L'Alieno dentro - Interferenza esterna

06 Marzo, 2016 | Categoria: Ufologia | Commenti
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Premesso,

Come scriveva nel 1996 Simonetta Mostarda, (1) sarebbe più comodo e più ipocrita per i detrattori dell’ufologia negare l’’“evidenza” di fenomeni complessi come le cosiddette abduction (i rapimenti e le manipolazioni di esseri umani da parte di presunti alieni) ricorrendo alla spiegazione ormai convenzionale, dell’”alieno dentro”, alludendo con ciò a una sorta di psicopatologia collettiva che introietta (e contemporaneamente proietta) antichi archetipi della paura nella loro “moderna” versione tecnologizzata e millenaristica. Se qui intenzionalmente non ci occupiamo di ufologia, in verità la questione dell’”alieno” che viene a occupare il nostro spazio interno è ancora oggi interessante, in quanto il cinema è ancora – con la TV e la Rete – la posizione più avanzata di una invasione “mediatica” che, ancor prima della fiction, ha colonizzato in qualche modo la psiche collettiva.

L’INTRUSO (2)

Secondo tradizioni popolari provenienti da diverse parti del mondo, durante il sonno si verificherebbe in alcune occasioni, che il dormiente riceva la visita di uno o più esseri che popolano il mondo dei sogni o dell’aldilà. In questi casi il soggetto può essere definito addotto ovvero, subisce interferenze da entità esterne. In passato si usavano termini quali incubi e succubi ed erano prevalentemente legati alla sfera sessuale. L’incubo era quello che imponeva la situazione, succube se la subiva. Il dormiente, maschio o femmina, riceveva visite notturne, generalmente di sesso opposto. Nei casi in cui il soggetto gradiva la visita in quanto la considerava piacevole, esempio l’amante diabolico per le donne, l’amante era l’incubo. Se invece l’amante era una donna diabolica che, si presentava ad un uomo e gli si concedeva, la presenza era succube. Ad alcune persone, queste visite erano gradite e le ricercavano, intendendole come amanti segreti, altre persone le intendevano come visite diaboliche e pertanto costituivano peccato. Non sempre però gli intrusi erano amanti, in talune occasioni erano semplicemente delle presenze estranee. Il termine estraneo si può tradurre in alieno e, in effetti, per taluni le visite notturne sono presenze aliene. Compaiono quindi i termini di adduzione, interferenza, rapimento alieno, abduction e paralisi da abduction. Mentre le visite di incubi e succubi, in relazione al sesso, trovano una giustificazione nella necessità o piacevolezza sessuale; altrettanto non si può dire quando la presenza è di tipo alieno, prevalentemente con le fattezze di quelli che poi sono stati chiamati grigi.

In questo caso la faccenda si complica di non poco. Mentre i sogni e gli amanti scompaiono all’alba; nel caso delle visite aliene, sono state riscontrate prove oggettive che un qualche cosa di reale è avvenuto.
PARALISI ABDUCTION
Una certa percentuale di persone afferma che durante il sonno, arrivano entità aliene, le rapiscono, compiono tutta una serie di azioni, per alcuni positive e per altre negative e infine le riportano di solito dove le avevano prelevate, ma non sempre. Alcune persone affermano di ricordare parte di questo loro vissuto, altre lo faranno emergere mediante meditazioni guidate o ipnosi regressive. In genere sostengono di essere state prelevate, portate via passando attraverso i muri, di essere portate alcune dentro a degli ufo, e da qui, alcune dentro a basi militari. Qui avrebbero prevalentemente subito delle visite mediche e, taluni affermano che in quel frangente erano paralizzati. Uno dei maggiori quesiti da risolvere, è stabilire se i rapimenti avvengono prelevando il corpo fisico, oppure se è unicamente un prelevamento del corpo astrale. Ecco perché prima ho accennato ai viaggi astrali. A parere mio, possono verificarsi entrambe le ipotesi. Indagando, è possibile riscontrare prove sia dell’uno che dell’altro anzi, qualcuno giunge a ipotizzare che questa domanda è inopportuna in quanto superata dal fatto che corpo fisico e astrale, da una certa angolazione sono un tutt’uno.
Mentre le paralisi spontanee al momento dello sgancio e aggancio del fisico hanno una durata spontanea e breve; nel corso dei rapimenti alieni, la durata sarebbe imposta in funzione dell’operazione che intendono eseguire. Teniamo però presente, che il valore tempo umano, non è uguale a quello alieno. Durante lo stato di paralisi da abduction, il soggetto può essere, non essere, o essere in misura diversa, variamente consapevole. Rapiti e ricercatori, tendenzialmente pensano che la consapevolezza del soggetto rapito, durante la fase di paralisi fisica, è determinata dal grado di consapevolezza del quale dispone il soggetto. Io propendo invece per l’ipotesi in base al quale, sì la consapevolezza del soggetto è importante; ma se vogliono, le entità aliene, possono fare in modo che il soggetto non sia consapevole. Quindi possono compiere tutta l’operazione a completa insaputa del soggetto. Il soggetto comunque memorizza, ma non ricorderà, se non mediante ipnosi. Ora la domanda seguente è: “Perché le entità aliene che operano il rapimento, consentono al soggetto di ricordare?” Le risposte possono essere due ovvero, non importa nulla a loro, oppure, consentono il ricordo perché questo ha una funzione. Durante i rapimenti e le paralisi, affermano i testimoni, che riuscivano a muovere solamente gli occhi. Ciò farebbe intendere che le entità aliene paralizzano l’intero essere, tranne gli occhi. Ebbene, io sostengo che questa interpretazione non è corretta, in quanto l’affermare che si muovevano gli occhi è generato dal fatto che il soggetto era in grado di vedere e di indirizzare la vista. Quando si è all’esterno del proprio corpo e si è consapevoli, il corpo astrale vede, o può vedere, perfettamente. Non vede mediante gli occhi fisici, ma addirittura può giungere a vedere contemporaneamente in tutte le direzioni e, se va oltre, giunge ad identificarsi in tutta la realtà circostante. Se invece, ancora il soggetto percepisce se stesso in forma umana, la vista sarà la conseguenza del come, ancora il corpo astrale utilizza il concetto di occhio. Al rientro affermerà il soggetto: “Ero completamente paralizzato, tranne gli occhi”. La prova di quanto affermo, consta nel fatto che, indagando la scena vista, spesso il soggetto afferma di vedere la scena, non dalla posizione oggettiva degli occhi fisici che sono chiusi; eppure lui vede ugualmente. Ora però, facciamo altro ragionamento.
D1= Dio. D2= Davide ovvero, entità o scintilla proveniente da Dio. D3= Dario, manifestazione in terra di Davide. Io mi chiamo casualmente Dario e, utilizzo questa metafora o espediente dialettico per rendermi comprensibile. Ora facciamo però, la domanda che ci pone al centro della questione: “Dove era e quale ruolo stava svolgendo D2, mentre D3 era in stato di abduction e di paralisi aliena?”
IL PIANO A MONTE
I soggetti sottoposti ad abduction, se consapevoli del loro verificarsi, generalmente vivono le loro abduction come negative. Le vivono come si vive una disgrazia che capita. Non pensano che invece ciò che stanno vivendo è l’esecuzione di un piano concepito a monte, orchestrato da entità a noi superiori. Piano che forse noi abbiamo accettato e concordato prima di venire qui. Generalmente i rapiti affermano di aver subito delle visite di tipo medico, di essere stati scandagliati, di aver subito operazioni, di essere stati impiantati nel loro corpo degli strani micro oggetti. Vi sono donne le quali, sostengono di essere state rese gravide e in seguito gli sarebbero stati prelevati i feti. Ad altre invece, il feto non gli sarebbe stato prelevato e avrebbero poi partorito esseri particolari. L’insieme di questi e altri particolari, hanno fatto prevalere l’opinione in base al quale gli alieni stanno studiando l’essere umano. Ebbene, io affermo che gli alieni non stanno studiando l’umanità in quanto non la conoscono, perché arrivano da pianeti lontani. Affermo che il pianeta Terra è un grande laboratorio di genetica e di biologia in mano aliena. Non ci studiano, nel senso che non ci conoscono; ma ci gestiscono e studiano, quindi ci conoscono perfettamente. Noi umani siamo manifestazioni di entità aliene, in missione sulla Terra mediante corpo biologico. Le abduction positive, sono i controlli che effettuano per la realizzazione del piano. Le culture aliene presenti sulla Terra sono molteplici e, non tutte sono coerenti al piano dell’evoluzione genetica e di coscienza; alcune perseguono finalità energetiche/parassitarie. Gli esseri umani, ovvero le nostra anime, sono quindi collocate e vivono, secondo una logica che sfugge alla comprensione umana comune. Qualche ricercatore ha affermato che vi sono tre diversi gruppi di anime. Le anime che scelgono di essere qui ora a determinate condizioni. Anime che sono qui perché non avevano alternativa e, anime al quale è stato imposto di venire qui. Le anime che sono qui per libera scelta, hanno un livello di consapevolezza maggiore delle altre, vivono la vita positivamente e, nei casi di abduction o di viaggi astrali consapevoli, valutano il tutto come una forma di positivo vissuto mistico. Le altre anime interpretano in ottica negativa, in particolare quelle al quale è stato imposto di essere qui. Vivranno la vita senza entusiasmo e, saranno anime utilizzate come fonti energetiche e merce umana. Per terminare, un invito a tutti quanti i soggetti interessati: “La paura nel corso delle paralisi, non ti offre nulla in più, anzi ti toglie la consapevolezza che in quel momento tu sei vivo e presente, anche se il vestito fisico per un breve lasso di tempo, non è a tua disposizione”. Acquisire questa consapevolezza, ti mette al riparo anche dalla paura della morte. Tu un giorno, dovrai sfilarti questo vestito per non indossarlo più. La festa sarà finita, si tornerà a casa.

Il dottor Corrado Malanga , Ricercatore Universitario Presso Dipartimento di Chimica dell'università di Pisa, è il massimo esperto in questo campo e il suo lavoro legato ai rapimenti alieni (Abduction), si avvale di tecniche di Ipnosi Regressiva e Programmazione Neuro Linguistica.

Egli sostiene che,

Molti sono i segni che distinguono un addotto da chi non ha mai avuto problemi di abduction: alcuni sono segni interni, legati alle esperienze vissute, ricordi indelebili ma allo stesso tempo nascosti nelle pieghe dell’inconscio, e solo alcuni esperti al mondo possono, con una certa difficoltà, rendersi conto della loro presenza.
Altri segni, invece, sono decisamente più visibili: si tratta delle famose cicatrici presenti sul corpo degli addotti.
All’origine di questo lavoro c’è la prima storica cicatrice, scoperta e segnalata da Bud Hopkins (USA) e mostrata anche nel film Intruders, tramite il quale, con l’ausilio della finzione scenica, la sua esistenza fu resa nota ad un pubblico ancora incredulo.
Questa cicatrice è molto comune sugli addotti, anche se non sempre sembra presente. Mi sono imbattuto per la prima volta in essa tanti anni fa, mentre stavo lavorando ad un caso che rappresentò il punto di partenza per le mie ricerche: il caso Lonzi, a Genova.
C’è un intero libro (Gli UFO nella mente) dedicato alla sua storia e non voglio, in questa sede, addentrarmi ancora una volta nella vicenda vissuta da Valerio Lonzi, che lui stesso ha più volte raccontato sui network televisivi nazionali; voglio solamente mettere in risalto alcuni particolari di questo tipo di cicatrice.
Negli ultimi anni molti mi hanno chiesto, dopo una delle tante conferenze oppure dopo aver letto qualche mio lavoro, com’è fatta questa cicatrice.
Nella prima edizione del libro or ora nominato c’era anche una fotografia della tibia di Valerio, sulla quale la suddetta cicatrice faceva bella mostra di sé, ma già nella seconda edizione le fotografie erano state eliminate, per problemi di costi di stampa (?), e tale preziosa informazione era, purtroppo, diventata inaccessibile al lettore.
D’altra parte, nessun centro ufologico italiano aveva mai pubblicato studi sull’argomento e quindi nessuno, in Italia, si era mai trovato davanti ad una foto di questa “stranezza”, diventando, in tal modo, capace di appurare se sul suo corpo ci fosse qualcosa di simile.
La completa assenza dei cosiddetti centri ufologici italiani nel momento di trattare l’argomento abduction è conseguenza di una evidente ed altrettanto incomprensibile incapacità di capire cosa stia succedendo.
All’inadeguatezza personale dei sedicenti ufologi italiani si aggiunge l’idea che parlare di abduction significhi anche compromettersi di fronte alle autorità in generale, perdendo la fiducia dell’apparato governativo (fiducia che, peraltro, gli ufologi italiani hanno sempre agognata e mai posseduta - nda).
Così, fino a ieri, il Cun (Centro Ufologico Nazionale) diceva di non occuparsi di rapimenti, poi, qualche mese fa, i suoi esponenti sono usciti in edicola con uno speciale del Giornale dei Misteri dedicato all’argomento, riportando, tra altre incredibili stupidaggini, lavori copiati su Internet e scimmiottamenti di lavori del sottoscritto (ovviamente senza mai citarmi).
Il Cisu (Centro Italiano Studi Ufologici), d’altro canto, appare, oggi, troppo filo-Cicap (Centro Italiano di Controllo sulle Affermazioni del Paranormale) per poter esprimere un parere su di una questione così delicata, se non con toni spregiativi ed affermazioni negative che tutti possono rintracciare su Internet e leggere nel caso abbiano qualche problema a prender sonno.
Negli anni passati avevo più volte posto l’accento sulla strana constatazione che coloro i quali “sognavano gli alieni” non facevano soltanto tutti, immancabilmente, lo stesso sogno, ma avevano anche la stessa cicatrice, generalmente collocata sul piano tibiale sinistro, o, talvolta, sul destro.
Di questa cicatrice potrei raccontare molto, poiché molte volte mi sono trovato di fronte allo sguardo smarrito di persone che vedevano per la prima volta sul loro corpo un segno del quale, a mente fredda, non riuscivano ricordare la comparsa.

cicatrix

cicatrix2

Talvolta, come si vede sopra, il “prelievo di tessuto” è stato ripetuto.
Il soggetto non appare cosciente di avere quella cicatrice, anche se l’ha vista magari per anni; solo nell’istante in cui lo si fa ragionare sull’esistenza di quello strano marchio, qualcosa, dentro di lui, si muove e, per la prima volta, l’addotto si rende conto di esserlo veramente!
Di fronte a lui si apre una voragine interna, che lo inghiottisce in un colpo solo.
Ma allora... mi dice subito dopo… tutti quei sogni che facevo da piccolo... non erano sogni... tutti quegli esseri che venivano attorno al mio letto mentre i miei genitori dormivano erano veri… ma allora… ma allora...
Gli stessi tipi di cicatrice che Bud Hopkins fotografa in America si trovano sugli addotti italiani.
Mai, come per il fenomeno abduction, sono sembrate esistere tante prove concrete e mai, come in questo caso, si è dovuto prendere atto della stupidità degli ufologi di stato, incapaci, nonostante tutto, di partecipare ad una battaglia, quella della conoscenza, che da tempo ha portato l’organizzazione a cui appartengo dall’altra parte della barricata, a rimirare immensi spazi dove governanti corrotti, militari inutili, alti prelati collusi continuano a tenere l’umanità in un’ignoranza che potrebbe rappresentare la sua futura tomba.

Ipnosi regressiva su addotto Prof. Corrado Malanga

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Note

(1) Simonetta Mostarda, Un figlio alieno- Perché Ie Abducton?, In “I Misteri”, 15 (1996).

(2) http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/04/paralisi-nel-sonno-obe-abduction.html

(3) http://coma.opide.net/

(4) https://www.youtube.com/watch?v=lzk49R1I3DQ

 
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