Le riforme di Papa Francesco tra attese e speranze


05 Ottobre, 2015 | Categoria: Attualità | Commenti
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Venti di riforme sembrano soffiare sul cattolicesimo. Arrivano stranamente da un papa che proviene dalla Compagnia di Gesù, un ordine religioso di chierici regolari, la cui storia è costellata di misteriose vicende che almeno nei tratti salienti è opportuno ricordare perché non può prescindere dalla specificità del tema. La Compagnia di Gesù dalla sua fondazione avvenuta nel XVI secolo ad opera di S. Ignazio di Loiola ebbe una rapida diffusione che partì da Spagna, Portogallo e Italia. Il programma della Compagnia fu approvato il 27 settembre 1540 da papa Paolo III con la bolla Regimini militantis ecclesiae. Prevedeva un sistema “pedagogico” uniforme  sistematizzato nella “Ratio atque Institutio Studiorum Societatis Iesu” ("Corso ufficiale per l'istruzione dei gesuiti") di fatto un profondo indottrinamento che porterà l’ordine religioso a divenire un vero e proprio esercito papale le cui posizioni conservatrici saranno particolarmente ferventi nel contrastare prima la Riforma protestante e poi a intervenire in altre delicate questioni della cristianità. Gli allievi, similmente a militari di corpi speciali, vengono addestrati ad apprendere l’abnegazione di se stessi, l’annullamento del proprio temperamento e la rinuncia a personali scelte e acquisire poi gli strumenti di comportamento e di comunicazione che possono essere più efficaci agli scopi della Compagnia. I gesuiti (i chierici regolari della Compagnia di Gesù) in circa due secoli dalla loro fondazione acquisiranno posizioni di prestigio sia nell’educazione che nell’insegnamento delle scienze, tutto in conformità alle necessità politiche temporali. Arriveranno a ruoli diplomatici e peso consistente in molti governi fino a stilare trattati, negoziare paci e combinare matrimoni importanti. Le accuse di essere al servizio di un oscuro disegno internazionale costeranno alla Compagnia di Gesù l’espulsione dal Portogallo nel 1759, dalla Francia nel 1762, dall’Austria e dal Regno delle Due Sicilie nel 1767, dalla Spagna diverse volte nel 1767, nel 1834 e nel 1932 e dalla Russia nel 1820. Sciolta nel 1773 con il decreto dominus ac Redemptor di Clemente XIV reagì dandosi alla clandestinità in diversi Paesi. Gli sconvolgimenti rivoluzionari che caratterizzarono l’Europa portarono Pio VII a ripristinare la Compagnia di Gesù nell’obiettivo della restaurazione col quale aprì nel 1814 il Congresso di Vienna per contrastare la diminuita influenza papale nelle politiche degli Stati. Alle pressioni dei Gesuiti contro i moti rivoluzionari si deve la proclamazione nel Concilio Vaticano I dell’infallibilità del Papa quale articolo di fede e dogma rivelato. La Compagnia di Gesù per il suo spirito conservatore e particolarmente clero centrista verrà guardata con sospetto da molti Stati resisi più liberi dal giogo secolare del potere temporale. I gesuiti in questo nuovo contesto storico-politico svilupperanno accanto alle tradizionali attività educative di indottrinamento cattolico interessi in filosofia, sociologia, diritto ed economia fino al campo editoriale fondando nel 1850 la rivista “Civiltà cattolica” sempre pubblicata in profonda armonia con la Sede Apostolica. La Compagnia di Gesù ha registrato nel XX secolo una forte crescita raggiungendo i 36.000 membri nel 1965 con forte radicamento in più realtà sociali. Nella sua storia mai un suo rappresentante aveva guidato direttamente la Chiesa cattolica fino all’elezione pontificia del cardinale Jeorge Mario Bergoglio subentrato a Benedetto XVI dimissionario a sorpresa suscitando stupore per la rapidità e inatteso provvedimento avvolto nel più profondo mistero, segnato oltremodo dalla sua decisione di ritirarsi a vita privata in Vaticano lontano da domande indiscrete. Un messaggio celato dietro l’impropria presenza di due papi in Vaticano a indicare due poteri paralleli nell’istituzione cattolica? Diversamente dal predecessore il nuovo papa Francesco, eletto al soglio di Pietro nel marzo 2013, è più facile alla comunicazione di massa che subito esterna con messaggi di speranze. Bene accolta la scelta di non abitare nelle stanze pontificie del Palazzo Apostolico ma a Santa Marta, o il limitarsi al vestimento bianco senza altri ornamenti e portare al collo una più semplice croce d’argento e non più d’oro di consuetudine papale. Tante forme di comunicazione per presentare la Chiesa più radicata in Cristo e quindi  più vicina agli emarginati di questo mondo spesse volte vittime innocenti di potentati economici dominati dal malvagio egoismo della speculazione finanziaria fine a se stessa. L’immoralità finanziaria vaticana lo ha spinto ad affrontare la trasparenza bancaria attraverso vari interventi in seno allo IOR (Istituto Opere Religiose) creato da Pio XII nel 1942 quale istituto pontificio di diritto privato. Mero spirito moralista o solo una scusa per intervenire nei giochi delle correnti di potere per consentire ai gesuiti di estendere la propria ombra in Vaticano e quindi nel panorama geopolitico del nuovo assetto europeo?
Quindi la riforma della Curia Romana tramite il Consiglio dei Cardinali fino a intervenire in tematiche scottanti quale quella della pedofilia, una piaga gravissima dell’intera Chiesa universale. Nelle sue deviazioni mondane è riuscita col suo clero a stravolgere in qualcosa di aberrante l’amore per il fanciullo emblema pedagogico di civiltà antecedenti alla devastante era del cristianesimo di Stato. I segni che avrebbero contraddistinto da li a poco il nuovo corso della storia iniziarono nel 415 con la vile atrocità dell’assassinio della filosofa Ipazia da parte di monaci cristiani sotto la giurisdizione del vescovo Cirillo di Alessandria d’Egitto non estraneo alla vicenda. La colpa di Ipazia, oltre di essere donna, fu quella di aver scelto di restare libera nell’insegnamento della filosofia fuori dai filtri delle manipolazioni dottrinali del sapere che si stavano iniziando a imporre ai metodi del libero confronto coi quali si era costruita, dalle riforme di Pericle, la civiltà precedente. San Cirillo, Padre e Dottore della Chiesa cattolica è stato proclamato tale dal pontefice Leone XIII nel 1882 in virtù di quali meriti evangelici? Papa Francesco si mostra anche fortemente  impegnando in campo internazionale con interventi diplomatici come quello della difficile situazione siriana o come la sua mediazione per una pacificazione tra palestinesi ed ebrei culminata in una preghiera comune in Vaticano coi rispettivi leaders politici. Non marginale è anche la decisione di convocare il sinodo dei vescovi per ridefinire il tema della famiglia con le unioni civili e le convivenze, le adozioni alle coppie omosessuali , l’aborto, l’eutanasia e cosi via. Tanti argomenti spinosi incentrati intorno al tema della misericordia divina caratteristica del suo pontificato e tema di fondo del Giubileo straordinario che si aprirà il prossimo 8 dicembre nel giorno dell’Immacolata Concezione e che protrarrà i suoi lavori fino al 20 novembre del 2016 festa di Cristo Re. Due date non casuali ma cariche di significati per la cristianità. E’ recente anche la riforma della Sacra Rota con la quale il Romano Pontefice demanda al vescovo diocesano la facoltà di decidere sulla nullità matrimoniale accogliendo la richiesta di larga parte dei vescovi della Chiesa rendendo più rapide e meno costose le procedure processuali canoniche finalmente risolvibili in un solo grado di giudizio che addirittura nella circostanza del matrimonio non consumato la dispensa può essere ottenuta senza iniziare nemmeno il processo. Una decisione che anche se non influisce sui processi ordinari può essere definita storica perché interviene nella delicata materia dopo circa tre secoli dalla riforma del pontefice Benedetto XIV. L’attuale riforma di papa Francesco è sancita in due documenti (Motu Proprio) di cui il primo “Mitix Iudex Dominus Iesus” è rivolto alla Chiesa di rito latino e l’altro, “Mitis et misericors Iesus” è rivolto alle chiese di rito orientale. Questa riforma se da un lato tende a velocizzare le nullità matrimoniali conferisce tra l’altro al vescovo nella sua piena funzione giurisdizionale e religiosa il rimando al processo ordinario che dovrà essere celebrato entro un anno con sentenza esecutiva se priva di appello o di motivazioni infondate. Una riforma che supera oltremodo anche la precedente normativa che richiedeva due sentenze conformi per arrivare alla nullità cosa che adesso è notevolmente abbreviata anche se però l’attuale nuovo procedimento vescovile necessita di particolari condizioni sia in riferimento alla volontà dei due coniugi sia ad altre circostanze inerenti questioni di fede che nello specifico includono casi di simulazione del consenso, casi antiprocreativi, occultamento della sterilità o di malattie contagiose e così via fino alla violenza per estorcere il consenso. L’intervento in materia rotale di papa Francesco sembra inoltre andare incontro anche ad alcune riflessioni di Benedetto XVI perché tende a rappresentare una prima risposta della Chiesa alle attese dei divorziati che chiedono di poter tornare a ricevere l’Eucaristia fulcro del mistero della Croce e della risurrezione di Cristo. Il matrimonio cristiano è da sottolineare che è consistito per molti  secoli in una semplice benedizione davanti all’edificio di culto, a porte chiuse, perché, in conformità al mondo antico esso era condiviso come un qualcosa di naturale fuori da canoni religiosi e normative politiche particolari che inizieranno a comparire nelle legislazioni civili, come in quella olandese, solo a partire dalla seconda metà del 1500. Nell’antichità il matrimonio era contenuto nella famiglia. Come tale riguardava la maternità (matrimonium) della donna da un lato e la successione patrimoniale (patrimonium) ai figli dal lato maschile. La  separazione (o divorzio) del nucleo familiare era una libera prerogativa della volontà dei due coniugi. All’interno dell’unione coniugale (famiglia) gli uomini erano quindi i soli a poter diventare padri per la necessità di trasmettere il patrimonio (da cui deriva il termine padre) ai figli mentre la donna nella generazione della prole realizzava il matrimonium (da cui deriva il termine madre). Regole scaturite non arbitrariamente o da astruse conclusioni scientifiche ma dall’osservazione della natura e delle rispettive dignità dell’uomo e della donna.  E’ opportuno sottolineare a dispetto della storiografia partigiana che il mondo greco-romano era costituito su leggi naturali per cui è alquanto errato definirlo dispregiativamente maschilista dove la donna sarebbe stata considerata inferiore, oppressa o considerata solo per utilità procreative. In quel contesto vissero molte donne che si dedicavano alla filosofia ai più alti livelli e con tante di loro che furono addirittura scolarche ossia figure di primo piano, o perché fondatrici di scuole filosofiche o perché ne succedevano alla guida ai loro fondatori e la cui storia si tiene o celata dagli studi ordinari o peggio ancora si provvede a manipolarla per interessi particolari. A onore della verità storica riportiamo quindi che buona parte delle conoscenze etiche pitagoriche le dobbiamo agli studi di una donna,Themistoclea, sacerdotessa di Delfi. Che la scuola di Pitagora era frequentata da Teano, moglie di Brontino da Metaponto, una delle più eminenti figure della scuola. Altre donne rilevanti furono Timycha moglie di Millyas di Crotone, Myia moglie di Milone di Crotone, Abrotechia figlia di Abrotele di Taranto e così via di una lista consistente di donne di autorevole spessore sociale a dimostrazione di un mondo nel V secolo a.C. tutt’altro che denigratorio o opprimente dell’universo femminile. Tutto questo citando solo alcune donne della limitata regione della Magna Grecia. L’unione di Adamo ed Eva raccontata nella Bibbia non può essere assimilata all’istituzione matrimoniale ma semplicemente all’unione di due persone che si desideravano determinando una famiglia arcaica ben diversa da quella storico-medievale della tradizione cattolica che forza nel matrimonio delle particolarità che non gli appartengono creando un’impropria istituzione familiare a status di sacramento istituito con la bolla pontificia di unione con la Chiesa armena nel Concilio di Firenze del 1439 pur non presentando neanche nei Vangeli un’istituzione specifica da parte di Gesù Cristo dell’atto di sposalizio. A conferma di ciò i primi secoli del cristianesimo non sono caratterizzati di fatto da alcun tipo di cerimonia nuziale le cui prime tracce appaiono solo verso la fine del IV secolo e consistevano, nel cristianesimo orientale in un’incoronazione degli sposi e nel cristianesimo occidentale nella benedizione degli stessi da parte del “sacerdote” la cui figura ministeriale è discutibile perché anch’essa assente sia nei Vangeli che nei primi secoli del cristianesimo. Le riforme della Sacra Rota pur rappresentando un lodevole passo avanti verso legittime istanze dei fedeli devono ulteriormente proseguire perché ancora molto lavoro c’è da fare intorno al matrimonio cattolico per la sua più completa legittimità evangelica e per la quale non può mancare l’apporto dell’intero corpo giuridico ecclesiastico in un suo rinnovato ruolo nella Chiesa di Gesù Cristo. Ci si aspetta dalle speranze di questo papa che affronti anche l’assurdo clero centrismo cattolico cardine secolare del conservatorismo gesuita.  Quindi il sacerdozio ministeriale dal momento che il Nuovo Testamento parla di presbiteri e conferisce il sacerdozio a tutti i battezzati al cospetto di una Chiesa istituzionale che pur conferendo l’Ordine del Presbiterato consente che successivamente il presbitero venga impropriamente chiamato sacerdote che è una figura di un Ordine Sacro, come era considerata nell’ebraismo, ben diversa dal presbiterato apostolico. Nel cristianesimo il sacerdote è chiaramente inquadrato nel contenuto della “Prima lettera di Pietro cap. 2 vers. 9” dove è riportato che tutti i battezzati in Cristo sono “stirpe eletta e sacerdozio regale” per cui anche se i fedeli possono essere diversi nei carismi ecclesiali non lo possono essere di certo nella posizione battesimale perché in tal modo si svaluterebbe la funzione salvifica di Gesù Cristo cardine imprescindibile a qualunque interesse. Questo rappresenta la bizzarra separazione cattolica del popolo di Dio in chierici e laici per giustificare l’istituzione politica del sacerdozio ministeriale con la struttura di potere piramidale della nascente gerarchia cristiana nel IV secolo. Struttura piramidale esportata poi, con la cristianizzazione, in tutto il contesto politico greco-romano e che domina a tutt’oggi, dietro parvenze democratiche, la scena politica di molti Stati occidentali. Quindi l’altrettanto discutibile cappellano militare, sacerdote dell’Ordinariato Castrense, un'altra istituzione estrapolata da quale Vangelo? L’Ordinariato Castrense (o Militare) è un istituzione cattolica eretta nel 1925 con Decreto della Congregazione dei Vescovi che nel 1986 papa Giovanni Paolo II con la Costituzione Apostolica “Spirituali militum curae” ha elevato a circoscrizione ecclesiastica assimilata a diocesi con statuto proprio. Sfogliando la Bibbia si legge in Apocalisse cap.22 vers. 18-19 che “nessuno può aggiungere o sottrarre” qualcosa al suo contenuto. Come si spiegano allora le invenzioni cattoliche del “diacono permanente” e del “diacono transeunte” quando nel Nuovo Testamento si riscontra la sola istituzione apostolica del diacono? Insomma un bel po di risposte concrete e cambiamenti ci si aspetta dalle simpatie che sta suscitando l’attuale pontefice perché la gerarchia cattolica più che aver rinunziato al mondo per il Regno dei Cieli sull’esempio Cristico sembra al contrario averlo pienamente abbracciato perché al di la delle discutibili interpretazioni bibliche troppa agiatezza sociale contraddistingue larga parte del suo clero che banchetta oltremodo coi potenti del mondo a discapito delle masse a cui annuncia un Vangelo di espiazione per il Regno dei Cieli. Le leggi canoniche conferiscono al Sommo Pontefice “potestà ordinaria suprema, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente” (canone 331) per cui le sue iniziali riforme sembrano di buon auspicio verso un più ampio riavvicinamento del cattolicesimo al cuore dell’annuncio evangelico e a una migliore considerazione della Compagnia di Gesù. Diversamente darebbero alito a sospetti di parvenze orchestrate per occultare ben altri disegni internazionali per i quali la Compagnia di Gesù ha già subito accuse in passato e che sembrano alla base dell’attuale Unione Monetaria Europea dominata dagli interessi finanziari della BCE (Banca Centrale Europea).           

 Dott Raffaele Bocciero per filosofiaelogos.it

                                                                    BIBLIOGRAFIA

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  Fonte: filosofiaelogos.it  
   

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