Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella!

30 Maggio, 2018 |Tag: Poliitica | from Author

L’Italia della BCE rappresenta forse gli italiani?

Gent.mo Presidente Mattarella,
sono il filosofo Raffaele Bocciero. Le scrivo perché dopo la sua elezione a Capo di Stato pensavo fosse finito il lungo periodo di sospensione della democrazia italiana che dura da diversi anni con governi tecnici imposti al nostro Paese dalla BCE (Banca Centrale Europea). Dopo la sua decisione di qualche giorno fa di sindacare le scelte dicasteriali del prof. Giuseppe Conte perché qualche ministro da lui proposto per la formazione del governo come l’accademico Paolo Savona sembra non fosse gradito alla BCE mi risulta difficile credere ancora nel ritorno della democrazia in Italia. Lei che alla sua elezione a Presidente della Repubblica aveva espresso la volontà di salvaguardare finalmente gli interessi italiani infondendo nuova fiducia e speranze nelle istituzioni è improvvisamente diventato delusione. Mi chiedo a quali interessi e a quali italiani si riferiva? Agli italiani che godono forse di privilegi politici per il loro servilismo alla BCE? Presidente Mattarella nella sua decisione politica mi sembra di leggere che è l’Italia della BCE che lei vuole salvaguardare. E l’Italia della BCE rappresenta forse gli italiani? La volontà popolare ha nelle ultime elezioni politiche espresso una linea amministrativa che una democrazia compiuta non può non rispettare e un Capo di Stato di un Paese democratico deve porsi in prima linea a salvaguardare la volontà dei cittadini che hanno il diritto di autodeterminare sempre e comunque la loro politica e sovranità perché il valore della democrazia non può essere secondario a quello finanziario. La nostra civiltà ha maturato l’importanza della democrazia e la consapevolezza di quanto è demagogia. Se la BCE si pone al di sopra dell’autorità democratica decide di essere una lobby economico-finanziaria estranea alla nostra comune civiltà europea. E la BCE sembra troppo libera di decidere scelte fuori dalle sovranità istituzionali dei governi dell’Unione Europea (UE). Presidente Mattarella, gli italiani che intendo io sono quelli che lavorano e che pagano le tasse, che credono nella cultura, nell’artigianato, che portano avanti progetti utili alla collettività, persone impegnate alla salvaguardia del nostro patrimonio storico che poi si ritrovano però senza servizi, con un potere d’acquisto sempre più ridotto, con assistenza sanitaria disastrosa, con mezzi pubblici insufficienti e treni sempre più in ritardo, con strade cittadine dissestate e lastricate di voragini perché i Comuni sono impossibilitati a intervenire impoveriti dagli interventi fiscali della BCE ossia da scelte finanziarie di banchieri che sembrano disporre incontrastati di miliardi di euro sottratti all’ambito sociale italiano ma anche a quello di altri popoli europei a cui esprimo congiuntamente ai cittadini italiani la mia personale solidarietà e vicinanza intellettuale. Presidente Mattarella, gli italiani che intendo io sono anche i milioni di giovani in cerca di lavoro, gli anziani soli e i padri di famiglia disoccupati. Questi italiani la invito a conoscere e a salvaguardare perché sono la parte sana del Paese che alle elezioni politiche del 4 Marzo scorso hanno espresso la volontà di riprendersi il proprio destino. Gente che pacificamente sta cercando di epurare le istituzioni politiche ma soprattutto la nostra civiltà da improprie interferenze finanziarie che hanno ridotto la sovranità non solo economica ma soprattutto politica degli Stati membri dell’Unione Europea, risultato di un processo di integrazione che nel 2011 ha portato in Italia la BCE e non più le Banca d’Italia a supervisore della maggior parte delle banche italiane. Al momento la BCE, un istituzione indipendente dall’Unione Europea con potere di definire la politica monetaria, è arrivata a esercitare il controllo su circa l’82% degli attivi bancari dell’eurozona e può decidere in ogni momento di assumere la vigilanza diretta di un qualsiasi istituto fino a deciderne vita e morte. Tutto questo non è democrazia perché ai popoli dell’Unione Europea è impedito di esercitare la sovranità sugli interventi finanziari. Ai banchieri della BCE sento la responsabilità civile di rammentare che anche la pazienza della gente per bene ha dei limiti di sopportazione oltre i quali possono aprirsi baratri pericolosi verso quanto è responsabile di attentato alla democrazia e alla civiltà europea.

Con il rispetto dovuto alla suprema carica istituzionale che ricopre, cordialmente la saluto.

Caserta, 30 maggio 2018

Dott. Raffaele Bocciero                                                              

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Fonte: Dott. Raffaele Bocciero