. Tuttavia, c’è anche la possibilità che una specie precedente all’Homo Sapiens fosse in grado di produrre sofisticate armi per la caccia.

La ricerca si è incentrata su alcune lance con la punta di pietra scoperte nel sito dell’età della pietra di Gademotta, Etiopia. Gli scienziati della University of California e dello Human Evolution Research Center di Berkeley hanno stimato che gli utensili risalgano a circa 280 mila anni fa.

Come riportato nell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos ONE, i ricercatori spiegano che le punte di lancia sono state ricavate dall’ossidiana, un vetro vulcanico naturale noto per la sua elevata resistenza e durezza. “E’ un dato significativo perchè fornisce la prova diretta della capacità di produrre una tecnologia complessa da parte di una specie precedente alla comparsa dell’Homo Sapiens”, scrivono gli autori della ricerca.

Gli studiosi ritengono che possa trattarsi dell’antenato diretto dell’Homo Sapiens in Africa e dei Neanderthal dell’Europa e dell’Asia, quello che i ricercatori identificano con la denominazione di Homo Heidelbergensis, un ominide di cui si sa ancora molto poco.

Altri ritrovamenti precedenti hanno dimostrato che l’Homo di Heidelberg era in grado di produrre strumenti sofisticati per cacciare e macellare gli animali, ma la scoperta delle lance è in grado di fornire una migliore comprensione della complessità delle competenze di questi ominidi. Lo studio, inoltre, suggerisce che il Gademotta era abitato da tipi di ominidi in questo periodo, permettendo una maggiore diffusione di idee innovative.

Certamente la nuova scoperta complica notevolmente l’albero genealogico della nostra specie, anche perchè non sono stati trovati resti umani che possano aiutare ad identificare chi ha realizzato questi strumenti così altamente sofisticati e se questo veramente spinge indietro di 85 mila anni la data della comparsa dell’essere umano moderno.

Alcuni archeologi credono che si tratta di strumenti realizzati dall’Homo Sapiens, mentre altri pensano che i nostri antenati possano aver avuto la capacità mentale necessaria e la destrezza manuale per creare punte tecnologicamente avanzate.

Comunque, indipendentemente da chi abbia realizzato gli strumenti, secondo alcuni gli esperti, la scoperta contribuisce a colmare una lacuna fondamentale nella documentazione archeologica. “Le nuove datazioni ci aiutano a capire la tempistica di un importante cambiamento comportamentale nell’evoluzione umana”, spiega Christian Tryon, professore di antropologia alla New York University, non coinvolto nello studio.

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Il sito di Gademotta

La formazione di Gademotta, nella parte etiopica della Rift Valley, è stata scoperta nel 1970 ed è conosciuta per i suoi diversi siti risalenti alla Media Età della Pietra. Si trattava di un sito decisamente favorevole agli insediamenti umani, grazie alla vicinanza dell’acqua dolce del lago Ziway e alla grande disponibilità del vetro vulcanico noto come ossidiana.

Rispetto ad altre parti del mondo, qui gli archeologi hanno osservato un salto di circa 300 mila anni nella tecnologia di produzione degli utensili, passando dalle grandi e rozze asce di pietra del cosiddetto periodo Acheuleano, alle lame delicate e diverse della Media Età della Pietra.

In altri luoghi dell’Etiopia, come Herto nella regione di Afar a nord di Gademotta, la transizione si è verificata molto più tardi, intorno a 160 mila anni fa, secondo le datazioni all’argon. Questa discrepanza sostiene l’idea di una transizione graduale della tecnologia.

Secondo gli studiosi, un’analogia con il mondo moderno potrebbe essere individuata con il passaggio dal carro trainato dai buoi all’automobile, transizione praticamente completa in Nord America e Nord Europa, ma che è ancora in corso nei paesi in via di sviluppo.

Fonte

 

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