I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Shit of Europe! Sbloccati i fondi per il terremoto in Emilia, ma siamo ostaggio di Cameron

14 Novembre, 2012 | Category : Attualità | Author: Fonte | Condividi | Commenti

Terremoto Emilia David Cameron fondi europei

 L’Ecofin ha appena sbloccato i fondi per l’Emilia: 670 milioni per i comuni colpiti dal sisma del maggio scorso. Brava l’Europa viva l’Europa, si dirà. E invece, quello che è successo in questi giorni a Bruxelles ha mostrato piuttosto il suo volto più schietto e cinico: un’accozzaglia di Stati in conflitto tra loro, i cui leader si affannano a inseguire gli interessi dei propri elettori e si ricattano a suon di veti incrociati. Il tutto, ovviamente, sulla pelle dei cittadini, i famosi "Europei".

 Per cinque giorni il fondo comunitario per le catastrofi ambientali è stato tenuto in ostaggio dal Parlamento Europeo. Nella seduta di venerdì, infatti, i rappresentanti di Olanda, Finlandia, Svezia, Germania e Gran Bretagna, si erano opposti allo sblocco dei finanziamenti, a loro dire per esigenze di bilancio comunitario. Dopo parecchie ore di discussione, si era deciso di rimandare tutto alla seduta di oggi. Come spiegare questo paradossale slittamento di una decisione che pareva così ovvia: aiutare una regione in difficoltà devastata da una calamità naturale?

 Una chiave di lettura l’ha fornita domenica il ministro dell’economia inglese, George Osborne. Il quale, intervistato da un inviato dell’Independent, ha commentato così: “È evidente che il nostro primo ministro, David Cameron, combatterà aspramente nel corso di questa lunga negoziazione sul budget europeo. Lui deve ottenere il risultato migliore per gli interessi della Gran Bretagna, come nessun altro primo ministro ha mai fatto in passato, ed è assolutamente determinato nel tornare a casa con risultati concreti”. Osborne ha continuato: “Noi pretendiamo una riduzione del budget europeo e le negoziazioni si sono appena aperte con gli altri 26 Paesi. Ma è bene che sia chiara a tutti una cosa: noi non accetteremonessuna condizione che non sia vantaggiosa per la Gran Bretagna. E la decisione su cosa accettare e cosa non accettare è molto semplice: quello che è utile per noi va bene, quello che per noi è dannoso non va bene”.

 Quando gli è stato chiesto un parere in merito al nulla di fatto di venerdì sera a Bruxelles, quello che ha fatto slittare anche lo sblocco dei fondi per l’Emilia, Osborne ha offerto un’analisi fredda e lucida: “Ogni deputato conservatore vuole una riduzione del budget europeo: la domanda ora è come ottenere questo risultato. È evidente che le negoziazioni vanno fatte all’inizio del dibattito, e dunque quello che è successo venerdì non è stato altro che una tattica. Per noi la scelta da fare – ha ribadito Osborne – è molto semplice: o accettare un accordo che prevede benefici per la Gran Bretagna, secondo quanto è stato deciso dalla nostra Camera dei Comuni, oppure bloccare tutto e non approvare un bel niente”.

 Deve essersi indignato davvero molto il nostro premier Mario Monti, a seguito di queste parole, se lui, sempre così sobrio e misurato, ha azzardato addirittura un giudizio estremo nei confronti della condotta dei cinque Paesi che hanno posto il veto: “Inaccettabile!”. A Londra i ministeri hanno tremato di paura...

La questione su cui si discute e ci si infervora tanto, a Bruxelles, resta comunque la stessa: il bilancio europeo 2014-2020. La Gran Bretagna vuole congelarlo, la maggior parte degli altri Stati membri vuole rifinanziarlo, la Germania resta un po’ a metà strada. Cameron, la settimana scorsa, aveva promesso che avrebbe fatto la voce grossa al tavolo delle trattative, cercando di portare dalla sua parte i Paesi più virtuosi dell’Eurozona e facendo pressione anche su Italia e Spagna. Detto, fatto. Venerdì si votava per rifinanziare del 7% il bilancio del 2013, e per risanare delle falle in quello del 2012. In tale pacchetto era stato inserito anche lo sblocco dei fondi per l’Emilia. Cameron non ha esitato ad osteggiare l’approvazione dei provvedimenti, ponendo un veto. E si è trascinato dietro anche Olanda, Finlandia, Svezia e Germania. Ricompattare il fronte dei virtuosi e pressare i Paesi in difficoltà. Questa è la “tattica” inglese a Bruxelles.

 E in questa contrattazione, i terremotati emiliani sono strati trattati come fiches da utilizzare per alzare la posta in gioco e costringere l’avversario a cedere. È bene che ce ne facciamo tutti una ragione: d’ora in poi, qualunque richiesta d’aiuto, qualunque tipo di finanziamento, verrà utilizzato come oggetto di ricatto dai vari governanti che si riuniscono a Bruxelles. È la “tattica della contrattazione”, bellezza.

Come si fa a non amarla, questa Europa?


 

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