I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Dove c'è democrazia non ci può essere un dio

   
16 Novembre, 2013 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

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La democrazia non può che essere atea. Questa la tesi che Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega, promulga nel suo pamphlet edito da Laterza dal titolo "La democrazia ha bisogno di Dio. Falso!".
Il titolo, già accusato da commentatori che non sanno andare al di là della copertina, di peccare di ateismo dogmatico, è in realtà un marchio di fabbrica della casa editrice che ha pubblicato quasi una vera collana giocando sul fare un'affermazione e poi negarla. Altri titoli in catalogo sono ad esempio: "L'ho uccisa perché l'amavo. Falso!", "Ce lo chiede l'Europa. Falso!", "Non possiamo più permetterci uno stato sociale. Falso!".
Al di là delle superficiali accuse di ateismo dogmatico nei confronti dell'autore, il pamphlet in realtà è chiarissimo e pressoché inoppugnabile.
In breve e incompleta sintesi, le tre argomentazioni cardine del filosofo sono:

a) la democrazia nasce dal basso ovvero dall'uomo, e non ha bisogno di alcuna legittimazione dall'alto;
b) la lezione di Grozio "etsi deus non daretur" è stata quella che ha permesso all'Europa di uscire dalle guerre medievali e creare dei grandi Stati moderni. La pretesa di Ratzinger, supportato dai teorici della laicità debole (Habermas su tutti), di far riconquistare a Dio e quindi alla religione la sfera politica, significa compiere un passo indietro di quattro secoli;
c) anche ammesso (e ovviamente non concesso) che l'ingresso di dio rafforzerebbe il diritto, il problema irrisolvibile è: quale dio dovremmo far entrare nella sfera pubblica? Quello cattolico? Quello protestante? Quello islamico? Quello ebraico? E il resto degli induisti, buddisti, scintoisti che ci sono in questa società? In nome di quale dio il non credente dovrebbe accontentare Ratzinger e Habermas e vivere «come se Dio ci fosse»?

Come si vede, altro che ateismo dogmatico, in realtà le obiezioni di Fleres D'Arcais a Ratzinger e ai teorici della laicità debole sono precise e puntuali. Difficile per un laico che voglia esser tale e non un conversonon abbracciare completamente la tesi di questo pamphlet: rischierebbe di far figure degne della peggiore arrampicata sugli specchi di Gatto Silvestro o di Wile E. Coyote. Tuttavia, ne siamo certi, i tentativi non mancheranno.

Fonte http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=89721&typeb=0&Loid=335&Se-c-e-un-dio-non-e-democrazia-dove-c-e-democrazia-non-ci-puo-essere-un-dio

 

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