Piu' Democrazia contro il Terrorismo


04 Settembre, 2014 | Categoria: Attualità | Commenti
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Democrazia

Dall’attentato alle torri gemelle americane dell’11 settembre 2001 sono inevitabilmente cambiate le modalità con cui l’uomo vive la propria quotidianità. Un attentato terroristico di rilevante spessore a inizio del terzo millennio alla più robusta superpotenza militare del Pianeta che originò momenti di rabbia e sgomento ad altri di timore e incertezza per l’immediato futuro della civiltà occidentale aprendo nelle coscienze umane delle riflessioni tutt’ora discutibili sullo stato della società attuale. Il nostro mondo contemporaneo con i suoi notevoli progressi tecnologici se da un lato ha migliorato le condizioni di vita dell’uomo diffondendo benessere materiale attraverso un notevole impulso all’economia ha purtroppo nello stesso tempo aumentato la distanza che separa i Paesi ricchi da quelli poveri con un altrettanto divario tra le categorie sociali all’interno degli Stati ricchi sempre più dominati impropriamente dall’alta finanza. In una parte del Pianeta è diffusa la comunicazione multimediale a differenza di altre estese aree dove a stento si riesce appena a comunicare attraverso metodi tradizionali e spesse volte ancora arcaici. Se da una parte i Paesi ricchi sono notevolmente avanti nelle biotecnologie in molti Paesi del terzo mondo ancora si muore per una banale influenza o peggio ancora per fame. La realtà storica della globalizzazione offerta dalle moderne tecnologie è positiva nella misura in cui il nuovo villaggio globale, che si tende a proporre, rispetti tradizioni e culture di tutti i popoli della Terra in una società allargata. Tante minoranze etniche continuano purtroppo a essere ancora discriminate e la diversità storico-culturale  viene considerata più un fattore negativo che una possibilità importante di arricchimento spirituale per allargare finalmente la propria coscienza. A parole si predica da più parti la pace mentre il mondo è ancora lastricato da troppe guerre alcune di esse dimenticate dall’informazione giornalistica occidentale sempre più controllata dai poteri finanziari come in Italia. Forti contraddizioni che nei Paesi occidentali sono aumentate con la dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) e con gli Stati Uniti d’America che restando l’ultima grande potenza militare ed economica hanno potuto più facilmente esportare il modello capitalistico alternativo a quello socialista del blocco politico sovietico. Un dominio USA (Stati Uniti d’America) che ora è contrastato dai Paesi islamici e dalla Cina che oppongono una diversa e originale cultura allo stile di vita degli americani. Dall’islam in particolare, forte di un monoteismo religioso seguito da oltre un miliardo di persone, sembra giungere il pericolo più deciso al potere americano dietro il quale agisce la finanza ebraica. L’11 settembre del 2001 sembra si sia voluto colpire, con quegli attentati, gli emblemi del potere economico (le torri gemelle di Manhatan) da un lato e del potere politico (Pentagono) dall’altro. Un attentato verificatosi dopo una serie di altri atti terroristici che dagli anni ’90 avevano già colpito altre strutture USA all’estero. Sembrano pratiche terroristiche dietro le quali agiscono l’integralismo religioso e il malcontento di masse popolari o probabilmente addirittura veri e propri poteri destabilizzanti paramilitari occidentali. La dinamica terroristica dell’11 settembre 2001 presenta rilevanti lati oscuri: il cedimento strutturale delle torri gemelle sembra dovuto più a cause interne che esterne provocate dall’impatto degli aerei: una tesi che rinforza alcune fonti che mettono in discussione la reale presenza degli aerei in quella strage. Popoli che vivono nella miseria prima o poi tentano di riscattarsi dalle ingiustizie sociali, dalla povertà, dal malcontento….. situazioni esistenziali che dominano intere masse di diseredati e che rappresentano la parte sommersa del terrorismo internazionale.

Zombie
Sarebbe importante, quindi, che l’Occidente riflettesse sulle varie guerre promosse su vaste aree del Pianeta in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001 perché aumentano le sofferenze di popolazioni innocenti ed estranee agli interessi finanziari di pochi affaristi senza scrupoli. La guerra in Afghanistan si trasformò in un’autentica caccia a Osama Bin Laden il promotore della “guerra santa” contro l’Occidente ma di cui l’informazione ufficiale ha mostrato sempre e solo filmati virtuali di dichiarazioni di guerra agli Stati Uniti e ad altri Paesi Occidentali fino alla sua presunta cattura e uccisione in Pakistan con la sparizione del cadavere. Successivamente un altro attentato terroristico sembra abbia ucciso tutti i militari che parteciparono alla sua cattura e uccisione. Un ennesimo attentato terroristico contro gli USA o eliminazione di testimoni pericolosi di qualcosa che l’opinione pubblica non doveva sapere? Altra vicenda iniziata e conclusa con immagini virtuali. Quanto allora c’è di vero anche intorno alla scenografia di Osama Bin Laden?
Aspri conflitti sono tutt’ora in corso un po ovunque con potenzialità destabilizzanti per l’intero quadro politico internazionale: una situazione critica sta interessando Ucraina e Russia non più circoscritta a quella regione ma estesa da qualche giorno anche all’Europa; il conflitto tra lo Stato di Israele e gli integralisti islamici di Hamas; la guerra civile in Siria; i neo talebani in Afghanistan coi loro tentativi di fomentare insurrezioni in Pakistan un Paese che possiede armi nucleari; le diverse guerra in Africa…….
Una violenza riconducibile a due paradigmi culturali: fondamentalismo e nazionalismo lasciati scadere a violente difese culturali.
Espressioni religiose e politiche violente nate in contesti monoteisti deviati per l’umano potere da teologie intolleranti verso forme di spiritualità diverse non controllabili dall’assolutismo   teocratico-politico finalizzato al controllo dei popoli. Le diverse pluralità religiose e socio-politiche sono sempre state un valore di identità e ricchezza spirituale per la formazione umana come hanno insegnato le civiltà filosofiche e politeiste del passato violentemente massacrate dal fanatismo ebraico per la “terra promessa” , dal fanatismo dei cristiani contro le divinità greche e il libero pensiero di quella civiltà nonché dalle successive crociate cristiane del medioevo e dai tribunali della santa inquisizione e quindi dal fanatismo musulmano.
Se probabilmente provassimo a percorrere altre strade più rispettose dei valori democratici ai quali si ispira la società moderna occidentale si sradicherebbero più facilmente le cause del terrorismo. Continuare a rispondere alla violenza con altra violenza significa ammettere l’incapacità di contrastare il terrorismo sul terreno della democrazia fatta di valori civili, pace e rispetto tra popoli e culture nonché equa distribuzione delle ricchezze del Pianeta per una più onesta giustizia sociale provando a recuperare esempi di patrimoni civili universalizzanti di civiltà passate come quella greca in un contesto sociale più cosmocentrico. 

 Dott. Raffaele Bocciero per filosofiaelogos.it

                                                                  BIBLIOGRAFIA

Antonio Rossi, Le vie dell’uomo (voll. I, II e III), Editore Principato, Milano 1967.

AA.VV., Enciclopedia Filosofica, Editore Bompiani, Milano 2010.                

George Foot Moore, Storia delle religioni (voll. I e II), Editore Laterza, Bari 1989.

AA.VV., Enciclopedia Generale DeAgostini, Novara 1999.

Merlin Donald, L’evoluzione della mente, Editore Garzanti, Milano 1996.

 

 
  Fonte: filosofiaelogos.it  
   

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