Lo Spirito Ariano per fermare l'Anticristo


23 Febbraio, 2016 | Categoria: Esoterismo | Commenti
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In questo tema cercheremo di comprendere l’origine delle molte sofferenze che coinvolgono l’esistenza umana partendo dal serbatoio di racconti e simboli della mitologia. Storie costruite spesso su opposizioni: buono e cattivo, maschile e femminile e bello e brutto con l’uomo e la natura che ne sono i protagonisti dalla nascita del mondo alle avventure degli eroi per cercare di rispondere alle domande fondamentali degli uomini e al desiderio di conoscere. La mitologia racconta che in principio era il Caos, uno stato primordiale di vuoto, da cui fu generato il Cosmo da cui emersero gli dèi e gli uomini. Il Caos era un miscuglio universale e disordinato della materia, una forza indifferenziata e distruttrice capace di generare, da cui si delineerà il Cosmo, ossia l’Universo con il suo ordine di forza, capace di contrastarlo determinando due aspetti coesistenti l’uno nell’altro nel processo di separazione delle due realtà, in una relazione circolare con equilibri instabili fino a possibili regressioni dell’evoluzione per le sregolatezze umane capaci di liberare nel mondo la forza del Caos sotto molteplici aspetti e forme. Questa fase regressiva è nel nostro tempo particolarmente attiva in Europa sospinta nel vortice della globalizzazione del meccanicismo tecnologico col denaro elevato a idolo supremo a cui si sacrificano i valori della vita con un essere umano svuotato della sua dimensione qualitativa. Una situazione spaventosa dalla quale bisogna uscire facendo leva sulle tradizioni indoeuropee per arginare questo difficile periodo e ritrovare il senso della propria identità, per non sprofondare insieme alle proprie radici e responsabilità nella deflagrazione mondiale. E’il momento che le energie disperse si ritrovino unite nel riaffermare la propria specificità libera da posizioni subalterne alle conquiste democratiche e che spingono verso l’azzeramento culturale dell’omologazione planetaria. Una sfida che ripropone le radici europee in quella centralità politico-culturale euroasiatica di Alessandro Magno, con l’ideale del cosmopolitismo da contrapporre alla globalizzazione che se rappresenta l’interdipendenza di processi economici e politici è in realtà una riduzione delle vocazioni universalistiche all'omogeneizzazione del mercato mondiale. Con Alessandro Magno l’ellenismo indo-greco  raggiunse un elevato grado di sincretismo testimoniato ancora oggi dall’arte greco-buddista perfetta fusione di dottrine di origine diverse sia nella sfera delle credenze religiose che in quella delle concezioni filosofiche. Quindi il patrimonio greco-romano, filtro di valori indoeuropei, che preservò costumi e tradizioni di popoli diversi con tracce dell’ideale cosmopolitico sopravvissute fino alle moderne sintesi filosofico-scientifiche con le prospettive sane della sperimentazione tecnologica. Trame oscure operano dietro il processo della globalizzazione e dissoluzione della nostra civiltà dal cui baratro commerciale non è sottratto neanche il cuore della sessualità allontanata dalle sue finalità tantriche. Una frantumazione progressiva di molte civiltà planetarie e delle tradizioni indoariane operata dai molteplici “sacerdoti” della devastante forza del Caos. Un colpo distruttore è databile nel 380 con i decreti imperiali di Flavio Teodosio I, ultimo imperatore a regnare su un impero unificato che fece del cristianesimo, ossia della versione messianica dell’ebraismo, la religione unica e obbligatoria dell’Impero modificando radicalmente il corso della storia. Nel 212, l’imperatore Antonino Caracalla aveva cercato di fronteggiare l’attacco cristiano all’Impero e al  cosmopolitismo emettendo con la Constitutio Antoniniana un Editto che estendeva la cittadinanza romana quasi a tutti gli abitanti dell’Impero col diritto romano reso applicabile ovunque anche attraverso varie commistioni fra diritto locale preesistente e diritto civile romano. Con i decreti di Flavio Teodosio I del 380, l’ortodossia cristiana suggella la sua alleanza con la forza devastante del Caos. Il fondamentalismo emergente arriverà a forme di burocratizzazioni sempre più politiche e distanti dal messaggio evangelico predicato da Gesù Cristo alla comunità ebraica per l’apertura universalistica. Nel Concilio di Costantinopoli dell’869 il fondamentalismo cristiano sovverte le dottrine di fondo dei primi secoli della predicazione di Gesù Cristo sostituendo l’invito evangelico “di mettersi al servizio di tutti gli uomini” con l’esercizio del “proprio potere ecumenico e universale”. Tutto previa rimozione dell’esistenza dello spirito come parte costitutiva dell’essere umano lasciando intravedere per la sola anima qualche qualità spirituale. Una decisione che cancellava la parte dell’uomo soggetta all’evoluzione e nello stesso tempo l’esistenza del mondo spirituale con le sue leggi evolutive come la legge del karma e della metempsicosi con la possibilità di autodeterminazione dell’essere umano. Tutte le potenzialità dell’uomo venivano limitate alla sola dimensione materiale. Un duro colpo all’ordine cosmico con la gerarchia cristiana che degenererà a coinvolgimenti sempre più marcati in molti scenari socio politici fino alle responsabilità per le basi ideologiche dell’imperialismo americano sorretto da cupole finanziarie che dominano impropriamente l’Europa e buona parte del Mondo Occidentale antitesi opposta al processo cosmico del racconto mitologico. Un imperialismo che contrappone con l’etichetta di “terrorismo” ogni forma di difesa contro l’esportazione dei dogmi di potenza del suo sistema economico. Follia di un pugno di banchieri, particolarmente attivi in questi ultimi anni a promuovere iniziative contro alcuni Paesi islamici, colpevoli di resistere al loro giogo finanziario dell’indebitamento col quale già dominano, con la monopolizzazione del denaro, diversi contesti mondiali. Una situazione surreale, con Stati islamici che paradossalmente trovano nel fondamentalismo cattolico una certa simpatia verso l’islam per come ancora riesce a influire politicamente sulle società e sulla cultura di quei Paesi, cosa che il cattolicesimo ha in buona parte perduto. Questa situazione politica di scarso potere temporale consente di definire, in contrapposizione all’islam, un’identità europea in una realtà nuovamente allargata alle tradizioni indigene del continente che al momento è chiamato a sostenere anche un rilevante numero di migranti provenienti dal nord Africa, sradicati dalle loro patrie dalla violenza del business commerciale. Il tema dell’accoglienza è un occasione oltremodo utile per ricordare ai cristiani, che nulla possono in merito rimproverare agli europei, dal momento che furono accolti  nel territorio greco-romano con spirito fraterno, ricambiato poi con violenza devastante contro i suoi costumi e con lo sterminio di intere popolazioni. Un comportamento estremo che ricalcò quello del massacro operato dai loro fratelli ebrei nella biblica conquista della “terra promessa”, oggi al centro dei pericolosi progetti di globalizzazione fomentati sempre dai “sacerdoti” della stessa forza devastante fondamentalista. L’Europa in armonia con lo spirito ariano, deve considerare le ondate migratorie dei popoli del Terzo Mondo, non con i termini economici del capitalismo, ma in una prospettiva politico-fraterna di cooperazione e di sviluppo che guardi oltre i business finanziari miranti al progetto di una società globale scevra e imbastardita dove si dissolvono etnie, tradizioni e costumi di popoli che rappresentano diversità culturali del patrimonio della storia di tutti e importanti fonti di esperienza nella metempsicosi delle anime per affrancarsi dalla materia. Riscoprire l’identità europea significa riconsiderare anche l’educazione dei fanciulli partendo dagli eroi della nostra letteratura mitologica, nonché ripensare al valore della filosofia libera da servilismi di potere dell’attuale Era cristiana e nuovamente esercizio di vita per il bene, la verità e la giustizia in un dialogo aperto con le diverse vie del sapere per il benessere dell’umanità. Nessun progresso umano può prescindere da ideali elevati che determinano la realizzazione della vita e la felicità in quella pienezza senza necessità di palliativi. Spesso la gente si crea dei comportamenti frustranti o distruttivi scaturiti del senso di vuoto interiore che tenta di calmarlo con comportamenti che producono un provvisorio quanto instabile cambiamento di stato d’animo che può facilmente diventare un’abitudine e disperdere energie su come cambiarla invece di guarirne la causa. L’ignoranza può facilmente indurre a confondere i valori come “mezzo” dai valori come “fine”. L’amore, il successo, la famiglia, il denaro, il lavoro, la bellezza…… sono tutti dei valori. Di questi solo l’amore è un “fine” perché è un elevato stato emozionale che rende la vita gratificante e ricca. La famiglia, il denaro, il successo, la bellezza e il lavoro sono dei “mezzi” per arrivare all’elevato stato emozionale dell’amore. La corruzione ha alterato i rapporti di questi valori propagandando falsi illusioni con gravi ripercussioni sociali. Il denaro, da istituzione sociale, nato per andare incontro ai bisogni di libertà umani è diventato uno strumento per sfruttare il lavoro dei cittadini. La bellezza, dalle sue concezioni di armonia, equilibrio e proporzione di criteri di verità è scaduta a valutazioni soggettive o maggioritarie. Peggio ancora allo strumentale accostamento del desiderio sessuale al mediocre estetismo per istupidire le masse. Riconsiderare quindi il valore della donna già trattato in “La parthenos modello universale di femminilità” e incluso nella bibliografia. La riscoperta ariana dell’identità europea resta importante  anche per ebrei e cristiani nel loro cammino di autenticità con le verità del messaggio biblico, fondamentali per cooperare insieme al bene comune e alla salvaguardia di tutte le comunità del pianeta. Rileggere l’incarnazione di Gesù Cristo  attraverso la luce indoeuropea può essere utile a ebrei e cristiani a meglio rivalutare la realtà umana non più desacralizzata e delegittimata nella sua spiritualità a discapito di una volontà suprema e trascendente, ma recuperata nella sua dimensione che nella solidarietà reciproca ha consentito di fondare società in cui la felicità di tutti era condizione della felicità di ciascuno. L’Europa deve recuperare il vincolo tra l’uomo e la comunità in un organicità dell’uomo con il cittadino, con l’importante legame morale e norma nelle relazioni umane. Costumi e tradizioni in armonia con la saggezza greco-romana, dove il destino individuale non era separato da quello pubblico in una religiosità mai “confine” ma cittadinanza in comunione, con le divinità che proteggevano e aiutavano a prosperare senza contrapposizione tra bene personale e bene comune, a salvaguardia di valori umani e civili nonché di legami etnici, di patria e di tradizioni. I popoli europei devono reagire perché le radici della loro storia spirituale, non siano più sacrificate all’egoismo di norme disgiunte e antagoniste alla vita politica per speranze e promesse ultraterrene o peggio ancora schiave di paure di un fantomatico “giudizio universale”alla fine del mondo, frutto di religiosità deviate ed estranee anche alle più remote spiritualità celtiche e germaniche. L’ethos in origine designava non a caso quell’insieme di valori individuali trasmessi dalla comunità di nascita e costituivano un patrimonio culturale, successivamente sovvertito dall’illusione della libertà cristiana che sradicherà l’uomo dalla sua storia con le atrocità delle inquisizioni e dei roghi del medioevo fino ai disagi della modernità. L’epoca in cui viviamo è sempre più lontana da quell’armonia dell’uomo con la natura, a differenza della società greco-romana col suo sviluppo storico già in essere nel IV secolo a.C. come dimostrato dalla suprema dedizione di Socrate alle leggi vigenti a smentire le menzogne della storicità  partigiana, che si sforza a posticiparlo nel periodo cristiano allo scopo di addolcirne gli orrori. E’ bene ricordare che dalla frattura ebraico-cristiana fra la Gerusalemme Celeste e la Gerusalemme Terrena, originano molte tragedie umane con sofferenze e distruzioni di massa mai ordite prima in nessun età storica. Il concetto della Gerusalemme Celeste risale ai tempi dei Patriarchi del popolo di Israele e riferisce l’evento biblico della “scala degli angeli” che Giacobbe lega a Sion (Porta del Cielo) e al suo corrispettivo nella Gerusalemme Terrena. Esso, letto in chiave allegorica più accorta e universale, rispetto ai privilegi elettivi del fondamentalismo giudaico-cristiano, non lascia intravedere alcun luogo preciso della Terra ma solo l’esistenza di uno spazio superiore disposto in tutto l’universo a indicare l’instabilità delle situazioni umane e con il simbolo della scala a rappresentare nell’universo l’aria presente tra il Cielo e la Terra, con gli angeli che scendono e salgono liberamente come le anime, con alcune che si liberano dalla prigione del corpo per ascendere fino all’etere e altre che scendono per attaccarsi a cose mortali. La figura di Gesù Cristo si inserisce quale esempio della piena realizzazione di se stesso, simbolo del progresso umano, il punto di arrivo del dharma (Legge Cosmica) che trascende la figura storica nella perfezione divina per invitare ebrei e cristiani a superare il buio dell’ignoranza per l’apertura cosmica. A questa frattura sono imputabili molte espressioni della secolarizzazione come il sistema capitalistico del libero mercato, propagandato da illusioni di benessere collettivo o come quello dell’altro aspetto della medaglia borghese del sistema marxista con la sua altrettanto utopica offerta di armonia finale in una società senza classi. Proposte di economia politica scaturite dal bisogno di godimento dello svuotamento qualitativo umano, confluito in una gabbia estetico-economica che ha portato al genocidio dei pellerossa americani, pacifiche popolazioni nei loro ethos tradizionali; all’olocausto nucleare per sradicare i giapponesi dalla loro storia; alle ingenti quantità di bombe scaricate sull’Europa per fermare Fascismo e Nazionalsocialimo colpevoli di simpatizzare troppo con le antiche tradizioni continentali rappresentate dagli emblemi del fascio littorio e della svastica. Tutto questo senza dimenticare altre devastazioni civili come la guerra in Vietnam, quella nel Golfo Persico, gli orrori della guerra civile in Siria, le decennali guerre in Africa e così via tante altre operazioni politico-militari, giustificate alla istupidita opinione pubblica come interventi umanitari. L’ancestrale forza del Caos muove lo spirito estetico-economico secolarizzato che supporta i criminosi progetti della globalizzazione capitalistica, volontà di una ristretta elite finanziaria, risultato di un susseguirsi di gruppi oscuri di poteri paralleli non estranei a congiure di genocidi e distruzioni di massa, antiche offerte di sacrifici all’altare del male. Una remota traccia risale al 95 d.C. con colonie ebraiche che forniscono le infrastrutture di accoglienza ai cristiani per sovvertire l’Impero avvertito come nemico. L’Imperatore romano Domiziano, sordido dalla congiura ebraico-cristiana sarà costretto a eliminare i cristiani dalla casa imperiale e a mettere a morte il console Flavio Clemente e la sua consorte Flavia Domitilla. A riprova di oscuri connubi fondamentalisti tra ebrei e cristiani la loro eredità religiosa è incerta: secondo la tradizione ebraica si sarebbero convertiti al giudaismo dopo aver incontrato il rabbino Akiva ben Joseph mentre quella cristiana li considera convertiti al cristianesimo con Flavia Domitilla inserita nel Martirologio Romano. L’avidità di una forza primitiva, liberata dalla sregolatezza umana, che nel nostro tempo miete ogni giorno decine di migliaia di bambini lasciati morire per fame e malattie. Un massacro di esseri innocenti inaccettabile oltremodo strumentalizzato da politiche incantate dai business delle cupole finanziarie. E’ il momento di recuperare la fonte degli archetipi delle scienze moderne, insieme all’identità religiosa greco-romana dalla cristianizzazione, attraverso una presa di coscienza della spiritualità indoeuropea fuori dalle catene di destini abramitici, fino a esprimere la “gentile-zza” ariana all’orgoglio spirituale semita di papa Pio XII e dei suoi tradizionalisti. Bisogna esprimere lo spirito indoeuropeo e non semita in un continente nuovamente libero da fondamentalismi che hanno portato all’antisemitismo. Una forma estrema di difesa della propria identità, che non prescinde però da giudizi storici indipendenti da posizioni partigiane, perche ogni reazione nasce sempre da una causa che la promuove da cui una critica onesta non può distanziarsi, così come non può esimersi da considerare che il termine “civile” significa anche “costume collettivo che fornisce un ethos ossia un’identità a individui e popoli”, un patrimonio che unisce il particolare all’universale dell’ordine cosmico che è dovere civile difendere, perché fondamentale  al progresso umano e all’evoluzione delle anime nella pienezza della libertà. Solo la disonestà intellettuale può deliberatamente attribuire colpe unilaterali senza un’accorta distribuzione di pesi e misure in un giogo pericoloso a vantaggio delle devastazioni della forza del Caos assimilabile all’anticristo del Libro dell’Apocalisse.


Dott. Raffaele Bocciero filosofiaelogos.it


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