I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Homo homini lupus

   
01 Ottobre, 2013 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

di Viviana Severino

Severino viviana

Ricordate la celebre affermazione Hobbesiana ’’homo homini lupus’’? Naturalmente il filosofo la coniò ed inserì entro un contesto argomentativo di stampo socio-politico, fornendo una peculiare interpretazione sulla nascita dell’organizzazione sociale e governativa facendo luce sulla originaria natura violenta dell’uomo fondata sulla ‘’pleonexìa’’, cioè sull’innato desiderio di sopraffazione e lotta teso alla vincita del più potente sul più debole.

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Tuttavia oggi vorrei fornire un’ulteriore possibile interpretazione, distaccando questo assunto dal suo senso specifico per trarne uno ,per così dire, generale il quale, a mio parere, rappresenta un punto focale se si è interessati in primo luogo a comprendere e poi riparare i danni delle determinazioni di stampo essenzialistico-assiologico entro cui il nostro ingenuo parlare si orienta per consuetudine. Vedete, tutto  nasce da una irrefrenabile necessità, sia essa connaturata e quindi primordiale, o costruita, di porre categoremi e fisse determinazioni a quella porzione di mondo con cui si viene a contatto, componendo e scomponendo gli elementi fattuali per circoscriverli entro determinazioni ‘’reali’’: tale bisogno da il via alla peculiare costruzione del mondo in cui viviamo, mondo a partire dal quale ci comprendiamo, poniamo l’essere alle cose e le rivendichiamo nella loro assoluta validità, dimenticando quanto esse siano frutto del nostro necessario esprimerci. Cosa facciamo quando nel nostro parlare quotidiano, in via imperativa, diciamo’’è’’o’’non è’’? Forziamo, tramite giudizio secondario, una natura fattuale che si da nella sua pura e semplice effettività! Nel darsi, la concretezza delle azioni, si offrono senza determinazione alcuna, scevre da artificiose costruzioni poste in via culturale e tradizionale e, dunque, di natura relativa. In tale processo, l’uomo imprigiona la natura, nel suo senso più esteso, la rinchiude, la soffoca senza lasciarle l’ultima parola, perché si, è la parola, la sua connotazione concettuale, ad avere rilevanza nel nostro sistema. A partire da se stesso, con l’esprimersi, l’essere razionale per antonomasia vive in una ceca prigione, si trova in uno stato di immanenza, claustrofobia forzata da lui stesso voluta, imponendola assolutamente per via sociale. Così, una volta determinata la validità assoluta di un concetto, dimenticandone la valenza relativa, e non naturale, in quanto puro prodotto, l’ uomo costringe il prossimo ad accettare questi ultimi come assiomi e, tramandandoli per tradizione, col tempo queste determinazione essenziali, poste come fondamento o pilastro del reale, tendono ad imporsi e ad essere riconosciute a livello universale e generale come oggettive,vere,per l’appunto.
Ed ecco l’homo homini lupus: la donna è, per principio e per naturale‘’ quidditas’’dolce, non propensa alla violenza, delicata, pacata, sana, casta, sciagurata la donna che concede i propri ’’servigi’’a più di un amante è  una puttana per antonomasia! Ma si sa, di contro, l’uomo è cacciatore però… e la donna?
che sciocchezze, la donna è ‘’di facili costumi’’. Questo esempio dimostra l’indiscutibile banalità delle categorie assiologiche che l’uomo, per proprio comodo, pone e propone artificiosamente in via culturale, dando via libera ad un pericoloso processo deterministico a danno delle successive generazioni.
Sembrerà ai molti una nozione superata,la donna oramai è ‘’libera’’, ha gli stessi diritti dell’uomo,tuttavia  la domanda da porsi è se i ’’diritti’’ possano davvero essere rivendicati, non dovrebbero essere concessi in via naturale? chi può toglierli e chi può darli? Di conseguenza la donna ora si ritrova a dover essere per consuetudine il personaggio che le è stato affibbiato e scelto da altri. Ricordate la rivendicazione femminista di fine ottocento? ’’Donna è, in quanto tale, per determinazioni socio-culturali, pratiche storiche che l’hanno resa tale,ma una reale identità di genere non esiste’’. Vi sembra un estremismo? Ad ogni modo in precedenza ho parlato dell’uomo come costruttore del proprio mondo, creatore e diretto responsabile di ogni artificio concettuale con cui da significato al proprio esistere, perché si sa, è esattamente in vista di ciò, l’esistere, che egli giudica, crea o definisce se stesso e il reale circostante. Il punto focale sta nel fatto che l’uomo ha fabbricato diverse ‘’chiavi’’ adatte a dischiudere quello che lui definisce reale, ma è una questione di adattamento, non di corrispondenza o di esser vero, come ribadisce Glasersfeld nel saggio sul costruttivismo radicale. Di chiavi (teorie) ce ne sono molte,diverse fra loro,possono aprire la serratura dell’ esistenza,ma cos’è la serratura in sé? Il giudizio assertorio, dunque, fa si che mi sia possibile accedere ad una realtà fattuale che mi si presenta in via effettiva, come il dire  ‘’è giusto’’, ma non rivela il fatto in sé, perché l’insé è inconcepibile ed impossibile da esperire, è, in verità, inesistente, se lo si guarda dal punto di vista dell’essenzialismo di stampo platonico fino alle molteplici sfaccettature che ha assunto oggi. Molti penseranno che la mia teoria abbia la presunzione di dimostrare l’impossibilità dell’uso del linguaggio, come il vecchio Gorgia di Leontini dimostrò nell’antica Grecia, ma si sbagliano. L’esprimersi appartiene alla nostra costituzione ontologica ed è necessario quanto è necessario il vivere stesso. Il mio scopo è quello di offrire all’uomo una linea del tempo, la genealogia del suo determinare e porre l’uomo davanti all’indiscutibile verità riguardo il relativismo dei concetti che egli ha creato e posto come assiomi o principi base al fine di costruire un linguaggio, e dunque una rete di significati, più aperta all’evoluzione, in grado di problematizzare e  porsi in perenne ridiscussione, in grado di non determinare in via totalmente arbitraria l’esistenza dei nostri posteri, al modo di un eterno circolo ermeneutico.

Viviana Severino

 

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