I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Le tre C che ci stanno divorando : Casta, cosca e cupola

   
18 Novembre, 2013 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

Cancellieri

Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si sono guadagnati un posto nella storia recente di questo sfortunato paese usando una definizione di una categoria sociale privilegiata e separata – la casta – per intitolare il più famoso dei loro instant-book: quello che metteva in fila  nomi, cognomi e indirizzi dello sperpero del denaro pubblico e degli abusi di potere. Ma, dopo sei anni, ci si domanda: il loro indagare è servito a qualcosa? Oggi si scopre che «parlare di casta ha rappresentato quantomeno un limite», nonostante l’irrompere sulla scena di un movimento anti-casta come il 5 Stelle. «Quel che caratterizza infatti la causa prima della decadenza conclamata del nostro paese – osserva Claudio Giorno – non è ascrivibile solo alla inettitudine e alla corruzione, cresciute in modo esponenziale negli ultimi vent’anni, ma al legame indissolubile con altri due fenomeni di cui si parla, e molto, ma come fossero collegati solo occasionalmente tra di loro». La cosca e la cupola. Insieme alla casta, formano «le tre C che io credo siano indissolubilmente legate tra di loro». Sono «metastasi del cancro di cui l’Italia sembra affetta in forma terminale».

I sintomi sono impressionanti, scrive Giorno nel suo blog, e ci arrivano con bollettini medici a cadenza quotidiana. Problema: chi li dovrebbe aggredire «con dosi chemioterapiche da cavallo» non sembra neanche in grado di leggere le analisi cliniche. Lo dimostra il caso di Anna Maria Cancellieri, «cuiun governo di emergenza nazionale prima e un governo di larghe intese adesso ha affidato due tra i ministeri più delicati per curare alla radice le nostre peggiori patologie, interni e giustizia». Una «pretesa servitrice dello Stato» che, di fronte alla rivelazione clamorosa del suo spendersi per la messa in libertà di una detenuta “speciale” (amica di famiglia) «non prova il benché minimo imbarazzo, ma con tronfia arroganza sfida i brandelli dei partiti che sostengono svogliatamente l’attuale governo a sfiduciarla, ben sapendo che con lei “perirebbero tutti i filistei”». Una storia che alimenta nuovi sospetti sull’«inestricabile groviglio che “tiene assieme” casta, cosca e cupola». Per Giorno, è «un verminaio in cui ci sta di tutto», dalla superstite istituzione prefettizia, retaggio del fascismo e oggi chiamata a occuparsi di tutto, «dalle acciaierie cancerogene alle fabbriche di armi, fino ai terremoti», ai cascami di «una classe politica agonizzante ma per questo ancor più mortalmente aggrappata alle poltrone».

Eccoli, davanti a noi, «i mille boiardi di Stato che, in ogni intercettazione resa pubblica, trescano con funzionari e impresari corrotti e licenziano o trasferiscono i veri e residuali servitori dello Stato, definiti “rompicoglioni” o anche “terroristi” per il solo fatto di volersi occupare del “rispetto delle regole”». E infine, ci sono «gli “esponenti di spicco” di mafie sempre più multinazionali e sempre più legate al più globale dei mondi, quello della finanza dominante, per cui il denaro non solo non è mai puzzato, ma per cui oggi pare emanare odore di incenso… come solo Papa Bergoglio pare voler denunciare». In uno scenario che neanche Dante poteva forse immaginare, continua Giorno, ostinarsi a indagare sull’esistenza di una “trattativa Stato-mafia” parrebbe superfluo, «essendo chiaro che semmai c’era da rivedere solo qualche aspetto di un accordo consolidato ma turbato dal mancato Nino Di Matteorispetto di qualche “clausola”. Poco male se per “sollecitarne” la revisione bisognava uccidere qualche innocente: è dal tempo di Erode che si fa così».

Né deve stupire che sia stata secretata per anni l’esplosiva confessione del super-camorrista Carmine Schiavone, che avrebbe comportato un cataclisma più devastante dell’eruzione del Vesuvio: «Indagare su due terzi dei vertici industriali del paese collusi con i Casalesi, sbattere alla gogna politici oggi ai massimi vertici istituzionali e trovare decine di miliardi non per graziare Brunetta dall’Imu, ma per bonificare milioni di ettari di terreno da cui ci arrivano in tavola i meglio prodotti della dieta mediterranea, dalle mozzarelle di bufala alla passata verace di pomodoro San Marzano». Quello delle “tre C2” – casta, cosca e cupola – per Claudio Giorno resta uno scenario infernale. Basta dare un’occhiata a quello che è appena successo a Palermo: le minacce appena riecheggiate contro il procuratore Nino Di Matteo, finito esplicitamente nel mirino degli “amici” di Totò Riina, «non preoccupano tanto per chi le ha pronunciate, ma per il silenzio assordante – ancorché istituzionale – che le ha accolte». In altre parole: senza la “cupola”, quella vera, le cosche sarebbero in prigione. Quanto alla “casta”, sarebbe costretta a trovarsi un lavoro onesto.

Fonte http://www.libreidee.org/2013/11/casta-cosca-e-cupola-le-tre-c-che-ci-stanno-divorando/

 

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