I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

      On Line

IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Interessante-Mosaico-a-Bournemouth

   
25 Maggio, 2013 | Category : Ufologia | Author: Fonte | Commenti  

Jung

Il sole simbolo della natura razionale umana è una manifestazione della divinità presente in molte tradizioni culturali.
Il suo simbolismo è in relazione a quello della luna che rappresenta la natura istintiva animale. Sole e luna incarnano rispettivamente i principi della paternità e della maternità, i due poli degli influssi vitali caratterizzanti l’evoluzione umana.
Il sole è in particolare un simbolo di potenza e di vita, simbolo di autorità e segno di potere. E’ il centro dell’universo, il figlio degli dei che permette alle cose di manifestarsi.
Molte civiltà hanno conferito caratteristiche solari a dei ed eroi.

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In Egitto, con il suo ciclo quotidiano annuale di rinascita, il sole era fonte di vita, proiettava verso l’espansione della coscienza e nella preistoria di questa civiltà era un oggetto celeste mosso da forze misteriose, proiezioni dell’inconscio, immaginate come animali potenti e temuti.
I due orizzonti che delimitavano il mondo dei vivi e quello dei morti, ossia le persone governate dalla natura razionale e aperte alla dimensione religiosa e quelle governate dalla natura istintiva e prigioniere ancora delle tenebre, erano considerati il luogo in cui il sole combatteva la sua lotta ogni giorno contro particolari avversari tra cui spiccava il serpente Apofi, la natura istintiva che si sforza di mantenere l’uomo imprigionato nelle tenebre e che riassume in se i rettili nemici dell’ordine cosmico in quanto incarnazione del non essere ossia del nulla.
Questo serpente, compare nei “Testi dei sarcofagi” che erano una composizione di circa 1200 formule funerarie che vanno dal Primo Periodo Intermedio, fino alla fine del Medio Regno e cioè dal 2195 fino al 1797 a. C. della storia egiziana. La ricostruzione storica, fa derivare queste formule, dai “Testi delle Piramidi” risalenti al 2380-2350 a. C. e scritte sulle pareti degli appartamenti interni delle piramidi di faraoni e regine. Queste formule avevano lo scopo di fornire al sovrano defunto un viatico religioso che gli assicurasse l’ascesi e l’identificazione con la divinità. L’etimologia del termine religione sembra derivi dal termine latino “religio” che indica un legame, una relazione con la divinità. Alcuni lo fanno derivare da “religare” e lo traducono come “ripristino di un legame tra l’uomo e Dio”. Marco Tullio Cicerone, figura rappresentativa della filosofia latina, lo fa derivare da “relegere” con il significato di “ diligente venerazione degli dei”.
Questo misterioso serpente Apofi, compare, come ho riportato sopra nei “Testi dei sarcofagi” nemico di Ra principale divinità solare dalle sembianze umane e del defunto, nel tentativo di impedire nel cammino dell’oltretomba, l’unione di queste anime con la divinità. Come possiamo constatare anche la tradizione religiosa egiziana, riteneva che la coscienza umana e la sua espansione non terminasse con la morte ma continuava e doveva essere ulteriormente aiutata o protetta dai tentativi di regressione a cui poteva spingerla la parte ancestrale della  sua natura istintiva di cui era impregnata e rappresentata simbolicamente dal serpente, come ho già spiegato, incarnazione del “non essere”.
Nell’oltretomba, il dio-sole Ra porta luce e vita ai defunti salvati, le cui anime terrene si levavano dai corpi per seguirlo nel tragitto cosmico ostacolato dal gigantesco serpente Apofi con l’intento di mettere in pericolo l’ordine cosmico.
La battaglia di Apofi contro Ra e le anime dei defunti, è descritta nei Libri funerari e in particolare nel Libro di Apofi del Nuovo Regno (1543 – 1069). Il capitolo 108 del Libro dei morti ne descrive le dimensioni: 30 cubiti ( 1 cubito reale, corrisponde a circa cm 52,5) di lunghezza. Questo serpente, è, in alcune scuole filosofiche, il simbolo dell’energia vitale,  abita all’interno della terra simbolo degli strati piu profondi della psiche umana, dove la luce, simbolo della natura razionale umana rappresentata dal sole, non può penetrare. L’interessante notizia di ordine fisico riportato dalla storiografia deve essere debitamente considerata in una concreta interpretazione del linguaggio simbolico, sia, esoterico, sia, proiettivo, di vissuti ancestrali contenuti nell’inconscio.  Luce e tenebre sono poli opposti come  il bene e il male. L’uomo è con la sua coscienza, l’Egitto, il faraone, il campo di battaglia dove si gioca questa partita.
Al principio della creazione, le fonti egiziane riportano di un oceano primordiale, il Nun, da cui tutto il creato prende forma. Siamo di fronte a un passaggio quantico cioè a un salto di coscienza. All’interno del cosmo l’Egitto è il centro e il suo faraone il signore di tutti i paesi i cui compiti si possono riassumere nell'espressione: “far regnare l’ordine cosmico”. Compito della filosofia egiziana era quello di aiutare a far in modo che l’ordine cosmico regnasse sempre, cioè che la direzione dell’evoluzione umana continuasse nello stesso verso attraverso l’integrazione dei contenuti dei vari passaggi quantici fino alla completa realizzazione spirituale umana e che in epoca ancestrale è rappresentata dalla vittoria dei valori del patriarcato su quelli del matriarcato, quando l’uomo cominciò a prendere coscienza della dignità della sua natura razionale aperta verso una dimensione spirituale e a riconoscersi diverso dagli animali governati dalla sola natura istintiva e che però fino a quel momento era stato con il suo comportamento molto simile a loro.  
Dal solstizio d’inverno, punto di partenza del ciclo di rinnovamento, il sole riprende il suo percorso ascendente e afferma ogni giorno di più il suo vigore e il trionfo della luce attraverso l’espansione della coscienza umana.
Le popolazioni nord europee, che le ricostruzioni storiche confermano provenire dagli altopiani dell’Iran, in coincidenza con il solstizio d’estate tradizionalmente bruciavano intorno a mezzanotte, delle ghirlande di foglie poste su dei bastoni che simboleggiavano l’Albero della vita.
Nel solstizio d’inverno invece che cadeva nel cuore della dodicesima notte dedicata al padre degli dei, si creavano dei ceppi a forma di piramide che venivano disseminati in vari luoghi e sulla cui sommità veniva fissata una ruota a rappresentazione del sole. All’interno della piramide ardeva un grande fuoco simboleggiante la vita che rimaneva acceso anche se avvolto dalle tenebre. A mezzanotte il fuoco veniva spento, per accenderne uno nuovo sulla sommità della piramide a significare che il nuovo anno era nato, la vita si manifestava in tutta la sua luce e in tutta la sua potenza ed ora era visibile agli occhi di tutti. In alcuni villaggi nord europei ancora oggi è possibile ritrovare tracce di queste consuetudini.
Il simbolismo dell’Albero della vita, lo ritroviamo anche nelle antiche scritture religiose ebraiche e cristiane della Bibbia e le piramidi sono emblemi della civiltà egiziana.
Nella filosofia di Platone, il sole, è l’immagine del bene che si manifesta nella sfera delle cose visibili.
I suoi raggi sono alla base delle influenze spirituali ricevute dalla terra. L’iconografia dei suoi raggi rappresenta nella filosofia cinese gli aspetti yang e yin dell’irraggiamento vivificante e raffigura nello stesso tempo, l’estensione del punto principale e misurazione dello spazio.
Questo rapporto estensione-spazio, lo ritroviamo anche nella geometria della filosofia pitagorica.
I testi filosofici induisti considerano il sole l’origine di tutto ciò che esiste, il principio e la fine di ogni manifestazione.
Il sole può essere un aspetto dell’Albero della vita descritto nel Libro della Genesi della Bibbia.
La tradizione astrologica, anticamente parte dell’astronomia, considera il sole al centro del cielo e lo associa al cuore posto al centro dell’organismo e collega alcuni avvenimenti che avvengono sul sole con particolari patologie cardiache. Molte di queste osservazioni hanno trovato riscontro nella ricerca medico-scientifica moderna e contemporanea.
Il mosaico in questione contiene un disegno del sole incastonato in una struttura di forma circolare  i cui raggi si estendono fino alla periferia. E’ costruito in pietre di terracotta di epoca contemporanea e poggia sulla superficie di un terreno e circondato da pietre piccole di forme varie e dello stesso colore della struttura circolare. Il tutto è protetto da pietre di varie forme mediamente grandi, appoggiate sul terreno a costituire probabilmente un “recinto sacro”. Considerazione che scaturisce dall’osservazione della loro disposizione a formare un “quadrato-sole” al momento aperto da un lato e generalmente usato nella sua forma geometrica completa nelle evocazioni perché rappresenterebbe simbolicamente la perfezione delle relazioni fra la terra e il cielo ed esprimerebbe il desiderio dei membri di una società massonica di partecipare a tale perfezione. Il disegno del sole contiene rappresentazioni risalenti alla preistoria che ne fanno un simbolo di pienezza, di universalità e di totalizzazione.
L’incrocio di un meridiano e di un parallelo, come possiamo notare, divide il centro del disco solare in quattro settori a significare che il potere rappresentato è esteso sugli atti dei sudditi.
Il colore con cui è dipinto il disegno del sole è giallo-oro, colore solare per eccellenza e rappresenta le perfezioni intellettuali, la ricchezza del metallo, e delle messi nonché la grande opera alchemica.
La struttura circolare che contiene il disegno del sole è di colore grigio che nella simbologia della tradizione cristiana stando agli studi di F. Portal designerebbe la risurrezione dei morti. Studi onirici particolari collocano i sogni che appaiono in un aspetto nebbioso grigiastro negli strati rimossi dell’inconscio e che desiderano essere illuminati e chiarificati dalla presa di coscienza.
Alcuni studi medico-scientifici affermano che un neonato vive nel grigio e che dal giorno in cui apre gli occhi prende progressivamente coscienza dei colori durante i primi tre anni di vita.
Nella filosofia pitagorica, la tetraktis è l’addizione dei primi quattro numeri, 1+ 2+3+4 e il quattro rappresenta il terrestre, la totalità del creato e del rivelato e che è al tempo stesso la totalità del perituro. I libri dei Veda della filosofia induista, sono divisi in quattro parti, Inni, Carmi, Liturgia e Speculazioni.
Sedici raggi di questo mosaico si proiettano dal disco solare.
L’uomo secondo la Chiandogya Upanishad, si compone del quadrato di quattro cioè di sedici parti come la magia del Soma che comporta sedici recitazioni e l’insegnamento sul Brahman è distribuito in quattro  quarti, corrispondenti ai quattro domini dell’universo: le regioni dello spazio, i mondi, le luci e i sensi. I testi recitano che: “Colui che, sapendo ciò, conosce questo quarto del Brahman, o quattro sedicesimi, che è la luce, brilla in questo mondo. Conquista i mondi luminosi colui che, sapendo ciò, conosce il quarto del Brahman, o quattro sedicesimi, che è luce”.
Nella Bibbia e in special modo nel Libro dell’Apocalisse questa riproduzione del centro in quattro parti, suggerisce l’insieme dei viventi nel mondo della luce, sono riportati i quattro campi delle dodici tribù d’Israele, i quattro emblemi delle tribù, uno per ciascun gruppo di tre, il leone, l’uomo, il toro, l’aquila; le quattro lettere del nome divino YHWE, ciascuna corrispondente ad uno di questi emblemi, secondo la tradizione giudaica: Y all’uomo, H al leone, W al toro, la seconda H all’aquila . Ciascuno di questi quattro emblemi successivamente la tradizione cristiana li assocerà ad ognuno dei quattro Evangelisti.
In molte scuole filosofiche degli indiani dell’America del Nord, le quattro parti sono principio di organizzazione e in un certo modo rappresentazioni di una forza. Lo spazio si divide in quattro parti; il tempo si misura in quattro unità: il giorno, la notte, la luna e l’anno; le piante sono costituite da quattro parti: la radice, lo stelo, il fiore e il frutto; le specie animali sono quattro: quelli che si arrampicano, quelli che volano, quelli che camminano su quattro zampe e quelli che camminano su due; i quattro esseri celesti sono: il cielo, il sole, la luna e le stelle; la vita umana si divide in infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia; quattro sono le virtù fondamentali dell'uomo: il coraggio, la resistenza, la generosità e la fedeltà; quelle della donna sono: l’abilità, l’ospitalità, la lealtà e la fecondità.
Nella tradizione Maya Quichè, esposta nel Popol Vuh, si riporta che si sono avute quattro creazioni successive corrispondenti a quattro soli e a quattro età.
Le quattro parti sono anche il numero delle porte che, nelle tradizioni dei Sufi e in alcune confraternite di dervisci turchi,  l’iniziato deve attraversare nel cammino mistico . A ognuna di queste quattro porte, la Filosofia,  associa uno dei quattro elementi in ordine progressivo, aria, fuoco, acqua e terra e a cui si conferisce questa interpretazione: la prima porta è quella della Shariat cioè la semplice conoscenza letteraria della religione e perciò, l’iniziato, varcando questa porta si trova nell’aria cioè nel vuoto; varcando la seconda porta, si brucia nel fuoco della via iniziatica e riceve la conoscenza della disciplina Sufi; la terza porta che corrisponde all’elemento acqua, gli consente di acquisire la conoscenza mistica,  ossia la gnosi; infine abbiamo la quarta porta che corrisponde all’elemento terra, alla Realtà di Dio considerata l’unica Realtà. Questo è il cammino di perfezione tradizionale sufista e dei dervisci turchi che ritengono la realta materiale nient’altro che un riflesso della sola Realtà divina nascosta dal velo della dualità. Si è  oggi propensi a rilevare che tra i quattro gradi progressivi dell’ascensione mistica e raffigurati simbolicamente dalle quattro porte, la seconda di queste porte costituisce un grado indipendente perché considerata la soglia iniziatica vera e propria  e pertanto gli studi filosofici associano questi gradi del cammino mistico di perfezione ai tre gradi delle scuole neoplatoniche di Alessandria d’Egitto e che erano costituiti dall’acquisizione progressiva da parte del discepolo, delle virtù, della saggezza e dell’estasi.
Questi quattro livelli di perfezionamento, lo psichiatra e fondatore della psicologia analitica, Carl Gustav Jung, li associa nella sua teoria filosofica alla quaternità che per lui rappresenta il fondamento archetipo della psiche umana, di tutti i processi consci e inconsci. Il fondatore della psicologia analitica, legato a particolari circoli di filosofia esoterica, ripercorre nel suo pensiero un’attitudine umana sostanzialmente lineare che dal paleolitico in poi è rintracciabile storicamente in tutte le civiltà e in cui la quaternità è l’assioma fondamentale della Grande Opera e della Pietra Filosofale.
Ho cercato con questo articolo di ritrovare possibili tracce storiche collegabili e spiegare l’interessante contenuto di questo mosaico che ho avuto modo di incontrare in Inghilterra, nella bella città di Bournemouth, in Agosto 2011. Molte ricostruzioni storiche e archeologiche hanno permesso di conoscere particolari importanti di questi popoli, ma altre domande aspettano ancora delle risposte. Cosa significa l’arcaica e misteriosa narrazione biblica di Genesi cap. 6, 1-4 che parla di “uomini giganti”, “individui sovraumani” che si accoppiavano con le figlie degli uomini ? Forse alcune civiltà del passato hanno avuto contatti diretti con civiltà di altri “mondi” ? Rilevanti scienziati affermano che nell’universo esistono più combinazioni potenziali di DNA (acido desossiribonucleico) che atomi !  Allora costellazioni come Orione e Andromeda o luoghi come le Pleiadi e Sirio sono abitati ?  La stirpe dei Nefilim descritta nel libro veterotestamentario della Genesi può essere il risultato di una combinazione genetica di civiltà planetarie ? E il serpente Apofi, definito dai Testi dei sarcofagi incarnazione del non essere, può significare anche il simbolo esoterico di una stirpe aliena  senz’anima ? Le rivendicazioni a governare per “diritto divino” da parte di alcune famiglie sono solo un messaggio cifrato per nascondere all’umanità la loro discendenza da accoppiamenti ibridi planetari a formare una “razza superiore” o “regale” ? E le famiglie, che oggi controllano il mondo e la nostra vita, stando così le cose, sono sempre le stesse che hanno governato Atlantide, l’Egitto, Babilonia, l’Impero romano, l’Impero britannico ecc. ? Queste famiglie sono tutte discendenti dei Nefilim ? E dopo quanto riportato, tornando al nostro mosaico, non possiamo evitare di aggiungere un’altra ennesima domanda: perché si è voluto ricomporre tanto simbolismo ancestrale proprio li a poche miglia da Stonehenge, il Tempio del sole ?
Il monumento di Stonehenge, sorge in allineamento ai punti astrali in cui tramonta il sole nel solstizio d’inverno e in cui sorge il sole nel solstizio d’estate. Il solstizio d’inverno apre la fase ascendente del ciclo annuale e il solstizio d’estate apre la fase discendente. Il simbolismo latino raffigurato dai due aspetti della figura mitologica di Giano, divinità del Pantheon romano, che avendo accolto saturno nel Lazio perché cacciato dal regno celeste, ricevette in dono, la facoltà della “doppia scienza”, quella del passato e quella del futuro. Poi abbiamo il simbolismo successivo cristiano rappresentato dai due aspetti, invernale ed estivo di san Giovanni Battista, che conduce con le due porte, alla fase luminosa del ciclo attraverso la porta invernale e alla fase oscura attraverso la porta estiva. La tradizione cristiana, in riferimento al Vangelo secondo Giovanni, capitolo, 3, 30: “ Lui deve crescere; io, invece, diminuire”, colloca la natività di Cristo nel solstizio d’inverno e quella di san Giovanni Battista nel solstizio d’estate.
Una profondità di sapienza filosofica di civiltà diverse che ho accompagnato a incontrare anche se sommariamente per quei tratti necessari allo studio del nostro mosaico. Abbiamo compreso che i pensieri elaborati e incisi nella storia da queste filosofie non possono essere spiegati col senso ordinario e letterale delle parole da cui uno studioso non potrebbe mai uscirne senza il filo di Arianna che guida il sapere racchiuso nelle espressioni ermetiche che solo a un iniziato è concesso conoscere.
Certamente molti aspetti oscuri avvolgono ancora la storia dell’umanità che è arrivata davanti a un altro passaggio quantico estremamente significativo, quello rappresentato dall’anno 2012 del calendario Maya. Forse è proprio questo delicato momento a imporre più che mai alla nostra coscienza quella ricerca della verità che ha contraddistinto le civiltà che ci hanno preceduto e hanno dato un valore all’esistenza umana.      

 

 Dott. Raffaele Bocciero per Filosofia e Logos.it

 

                                                                                   BIBLIOGRAFIA

Edda Bresciani, L’Antico Egitto, Editore De Agostini, 1998.

Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dizionario dei Simboli, Edizioni BUR, 1999.

Carl Gustav Jung, Opere, Editore Bollati Boringhieri, 1992.

Catherine Pont-Humbert, Dizionario dei simboli dei riti e delle credenze, Editori Riuniti, 1997.

Magdalena Caland, Rune, Edizioni Xenia, 2000.

La Bibbia di Gerusalemme, Edizioni EDB, 2009.

A. A V.V., Enciclopedia Generale De Agostini, 1999.

Joel Schmidt, Dizionario della mitologia greca e romana, Editore Gremese, 1994.

George Foot Moore, Storia delle religioni, 2 voll., Editori Laterza, 1989.

Yves Bonnefoy, Dizionario delle mitologie e delle religioni, Editore BUR, 1989.

Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Edizioni Universale Scientifica Boringhieri, 1988.

Mircea Eliade, La nascita mistica: riti e simboli d’iniziazione, Editore Morcelliana, 1974

Giovanni Reale – Dario Antiseri, Storia della Filosofia, 2 voll., Editrice La Scuola,  1997. 

A. Leo Oppenheim, L’antica mesopotamia, Editori Newton Compton, 1997.

C. Barberis, Storia delle civiltà antiche, 2 voll., Editore Principato, 1990.


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