I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

La Politica e la Polis - Lettera aperta a Giorgio Napolitano [132]


06 Luglio, 2012 | Category : Attualità | Author: Filosofiaelogos.it | Condividi | Commenti

Polis

Egregio Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
mi permetto di condividere con lei, garante della nostra Costituzione, il contenuto di questa modesta e personale riflessione in merito alla situazione politica non solo italiana ma di una buona parte della società occidentale e dell’Europa in particolare.
La politica nel corso del tempo e degenerata, si è gradatamente sempre più occupata male di quella polis ,città-stato, creata dall’uomo per il proprio benessere, fino al degrado totale dei nostri giorni in cui è di fatto soppiantata da governi tecnici sorretti dal potere finanziario dietro il quale ci sono molte volte interessi privati di poche famiglie. Situazione socio-politica drammatica che non può restare indifferente alla sensibilità intellettuale. E’ importante quindi una mobilitazione civile perchè la politica ritorni alla sua dimensione storica della polis per cui nacque e acquisì senso: ritorni a occuparsene ed elabori delle indicazioni. La corruzione politica rappresentata dai pessimi esempi degli ultimi decenni messi a nudo davanti all’opinione pubblica già dall’inchiesta “mani pulite” della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano negli anni ’90 sono tutt’altro che esempi culturali, ancora purtroppo massicciamente presenti ai nostri giorni. Le espressioni sociali quali possono essere quelle religiose, universitarie e sindacali devono intervenire e dare un esempio di conoscenza per un contributo alla politica in un contesto più ampio perché i giovani hanno il diritto ad avere davanti a se ben altri modelli di uomini politici. Ma non basta. E’ giusto che vengano educati a combattere la mala politica. In questo contesto credo sia importante inquadrare due necessità fondamentali: da un lato lavorare per il recupero della polis e dall’altro lato bisognerebbe intervenire attraverso il contributo di percorsi di formazione politica da parte di tutte le espressioni sociali. Parlare di politica e formare alla politica è necessario perché i giovani possano partecipare adeguatamente alla gestione del bene comune che non è qualcosa che si può inventare da un giorno all’altro ma è un risultato maturato nella storia e che quindi non può prescindere dal proprio passato, dalle proprie radici.
La società nella quale viviamo è indubbiamente diversa rispetto a quelle precedenti , ci proietta in un mondo culturale nuovo che impone a differenza dei secoli scorsi il rispetto delle diversità. Una situazione epocale nella quale la filosofia per sua natura aperta al sapere, al bene, alla verità e al confronto costruttivo, è oggi più che mai fondamentale nel dialogo tra le religioni e nell’armonizzare le varie necessità delle componenti sociali.
La polis nella quale viviamo presenta, indubbiamente, più lamentele che consensi. Occorrono quindi interventi che permettano di realizzare una comunione  prima di tutto spirituale poi strutturale nell’armonia complessiva delle parti sociali. Il legittimo pluralismo è un valore costruttivo quando non diventa contrapposizione di interessi. L’unica via certa per evitare estremismi negativi nonché contrapposizioni distruttive è avere tutti quale meta il bene comune.
Occorre quindi recuperare il valore morale per ricominciare a ricostruire la polis attraverso una politica rinnovata perche quella dei nostri giorni  è in forte difficoltà a costruire proprio il bene comune. Amaramente la realtà ci fa scoprire che la ricchezza di un popolo non è più il lavoro ma la speculazione che si concretizza intorno agli interessi dell’alta finanza o potere bancario. La politica deve quindi riacquisire il suo ruolo e non essere più subalterna al potere finanziario perché se sono le banche che devono comandare sulla politica allora è inutile qualunque discorso costruttivo viene avanzato. Bisogna quindi rendersi conto che ogni decisione di governo non può derivare da una autorità bancaria perché altrimenti non saremmo più in una società civile bensì in una società finanziaria. Una società civile non può prescindere dal bene comune, da una adeguata formazione del cittadino, dalla ricerca scientifica, dagli investimenti, dai miglioramenti produttivi, da una liberalizzazione delle attività professionali non ancorate a monopoli corporativi. Una crescita economica non può solo essere pareggio del bilancio pubblico attraverso un risanamento delle spese dello Stato che sembra imitare per certi aspetti la triste terapia del salasso medievale che guariva il paziente dalla malattia portandolo però alla morte.
Siamo indubbiamente davanti a una crisi della politica, che impone una formazione di base per permettere adeguatamente di partecipare all’amministrazione della cosa pubblica e del bene comune, di fronte ad un potere finanziario sregolato e globale che non considera le imprese produttrici o forze lavoro in tutte le loro componenti ma purtroppo solo gli azionisti e i loro interessi privati.
Oggi nei Parlamenti occidentali sembra che non abbiamo più dei veri rappresentanti dei cittadini che si preoccupano del loro benessere ma espressioni di soggetti al servizio degli interessi del potere imperante dell’alta finanza.
Occorre quindi purificare la politica perché il bene comune non può essere pensato intorno agli interessi finanziari. La società odierna, non più civile, esalta l’idolatria della finanza , il denaro, a discapito della spiritualità un valore inscindibile della dignità umana e al servizio della quale, la polis, ha ragione di essere.
E’ necessario quindi che la finanza torni al suo posto , alla sua funzione di partecipazione allo sviluppo comune e le istituzioni politiche impropriamente occupate vengano restituite alla democrazia in una società di nuovo civile all’interno della quale ogni intervento deve ruotare intorno a valori assoluti quali il bene e la verità. Un contesto di crisi etica che necessita di una forza morale per un autorità secondo ragione e non come possibilità concessa dal potere perché ognuno ritorni al suo posto e non occupi arbitrariamente il posto dell’altro.

Distinti saluti.
Dott. Raffaele Bocciero   
Caserta lì 05/07/2012

Fonte http://www.filosofiaelogos.it       

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