Internet nella sfida delle democrazie


17 Giugno, 2015 | Categoria: Attualità | Commenti
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La rivoluzione digitale dell’era del computer e di internet ha promosso profonde trasformazioni  sia nei sistemi tecnologici e industriali sia nella vita quotidiana di ciascuno di noi , nelle relazioni sociali, nella cultura e nel linguaggio favorendo la circolazione dei saperi e influenzando notevolmente le dinamiche di democratizzazione e la consapevolezza dei diritti umani. Il potere della rivoluzione digitale è in grado di favorire la responsabilizzazione di governi e canali di informazione di qualunque regione del pianeta. Con questa rivoluzione sono quindi cambiati i modi di comunicare, di lavorare, di studiare …... Trasformazioni  notevoli anche nel fare la spesa da quando il computer è entrato a tempo pieno negli uffici, nelle aziende, nelle case e nelle scuole e così via anche coi rischi per gli utenti di subire abusi di dati personali per le esigenze commerciali. Come qualunque altro progresso la tecnologia ha determinato grosse trasformazioni . Basti pensare all’invenzione della macchina a vapore che stravolse le conquiste della prima rivoluzione industriale a cui fece seguito l’introduzione dell’automazione nelle fabbriche all’epoca della seconda rivoluzione industriale. Poi lo sviluppo dell’informatica ha inaugurato la cosiddetta terza rivoluzione industriale attraverso una tecnologia in continua evoluzione a cui l’uomo spesse volte riesce ad adattarsi con fatica. Internet si presenta come un mondo complesso, una realtà importante di produzione e scambio di conoscenze, una risorsa per l’educazione, l’informazione e lo sviluppo umano pur riproponendosi il computer in termini diversi l’antico e spesso conflittuale rapporto tra l’uomo e la macchina che se da un lato può permettere di svolgere la positiva mansione di facilitare e velocizzare il lavoro da un altro lato può anche creare pericolose condizioni di perdita di posti di lavoro nel ciclo riproduttivo maggiormente potenziato dalle macchine elettroniche. Internet è sempre più il motore dell’economia globale e la realtà imprenditoriale anche di aziende locali. Un risparmio per gli imprenditori che se possono lavorare con personale ridotto e ammortizzare i costi tecnologici con l’aumento della produttività resta anche vero che gli stessi vantaggi per essere positivi non devono prescindere dagli interessi della collettività. Permette di accedere a informazioni e promuovere meccanismi di positiva trasparenza nelle amministrazioni pubbliche ma anche il rischio di invadere la privacy individuale e quindi di infrangere i diritti fondamentali della persona che in una società civile sono imprescindibili. Internet si caratterizza come una infrastruttura che sta ridisegnando la vita degli individui migliorando l’offerta di beni e servizi e facendo evolvere il mercato del lavoro permette di rivoluzionare gli affari guadagnando in efficienza e produttività. Il primo personal computer è nato intorno alla metà degli anni ’70 dopo l’applicazione di un microprocessore più piccolo ma molto più potente dei normali calcolatori elettronici. Nell’attuale contesto di crisi economica generata dalla presenza di sovrastrutture politico-finanziarie internet  potrebbe costituire uno strumento di crescita per l’economia e il benessere dell’umanità oltremodo minacciata da cambiamenti climatici, invecchiamento e aumento della popolazione che una ritrovata autonomia di sane politiche possono contribuire ad affrontare insieme alla piaga della disoccupazione e delle disuguaglianze sociali. Per questo è importante potenziare internet quale infrastruttura aperta caratterizzata da alte interazioni sociali e valido motore di crescita e sviluppo economico sostenibile da preservare attraverso interventi adeguati proiettati al futuro. Con l’invenzione e la diffusione del computer con le sue numerose innovazioni nella forma e nelle funzioni è entrato prepotentemente in molti ambiti sociali: uffici, banche, scuole e vita privata dove diviene in pochi anni importante similmente al televisore e ad altri elettrodomestici come la lavatrice e il frigorifero. Il suo utilizzo per funzioni essenziali da parte di aziende e governi determina priorità alla sicurezza di internet per contrastare i significativi attacchi aumentati negli ultimi anni. E’ entrato nella vita di adulti come strumento di lavoro e in quella dei ragazzi per giocare con alcuni termini tecnici come file, videogames e  mouse che sono diventati di uso comune. Una rivoluzione quella del computer che ha permesso di svolgere alcune attività d’ufficio addirittura da casa propria. Il computer ha inaugurato l’era dell’informatica e della telematica imponendo a tutti le necessarie acquisizione base di informazioni tecniche del settore per non correre il rischio di restare fuori dalla nuova realtà tecnologica perché ormai internet quale piattaforma di comunicazione interpersonale integrata dalla diffusione di dispositivi mobili è sempre più il mezzo principale di comunicazione in grado di superare distanze e aprire nuove vie di comunicazione tra enti e cittadini promuovendo confronto, collaborazione e partecipazione dal basso configurandosi sempre più come il più grande spazio pubblico democratico attraverso sempre nuovi strumenti di partecipazione popolare più ampia alla vita politica del Paese e del mondo. Grazie alla possibilità per le persone di accedere alla cultura può aiutare nell’emancipazione di popoli e nella promozione delle libertà fondamentali per  costruire società più civili e formare la coscienza di massa. Le nuove tecnologie e l’evoluzione telematica  hanno inaugurato l’era del multimediale e del virtuale. Permettono di perfezionare le reti intelligenti così definite perché abilitate a inviare fax, a trasmettere trasmissioni digitali e satellitari e soprattutto internet che può arrivare a mettere in comunicazione i computers di tutto il pianeta con l’enorme possibilità di trasferire informazioni, messaggi e altro. Tra la fine del ventesimo e l’inizio del ventunesimo secolo si conta che già circa 350 milioni di persone erano collegate di cui circa 150 milioni solo negli Stati Uniti d’America. Alte percentuali si registrano ai nostri giorni nei Paesi nord europei con punte in Gran Bretagna e Paesi scandinavi. In Italia la percentuale è meno consistente e oltremodo dominata da cultura avversa alla liberalizzazione dell’informazione di per se estremamente importante per la formazione delle coscienze e il miglioramento sociale. L’ordine dei giornalisti presente in Italia rappresenta ancora un forte vincolo medievale alla libertà di informazione che caratterizzò quei secoli di persecuzioni e condanne capitali per dissensi religiosi; una lobby di potere discriminante alla libera espressione del pensiero che in una società che vuole acquisire lo status di autenticamente civile non ha e non deve avere dei limiti. Non si può inoltre consentire che Internet svilisca in una piatta globalizzazione dove si annullano popoli e tradizioni come successo nell’Europa dell’euro ma diventi un positivo sogno di  mondializzazione risultato più positivo dell’intelligenza umana dove etnie, lingue, religioni, usi e costumi diversi si possono incontrare, comunicare e confrontare anche se in una realtà virtuale. La storia occidentale forte delle radici del pensiero greco-romano e della Magna Grecia in particolare è un valido riferimento per riformulare ai nostri tempi valori universali e impedire che la ricchezza di internet non scada in un mezzo virtuale al servizio del criminoso disegno imperialistico di omologare abitudini e comportamenti delle persone e che nulla ha da condividere con le conquiste dello stato sociale di cui importanti tracce in Italia sono rinvenibili  nell’Opera Nazionale del Dopolavoro istituita nel 1925 dal governo fascista. Bisogna promuovere iniziative a difesa del suo potenziale civile ed economico nella libertà e flessibilità infrastrutturale garantiti dalla gestione della rete che deve coinvolgere parimenti gli utenti e gli attori che vi operano. Evitare quindi che possa comportare il rischio di creare una nuova forma di analfabetismo perché la diffusione del computer e di internet non costituiscano ostacoli per inserirsi nel mondo del lavoro o che possano condurre a confondere la realtà virtuale con la realtà sensibile con le sue relazioni interpersonali. Tutte situazioni che con dei programmi formativi si possono tranquillamente affrontare perché l’uomo nella sua libertà possa decidere come utilizzare internet allo stesso modo di come sceglie la società nella quale intende vivere. Queste sono importanti sfide a cui sono chiamate le democrazie occidentali sull’esempio della Finlandia che ha sancito da diversi anni il diritto legale alla banda larga per tutti i cittadini o sull’esempio della Corte Costituzionale francese che nel giugno 2009 ha dichiarato l’accesso a internet un diritto dell’uomo.
Dott. Raffaele Bocciero per filosofiaelogos.it

BIBLIOGRAFIA
Zamagni Vera, Dalla rivoluzione industriale all’integrazione europea. Breve storia economica dell’Europa contemporanea, Editore Il Mulino, 1999.
Dolza Luisa, Storia della tecnologia, Editore Il Mulino, 2008.
Ritter Gerhard, Storia dello Stato sociale, Editore Laterza, 2007
Domenico Corradini, Alle origini dello Stato sociale di diritto. Italia 1887-1903,

Stefano Battilossi, Le rivoluzioni industriali, Editore Carocci, 2002

 
  Fonte: filosofiaelogos.it  
   

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