I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

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IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

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La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Diciannovenne egiziana brevetta un avveniristico motore spaziale che genera una spinta propulsiva dal vuoto [88]


16 Giugno, 2012 | Category : Attualità | Author: Fonte | Condividi | Commenti

Egiziana
Far muovere una pesante navicella spaziale traendo energia dallo spazio vuoto? Non è un'idea assurda, anzi è fattibile ed è stata addirittura brevettata. Aisha Mustafa studente di fisica egiziana di 19 anni è titolare dello strabiliante brevetto. Ma come è possibile? Quando sentiamo parlare di concetti che sfidano il buon senso e la logica e non li sentiamo provenire da un ubriaco che caracolla fuori da un bar, ma da un'autorevole rivista scientifica, probabilmente c'è di mezzo la Meccanica Quantistica. Com'è noto se si scende al di sotto di una determinata scala, la realtà inizia a comportarsi in modi bizzarri. Una delle peculiarità del mondo quantistico è che una fetta consistente dei dati che descrivono un sistema sembrano sempre mancare all'appello. E per “mancare all'appello” non si intende che noi li ignoriamo, ma che proprio mancano dalla realtà. Su qualunque sistema quantistico regna sempre un velo d'indeterminazione. E ciò vale persino per il vuoto. Se esiste un sistema del quale si sa sempre tutto per definizione è il vuoto. Ma nella fisica quantistica, come si è detto, la realtà possiede sempre contorni sfumati e per garantire questa indeterminazione anche nei sistemi vuoti, abbiamo un ribollire di coppie di particelle ed antiparticelle che nascono e si annichilano in tempi brevissimi (perciò dette virtuali), creando una sorta di “rumore di fondo” che rende il vuoto, caotico e parzialmente indeterminato come qualsiasi altro sistema quantistico.

Ma se il mondo quantistico ha una naturale propensione all'indeterminazione, che ritroviamo come una vera e propria costante, anche l'uomo ha una propensione naturale: quella ha ricercare utilizzi pratici per le leggi della natura. Non appena scoperto che il vuoto per la meccanica quantistica non è così vuoto, ci si è chiesti se fosse possibile sfruttare la baraonda di particelle virtuali che alberga in esso. Lo scienziato, Christopher Wilson ed i suoi collaboratori del Chalmers University of Technology , lo scorso anno, sono riusciti a “promuovere” i fotoni virtuali in fotoni reali e dunque comune radiazione a microonde. Dunque in effetti è possibile sfruttare le caotiche particelle virtuali che abitano il vuoto. L'esperimento di Wilson si basa sull'idea espressa dal fisico Moore nel 1970 che la trasformazione in particelle reali poteva accadere se si fosse riusciti a far rimbalzare i fotoni contro uno specchio che si muove ad una velocità quasi pari alla velocità della luce (effetto Casimir dinamico). Ovviamente far muovere degli specchi a quella velocità è impossibile, ma con uno stratagemma ingegnoso si è riusciti ad ottenere un effetto simile. Il medesimo effetto Casimir dinamico è alla base dell'idea della giovane studentessa egiziana che potrebbe rivoluzionare l'esplorazione spaziale. Questa tecnologia è del tutto alternativa alla propulsione chimica che è stata sempre utilizzata nei voli spaziali che che presenta numerosi problemi legati al peso del combustibile, al suo stoccaggio ed alla sua disponibilità illimitata. Il motore di Mustafa potrebbe risolvere questi inconvenienti in un sol colpo.

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