Opus Dei


11 Febbraio, 2013 | Categoria: Esoterismo | Commenti
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Anche se molti dei predecessori di Wojtyla, in particolare Pio XII e Paolo VI, avevano aiutato l'Opus Dei ai suoi albori, fu Giovanni Paolo II a portare a quella che i seguaci dell'ordine considerarono una fioritura miracolosa e voluta da Dio, e che i suoi contestatori videro come un esito pericoloso e potenzialmente disastroso.
Circa 20 anni fa, ne In nome di Dio, scrissi che dovrebbero essere analizzati alcuni particolari alla luce del fatto che questa setta cattolica condivide molte idee e valori con la P2 e che oggi rappresenta una forza con cui si deve fare i conti all'interno di Città del Vaticano. L’Opus Dei è un'organizzazione cattolica di dimensioni internazionali. Anche se attualmente i suoi seguaci sono relativamente pochi (le stime variano tra 60.000 e 80.000), la sua influenza è notevole. Si tratta di una società segreta, un genere di attività severamente proibito dalla Chiesa. L’Opus Dei nega di essere un'organizzazione segreta, ma rifiuta di fornire la lista dei suoi membri. 

E’ stata fondata da un sacerdote spagnolo, Monsignor Josemaria Escriva de Balaguer, nel 1928. Si colloca all'estrema destra della Chiesa cattolica, dato politico che le ha procurato tanti adepti quanti nemici. Tra i suoi membri la percentuale di preti è molto bassa, circa il 5%; per il resto ne fanno parte laici di entrambi i sessi. Anche se vi figurano persone molto eterogenee tra loro, l'organizzazione cerca di attirare a sé i membri più illustri degli ordini professionali, compresi studenti e laureati che aspirano a diventare dirigenti. Il dottor John Roche, conferenziere dell'Università di Oxford ed ex membro dell'Opus Dei, la definisce "segreta, sinistra e orwelliana".
Certamente è sempre stata una società segreta molto temuta. Albino Luciani lodò in modo eloquente alcuni dei suoi fondamenti spirituali, anche se mantenne un discreto silenzio sulle questioni dell'auto-mortificazione e della ben più potente ideologia fascista. Con Papa Giovanni Paolo II, l'Opus Dei ha prosperato: pur non appartenendo alla setta, Wojtyla ha cercato in ogni modo di favorirla. Dopo la sua elezione, uno dei suoi primi atti consistette nel recarsi presso la tomba del fondatore dell'ordine a pregare. In seguito le concesse lo status di prelatura personale, un passo significativo che le permetteva di dover rendere conto solo a Roma e a Dio.
Secondo quanto essa stessa ha sostenuto, l'organizzazione ha esponenti che lavorano presso oltre 600 giornali, riviste e pubblicazioni scientifiche sparsi in tutto il mondo e presso oltre 50 stazioni televisive e radiofoniche. Negli anni '60 tre dei suoi membri facevano parte del Gabinetto del dittatore Franco e parteciparono alla creazione del "miracolo economico" spagnolo. Il Capo dell'enorme gruppo spagnolo Rumasa, José Mateos, noto per essere l'uomo più ricco di Spagna, è un membro dell'Opus Dei; ha incanalato milioni verso questa organizzazione e molti di quei soldi provenivano da affari illegali realizzati con Calvi in Spagna e in Argentina. Tesoriere della P2 e dell'Opus Dei: forse la Chiesa si riferisce a questo quando dice che Dio opera in modi misteriosi. Attualmente è al centro di uno scandalo per aver costruito una rete di corruzione simile a quella dell'impero di Calvi. L'Opus Dei possiede una ricchezza sterminata. Fino a poco tempo fa, quando l'azienda ha cambiato proprietà, chiunque entrasse in un'enoteca Augustus Barnett in Inghilterra portava denaro nelle casse dell'Opus Dei.
L'Opus Dei ha ottenuto un successo maggiore di quello previsto dagli incubi più foschi dei suoi contestatori e oppositori. Il suo defunto fondatore, Escriva, fu beatificato nel 1992 e canonizzato nell'ottobre 2002, grazie alla gentile concessione di un investimento di circa 750.000 dollari da parte dei suoi alti esponenti (come osservò il mio informatore americano).
La concessione dello status di prelatura personale, nel 1982, fu un atto che alla fine si ritorse contro la Chiesa stessa. Dal 1982 l 'Opus Dei non è più sotto la giurisdizione della struttura mondiale del vescovato. Può operare come meglio crede, a prescindere dalle contestazioni che si verificano nelle diocesi, e risponde solo al suo leader, che attualmente è il madrileno Xavier Echevarria, e tramite questo al Papa. Quando molti vescovi irlandesi negli ultimi anni si sono opposti alle attività dell'Opus Dei nelle loro diocesi e hanno fatto intendere di volere l'allontanamento dell'organizzazione, sono stati ignorati. Nel settembre 1994, la celebre rivista portoghese VISAO pubblicò un articolo che criticava l'ordine: ricevette una valanga di lettere ostili e minacciose e poco dopo, misteriosamente, i suoi uffici presero fuoco. Da allora VISAO non sembra particolarmente incline a criticare l'Opus Dei.
Le tattiche di reclutamento dell'Opus Dei
L’Opus Dei ha creato in tutto il mondo, nei campus universitari e nelle città limitrofe, residence che fungono da centri di reclutamento. I metodi usati da alcuni sacerdoti ricordano le tattiche della Chiesa dell'Unificazione e degli adepti di Scientology. I loro obiettivi prediletti sono i giovani adolescenti che si allontanano dalla famiglia per la prima volta. Gli ex membri disillusi e i genitori amareggiati per aver "perso" i figli parlano di "controllo della mente", espressione che richiama le opere di Escriva.
"Questa santa coercizione è necessaria: compelle intrare - obbligateli a venire... Non abbiamo scopi diversi da quello comune: proselitismo, nuove vocazioni... Quando una persona non ha zelo per conquistare le altre è morta... io sotterro cadaveri".
Una seducente e prolungata offensiva (il cosiddetto "bombardamento d'amore") viene intrapresa nei confronti di ogni membro potenziale che, una volta ammesso nella setta, viene gradualmente, quasi impercettibilmente, alienato dalla famiglia e dagli amici. Per esempio, una rigida regola prevede che tutta la corrispondenza sia prima esaminata da un membro altolocato dell'organizzazione, che poi può decidere se farla recapitare o meno al destinatario.
Nei campus universitari di tutti gli Stati Uniti recentemente le attività dell'Opus Dei hanno causato profonda preoccupazione tra i religiosi cattolici che non ne fanno parte. Donald R. McCrabb, direttore esecutivo della Catholic Campus Ministry Association, un'associazione che riunisce oltre 1.000 cappellani cattolici in tutta la nazione, ha osservato: "Ho saputo dai ministri del campus che allo studente viene assegnato un 'direttore' spirituale dell'Opus Dei, il quale deve approvare tutte le sue azioni, tra cui la lettura della corrispondenza, le lezioni che frequenta e i libri che legge".
Il personale delle università di Stanford e Princeton sta registrando, descrivendole nel dettaglio, le pressioni eccessive che gli studenti del primo anno subiscono da parte dei sacerdoti dell'Opus Dei: domande continue sulla loro vita sessuale, coercizione costante affinché si confessino, istruzioni sulla condotta da tenere e sui professori da evitare. Gli "amici" dell'Opus Dei che si avvinghiano al loro bersaglio seguono delle procedure singolari, tra cui una messinscena, la "crisi di vocazione", durante la quale due membri della setta che lavorano insieme sull'obiettivo raggiungono un climax emotivo: "Dio sta bussando alla tua porta: hai la forza e la fermezza per dire sì? Questa è la tua unica possibilità di avere la vocazione... " Come ricorda l'ex membro Tammy Di Nocala: “Fondamentalmente te la presentano come un'occasione che capita una sola volta nella vita. Se non la sfrutti, ti sarà preclusa per sempre la possibilità di ricevere la grazia di Dio".
Negli Stati Uniti, l'Opus Dei opera non solo nei campus universitari, ma anche in molte scuole secondarie con alunni di appena 13 anni. In seguito a un'indagine ufficiale, in Inghilterra l'allora Primate, il defunto Cardinale Basil Hume, impedì all'Opus Dei di fare proselitismo tra i minori di 18 anni.
Sin dall'inizio l'Opus Dei ha trattato le donne come esseri inferiori, relegandole principalmente ai lavori domestici. Esse sono sempre subordinate ai loro "superiori" e private dei diritti civili. Anche se alcune appartenenti alla setta conseguono il dottorato, spesso il loro talento viene ignorato. Escriva scrisse: "Alle donne non serve studiare: è sufficiente che siano prudenti". Molta enfasi viene attribuita alla cosiddetta "modestia".
Il defunto fondatore avrebbe avuto sentimenti contrastanti sulla clamorosa ascesa in Inghilterra di Ruth Kelly, appartenente all'Opus Dei e promossa, nel gennaio 2005, all'incarico di ministro dell'Istruzione del governo Blair.
Molti membri dell'Opus Dei continuano a negare che la lista completa degli adepti sia un segreto custodito gelosamente. O mentono o non conoscono le regole della loro Costituzione, che fu redatta nel 1950; pur se qualcuno dei suoi membri recentemente ha sostenuto che essa è ormai superata, tra le sue regole si può leggere la seguente dichiarazione: "Questa costituzione è il fondamento del nostro istituto. Per questo motivo deve essere considerata sacra, inviolabile e perpetua". L'autore spagnolo Jesús Ynfante esamina a tutto tondo questo tema nel Suo libro illuminante La Prodigiosa Aventura del Opus Dei in cui cita tutta la costituzione, comprese le seguenti regole.
La Regola 189 stabilisce che: "Per raggiungere i suoi obiettivi nel modo più efficace, l'istituto (Opus Dei) deve condurre un'esistenza occulta".
La Regola 190 aggiunge: "A causa della (nostra) umiltà collettiva, che è propria del nostro istituto, tutto ciò che viene fatto dai membri non deve essere attribuito a esso, ma a Dio soltanto. Di conseguenza anche il fatto di appartenere all'istituto non deve essere rivelato all'esterno; il numero dei membri deve restare segreto; e più precisamente i nostri membri non devono discutere di questi argomenti con nessuna persona esterna all'istituto".
La Regola 191 prosegue: “I membri ordinari e straordinari devono sempre osservare un prudente silenzio in merito ai nomi degli altri membri e non devono mai rivelare a nessuno di appartenere all'Opus Dei... se non sono espressamente autorizzati a farlo dal loro direttore locale".
Grazie a un potente mix di ricconi e laureati di grande talento, l'Opus Dei ha creato un impero affaristico tentacolare che si potrebbe definire “Piovrus Dei”. La setta non pubblica mai un bilancio annuale e si nasconde dietro filiali estere, società ombra e prestanome.
Il quartier generale dell'Opus Dei negli Usa è opportunamente situato nel cuore di Manhattan, non lontano da Wall Street. L’edificio di 17 piani che lo ospita, costato circa 50 milioni di dollari, è il muto testimone di una ricchezza globale costruita soltanto in piccola parte grazie alle decime dei suoi circa 90.000 membri.
Da un umile e oscuro esordio, nell'ottobre 1928 a Madrid, “L’opera di Dio" è passata a possedere beni che fonti bancarie svizzere hanno stimato in "un miliardo di dollari, in crescita". Già nel 1974, dopo il crack Sindona (che aveva causato perdite valutate tra 50 e 250 milioni di dollari), Escriva era in grado di provvedere alla copertura del 30% delle spese annue sostenute dal Vaticano. A prescindere dalla cifra effettiva del crack, Escriva era pronto ad accollarsi gran parte del buco, perché voleva a tutti costi veder riconosciuto all'Opus Dei il privilegio di essere "prelatura personale". Malgrado tutto quello che è stato scritto a riguardo, allora Paolo VI aveva profonde riserve sull'Opus Dei e su Escriva, per cui declinò gentilmente l'offerta.
Ben prima della metà degli anni ' 70, l 'Opus Dei si era spinto molto lontano dalla Spagna: in Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna poteva contare su centri ben avviati già negli anni '60, così come in ogni nazione latino-americana, dal Messico al Cile. Ben presto seguì l'infiltrazione negli Stati Uniti e in Estremo Oriente. I membri erano attentissimi a concentrarsi su potenziali nuovi adepti e usavano lo zelo di un rappresentante potente e pronto a tutto pur di accaparrarsi le provvigioni del mese.
Il potere e il successo globale dell'Opus Dei si devono più all'opera di Mammona che all'opera di Dio. Nella politica, nelle attività bancarie e di consulenza finanziaria, negli ordini professionali, nell'istruzione e nell'editoria i seguaci di Escriva hanno messo le mani su molte leve del potere e del condizionamento.
La Spagna , la nazione in cui tutto è iniziato, ne è un esempio illuminante. I governi spagnoli che si sono susseguiti dagli anni ' 50 a oggi contenevano invariabilmente o membri dell'Opus Dei o uomini felici di "collaborare" con la setta. Nell'ottobre 1969 il generale Franco decise che al paese serviva un nuovo governo. Dieci membri del nuovo Gabinetto appartenevano all'Opus Dei, altri cinque avevano legami molto forti con l'organizzazione e tre collaboravano spesso con essa. Più recentemente tra i membri dell'Opus Dei in Spagna si annoverano il presidente del Banco Popular, un procuratore generale, Jesus Cardenal, un capo della polizia, Juan Cotino, e centinaia di insigni accademici e giornalisti, nonché circa 20 componenti della famiglia reale spagnola. 1 figli dell'ex Primo Ministro José Maria Aznar hanno studiato presso l'Opus Dei. Nel governo Aznar, nel sistema giudiziario, nelle università e nelle scuole l'Opus Dei prosperava al massimo livello. A parte il governo socialista da poco salito al potere, tutte le roccaforti che ha conquistato restano nelle sue mani. Che gli piaccia o meno, il contribuente spagnolo dà sussidi all'insegnamento di un'ideologia che in tutti i sondaggi è stata respinta dalla maggioranza dei cattolici. L’ideologia dell'Opus Dei non riconosce la libertà di coscienza e non rispetta il principio di uguaglianza.
In Italia durante gli anni '60 e '70 spesso si diceva che "se vuoi avere successo nella vita devi entrare nella loggia massonica P2". Nella Spagna moderna e in molte altre nazioni c'è una nuova versione della P2, altrettanto pericolosa e segreta. E’ sicura di sé anche dopo la morte di Giovanni Paolo II, certa che il suo successore le sorriderà e le sarà favorevole.
Come la P 2, l'Opus Dei riesce a insinuarsi ovunque con una destrezza impressionante. Il mio informatore americano sul Vaticano era uno dei tanti membri della Curia pronti a parlare della morsa dell'Opus Dei che si stringeva sempre più intorno al cuore della Chiesa cattolica. Mi disse:
"Controllano la Banca , i servizi di informazione, questo concilio, quella congregazione... Coi cambiamenti apportati dal Papa alle procedure di voto per il prossimo Conclave, tutto ciò che deve fare l'Opus Dei è controllare un terzo dei voti più uno, così riuscirà a fermare qualsiasi candidato rivale per otto giorni... Vede, ogni volta che c'è un Sinodo o un incontro come questo di ottobre si svolgono riunioni segrete. Dal 1991-1992 si svolgono sulla via Aurelia, in collegi particolari... I cardinali europei ne hanno fatta anche una a Parigi... A parte i cardinali noti, a parte i circa 50 membri dell'Opus Dei che hanno incarichi nelle congregazioni e nelle commissioni pontificie, ci sono i loro 'amici' esterni. Dall'altra parte del Tevere sono stati proprio quegli 'amici' a bloccare, nel 1986, l 'inchiesta parlamentare e giudiziaria sull'Opus Dei richiesta dal ministero delle Finanze del governo".
In Italia gli amici dell'Opus Dei sono molte migliaia: i loro membri effettivi nel paese sono solo circa 4.000. Tra di essi su una sponda del Tevere c'è l'attuale Segretario di Stato vaticano; sull'altra ci sono industriali di spicco, editori, governatori di banca e una schiera di leader politici. Nel 1993 Giuseppe Corigliano, portavoce romano della setta, a chi gli chiedeva se il Vaticano avesse dato un particolare incarico all'Opus Dei, rispondeva con un capolavoro di sintesi: “1’Europa”.

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