I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

      On Line

IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

link

La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Hitler e il segreto della "Die Glocke"

   
14 Giugno, 2013 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

Die Glocke

Dagli archivi segreti dell’ ex Unione Sovietica e da quelli dei servizi segreti statunitensi, sono recentemente emersi dossier riservatissimi relativi a “qualcosa” di misterioso che , ancora non del tutto chiarito, sfuggirebbe alla comprensione dei maggior ricercatori dei segreti della storia.

Ci riferiamo a un “qualcosa” che i documenti riferiscono con il nome di “campana”, in tedesco “Die Glocke” o “Die Lanternentraeger”, in inglese “The SS-Bell”.

Hitler

Da sottolineare il fatto che tra i tanti progetti segretissimi risalenti all’epoca nazista, questa della “campana” risulta il più interessante, il più affascinante, in quanto il più enigmatico, il più all’avanguardia e, proprio per questo, il meno comprensibile.

Ma che cos’era questo strano marchingegno noto con lo pseudonimo di “Die Glocke” ?.

Ebbene, ricostruendo e mettendo insieme le pur poche, incomplete notizie, anche perché molte dei documenti nazisti dell’epoca furono distrutti, possiamo descrivere l’oggetto:

* sarebbe un oggetto metallico avente un diametro di 3,10 metri e un’altezza di 4,95 metri;

* era composta da due cilindri contro-rotanti, con all’interno uno strano liquido “metallico” avente un color porpora e denominato “”Xerum 525”, il quale ruotava all’interno della “campana” ad alta velocità. Lo Xerum 525 era radioattivo e per questo era contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore. Era, con molta probabilità, un miscuglio di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, che formava un liquido denominato “mercurio rosso”. L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una grande quantità di neutroni, quando sottoposto ad uno stress esplosivo.

Per il funzionamento di tutto l’apparato occorreva una grande quantità di energia elettrica.

In funzione, poteva ruotare solo per un paio di minuti in quanto emetteva una grande quantità di radiazioni, generando allo stesso tempo un campo magnetico.

Notizia

Sopra la miniera dove avvenivano tali esperimenti c’erano delle strutture in cemento armato.

Tutti gli esperimenti erano sotto la supervisione del generale delle SS Kammler, con i suoi due reparti con compiti speciali: SS-E-IV o “Entwicklungs-stelle IV”, ovvero il “Centro sviluppo IV del Schwarze Sonne” e il SS-U-13.

I nazisti erano andati ben oltre la fase di studio, arrivando alla sperimentazione.

Durante i primi esperimenti, sembra che almeno 5 scienziati su sette siano morti per irradiazioni di natura non conosciuta. Proprio per questo, durante gli esperimenti, furono messi nei suoi pressi animali e piante i quali morirono, decomponendosi e lasciando come residui una sostanza gelatinosa o cristallina.

Hitler-a

Molti prigionieri dei lager morirono per essere stati utilizzati per ripulire il laboratorio dopo ogni esperimento.

La camera dov’era la “campana” era ricoperta di ceramica e sul tetto era posta un rivestimento in gomma la quale veniva rimossa e bruciata dopo ogni esperimento, mentre la ceramica veniva lavata, sempre alla fine di ogni tests.

Ala fine della guerra, tutti coloro che, a qualsiasi titolo, furono coinvolti negli esperimenti o erano a conoscenza di tale congegno noto come “la campana”, furono eliminati.

E’ bene riferire che l’apparecchio sviluppava grandi campi elettromagnetici e di energia elettrostatica, diffondendo tutt’intorno una radiazione di colore bluastro.

Gli scienziati nazisti stavano studiando le sostanze radioattive sottoposte a campi torsionali per ottenere, forse,

1) o un “propulsore senza propellente” ossia un “motore antigravitazionale”;

2) o una “macchina del tempo” che poteva aprire qualche porta dimensionale e forse poter usare un “wormhole”;

3) oppure per utilizzare tale congegno come arma che avrebbe avuto la capacità di emettere un impulso generatore di gravità in grado di sviluppare un’energia tale da spostare un oggetto con un’accelerazione pari a 1..000 g.

Negli esperimenti della congegno noto come “Die Glocke” , ne furono interessati:

1) FEP, (*) il centro ricerche sull’alto voltaggio e frequenze;

2) AEG, o “Allgemeine Elektricitats Gesellschaft”; responsabile per il rifornimento di molta energia elettrica ad alto voltaggio, attraverso il sotto-progetto denominato “Chiarite-Anlage”; questo progetto era diretto dal Oberingenieur dr. Richard Craemer; la AEG aveva un piccolo laboratorio nei sotterranei del Chiarite Hospital a Berlino per effettuare gli studi sul congegno “Die Glocke”;

3) HWA, o < Heeres Waffen Amt >;

4) SS-Obergruppenfuhrer Emil Marzuw;

5) Dr.sa Elizabeth Adler, una matematica dell’Università di Koenigsberg;

6) Dr. Otto Ambros, presidente della cosiddetta “Commissione < S >”, Responsabile della preparazione delle armi chimiche nel Ministero degli Armamenti di Speer. Venne nominato dal direttore della I.G. Farben, Karl Krauch, per tutte le operazioni relative alla gomma sintetica “Buna” ad Auschwitz. Fu coinvolto con le SS nell’arricchimento dell’ uranio e nel “Progetto Bell”.

7) Dr. Herbert Jensen;

8) Dr. Edward Tholen;

9) Dr. Walther Gerlach;

10) Dr. Kurt Debus;

11) Barone Manfred von Ardenne.

I principali laboratori che operavano sul congegno noto come < la campana > o “Die Glocke” si trovavano in Slesia meridionale, presso la città di Neumarkt o Sroda-Slaska e a Leubus o Lubiaz; mascherati all’interno dei servizi e attrezzature dello “Schlesische Wekstaetten dr. Fuerstenau”. Altre attrezzature sotterranee esistevano a Schloss Fuerstenstein, sempre nella Slesia meridionale, e mascherati in una miniera di carbone a Waldenburg o Walbrzch, facente parte del sistema FHQ “Riese” . Un altro complesso che faceva parte del progetto “Die Glocke” era situato alla miniera di Wenceslas a Ludwigsdorf o Ludwikowize, dove veniva costruito “The Henge” o “Machulapka”, un evidente anello per esperimenti. (a)

Il progetto di ricerca “Die Glocke” fu creato nel gennaio 1942, e fu denominato in codice “Tor” o “Gate” o “Gateway”. Poi, dopo l’agosto 1943, fu suddiviso in due altri sotto-progetti: “Chronos” e “Laternentraeger”; ed entrambi si riferivano al progetto “La Campana”, suddivisi però nell’aspetto fisico e medico-biologico.

E’ bene riferire che esperimenti tedeschi di natura fisica al plasma furono effettuati dalle SS nella Slesia meridionale tra il 1942 e il 1945.

L’alta classificazione di sicurezza e ricerca, concessa al progetto “Die Glocke”, era conosciuta come “Kriegsentscheidend” o “guerra decisiva” con l’aggiunta della dicitura “Geheime Reich Sache” o “affare o questione segreta del Reich”.

Il personale scelto sperimentò e produsse qualcosa che apparentemente sembrava un “Plasmoide ione-mercurio”, utilizzabile in aeronautica per lo sviluppo di esplosivi speciali, anche se si è venuto a sapere che lo scopo era quello di irradiare esseri viventi, quindi persone, per cambiare la loro chimica cerebrale e scheletrica, ma per farne cosa?

Il laboratorio di von Ardenne fu coinvolto in tali esperimenti che ne furono effettuati almeno un paio a Ohrdruf in Thuringia nella prima metà del marzo 1945.

Conferme sull’esistenza del congegno “Die Glocke”

Conferme sull’esistenza del congegno “la campana” e sui relativi esperimenti sono stati diffusi dallo scrittore polacco Igor Witkowski il quale affermava di aver scoperto l’esistenza del progetto “Die Glocke” dopo aver visionato rapporti segreti declassificati relativi agli interrogatori effettuati da agenti del KGB sovietico sul generale delle SS Jakob Sporrenberg (b).

 

Ulteriori dettagli Witkowski provvedeva a pubblicarli sul suo libro dal titolo “The Truth about the Wunderwaffe”, dove riferiva, tra l’altro, che il complesso industriale nelle vicinanze della miniera di Wenceslas era un sito per esperimenti.; e che i 62 scienziati che lavorarono al progetto “la campana” furono tutti uccisi dalle SS, dietro un ordine segreto proveniente direttamente dal quartier generale di Hitler.

Nel libro dell’autore britannico Nick Cook dal titolo “The Hunt for Zero Point”, si riferiva, tra l’altro, che “la campana” era un generatore di un campo torsionale e che gli scienziati tedeschi stavano sperimentando una sorta di macchina del tempo.

Cook e Witkowski hanno visitato il sito in questione per UK Channel 4 per un documentario dai due titoli “Ufos: the Hidden Evidence” e “An Alien History of Planet Earth”.

Lo scrittore James Rollins nel libro “The Black Order” riferisce, tra l’altro, che la “campana” non sarebbe stato altro che un generatore di energia punto zero, derivata dalla teoria zero-point di Heisenberg, mentre in realtà era un’idea di Einstein.

Sempre secondo lo scrittore polacco Witkowski, la struttura denominata “The Henge” o “Machulapka” era stato un anello per esperimenti per propulsione anti gravitazionale generata dalla “campana”.

Operazione Chronos.

Sempre dal già citato libro di Cook apprendiamo di uno strano equipaggiamento e mezzi utilizzati in un esperimento segreto effettuato presso una camera per tests di 30 metri quadrati, costruita in Polonia nelle profondità delle montagne dei Sudeti settentrionali, presso il centro minerario di carbone di Waldenburg in Slesia.

Il progetto fu chiamato in codice “Chronos” e coinvolgeva un congegno chiamato “Die Glocke” o “la campana”.

Il congegno era costituito da un metallo pesante e duro, riempito con una sostanza simile al mercurio e di color violaceo.

5 dei sette scienziati coinvolti nel progetto ebbero problemi di sonno, gusto-sapore metallico nelle viscere, spasmi nervosi e perdite di memoria e perdita di equilibrio.

Quindi un campo torsionale di sufficiente intensità poteva alterare lo spazio intorno al generatore. Maggiori campi torsionali venivano generate, maggiore spazio veniva alterato. E quando veniva alterato lo spazio, veniva alterato anche il tempo.

(a) “The Henge” o “Machulapka” era un evidente anello per esperimenti formato da 11 colonne, ognuna misurava 160 cm, lo spazio tra le colonne era di circa 7,40 metri; quindi il cerchio aveva una circonferenza di 91,6 metri, il cui diametro misurava 29,2 metri. Inoltre la struttura presentava qualche traccia di radio attività, presa da Gerold Schelm nel 2005.

Un’altra simile struttura, con 12 colonne, veniva scoperta da Schelm presso la cittadina di Siechnice, distante circa 25 km a sud-est di Wroclaw.

(b) Jakob Sporrenberg era nato il 16 settembre 1902 a Dusseldorf ed era morto il 6 dicembre 1952 a Varsavia. Fu il responsabile SS in Bielorussia e a Lublino. Era entrato nel NSDAP nel 1925; nel 1929 era diventato membro delle SA e più tardi delle SS. Dal 1941 al 1943 fu “SS und Polizei Fuhrer” (SSPF) in Bielorussia. Poi rimpiazzava Odilo Globocnik a Lublino. Lì organizzerà l’ Aktion Erntefest”. Dopo la guerra veniva condannato a morte e la sentenza veniva eseguita nel 1952.

(*) Amtsgruppe Forschung, Erfindungs- und Patentwesen (FEP)

(Gruppo di uffici per la ricerca, le invenzioni e i brevetti)

http://pizeroblog.splinder.com/post/16953932

Voci molto insistenti fanno pensare che i Tedeschi prima della fine della guerra avessero trovato il modo di sperimentare armi straordinarie, che avrebbero potuto cambiare il corso della guerra.

“A form of science the rest of the world had never remotely considered”.
(Nick Cock: “Hunt for Zero Point”)

Molte strane testimonianze stanno lentamente venendo fuori sia dagli archivi segreti ex Unione Sovietica e Paesi Satelliti, sia dagli archivi dei Servizi Segreti U.S.A.
Abbiamo anche dei testimoni oculari, un italiano, il tenente Romersa, giornalista ed inviato di Mussolini presso l’Alto Comando Tedesco. Egli nelle sue memorie parla chiaramente di un Test Nucleare…
Ma qualcosa di più misterioso e terribile si nascondeva (o si nasconde), qualcosa che ancora sfugge alla comprensione dei più, ma della cui esistenza non c’è alcun dubbio, anzi è descritta come un “dato di fatto”. Aveva un nome assolutamente innocuo: “La Campana” (“Die Glocke” o “Die Lanterne”).
Quando lessi per la prima volta della “Campana”, mi sembrò fosse un espediente da romanzo di fantascienza. Ma non è così, qualora si capisse cosa sia stata, potremmo rimanere molto sorpresi.
Difficile trovare bibliografia e documenti, specie in italiano, io almeno non ho trovato nulla; in inglese si trovano pubblicazioni interessanti, alcune anche recenti, specialmente correlate con la fenomenologia UFO, che alcuni autori vorrebbero direttamente imparentati con tale tecnologia.

È stupefacente come il corso della ricerca si possa indirizzare verso campi alternativi e come si direbbe oggi “esotici”.
Tra i tanti progetti segreti tedeschi, che non si limitavano alle V1 o alle V2, ma coprivano un enorme campo di interessi, questo della “Campana”, probabilmente è il più interessante, ed il più enigmatico.
Come dicevo prima, i campi di ricerca tedeschi furono tanti e all’avanguardia, per poter parlare della “Campana” dobbiamo partire da un po’ più lontano.

Come tutti sappiamo, poco prima e durante la II Guerra Mondiale, si svolse una gara a chi costruiva per primo un Reattore Atomico, sfruttante la Fissione Nucleare, scoperta da Hahn (Premio Nobel) in Germania alcuni anni prima.
Si cercava di ottenere l’arricchimento dell’Uranio in modo tale da alimentare la Pila Atomica e quindi ottenere il materiale fissile per la Bomba (o fonte di energia).
Fermi riuscì a costruire un Reattore Nucleare per primo, nell’ambito dell’ormai leggendario “Progetto Manhattan”.

Ed i Tedeschi?
Prescindendo dalle polemiche sulla possibile capacità tedesca di costruire un Reattore e forse anche una Bomba Atomica, cosa oltremodo probabile, dobbiamo notare, e questo è realmente straordinario, che gli studi furono rivolti anche verso altre vie di ricerca.
Come mai?
I ricercatori tedeschi non erano da meno degli alleati anzi… Allora?
Dobbiamo considerare un tragico e grottesco particolare: la Germania Nazista rifiutava come decadenti e prive di valore le opere degli scienziati Ebrei ancorché di nazionalità tedesca.
Un esempio? Rifiutava la Teoria della Relatività di Einstein, ebreo.
Non mi azzarderei a pensare che si cercasse una fisica “ariana”, come alcuni dicono, in parte anche con ragione, ma forse è proprio così.

Allora vediamo per sommi capi la Ricerca d’Avanguardia Nazista.
Conosciamo la famosa “Operazione Paperclip”, con la quale gli USA si assicurarono la collaborazione di molti scienziati ex nazisti. Fu una caccia senza esclusione di colpi, dove gli scienziati vennero aspramente contesi tra tutte le potenze alleate.
Come sappiamo i campi da investigare erano tantissimi, per esempio:

  • Missili balistici;
  • Radar;
  • Materiali stealth;
  • Missili guidati da calore;
  • Missili guidati via televisione;
  • Missili antiaerei;
  • Superbombe convenzionali;
  • Bombe fuel-air (1);
  • Tecnologie di occulatmento per U-boat (stealth);
  • Aerei non convenzionali (forse dischi volanti,o i Foo-Figfhters?);
  • Bombardieri orbitali (fortunatamente solo progetti);
  • Sommergibili oceanici rivoluzionari;
  • Aerei ad Ala Volante ( gli antenati dei B2 Spirit);
  • Aerei a reazione convenzionali. ( ME 262, Arado, ecc.);
  • Benzina Sintetica

E molto altro.
Moltissimi di tali studi furono secretati e lo sono ancora dagli Alleati, ma è notizia di questi mesi che le Forze Armate Statunitensi riforniscono, almeno in parte, i propri mezzi con Benzina Sintetica, “brevetto Tedesco”.
Alcuni autori chiamano “La Leggenda Alleata”, la storia che descrive “ufficialmente” lo sforzo bellico tedesco.
Il debunking, ordito per carpire segrete tecnologie e non far apparire la notevole difficoltà della tanto decantata superiorità tecnologica alleata.
I tedeschi non avevano avuto la possibilità di costruire la Bomba perché, pur avendone in via teorica la tecnologia, non venne adeguatamente supportata sia a livello politico centrale, sia a livello degli stessi scienziati che, anzi, cercarono di boicottarne la realizzazione.
Questo è almeno quello che vogliono farci credere.
Probabilmente le cose non sono andate esattamente cosi. Chiaro nessuno al momento ha le prove che sia andata in maniera diversa, ma significativi indizi, coincidenze, e qualcosa di più, possono benissimo permetterci di tentare una soluzione alternativa.
Andiamo con ordine.

Perché coprire il successo tedesco nella corsa al nucleare? O di fonti di energia “esotica”?
Sappiamo con certezza che gli scienziati tedeschi stavano lavorando allo sviluppo di tali tecnologie.
Non mi piace parlare di complotti, voglio credere che non ce ne siano, ma l’occultamento sistematico di tale ricerche e la stessa “Operazione Paperclip”, sembrano proprio una cospirazione.
Tra i molti tentativi tedeschi di cercare qualcosa di veramente straordinario si suppone che essi abbiano sviluppato, forse fino alla fase sperimentale, questo strano progetto considerato “vitale” per l’andamento della guerra, che a differenza di molti altri è stato tenuto nascosto fino ad ora.
Dobbiamo sempre ricordare che gli scienziati tedeschi, molti dei quali insigniti del Premio Nobel, hanno dimostrato di avere una mentalità del tutto nuova nell’indirizzare il corso dei loro studi, ed hanno contribuito non poco anche al “Progetto Manhattan”.
La Germania si arrese prima del completamento della Bomba Atomica, ed i fisici alleati solo dopo l’intervento e la collaborazione dei fisici tedeschi riuscirono a far i primi test nucleari.
Agli alleati mancava il detonatore, solo dopo la disfatta nazista riuscirono ad ottenere la tecnologia necessaria.
Stranamente, fu il fisico Alvarez a trovare la soluzione, ma questi era il Comandante Alvarez che prese in consegna alcuni scienziati tedeschi, segnatamente il prof. Sclicke, esperto in detonatori a raggi infrarossi.
E, sebbene io sia abbastanza sicuro che si tratti di leggende metropolitane, si dice che fornirono anche qualcos’altro agli americani… una brutta storia di sommergibili e gerarchi fuggiti. (2)
Andiamo allora al nostro argomento.

Cosa è e soprattutto a cosa serve questa “Campana”?
Dirlo con esattezza e sicurezza è molto difficile, in quanto sono disponibili poche e frammentarie notizie, sia perché distrutte dai nazisti in fuga o perché occultate dagli “alleati” dopo la guerra.
La “Campana” è descritta come un oggetto metallico di 3,10 metri di diametro ed alta 4,95 metri.
Era composta da 2 cilindri controrotanti con all’interno un liquido “metallico” di colore porpora; tale liquido chiamato “Xerum 525″, ruotava all’interno della “Campana” ad alta velocità.

Lo “Xerum 525″, apparentemente, era radioattivo in quanto contenuto in recipienti in piombo di almeno 3 centimetri di spessore.
Richiedeva per il funzionamento di una grande quantità di energia elettrica.
Messa in funzione poteva ruotare solo per 2 minuti in quanto emetteva una grande quantità di radiazioni e generava un campo magnetico dagli effetti sconosciuti… Per quanto riguarda la necessaria fonte di energia ricordiamo che sopra le miniere (3) dove avvenivano gli esperimenti si sono trovati resti di strutture in cemento armato, che gli stessi scettici hanno spiegato come scambiatori di calore per fornire energia elettrica.
I nazisti, possiamo bene chiamarli così in quanto questa ricerca era controllata completamente dal Generale SS Kammler (4), ingegnere e braccio destro di Himmler, poi suo vice, tristemente famoso per la progettazione di alcuni Campi di Sterminio tra cui ricordiamo Auschwitz e distruttore del ghetto di Varsavia. I nazisti, dicevo, erano andati ben oltre la fase di studio, anzi, erano arrivati alla sperimentazione, cosa che ebbe gravi esiti.
Si dice che molti scienziati morirono nel primo esperimento, per quale causa non è dato sapersi. Probabilmente una irradiazione di natura ancora sconosciuta, tanto che da allora tutto venne svolto con maggiori precauzioni, e vennero sottoposte alla macchina piante ed animali, che ovviamente morirono e si decomposero lasciando una sostanza “gelatinosa” (5).
Ma c’è di peggio: gli ufficiali nazisti usarono lavoratori-schiavi dei Campi di Concentramento vicini; non sappiamo se vennero sottoposti alle irradiazioni ma si sa che furono usati per “ripulire” il laboratorio dopo ogni esperimento.
La camera dove era contenuta la “Campana” era ricoperta da ceramica e sul tetto era posto un rivestimento in gomma, mentre questo veniva rimosso e bruciato ogni volta, la ceramica veniva lavata (?) alla fine di ogni test.
Ricordiamo che si era alla fine della guerra, gli ultimi terribili mesi, quindi ben presto con l’avvicinarsi dell’esercito russo, venne tutto smantellato e scomparve. (6)
Alla fine della guerra la “Campana” venne portata via dalla Slesia, insieme al generale Kammler scomparve senza lasciare traccia.
Questo è un altro dei misteri che circondano questo oscuro episodio.

Vicino alla miniera dove si suppone venissero condotti gli esperimenti, in Slesia, vi era l’unico reparto attivo di aerei JU-390, velivoli giganti costruiti in un numero limitato che potevano essere usati pure come aerei di trasporto pesante, e questi volarono via prima dell’arrivo sovietico.
Si può supporre che il Generale Kammler e la “Campana” siano fuggiti con uno o più di questi aerei, dotati di grande autonomia. Potevano infatti recarsi ovunque, rifornendosi in volo!
Anche perché non si conosce la sorte del Generale, ufficialmente morto ben 4 volte in tempi e modalità diverse (che si tratti di depistaggio?).
A prescindere da cosa fosse ed a cosa servisse tale apparecchiatura, bisogna considerare che tutti quelli che erano coinvolti nella costruzione della “Campana” o nei suoi test, furono eliminati alla fine della guerra per prevenire fughe di notizie verso i russi, considerando che si era in Slesia, parte che poi sarà divisa tra Polonia e Germania Est.
Inoltre sembra chiaro che l’uso dei prigionieri dei campi di concentramento per la pulizia e la minuta manutenzione della struttura dove avvenivano gli esperimenti, mette, probabilmente questa “Campana” tra le armi segrete ed i “Black Projects” nazisti.
Questo quasi sicuramente fece si che ogni esperimento avesse un enorme costo umano.

Cosa possiamo supporre della “Campana”?
La forma e la rotazione della “Campana”, l’uso di questo Xerum 525, probabilmente radioattivo, suggerisce che i Tedeschi stessero investigando sulle proprietà inerziali e di vortice di sostanze radioattive quando sottoposte a rotazione ad alta velocità.
Che avessero la tecnologia per farlo si evince dal fatto che conoscevano come arricchire l’uranio ed erano i migliori costruttori di turbine d’aereo del tempo.
Quindi due cilindri controrotanti riempiti di liquido radioattivo sottoposto ad ultra-alta velocità.
Il fatto che l’apparecchio rimanesse in una struttura schermata e sottoterra suggerisce che venissero sviluppati grandi campi elettromagnetici o di energia elettrostatica, come emissione di calore. Tutti concordano nel fatto che durante l’attivazione di tale strumento si diffondeva una radiazione bluastra tutto intorno.
Andiamo alla sostanza misteriosa l’Xerum 525. (7)
A prima vista sembrerebbe una miscela di metalli liquidi, come il berillio il torio ed il mercurio, oppure quello che, da poco reso noto, viene chaimato “Mercurio Rosso”, sostanza controversa, ma ricercatissima da gruppi terroristici.
Ossido di Mercurio ed Antimonio, si presume che tale sostanza abbia la proprietà di emettere una grande quantità di neutroni, quando sottoposto ad uno stress esplosivo.
Si presume inoltre che possa essere usata come innesco o per una enorme fusione nucleare (Bomba all’Idrogeno), o per una piccola fissione nucleare (pochi kilotoni).
Forse i Nazisti inciamparono in questa strana sostanza? E, soprattutto, capirono il suo possibile uso?

Quantunque la sostanza fosse radioattiva i tedeschi continuarono a sottoporre l’apparecchio a rotazioni “high-speed” sia elettriche che meccaniche; l’unica spiegazione che possiamo dare è che gli scienziati stessero studiando sostanze radioattive sottoposte a campi torsionali.
Ma perché?
Non possiamo dare una risposta a questa domanda, testimonianze dirette al momento non ce ne sono.
Facciamo qualche ipotesi:

  1. Tale liquido di cui abbiamo parlato più su era una particolare forma di Mercurio. Forse veniva studiato come detonatore per la “Bomba H”, senza usare la normale “Bomba A”.
  2. Sembra fantascienza ma potrebbe anche non esserlo. I nazisti studiavano il cosiddetto “propulsore senza propellente”, ossia un motore antigravitazionale (pare che la Boeing abbia in studio proprio tale apparato).
  3. Una “macchina del tempo”. Sono inciampati in qualcosa che riesce ad aprire porte dimensionali? O meglio, sono riusciti ad usare un “Wormhole”? Ma a cosa sarebbe servito? I gerarchi volevano emigrare in un tempo “altro”, sarebbe stato tragico! (uno dei nomi che sono stati attribuiti a tale progetto è “Crohnos”)
  4. Un’arma. Conoscendo l’assoluta disperazione dei nazisti che avevano già perso la guerra, potrebbe essere l’ipotesi più accreditata e vediamo che la macchina avrebbe potuto emettere un impulso generatore di gravità di grande potenza capace di sviluppare un energia tale da spostare un oggetto con un accelerazione di 1000g. Fantastico? Sì, ma non credete che già le 2 Superpotenze non ci abbiano già studiato; i russi pare siano più avanti.
  5. Un Disco Volante diverso da quelli patetici che ci hanno sempre spacciato per macchine straordinarie. Qualcosa di più avanzato e sofisticato, i progetti HAUNEBU, armi rivoluzionarie con grande capacita di salita e alta velocità, nonché una grande manovrabilità.

Inoltre non sappiamo se tale “arma”, cadde nelle mani egli alleati, ma sappiamo che proprio in quel periodo quando venne svuotato il laboratorio un aereo speciale tedesco un JU-390 modificato per trasporto su extra lunghe distanze partì dalla Slesia, diretto negli Stati Uniti o in Argentina. Probabilmente a bordo c’era il Gen. Klammer, mai più ritrovato.

In conclusione di questo breve articolo, cui spero ne seguiranno altri, possiamo solo dire che tutto questo è coperto dal più alto grado di classificazione possibile e, debbo confessare, di aver preso in considerazione l’ipotesi che tale strumento sia all’origine di alcuni avvistamenti ufologici.
Con questo non dico che tutta la fenomenologia UFO sia riportabile a velivoli terrestri ma “strani”.
Inoltre posso considerare ed è sotto gli occhi di tutti che gli USA e l’URSS hanno attinto a man bassa dalla tecnologia tedesca, incominciando dalla grande “novità” degli aerei tutt’ala, progettati 60 anni fa dai fratelli Horten, o dalla tecnologia “staelth”, sicuramente inventata ed usata prima dai tedeschi. È questa la retroingegneria?
Può darsi…

Note:
1. Particolare tipo di bomba che rilascia un gas infiammabile e scoppia prima di toccare terra, accendendo così il gas. L’esplosione che ne segue è simile ad una esplosione atomica con il caratteristico fungo. Il tenente Romersa ha visto questo?
2. Si tratta della presunta cessione da parte di gerarchi nazisti, di un sommergibile “Classe XXI”, con a bordo tecnici e scienziati oltre a materiale classificato, che stava per essere inviato in Giappone, ma il dubbio è d’obbligo.
3. Nick Cock: “Hunt for Zero Point”.
4. Il Generale Kammler tra le altre cose era anche un esperto in demolizioni ed evacuazioni, infatti era il capo del Sonder Kommando SS. Mostruosamente notevole è la cura che usò nell’inventariare tutto quello che le SS avevano distrutto dopo la rivolta del Ghetto di Varsavia, anche i singoli mattoni.
5. Altre fonti riportano di natura “cristallina”.
6. Le SS uccisero anche gli scienziati Tedeschi.
7. Sesquiossido di antimonio e ossido di mercurio vengono riscaldati insieme a una temperatura di 500 gradi centigradi e alla pressione di un’atmosfera di ossigeno. Il riscaldamento deve continuare a una temperatura costante per due giorni. Il prodotto finale è una sostanza chiamata ossido di mercurio e antimonio. Questo processo non è stato riportato sulla stampa ufficiale fino al 1968.
L’ossido così ottenuto viene sciolto in mercurio puro; ossido e mercurio devono essere presenti nella stessa quantità. La miscela viene poi sigillata in un contenitore e messa in un reattore nucleare, dove viene irradiata per circa venti giorni a una temperatura di 500 gradi.
Fatto questo, il mercurio in eccesso viene eliminato e quello che rimane è una sostanza “rosso ciliegia” della consistenza del miele liquido. Capsule contenenti questo liquido vengono poi messe nelle bombe nucleari.

Un paio di settimane fa uscendo da lavoro,passo un attimo in libreria,si dice che noi italiani non leggiamo abbastanza libri. Io personalmente compro una ventina di libri l’anno,cmq entro è inizio il mio solito giro nelle sezioni mi fermo alla sezione Misteri-Ufo-Fantascienza…Cosa ci trovo? Un libro di Gary Hyland intitolato “I Segreti Perduti della Tecnologia Nazista” devo dire che odiando il regime di Hitler ero poco propenso all’acquisto,ma pensando bene io maniaco di storia (l’unico alunno ad avere nella mia classe dalla prima elementare all’ultimo anno di superiori il voto A+ in materia) Mi sono detto dopo tutto pensandoci bene un regime come quello tedesco che possedeva i V2 praticamente dei missili a lungo raggio, i messerschmitt 262 i primi aerei a reazione,delle spolette di prossimità in grado di far detonare i colpi dell’artiglieria grazie all’interazione dei campi elettromagnetici degli aerei,dei siluri radio guidati ,delle bombe radio guidate come quella FX-1400 che affondò la corazzata Roma il 9 settembre del ’43,deve nascondere ben altro.
Così mi decisi ad acquistarlo,arrivato a casa iniziai a leggere le prime pagine è la cosa che mi incuriosì e che non homai approfondito è la storia esoterica e misteriosa del Terzo Reich, spunta il nome della società Thule e la società Vril,sinceramente non ne avevo mai sentito parlare,incuriosito ieri sera (ho interrotto la lettura del libro per impegni di lavoro e l’ho ripresa solo ieri) vado su google e cerco “società Vril” e mi addentro nella lettura di questo articolo:

La storia della Vril-Gesellschaft è intimamente legata con la storia degli Ufo del Terzo Reich, perché questa società avrebbe partecipato alla creazione di alcuni modelli di “Flugscheiben” o aeroplani discoidali di propulsione non convenzionale.
Il logo della Società Vril simbolo della Società Vril, rappresentante una ragazza con coda di cavallo
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Nel cambiamento di anno dal 1921 al 1922 penetrò nella Società Thule un piccolo gruppo che si componeva principalmente di giovani dame.
Il suo impegno era tra gli altri la lotta culturale contro la moda delle corte pettinature per le donne, sorta negli anni 20 e che si diffondeva sempre di più e che intendevano come qualcosa nato dall’ignoranza e come un disonore per la donna. Ma si opponeva anche a quella moda perché davano una grande importanza ai lunghi capelli femminili quali “antenne magiche”. Pettinature a “coda di cavallo” che a quei tempi nessuno più conosceva, si trasformarono nel distintivo interno di quel gruppo che si autodenominava “Alldeutsche Gesellschaft für Metaphysik”, in italiano “Società Pangermanica di Metafisica”. Come sottotitolo stava la denominazione “Vri-Il”, dalla quale più tardi sorse “Vril”. Il simbolo di questa organizzazione spirituale era una testa di donna con una lunga coda di cavallo, e riceveva il nome di “cavallo marino.”

Ma non soddisfatto della spiegazione,mi addentro nella sezione ufo del sito e trovo questo:

I dischi volanti

La tecnologia Nazista, sullo slancio di una ricerca all’avanguardia rispetto ai suoi avversari, crea nuovi tipi di veicoli dalle prestzioni stupefacenti. Anche la scienza tedesca si lega ad una visione metafisica e alla forza del Vril.

L’apparato bellico tedesco risentì particolarmente delle idee ariosofiche che si manifestarono scientificamente attraverso la cosiddetta fisica ariana, il concetto secondo cui la razza influenzava la validità e le qualità di un ricercatore. Teorie ancora oggi controverse come la Terra Cava vennero addirittura insegnate all’università, mentre le idee di Nikola Tesla, una delle menti più geniali del secolo scorso, furono salutate come una conferma dell’esistenza e dello sfruttamento dell’energia cosmica Vril. In questo articolo ci occuperemo di un argomento avvincente, le armi segrete di Hitler che solcarono i cieli e provocarono i primi avvistamenti di dischi volanti nei cieli d’Europa. Nonostante i limiti della fisica ariana, che portò alla fuga di cervelli all’estero, gli scienziati tedeschi utilizzarono concezioni assolutamente all’avanguardia, scoprendo effetti sconosciuti fino ad allora, a volte sconfinanti nella metafisica.

Uno dei principali creatori di progetti di questo tipo fu l’austriaco Viktor Schauberger (1885-1958) che realizzò un motore ad aspirazione basandosi su una teoria che nasceva dall’osservazione del comportamento dell’acqua nel fiume presso la sua abitazione. Schauberger descrisse l’acqua come un essere vivo, possedente una sorta di energia o forza vitale. Questa energia si manifesterebbe in una inversione del moto all’interno del corso del fiume in particolari condizioni di temperature notturne. Schauberger brevettò l’idea che lo rese ricco applicandola al trasporto dei tronchi sul fiume e, sfruttando la misteriosa energia, e la sua intuizione riuscì a portare a valle il legname in quantità notevolmente superiori rispetto al sistema in uso fino ad allora. Hitler venne a conoscenza del progetto e, affascinato dalle teorie naturali sulla forza cosmica Vril, invitò lo scienziato a Norimberga dove finanziò le sue ricerche con dieci milioni di Reichsmark. Schauberger affermava che il mondo della natura era il suo maestro e che i fiumi e le foreste gli avevano suggerito che l’aspirazione, il vortice e non l’espulsione o l’esplosione (come nei motori a scoppio) sono il mezzo migliore per produrre energia. Mentre aria e acqua usano un moto di aspirazione per creare ordine e crescita con produzione di temperature fredde, l’uomo usa metodi distruttivi, con motori che creano il caos e il calore. Secondo lo scienziato, le centrali idroelettriche con acqua spinta a pressione su pale rotanti creerebbero un moto distruttivo, generando acqua morta. Pertanto, elaborò una turbina ad aspirazione in grado di mantenere l’energia vitale dell’acqua (acqua viva). La sua teoria si concretizzò nel progetto di un aeromobile che non bruciava carburante, creando una zona a bassa pressione a livello atomico che sviluppava quella che chiamò energia di gravitazione diamagnetica. Studiando le possibilità del moto colloidale dell’acqua, nel 1941 applicò un motore d’avviamento d’aereo su una macchina basata su tale concezione. Il motore elettrico, serviva per far girare le pale di una turbina all’interno di un cilindro di un metro e mezzo di diametro, al cui centro, era fissato un cono vuoto con base aperta. Il cilindro fu riempito con acqua vivente, o caricata di energia vitale, e la turbina fu messa in moto raggiungendo velocità straordinarie nelle pareti interne del cilindro ed esternamente al cono. Il risultato fu un tornado in miniatura che fu incanalato in una turbina più piccola collegata ad un rotore sulla sommità del cono. L’apparato di levitazione ad acqua funzionava, ma soltanto con una turbina che sfruttava semplicemente acqua e aria.

I PRIMI DISCHI VOLANTI

Le idee di Schauberger vennero riprese da un gruppo di scienziati, tra cui Rudolf Schriever, che era capitano della Luftwaffe e pilota-collaudatoré oltre che progettista di aerei sperimentali. La rivista “Der Spiegel” nel numero del 30 marzo 1950 riportò un’intervista rilasciata da Schriever il quale affermò che, nei pressi di Praga, nei primi anni ’40 vi era una fabbrica della BMW che produsse alcuni dei velivoli noti come “dischi volanti”. In questo impianto lavoravano scienziati come Klaus Habermohl, l’ingegnere italiano Giuseppe Belluzzo e Walther Miete (il quale aveva fatto parte del progetto V-2, ma che poi si era occupato di progetti a disco) i quali seguirono gli studi di Schriever su un prototipo di velivolo discoidale. Schriever, dopo una serie di prove e di progetti (la serie Flugelrad – Ruota Volante), era giunto alla conclusione che un sistema di pale rotanti come quelle di un elicottero, con una cabina di pilotaggio centrale, avrebbe assicurato la necessaria stabilità giroscopica. Schriever utilizzò i più recenti studi della BMW sui nuovi motori a turbina e insieme alla casa tedesca concentrò i suoi sforzi progettuali in un impianto nei dintorni di Praga. Il primo risultato fu il “Mark ll”, un disco del diametro di circa sei metri e alto due, con un pilota singolo. Sull’asse ruotavano sedici pale larghe e vicine le une alle altre che dal basso si poteva vedere una superficie quasi continua ed era dotato di un turboreattore BMW che soffiava aria anche sulle pale. Si trattava di un apparecchio dimostrativo che venne seguito dal Flugelrad Mark II i cui problemi legati alla qualità dei materiali disponibili, causarono il decesso di alcuni collaudatori.

NUOVO PROGRAMMA

Da Praga, gli scienziati furono spostati a Breslavia, in Polonia, per attuare un programma di produzione di velivoli a disco finanziato dalle SS di Himmler. Programma trasferito dal centro di ricerca di Peenemuende, dove furono in seguito costruite le rivoluzionarie VI e V2. Secondo alcune voci non confermate, la misteriosa “società Vril”, nel 1934, avrebbe costruito un prototipo legato alla forza cosmica con un principio naturale di levitazione secondo le idee di Schauberger, che proprio in quell’anno discusse le sue teorie con Hitler.

Il velivolo sarebbe stato denominato”Vril 1″, anche se alcuni autori ipotizzano che tale nome era, in realtà, un diverso appellativo del prototipo sviluppato da Miethe e Schriever a Breslavia. Il “Vril 1″ sarebbe, infatti, il famoso “Haunebu” che sfruttava un motore di nuova concezione progettato sulle idee Schauberger, ma realizzato dai tecnici della “società Vril”. In questo caso, data la scarsità di testimonianze, siamo propensi a credere che il velivolo Vril fosse davvero l”Haunebu di Miethe, ma anche questo nome presenta un aspetto insolito. Haunebu è anch’esso un nome occulto, legato all’albero del karma germanico e alle teorie ariosofiche sull’origine polare della razza ariana. L:’Haunebu”, o “Mark 7″ era differente dal progetto di Schriever. Non aveva pale rotanti, ma era un semplice disco di 9 metri con superficie liscia e abitacolo centrale a cupola trasparente. Ai lati della cupola vi erano propulsori a pistoni. L’Haunebu “Mark //” impiegò, invece, motori a reazione che sfruttavano l’effetto Coanda, scoperto da Henry Coanda nel 1910, secondo il quale nei fluidi e nei gas l’energia di spinta si sviluppa in combinazione su una superficie, aumentando considerevolmente la spinta in avanti. L’Haunebu poteva decollare anche in modalità S.T.O.L. (Short Take off and Landing) cioè verticalmente, inclinando l’ugello del motore a reazione verso il terreno, concetto oggi impiegato dai moderni Harrier. Il capitano SS, Hans Cohler, sviluppò un dispositivo negli anni ’20-’30 che convettiva l’energia gravitazionale e magnetica in energia elettromagnetica sotto forma di corrente elettrica. Nel documento British Intelligence Objectives Sub-Committee final report N° 1043ITEM N° 31, dal titolo “The Invention of Hans Cohler, Relating to a New Source of Power” (ovvero “l’Invenzione di Hans Cohler relativo all’invenzione „ di una nuova fonte di energia”), recentemente declassificato (il rapporto ufficiale tedesco è stato distrutto nei bombardamenti del 1945), l’invenzione di Cohler sembra essere il “dispositivo centrale del progetto” Haunebu. A bordo del disco il generatore Cohler era accoppiato ad un generatore di banda Graaf e ad una dinamo sferica a vortice di Marconi (una sfera gigante di mercurio in rotazione) che produceva un campo elettro-gravitazionale attorno al disco che in tal modo si sollevava da terra. Il sistema era chiamato “Thule Tachyonator” in onore della società segreta da cui era nato il Partito Nazionalsocialista. A questi dispositivi lavoravano i tecnici tedeschi nelle fabbriche Siemens e AEG. Verso la fine del conflitto, quando l’Armata Rossa si stava avvicinando pericolosamente alle aree dei test, gli scienziati del Reich dovettero spostare più volte gli impianti, distruggendo ogni prova e progetto che non potevano portarsi dietro, al fine di evitare che cadessero in mani nemiche. Intanto la ricerca andava avanti con le sovvenzioni delle SS che fornivano ogni aiuto necessario in termini tecnici e di finanziamenti, in quanto i progetti Wunder Wqffen (Super Armi) avevano la priorità assoluta. Con l’Haunebu “Mark IV” si assiste alla prima forma lenticolare (cioè formata da due piatti, il superiore rovesciato e a contatto con l’altro) come si è soliti vedere nelle foto di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Il 14 febbraio 1945, nei cicli di Praga venne effettuato il primo collaudo del “Mark V” che raggiunse i 12.000 metri di altezza in meno di tre minuti, fatto confermato dalle testimonianze riportate nell’articolo. Il 17 aprile 1945 Miethe potè avvertire Hitler che la V-7 era stata testata con successo. Si trattava di un velivolo supersonico con 12 motori turbogetto BMW. Durante il primo test raggiunse i 78.000 piedi (23.700 metri) e 80.000 nel secondo. Nel suo rapporto, Miethe affermò che la V-7 faceva uso di una forma di energia non convenzionale. Tuttavia, queste tecnologie furono sviluppate in una fase bellica troppo avanzata, in quanto pochi giorni dopo l’Armata Rossa sarebbe entrata a Berlino costringendo la Germania alla resa. Pertanto i progetti di velivoli discoidali, seppur rivoluzionari, rimasero incompleti e allo stato sperimentale, non raggiungendo mai lo stadio industriale e di conseguenza non portarono ad un capovolgimento della situazione, come invece Hitler aveva sperato.

LE FONTI

Per quanto riguarda le fonti storiche relative ai dischi volanti nazisti, riteniamo importante premettere che le notizie oggi circolanti sul soggetto giungono da rapporti giornalistici, interviste e testimoni oculari, tuttavia non esistono documenti ufficiali in grado di confermarne la veridicità. E senz’altro vero che i tedeschi svilupparono un programma di velivoli discoidali che continuò dopo la guerra in USA e URSS, grazie all’apporto degli scienziati tedeschi che dopo la resa trovò nuova linfa nelle nazioni vincitrici del conflitto. Il velivolo AVROCAR dell’USAF a cui lavorò Miethe dopo il 1945 è uno dei tanti indizi in tal senso. I documenti relativi ai progetti “Vril 7″ e “Haunebu” qui pubblicati non sono tuttavia confermati ufficialmente e sono stati inseriti solo per una più completa informazione. La probabilità che siano veritieri è allo stato attuale difficilmente appurabile. Per correttezza scientifica e di informazione riportiamo quanto scoperto dallo scrittore tedesco Michael Hesemann che afferma che questi documenti sono dei falsi moderni. Avendo fatto esaminare da un tecnico i caratteri di battitura delle lettere in essi riportati, avrebbe scoperto che la macchina da scrivere utilizzata sarebbe una “Gabriele”, un modello tedesco entrato in produzione nel 1972 e che i disegni dei dischi volanti sarebbero stati ripresi dal libro “Space Gravity and Flying Saucers” di Leonard Cramp.

D’altra parte bisogna anche aggiungere che il “Das Neue Zeitalter”, di Monaco scrisse nel 1956: “Viktor Schauberger è stato l’inventore e lo scopritore di una nuova forma di energia, l’implosione che fa uso di aria e acqua, generando luce e movimento”. Il “Tages Anzeiger” di Zurigo, riportò un’intervista del 18 novembre 1954 a George Klein, ingegnere impegnato nei test sui velivoli discoidali sperimentali all’epoca del Reich, che affermò di aver visto con i propri occhi un tale apparecchio raggiungere, durante il test, un’altezza di 30.000 piedi in tre minuti e viaggiare a centinaia di miglia all’ora. Il libro “Brighter than a Thousand Suns”, la bibbia sulla storia dello sviluppo della bomba atomica, conferma queste notizie affermando che “velivoli a forma di disco volante con diametri di 16 metri furono fatti volare su Praga il 14 febbraio 1945 e raggiunsero in tre minuti un’altezza di quasi otto miglia. La loro velocità era 1250 miglia orarie, poi raddoppiata in ulteriori test”. L’agente CIA, Virgil Arm-strong affermò: “scoprimmo che Hitler aveva un’arma segreta che oggi chiameremmo UFO o veicolo spaziale” aggiungendo nella descrizione le stesse caratteristiche menzionate sopra. Una delle affermazioni più interessanti è quella del colonnello Philip J. Corso, a capo della USArmy’s Foreign Technology Division (Divisione Tecnologia Straniera) e membro del National Security Council del Presidente Eisenhower. Corso, che negli ultimi anni della sua vita (è morto nel 1998) è stato più volte in Italia per la divulgazione sul fenomeno UFO, ha rivestito un ruolo importante, all’inizio degli anni ’60, nello studio retroingegneristico presso la divisione del Pentagono menzionata sopra, oltre che alla fine del secondo conflitto mondiale proprio in Italia. In un’intervista al “CNI News” del 5 luglio 1997, al giornalista Michael Lindmann che gli chiedeva se c’erano connessioni tra i dischi volanti (in particolare il caso del presunto UFO schiantatosi a Roswell nel Luglio 1947) e la tecnologia segreta nazista, Corso affermò: “Sì, è vero. Nel mio team c’erano scienziati tedeschi. Ebbi modo di parlare spesso di questo con Hermann Hoberth e Werner von Braun. Io facevo parte del Project Paperclip con il generale Trudeau. C’erano stati schianti dovunque ed i tedeschi avevano raccolto anch’essi del materiale. Ci stavano lavorando. Non riuscivano a risolvere i problemi dell’apparato propulsivo e fecero migliaia di esperimenti con i loro dischi volanti. Ne avevano uno che saliva a 12.000 piedi. Ma dove tutti, noi e loro, hanno fallito, è stato il sistema di guida”. Per quanto riguarda Roswell, Corso scrisse in “The Day after RoswelU’: “La forma così inusuale del disco ricordava le ali Horten che i nostri piloti avevano visto alla fine della guerra. Questo ci fece sospettare che i tedeschi si erano imbattuti in qualcosa che noi non conoscevamo ancora”. Corso affermò che le sue conversazioni con von Braun e Willy Ley ad Alamogordo nei giorni successivi al crash di Roswell, confermarono l’accaduto e gli scienziati tedeschi parlarono di una storia nascosta profondamente dietro la faccenda dei “Piatti Volanti”. Hermann Hoberth, il padre del razzo moderno, aggiunse toni curiosi alla faccenda affermando: “(…) non possiamo prenderci tutto il merito degli eccezionali risultati in alcuni campi scientifici. Noi siamo stati aiutati da esseri di altri mondi”. Lo stesso Von Braun espresse francamente il suo parere sull’argomento e disse di non nutrire dubbi sul fatto che i meriti tecnologici tedeschi ebbero luogo grazie all’aiuto di esseri di altri mondi.

UNA STORIA CONFUSA

Alla fine della guerra, USA e Unione Sovietica cercarono di accaparrarsi i migliori cervelli nazisti. I servizi segreti americani chiamarono questa operazione col nome di “Paperclip” (Operazione Graffetta – Il nome derivava dal fatto che le cartelle personali degli scienziati scelti per essere trasferiti negli Stati Uniti si distinguevano dalle altre mediante graffette che univano i loro progetti scientifici ai regolari forni di immigrazione) che trasferì in America illegalmente – a causa delle leggi immigrazione sugli ufficiali nazisti – almeno 1600 scienziati e i loro congiunti. Grazie alle tecnologie tedesche basate su idee come il Vril, l’acqua vivente, l’energia vitale, e le macchine volanti discoidali, USA e URSS poterono dare il via alla corsa verso il programma spaziale che portò l’Uomo sulla Luna nel 1969. Le teorie della fisica ariana accettavano una visione naturale del cosmo e della misteriosa essenza che lo circonda, la life-force, mentre i servizi segreti americani, inglesi e russi rapirono gli scienziati nazisti e li convinsero ad applicare le loro invenzioni e scoperte nei nuovi programmi studiati dai vincitori sulla base di quanto avevano fatto i tedeschi sino ad allora. Ma nel loro pragmatismo si occuparono esclusivamente delle realizzazioni belliche, trascurando volontariamente le implicazioni metafisiche dell’essenza della cultura volkisch, cioè il legame cosmico uomo-ambiente. I progetti sperimentali russi e americani degli anni ’50-’70 portano l’inconfondibile marchio di fabbrica tedesco, cioè il loro aspetto simile all’originale nazista. Alcuni progetti sono realizzazioni pressoché identiche di velivoli sperimentali nazisti. A questo punto possiamo concludere questa rassegna storica ricordando che gli avvistamenti di dischi volanti iniziarono ad attrarre l’opinione pubblica da quando il pilota americano Kenneth Arnold avvistò i primi UFO nel 1947, oggetti che nel suo disegno esplicativo sono identici ai progetti della serie “HO /X” dei fratelli Horten, i quali, negli anni ’30 e ’40, realizzarono vari velivoli sperimentali (la componente terrestre del fenomeno ufologico va certamente tenuta in debito conto, volutamente confusa da chi ne gestisce occultamente le informazioni, all’interno di un fenomeno più ampio di cui sfugge ancora l’origine. N.d.R.). Gli avvistamenti UFO degli anni ’50-’70 sono virtualmente simili ai progetti degli Haunebu nazisti e successivi. Marco Dolcetta, politologo e giornalista RAI, autore dell’interessantissima opera video ” Nazismo Esoterico” con rari filmati d’epoca anche sul soggetto dei dischi volanti nazisti, ci ha confermato che il motore ad aspirazione di Schauberger e i successivi funzionano perfettamente. Egli stesso ha sottoposto ad esperti e scienziati il progetto ricevendone un giudizio positivo. Trattandosi di energia pulita e disponibile in quantità illimitate, uno sfruttamento industriale provocherebbe tali ripercussioni sull’economia mondiale che i servizi segreti alleati evitarono allora ed evitano a tutt’oggi di rendere note tali tecnologie e sperimentazioni. Per conoscere la risposta finale, dobbiamo attendere la totale declassificazione del materiale relativo a questi eventi. Tuttavia, è necessario tenere presente che per il caso “Roswell” e più in generale il fenomeno UFO esistono sezioni nei servizi segreti inglesi e statunitensi (nome in codice “voliera”, in quanto ogni agente ha il nome di un volatile) che hanno il compito di diffondere false informazioni e confondere l’opinione pubblica con messaggi e interpretazioni fuorvianti da varie fonti. Ciò è una conseguenza della natura compromettente dei motori per i velivoli discoidali studiati dai nazisti e successivamente perfezionati in USA, sfruttanti energia naturale e pulita. Un sistema in grado di cambiare completamente l’economia mondiale. Affermare che la fenomenologia UFO ha solo matrice esogena alla nostra realtà conviene a chi vuole continuare a tenere nell’ombra tecnologie rivoluzionarie già pronte da 50 anni, figlie dirette di quel nazismo che, sebbene ideatore di una catastrofe tra le più orribili della storia, trovò nell’applicazione tecnologica di concetti antichi e allo stesso tempo alternativi, i segreti di una positiva trasformazione delle fonti energetiche, oggi in mano ad altre potenze e in grado, se applicate, di poter dare i loro frutti ancora oggi.

UNA BASE NAZISTA IN ANTARTIDE?

Le idee di Horbiger e la. “Teorìa del Mondo di Ghiaccio” portarono ad un rinnovato interesse per le spedizioni in Antartide. I tedeschi vi erano già stati nel 1873 con il piroscafo “Groenland” per conto della Società Tedesca per le Ricerche Polari e in altre quattro spedizioni, l’ultima delle quali fu organizzata nel 1925 con la nave per rilevazioni “Meteor”. Hitler considerò l’Antartide una posizione privilegiata per una base permanente e autorizzò una spesa di oltre un milione di marchi per convertire il mercantile “Schwabenland” in nave attrezzata per missioni polari, con la possibilità di lanciare due idrovolanti Dornier Wal dalla sovrastruttura di poppa che fu costruita a tal scopo. Come capitano fu scelto Alfred Ritscher per la sua esperienza di viaggi in regioni polari.

La “MS Schwabenland” lasciò il porto di Amburgo il 17 Dicembre 1938 raggiungendo la costa del continente antartico il 19 gennaio 1939.I due idrovolanti fotografarono la superficie ghiacciata con apparecchiature ad alta definizione sommando non meno di 11.000 scatti. Lanciarono migliaia di aste metalliche con lo swastika nazista che si conficcarono nel ghiaccio annettendo così la zona al Reich tedesco col nome “Neu Schwabenland” (Nuova Svevia), nonostante una spedizione norvegese avesse già esplorato e maldestramente cartografato la stessa area nel 1931 denominandola “Terra della Regina Maud”. La nave “Schwabenland” tornò ad Amburgo nell’aprile del 1939 e subito il capitano Ritscher progettò una nuova missione che non potè realizzarsi a causa degli eventi connessi con la guerra. Fino a qui si tratta di storia documentata e non abbiamo altri documenti ufficiali tedeschi che ci autorizzino ad andare oltre, vi sono tuttavia alcuni indizi che potrebbero suggerire una serie di missioni successive. Il primo indizio riguarda la presenza di navi corsare tedesche nei mari meridionali, come la “Komet”, l’ “Atlantis” e la “Penguin” (affondata dall’HMS Cornwall nel 1941). Queste avevano il compito di pattugliare le zone australi a latitudini insolitamente vicine al continente antartico. Gli inglesi, da parte loro, avevano organizzato un punto d’ascolto sull’isola di “Deception” (nome in codice “Operazione Tabarin”) per tenere sotto controllo le scorrerie della navi tedesche. È quantomeno strano che il Reich operasse in mari così ostili e lontani, dove non c’erano rotte commerciali a parte Capo Horn e la punta estrema del Sud America. Si sa, inoltre, che la spedizione Schwabenland imbarcava civili e militari, tra cui biologi, botanici ed esperti di idrografia che erano stati preparati dalla Società Tedesca per le Ricerche Polari con corsi specialistici tenuti anche dall’Ammiraglio Statunitense Richard E. Byrd, veterano delle imprese polari, che fu ad Amburgo nel novembre 1938 per una serie di conferenze.

Gli scienziati della Schwabenland scoprirono una profonda fossa oceanica di probabile origine vulcanica che scorreva sotto i ghiacci del continente antartico, in una zona tra il sud America e l’Africa, correndo come un meridiano fino alla Nuova Zelanda e oltre. Dai rapporti del capitano Ritscher apprendiamo che gli scienziati riscontrarono la presenza di laghi d’acqua calda generati da correnti termico-vulcaniche che avevano sciolto il ghiaccio sovrastante creando enormi caverne, alcune lunghe fino a cinquanta chilometri, che giungevano sino al mare aperto. Queste zone più calde avrebbero fornito la copertura ideale per la costruzione di un’eventuale base permanente, che sarebbe sorta, dunque, sotto i ghiacci e quindi con una spesa logistica molto bassa. Tuttavia, ciò che fa pendere l’ago della bilancia verso una probabile base nazista in Antartide è la famosa spedizione “Operazione High Jump” mediante cui gli USA invasero il continente antartico immediatamente dopo la guerra, il 31 dicembre 1946. Le tensioni tra Stati Uniti e Russia erano già molto forti e si stava entrando nella guerra fredda, motivo per cui un’operazione del genere sarebbe stata assolutamente da evitare se non motivata da ragioni urgentissime. Furono mobilitati ben 4600 membri del personale militare, 6 elicotteri, 6 Martin PBM Flying Boat, 2 navi appoggio per idrovolanti, 15 altri aerei, 13 navi di sostegno e una portaerei, la “USS Philippine Sea”. Una spedizione incredibilmente costosa che non può essere giustificata da una semplice ricognizione o esplorazione, smentendo lo stesso Ammiraglio Nimitz che, enumerando gli scopi della missione, affermò che lo scopo consisteva nella ricerca di siti per possibili basi permanenti. Fatto interessante, con il corpo di spedizione ritroviamo l’Ammiraglio Byrd, che aveva addestrato i nazisti all’esplorazione dei poli. Intervistato dalla stampa internazionale, più volte Byrd disse che gli USA dovevano prepararsi a difendersi da attacchi portati da dischi volanti dalla eccezionale velocità in grado di volare da polo a polo. Bisogna tener presente, inoltre, che alle stime ufficiali degli USA dopo la vittoria sulla Germania mancarono all’appello 54 U-Boot tedeschi di cui non si è mai più saputo nulla. Undici di questi potrebbero essere stati affondati da mine, ma degli altri si sono perse le tracce. Pare che lo stesso Ammiraglio tedesco Karl Doenitz abbia affermato nel 1943 che la flotta sottomarina tedesca era stata ricostituita in un’altra parte del mondo, nella terra di Shangrila, (un altro nome di Shambalha – N.d.R.) in una fortezza imprendibile. Inoltre, molto presto cominciarono a diffondersi voci di dischi volanti avvistati dalla marina argentina, inglese, brasiliana e cilena di stanza nelle regioni antartiche. si tratta di dichiarazioni ufficiali che sono attualmente registrate e documentate dal dopoguerra sino ai primi anni ’60. Arriviamo alla domanda cruciale: Esiste o esisteva una base segreta nazista in Antartide? Non possiamo affermarlo con certezza, ma gli indizi faticosamente raccolti propendono verso il sì. I nazisti avevano le conoscenze geografiche e la tecnologia necessaria e gli U-Boot avrebbero potuto trasportare materiale meccanico per le attrezzature necessarie e anche motori per la costruzione dei velivoli discoidali, già in avanzata preparazione ma la cui sperimentazione in Germania non riuscì ad essere ultimata.

LA TERRA CAVA E IL MONDO DI GHIACCIO

La visione del mondo nazista impone anche alla scienza i suoi dogmi, specialmente dal 1933 le università tedesche cominciano ad appoggiare l’ideologia hitleriana, secondo cui la razza del ricercatore determinerebbe le sue prospettive, per cui uno scienziato ebreo non avrebbe prodotto alcunché di buono. Il III Reich rifiuta Einstein, Hertz, e altri scienziati non schierati politicamente, medicina, biologia e archeologia sono ora mezzi per sondare scientificamente l’uomo e la natura secondo l’ariosofia, e si creano istituti come l’ “Ahne-nerbe” che ha il compito di realizzare la chimera dell’individuo puro, il perfetto, l’ariano senza contaminazioni biologiche. In questa strana commistione di scienza e misticismo ariano, vengono effettuate scoperte che pur sfruttando meccanismi naturali, richiedono un avvicinamento alla parte nascosta, il superamento di una porta magica, come le visioni di Schauberger che pure funzionavano e portarono al brevetto di vari mezzi di trasporto sfruttati industrialmente. Allo stesso tempo nascono teorie come quella del “Mondo di Ghiaccio” della “Terra Cava” che affascinano Hitler e che vengono insegnate nelle università tedesche con grave imbarazzo di molti scienziati. Vediamole: Hans Horbiger, un ingegnere austriaco arricchitosi con un brevetto su una valvola a vapore, pubblicò nel 1913 “Glazialcosmogonia” un testo di grande suggestione in cui presenta la sua elaborata spiegazione delle origini del mondo. Secondo la teoria del mondo di ghiaccio (la Welteislehre), il grande sole primordiale sarebbe entrato in collisione con un vasto blocco di ghiaccio provocando l’espulsione di enormi quantità di materia da cui avrebbero avuto origine i pianeti del sistema solare mentre la stella sarebbe collassata e divenuta il nostro sole. I vari blocchi di materia e i pianeti più piccoli avrebbero finito per ricadere gli uni sugli altri per attrazione gravitazionale finché sarebbero rimasti nuovamente due elementi: un agglomerato di materia ghiacciata ed il Sole, che avrebbero dato origine ad una nuova conflagrazione. Secondo Horbiger la Luna stessa avrebbe finito per ricadere sulla Terra e la sua attrazione, minore in passato per la lontananza, aveva favorito le capacità semidivine della stirpe aria e la sua grande altezza (i Giganti dell’antichità), mentre l’aumento dei raggi cosmici dovuta a catastrofi avvenute nei millenni precedenti all’attuale uomo moderno avrebbero causato la degenerazione graduale e la scomparsa degli ariani. In questo contesto naturale la storia dell’uomo diveniva una serie ininterrotta di lotte tra ghiaccio e fuoco, tra stirpi divine costruttrici di grandiose civiltà scomparse (come quella di Atlantide, alla maniera della Blavatsky) e razze inferiori, in un ciclo ricorrente di ere esiodee. Questa teoria confortava con apparenti prove scientifiche la visione ariana dell’universo e colpì Hitler proprio per la sua grandiosità cosmogonica che aveva punti di contatto con Nietzsche, Wagner e Rosenberg. Himmler cominciò a diffonderla all’interno delle sue SS, i cui scienziati, seppure aderendo alle idee nazionalsocialiste, si trovavano in imbarazzo nella necessità di procurare dati scientifici per dimostrare tesi così ardite. La seconda teoria assorbita dal Reich fu l’idea che la Terra presenti una cavità con un sole e addirittura pianeti al suo interno, postulata nel 1692 da Edmund Halley, astronomo reale d’Inghilterra. In tempi più recenti (1931) Lanz von Liebenfels, nella sua rivista Ostara scrisse un’entusiastica recensione dell’opera “Die Umwaelzung, die Erde – das Air (1930) di Karl E. Neupert, il quale era convinto che l’umanità abitasse la parte interna della Terra e che le pareti concave del pianeta fossero l’universo che noi osserviamo. Neupert aveva letto di questa teoria dal periodico di una setta americana, le cui idee erano state importate in Germania da Peter Bender La setta si chiamava “Koresh”, dal nome ebraico del fondatore Cyrus (Cyrus Romulus Reed Teed, 1839-1908). Teed scrisse di aver ricevuto un’illuminazione mistica con la rivelazione divina di un universo costruito all’interno della Terra. La superficie che abitiamo sarebbe un guscio spesso cento miglia composto da diciassette strati di minerali differenti. Un Sole luminoso da una parte e oscuro dall’altra genererebbe la necessaria energia luminosa, causando l’alternanza di notte e giorno. Neupert pubblicò due libri sulla teoria della Terra cava che ebbero un certo successo. La sua dedizione all’idea era assoluta e riuscì a convincere Hermarm Goering, che provava ammirazione per tutti i veterani decorati del primo conflitto, a parlarne ad Hitler. Alcune fonti di cui tuttavia non possiamo stabilire l’assoluta attendibilità, affermano che Hitler fu colpito da questa teoria e che organizzò una spedizione, probabilmente nel 1942, guidata dal Dr. Heinz Fischer che installò dei radar sperimentali sull’Isola di Ruegen. L’esperimento dovette fallire poiché Neupert finì in campo di concentramento e la teoria della Terra Cava fu abbandonata. Anche in questo caso il nazionalsocialismo permise ad un’ideologia scaturita da una visione mistica di avere il predominio sulla scienza. Poiché il III Reich fu un fenomeno religioso nel suo alveo esoterico, e solo successivamente si manifestò come partito nazista, ogni visione cosmogonica o teoria nata da una rivelazione mistica ricevette credito poiché allo stesso modo nacque l’ariosofia.

Fonte http://antichiastronauti.altervista.org/

 

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