Mauro Biglino


21 Novembre, 2014 | Categoria: Attualità | Commenti
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Mauro Biglino (Torino, 13 settembre 1950) è uno storico e scrittore italiano. Ha pubblicato in Italia quattro libri con la casa editrice Uno Editori, di cui due dedicati alla ricerca e al lavoro di ri-traduzione del testo originale ebraico dell'Antico Testamento, impostati con il testo ebraico e la traduzione letterale della Bibbia Hebraica Stuttgartensia, riportato parola per parola con un sistema semplice, comprensibile per ogni tipo di lettore.

La Bibbia Hebraica Stuttgartensia è la prima edizione stampata del testo Masoretico, dedotto dal Codice di Leningrado del 1008 d.C. che è il testo originale di referenza della Bibbia per la Chiesa Romana Cattolica, per la Bibbia delle Chiese Protestanti Cristiane (la versione di Re Giacomo), e per la Torah della religione ebraica.

Le due pubblicazioni di Mauro Biglino dedicate al Vecchio Testamento sono "Il Libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia" e "Il Dio Alieno della Bibbia" (Uno Editori), preceduti dai libri “Chiesa Romana Cattolica e Massoneria” e “Resurrezione Reincarnazione”. Prima di dedicarsi alla scrittura, l'autore ha lavorato dieci anni per la casa editrice Edizioni San Paolo, come traduttore dall'ebraico antico del testo Masoretico originale della Bibbia.

Mauro Biglino ha tradotto per le Edizioni San Paolo diciannove libri della Bibbia. Dodici pubblicati nel libro "I Profeti Minori", cinque nel libro "Cinque Meghillot".

In relazione al suo lavoro di traduttore ufficiale della Bibbia, Mauro Biglino è stato intervistato dalla Televisione Nazionale italiana e su molte emittenti radiofoniche Nazionali, tiene inoltre conferenze e seminari in tutta Italia.

Mauro Biglino è un po il Zecharia Sitchin Italiano, se il primo dallo studio il cuneiforme ha dedotto che la Bibbia è un po più di un libro con delle storie da prendere metaforicamente, il secondo rincara la dose, traducendo esattamente ( o cosi almeno dice, non posso confutare) dall’ebraico antico… Mauro era già traduttore per le Edizioni Paoline, quindi si può dire che senza dubbio ha il suo bel curriculum.

La sua ultima opera – un successo  editoriale clamoroso, superiore, forse, anche alle aspettative dell’autore- già nel titolo suona come  una promessa: ”Il libro che cambierà per sempre  le nostre idee sulla Bibbia -  Gli dei che giunsero dallo spazio?”. E la promessa viene mantenuta subito, fin dalle prime pagine in cui il testo ebraico originale viene tradotto, parola per parola, svelando un significato letterale che spazza via in pochi istanti  tutto quello che ci hanno insegnato.

L’autore, Mauro Biglino, per molti anni è stato traduttore per la principale Società Editrice di area cattolica. Il suo compito era proprio questo, traslare ogni singolo suono e fonema dell’antico ebraico in italiano, lasciando poi a prelati e cardinali il compito di interpretare, in chiave religiosa, quelle parole  arrivate- secondo quanto dice la  tradizione- direttamente da Dio. < Sì, stendo la traduzione dall’ebraico masoretico del Codice di Leningrado.  Ho tradotto finora 23 libri dell’Antico Testamento. Quello che scrivo oggi- e che ripeto nelle mie conferenze per l’Italia-  deriva da una lunga esperienza di traduzioni letterali. E quello che racconto nel libro è ciò che per primo ha stupito me.  Sono convinto che la religione nella quale siamo stati educati  sia nata, in realtà, da un contatto tra l’umanità ed esseri tecnologicamente superiori. La Bibbia è una storia vera, racconta episodi concreti,  ma poi con il passare del tempo si è perso il contatto con questa “fisicità” ed è subentrata l’elaborazione teologica.> Allora entriamo nel dettaglio del testo biblico, analizzando non l’interpretazione- spesso metaforica o misterica – che ne viene data, ma  il significato originario delle parole che compongono questo testo sacro per Ebrei e Cristiani. Partiamo con un termine fondamentale:   ELOHIM . Compare più volte nella Genesi. Controllate sulla vostra Bibbia, lo troverete tradotto sempre al singolare come “Dio”. Ma gli Ebrei di qualche migliaio di anni fa cosa intendevano davvero con questa parola? <Il significato corretto è “gli splendenti”,   individui molto superiori agli uomini, ma non spirituali.  Quindi non dei, è un termine questo che non apparteneva alla cultura di chi scrisse , ma che è subentrato in un secondo momento, in un processo  durato secoli.> Ecco la prima sorpresa. L’Elohim che crea Adamo ed Eva non  è Dio, né al singolare né al plurale.  Allora forse abbiamo mal interpretato anche la coppia primigenia dell’Eden? Chi sono davvero Adamo ed Eva?<Sono i progenitori dell’homo sapiens. E non sono stati creati dal nulla, ma su di loro gli Elohim sono intervenuti con l’ingegneria genetica, dando come un colpo di acceleratore all’evoluzione umana. Adamo, come nome, significa “quello della terra”, insomma nato su questo pianeta. Letteralmente è più corretto tradurlo  “il terrestre”, per distinguerlo evidentemente da chi terrestre non era. Eva invece è Hawà, ovvero “la madre dei viventi”, insomma la progenitrice di tutta la specie umana.> Chi conosce  la teoria degli “Antichi Astronauti”  , chi ha letto anche un solo libro di Zecharia Sitchin, a questo punto si sente già a proprio agio… Ma l’elemento in più di Mauro Biglino è la sua totale padronanza del testo antico, che sa leggere in lingua originale e dunque capire.  Non rielabora traduzioni  e concetti  altrui, insomma, ma rilegge semplicemente le parole scritte in epoche lontane nell’accezione che avevano in quei tempi, in quei contesti, in quelle culture. Non con la nostra “forma mentis”, ma con la loro. Indicando, poi, in righe parallele il testo originale in antico ebraico  e quello in italiano parola per parola , lascia ad ogni singolo lettore- a tutti noi- di verificare l’esattezza  delle traduzioni e di  trarre le proprie conclusioni. E le sorprese non mancano… “La figura dell’angelo è il classico esempio di questa elaborazione teologica avvenuta con il passare del tempo. Infatti i cosiddetti angeli della Bibbia- ovvero i Malachim- tutto sono fuorchè angeli come ce li immaginiamo noi-cioè esseri incorporei, forniti di ali ,asessuati e così via. Invece quando si parla di loro , non c’è dubbio che si faccia riferimento a creature materiali, dotati di 2 gambe, che camminano, che devono mangiare, si sporcano e quindi si lavano, hanno necessità di dormire…Davvero niente a che spartire con le figure angeliche della nostra iconografia! Per non parlare poi di Jahwèh. Direi che ha solo caratteristiche umane. E’ impossibile trovare nell’Antico Testamento- specie nelle parti fondanti che raccontano la storia delle origini- qualsiasi riferimento spirituale  su Jahwèh. E’ avvenuto in un momento successivo. Lo dicono anche gli esegeti ebrei: trovare nella Torah una visione spirituale di Dio è del tutto pretestuoso, perché non c’è.> Gli Elohim come gli Anunnaki sumeri, i Malachim come i “Guardiani del cielo” di sitchiniana memoria… E poi il paradiso terrestre, la creazione dei primi esseri umani… Analogie e richiami già emersi negli studi di altri noti ricercatori alternativi e che Mauro Biglino non sottovaluta.

Nello studio delle traduzioni in inglese delle tavolette sumere che svolgo da alcuni anni, ho colto questi parallelismi affascinanti. Ci fanno capire, a mio avviso, come altri popoli abbiano parlato – molto tempo prima della Bibbia- degli stessi eventi, anche in modo più preciso e particolareggiato. La Bibbia- che è stata in un secondo momento interpretata in chiave teologica- ne ha fatto accenni più sintetici, ma i fondamenti cronachistici delle vicende non sono stati  cancellati e riemergono ancora chiaramente. Nell’Antico Testamento, possiamo leggere la vera storia dell’umanità delle origini, scritta con gli strumenti logici e linguistici dell’epoca. E se si avesse la voglia e l’umiltà di cercare in questa direzione, si troverebbero molte più prove di quante già non ne emergano.  Invece, quando si leggono brani della Bibbia che rappresentano qualcosa di incredibile, li si ritiene a priori non veri, perché si pensa:”E’ impossibile che l’autore volesse esprimere  proprio quel concetto”. E invece no: se lo ha scritto, voleva dire esattamente così…> Appurato che- come dice la Bibbia- gli Elohim ci hanno “creato” facendoci “a loro immagine e somiglianza”, è possibile- sempre dal testo biblico – capire qualcosa di più sui “creatori”? Chi sono? Perché hanno voluto portarci sulla via dell’evoluzione? E da dove sono giunti? <C’è una risposta che possiamo attingere dalla religione- spiega lo scrittore- quando  ci dice che siamo stati creati per amare e servire Dio. Questa frase contiene un profondo concetto di verità. Nel senso che questi esseri ci hanno formati perché lavorassimo al posto loro. Era un servizio estremamente concreto, molto più di quanto non si pensi.  Da dove sono arrivati? In questo caso ci sono molte ipotesi, io non mi sbilancio. Il mio metodo è leggere e descrivere ciò che c’è scritto nel Codice di Leningrado. Ognuno poi può scegliere l’ipotesi che preferisce, in attesa che sia avvalorata dalla ricerca scientifica. Quindi possono essere arrivati da Nibiru- come diceva  Zecharia Sitchin- o magari dalla zona di Orione- come farebbero pensare certi riferimenti aramaici all’interno della Bibbia stessa…Ma dobbiamo sapere che siamo di fronte  solo a possibilità  senza certezza. Per quel che mi riguarda, però,  se un giorno si dimostrasse che Nibiru è un’elaborazione della fantasia, non cambierà nulla. Nel senso che ciò che è scritto nella Bibbia rimane scritto. La Bibbia non si pone il problema del punto di origine di questi signori,   dice semplicemente che c’erano. E io mi attengo a questo.>

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