I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Islam dei segreti [30]

05 Febbario, 2012 | Category : Esoterismo | Author: Fonte | Condividi | Commenti

Islam

La paleoastronautica ha il merito di porre l’attenzione in una diversa ottica su culture minoritarie antiche. L’attenzione è però sempre rivolta ai casi classici come i Maya, l’Egitto e Palenque. Una cultura come quella islamica e araba sembra non interessare, nella convinzione errata, retrograda ed estremamente conservatorista su certi argomenti. Il rapporto tra UFO e arabi è in realtà sempre ben stretto. La cultura islamica teoricamente non pone problemi all’esistenza di una realtà parafisica, come dimostrano i versi del Corano sul mondo parallelo all’uomo dei Jinn, esseri a metà fra Dio e l’umanità. Ma fin dai tempi pre-islamici abbondano le citazioni di antiche tecnologie presso gli arabi. G. Mandel ne "Il regno di Saba, ultimo paradiso archeologico" riporta le tradizioni leggendarie sud-arabiche antiche e islamiche di armi misteriose come laser e atomiche nello Yemen, insieme a tradizioni remote di guerre straordinarie combattute con regni africani e asiatici come il Tibet (ricordi di Atlantide e Mu?). Sulla base di raffronti artistici esistenti non è azzardato dire che la civiltà di Mohenjo Darjo, se ha affinità con quella sud-arabica, abbia trasportato le sue tecnologie aliene post-atomiche anche nello Yemen, il che spiegherebbe l’eccezionale architettura monumentale di dighe e templi di questa zona, stupefacente quanto quella egizia. Lat e Manat le dee della pietra, Quzah il dio della folgore, Az-Zun la venere araba insieme agli dei pietra, Ash-Shams e Jarrith dei astrali e i cinque giusti: le divinità politeiste preislamiche assomigliano pericolosamente alle varie deità aliene delle altre parti del mondo.A riprova di queste influenze, nei monumenti archeologici dell’antica Arabia del sud si verificano strani fenomeni, come le fotografie non impressionate, modello Giardino di Boboli e i viaggi in astrale onirici con personaggi misteriosi di luce del passato. Nel deserto del Rub Al-Khali si nasconde, secondo i Muqarribun, maghi arabi, la città di Irem delle Colonne, edificata da Jinn e giganti Ad. Il dio Chthulu è presente nei testi magici arabi con il nome di Khadhulu simile alla Tiamat sumera chiamata Kutulu. Ed è presente l’Oannes babilonese, uomo pesce, nelle leggende delle creature anfibie del mare di Karkar. Può sembrare fantasia, ma la maggior parte del territorio della Penisola arabica è inesplorato a tutt’oggi. Il culto megalitico è evidente nelle divinità preislamiche. Testimonianze di esploratori dell’800 parlano di Cromlech colossali all’inizio del deserto siro-arabico, mentre le scoperte dei Tholos quasi nuragici dell’Hadramauth di Tosi e De Maigret ci riportano un’altra volta alla civiltà mondiale megalitica, con la presenza di antichi giganti. La teoria parafisica dei Jinn di Maometto sembra trovare conferma nelle rivelazioni del generale americano in Arabia Saudita citato da "Il Giornale dei Misteri" con i documenti segreti sui grigi infradimensionali che si spostano tramite il magnetismo, entità vampire e nemiche dell’umanità. E conferma giunge dal Golfo Persico, interessato dalle ruote di fuoco del mare connesse alle anomalie magnetiche (quasi sul modello del litorale abruzzese) già notato da Charles Fort. Un esempio di "rivelatore" ante litteram può essere considerato il Salomone del Corano, con il suo dominio totale sui Jinn. Passiamo all’epoca islamica. Già Peter Kolosimo ricordava le descrizioni di creature come gli alberi con molte teste (ingegneria genetica?), i luoghi ucronici non possibili che potrebbero, però, alludere ad esperienze di viaggio extraplanetarie e infradimensionali, modello Betty Andreasson. Ibn Battuta parla addirittura, nella sua Rihla, delle manopole sul muro capaci di far aprire porte enormi e spostare minareti, indizio di tecnologie evolute possedute dagli arabi. Il Romanzo di Alessandro Magno, con la ricerca della fonte della vita, introduce elementi del tutto contattistici, dal palazzo di gioielli, al pavone, all’uomo bicorne, come già notato da Z. Sitchin. Sotto Fes si dice ci sia un intero complesso di gallerie legate all’antica alchimia, simili agli altri esempi di America precolombiana e Tibet. Va ricordata la notizia di gallerie sotterranee sotto le Piramidi d’Egitto abitate da alieni di tipo nordico che starebbero collaborando segretamente con il governo egiziano. Biblioteche come Alessandria e Cartagine non sono state distrutte interamente dagli arabi nel Medioevo, come dimostrerebbero le tracce di antiche conoscenze alchimistiche e parafisiche di un Khalid Ben Yazid, califfo eretico, o di un Ibn Arabo che, con la sua teoria delle sfere del reale multiformi e concentriche, è il Giordano Bruno islamico. E nell’alchimia araba vi sono le tracce allegoriche di una fisica della materia sconosciuta e legata a misteriose civiltà preumane. Fenomeni citati nel Corano, come il miracolo della Luna, sembrano ammiccare a manifestazioni B.V.M. anche nell’Islam. E negli anni ’70, come riportato da E. Von Daniken in "Messaggi dall’ignoto", la chiesa copta del Cairo di Zeytun assistette a un fenomeno simile, mai chiarito completamente. Le citazioni dei popoli preislamici, come gli Ud e i Thamud, sono simili ai miti dei giganti di tutto il mondo e costruzioni come Palmira andrebbero ascritte al megalitismo dei Nephilim di Barry Chamish. I frammenti di iscrizioni egizie, sparse per la città araba del Cairo, lasciano presagire uno schema esoterico di costruzione della stessa, sul modello della Bagdad circolare medievale con i relativi orientamenti astronomici modello Bauval-Gilbert. La stessa cupola delle moschee può essere considerata un accumulatore di energia basato sulle geometrie e topologie quantistiche al pari delle Piramidi. Mistici come Molla Sadra parlano nei loro viaggi iniziatici di descrizioni analoghe a quelle dei vari "revelators". Un esempio di contattismo parafisico è il Vecchio della Montagna e suoi assassini. L’altalena degli stati dell’essere dei Sufi anticipa le teorie della nuova fisica di Jack Sarfatti, mentre la loro influenza su governi del Medio Oriente è già un modello Cabal (vedi: Michael Wolf, "The Catchers of Heaven") e Majestic. La lampada di Aladino e altre immagini dalle Mille e una Notte tradiscono inconcepibili manufatti tecnologici di cui attualmente stiamo scoprendo i primi principi, come dimostrano le ricerche del cecoslovacco Pavlita. Tutta la sh’ia gnostica e tutte le sette segrete - dai Drusi, agli Alawiti, agli Ahl-i-Haqq - nascondono documenti segreti nelle loro biblioteche per iniziati, con allegorie e miti distorti di altre realtà sorprendenti, come riferito da Kamal Jumblatt, leader druso, ad A. Tomas, riguardo le stanze segrete sotto la Sfinge. Lo stesso Imam nascosto duodecimano rivela influssi di realtà infradimensionali e parafisiche che hanno interferito, connesse alla torre elicoidale di Samarra. Nelle narrazioni arabe abbiamo esempi di armi meteorologiche e soniche (la poesia che incita alla battaglia) che danno da pensare. Ancora oggi le tombe dei Marabutti nel Maghreb emanano misteriose energie curative connesse a manifestazioni ufologiche. Nell’800 le opere di un Gibran ci introducono un’altra volta a una dimensione parafisica, da comunità Damanhur. Al giorno d’oggi abbiamo gli UFO nei cieli iraniani, che hanno interferito nella Guerra del Golfo, le sorprendenti rivelazioni del caso Guardian e le alleanze sotto banco con regimi arabi da parte di draconiani e grigi per sperimentare nuove tecnologie militari aliene. Non sono soltanto gli americani a firmare i patti scellerati. Le operazioni di soppressione delle informazioni sono oggi fortissime nel mondo arabo ad eccezione, forse, del Qatar, stato all’avanguardia per molte cose, come dimostra l’emittente eversiva Al-Jazeeria e sede di associazione UFO e dell’Iran delle prossime elezioni. Come si vede, una cultura da sempre disprezzata in Occidente, che si presuppone essere ostile a certi argomenti e fondamentalmente tradizionalista, riserva a un’attenta analisi piacevoli sorprese per il ricercatore. Basti pensare che, se affrontiamo la questione da un punto di vista teologico-islamico, Maometto, Angeli e Dio non possono essere ritratti e quindi le figure di fiamma dell’iconografia islamica possono essere benissimo ascritte agli esseri di luce delle manifestazioni ufologiche. Se non è apertura mentale questa...

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