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Da Uomini a Zombi!

 
23 Maggio, 2016 | Categoria : Attualità | Commenti
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 Il modello di antropos (uomo) della nostra civiltà fondamento della prima e autentica democrazia (Atene VI sec. a.C) al mondo  è diventato in Italia una rarità marginale similmente a molti altri contesti sociali dove le persone sono sempre più rese meno consapevoli delle loro azioni di quanto non credano. Prigioniere di automatismi determinati da altri. Quanti guidano un’autovettura, praticano sport….fanno tante altre cose quotidiane in maniera automatica? Tutto senza far sorgere il sospetto che qualcuno li stia trasformando in zombi (cadaveri ambulanti) con una abilità che offusca le loro capacità di riflettere e di poter fare delle scelte libere cioè scelte tipicamente umane e fondamentali nella gestione del bene comune e nelle norme morali della società. La nostra storia greco-romana può vantare periodi nobili con decisioni mosse dal significato per l’uomo e per la vita con la Magna Grecia culla della civiltà Occidentale. Le situazioni del nostro tempo sono invece eticamente spaventose: contrappongono automatismi umani alle immagini degli zombi cinematografici parzialmente putrefatti, con sguardo spento e mal vestiti. Un simbolismo che rispecchia la sostanza dell’attuale condizione umana resa putrefatta, spenta e spogliata del suo valore. La personalità umana sembra imprigionata in un meccanicismo automatico che in determinati momenti sospende nell’uomo il controllo cosciente della sua natura e attiva l’esecuzione passiva di un azione. Quante persone guidando la propria auto sono consapevoli di tutta la realtà incontrata nella distanza percorsa per raggiungere una meta? Poche persone perché la maggior parte dei contenuti scenografici sono automaticamente rimossi dai ricordi della maggioranza degli individui. Una rimozione naturale? Assolutamente no. Perché? Perché tutto questo è dovuto in buona parte allo stravolgimento dell’educazione con le sue forme logiche di ragionamento sostituite da forme di addomesticamento vero e proprio per arrivare a determinate finalità di controllo di massa. Similmente all’addomesticamento degli animali per necessità domestiche o per gli spettacoli in un circo equestre. Nel nostro caso gli animali sono il popolo di zombi e i domatori sono le oligarchie che decidono i giochi. Lo studio del pensiero raggiunse in Grecia vette altissime con Aristotele inventore della Logica. Successivamente la corruzione sionista abilmente inoculata attraverso vari canali come mass media, editoria, mode, pubblicità….  ha finito per demarcare anche prerogative come la sincerità, il rispetto della parola e dei patti. Le psicologie moderne, discipline orrende ed estranee a tutte le massime civiltà del passato, sono oggi giustificate come conseguenza del progresso umano ma che invece altro non sono che espressioni ideologiche caratterizzanti lo spazio culturale più evidente del fallimento di quest’Era.
Si è condotti gradualmente in forme di ipnosi senza dormire. Parafrasiamo allora il filosofo Seneca: “Cui prodest scelus is fecit” (il delitto l’ha commesso colui al quale reca vantaggio). Da tradizioni mesopotamiche si è operato un crimine di valori civili per la menzogna dell’egoismo liberato da aberranti concezioni socio-politiche di massonerie sorte dalle radici sioniste a discapito dell’uomo sociale e dell’istituzione democratica dello spirito ariano della Magna Graecia. La Magna Graecia è un termine latino derivato dal greco Megàle Hellas (Grande Grecia) e risalente almeno all’VIII secolo a.C. a indicare la splendente civiltà presente nel meridione della penisola italica il cui spirito indoeuropeo promosse la civilizzazione di vaste regioni fino alla corruzione della matrice finanziaria delle chiese ebraico-cristiane del IV secolo d.C. con i risvolti negativi della storia successiva. Automatismi che tendono a emergere in realtà più disparate. Quante volte un particolare gesto atletico riesce così bene da far sospettare come se qualche altro lo avesse eseguito? Capita a parecchi di sentirsi stanchissimi e desiderare quanto prima di stendersi a letto ma un impulso più forte impedisce di coricarsi senza prima aver adempiuto a qualcos’altro che si impone alla volontà come potrebbe essere il lavare i denti? Certo di per se lavare i denti è una corretta abitudine igienica meglio però se non fosse inserita in un contesto di programmazioni mentali dove le idee di fondo non sono la salute o il benessere umano ma le lugubrazioni di oligarchie che oggi detengono di fatto il potere politico. L’uomo è stato imprigionato in tanti automatismi irrazionali costruiti allo scopo di comandare su una volontà indebolita i cui progetti hanno origine dal rovesciamento del cosmopolitismo greco-romano con le sue ricchezze di contenuti sacrificato a una globalizzazione indifferente verso tradizioni e costumi dei popoli per realizzare il fine ultimo di queste menti malate: una massa mondiale di zombi svuotati della loro storia e posti al servizio della signoria di pochi eletti che detengono il possesso del denaro. All’egoismo capitalistico appartengono grosse  responsabilità dell’indebitamento dei popoli, delle discordie sociali e delle guerre. Dalle discordie sociali scaturiscono disordini e  guerre che hanno bisogno di denaro per sostenere i conflitti quindi altro denaro per i danni prodotti dai disordini e dalle guerre. Un gioco sporco finalizzato all’indebitamento dei popoli per tenerli sottoposti poi al ricatto finanziario. Un vortice senza via d’uscita chiuso alla valorizzazione umana fondamento della democrazia. Una società civile non può accettare che il denaro da istituzione sociale per il benessere umano diventi strumento di ricatto. Non tutti gli automatismi sono ovviamente da condannare perché l’essere umano non è solo una psiche razionale come dimostrato dai traguardi civili dello spirito italiota (ariano) della Magna Grecia con la divisione del lavoro per il benessere del singolo e della collettività. Gli automatismi patologici, controproducenti e distruttivi, che possiamo definire zombi sono quelli che impongono alla razionalità umana delle improprie contromisure di per se un male all’evoluzione dell’essere ossia all’ampliamento della sua coscienza a dimensioni superiori condizione necessaria per costruire società sempre più civili. Lo zombi è per sua natura asociale.  E l’asocialità si manifesta in varie forme: dall’apatia politica al distacco con i vicini, con i ragazzi che non giocano più per strada o nei cortili……..fino a camminare per le vie delle città, entrare sui mezzi pubblici o in un condominio con le cuffiette o guardando il display del cellulare. Gli scambi relazionali sono sempre più in diminuzione, con i rapporti intimi regrediti nell’infantile egocentrismo con il partner scaduto a oggetto delle proprie proiezioni e con amicizie e solidarietà definite da regole commerciali. Il sionismo con la cultura del mercante sta distruggendo le radici delle civiltà dei popoli del pianeta. Ha inventato le democrazie rappresentative e col gioco della corruzione domina le scene politiche. Promuove tutto ciò che possa ingabbiare l’uomo dalla sua evoluzione naturale. Ha trasformato il contatto fisico tra le persone in rapporti tecnologici col risultato che gli uomini sono sempre più estranei nel loro palazzo, nella strada…… Molti ormai non frequentano più lo stesso parrucchiere, lo stesso salumiere……Le persone hanno paura dell’altro e vanno ai centri commerciali tra la folla anonima per acquisti automatici da commessi sconosciuti. Da qui l’incapacità del cittadino a reclamare i diritti fondamentali della persona. Al di la quindi dell’esecuzione di una tecnica o di esercizi di per se virtuosi che giustificano la loro autonomia dall’attenzione cosciente prendiamo atto di quanti altri gesti della quotidianità sono opportunamente costruiti per vere e proprie manipolazioni psichiche che dominano l’attuale tempo con masse di popolazioni incapaci di ribellarsi agli oppressori del loro benessere. La realtà degli zombi ha raggiunto in Italia apici spaventosi fino a costituire un dramma sociale. Molti accettano passivamente che i rappresentanti istituzionali possano godere di privilegi politici e promuovere la privatizzazione del denaro a discapito di pensioni di 200/300 euro mensili e altre distruzioni civili come il diritto allo studio, un’adeguata assistenza sanitaria, la qualità dei servizi pubblici, .……. Cosa dire poi della disoccupazione dilagante nonostante la Carta Costituzionale nel primo articolo definisca la Repubblica italiana fondata sul lavoro? Semplicemente che molti zombi della giurisprudenza in linea col fallimento politico del Paese giustificano con astruse spiegazioni senza considerare le dovute responsabilità dei governi che dovrebbero garantire il lavoro o quanto meno legiferare un reddito di cittadinanza per il rispetto della dignità umana. Il dramma italiano ha origine dal Regno d’Italia con le menzogne sabaude alla conquista del Regno Delle Due Sicilie. Un annessione avvenuta militarmente e senza nessuna dichiarazione di guerra dietro la spinta delle lobby finanziarie dell’epoca e ulteriormente aggravate dalle repressioni civili troppo ignorate dagli zombi della storiografia ufficiale impedendo in tal modo al popolo una adeguata formazione civile. La fucilazione di massa divenne pratica quotidiana. In dieci anni, dal 1861 al 1871, circa novecentomila cittadini furono uccisi su una popolazione di poco più di nove milioni di abitanti. Il Regno delle Due Sicilie, animato dallo spirito indoeuropeo, era uno Stato prospero di pace, di memorie, di costumi, di commercio, di arti, di industrie, di pesca, di agricoltura, di artigianato….. Era invidiato da diversi popoli per le sue scuole gratis, i teatri, le opere d’ingegneria, i meravigliosi musei, le strade ben pavimentate, le opere di carità, i cantieri navali, gli arsenali……. tante realtà sociali che davano facilmente lavoro a tutti. Ai Borboni si deve il recupero e la preservazione del patrimonio storico meridionale fin dalla Magna Grecia.    
La finanza mondiale operante nella formazione del Regno d’Italia sarà per qualche periodo arginata con le riforme fasciste della Banca d’Italia del 1936-1938. La propaganda sabauda e quella marxista per interessi diversi hanno sempre cercato di sminuire il benessere sociale realizzato dalla monarchia borbonica che tra le altre cose aveva posto in essere nella seconda metà del 1700 la prima comunità socialista nel borgo di San Leucio (Caserta). Un interessante istituzione che a tutt’oggi ancora non riceve le considerazioni che merita. Cosa possiamo dire poi della propaganda zombi contro Benito Mussolini? La solita storiografia ufficiale al servizio dei governi della finanza mondiale fa fatica a riconoscere che il fondatore del fascismo era un socialista che aveva elaborato una terza via alternativa a comunismo e capitalismo per raggiungere maggiore giustizia sociale. Troppo spesso scrive di Mussolini e del Fascismo solo in senso negativo. Il Fascismo viene identificato addirittura come soppressione di ogni diritto e libertà eppure oltre il 75% delle leggi e dei regolamenti anche in ambito contrattuale e salariale come tutela dei più deboli risalgono a quel periodo: Assicurazione invalidità e vecchiaia (30 dicembre 1923), Assicurazione contro la disoccupazione (dicembre 1926), Assistenza ospedaliera ai poveri(30 dicembre 1923), Tutela del lavoratore di donne e fanciulli (26 aprile 1923),  I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori) 11 gennaio 1943, Carta del lavoro Giuseppe Bottai (21 aprile 1927)……….diverse iniziative politiche per arginare comunismo e capitalismo due aspetti simili della borghesia. Benito Mussolini riuscì a sferrare un duro colpo all’imperialismo finanziario con la Riforma bancaria che tra il 1936 e il 1938 trasformò la Banca d’Italia in banca pubblica con il suo Governatore che assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio, quindi la socializzazione delle imprese nel 1944. Il colpo di Stato militare del massone Pietro Badoglio fermerà Benito Mussolini e il fascismo. Retrosceni complessi  promuoveranno negli anni ’90 un ennesimo golpe stavolta non militare ma di matrice politica che affosserà a colpi di magistratura due partiti storici del primo periodo repubblicano italiano, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista. Una nuova azione di forza nel panorama politico del dopoguerra che permetterà al Partito Comunista di acquisire la guida del Paese. Da allora sotto diverse sigle politiche egemonizza le istituzioni e in piena sintonia con la Banca Centrale Europea, una delle tante agenzie della finanza mondiale.  Nel 2011 Mario Monti, l’ennesimo tecnico dell’anomalia politica italiana, susseguitosi alla guida dell’esecutivo, attuò privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e aumento della pressione fiscale impoverendo ulteriormente buona parte dei cittadini già segnati dalle politiche fiscali del golpe bianco le cui immagini di accattonaggio sono l’orrenda oscenità delle condizioni sociali in cui è stata trascinata la popolazione italiana. Operai, imprenditori, pensionati, liberi professionisti….. tanti esseri umani umiliati dalle lugubrazioni della finanza mondiale e dei suoi servi della politica che forti del sostegno capitalista e dell’incapacità popolare a reclamare i diritti democratici continuano a spadroneggiare lo scenario istituzionale. Tutto sotto la signoria delle cupole finanziarie delle banche e del loro sistema del “prestito di denaro a interesse” sempre più libere di decidere i destini dei popoli. L’arroganza dello spirito sionista non conosce limiti. Nel rapporto 2016 stilato da Transparency International risulta che nel 2015 il Paese è sprofondato per corruzione percepita al penultimo posto nella classifica europea. Peggio dell’Italia sta solo la Bulgaria. Dallo stesso rapporto emerge che sempre nel 2015 per il tasso di inquinamento l’Italia è collocata tra i peggiori Stati in Europa: è il sessantunesimo Paese con 44 punti ben al di sotto della media europea attestata su 67. Nel resto del mondo è preceduta da Stati come Capo Verde con 55 punti, Ruanda con 54 punti e Namibia con 53 punti.
A Mario Monti sono seguiti due governi di coalizione guidati dal Partito Democratico ( la più recente sigla scelta dall’ex Partito Comunista). Il primo è stato capitanato da Enrico Letta che ha avuto come maestro l’economista Beniamino Andreatta ideatore delle iniziative tendenti a smantellare l’industria statale italiana e a impedire alla banca centrale di finanziare lo Stato come fanno in una democrazia tutte le banche di Stato sovrane del mondo. Il secondo è guidato da Matteo Renzi. Due esecutivi che anche se legittimati costituzionalmente una certa prassi fino a tempi recenti faceva intuire che la persona scelta dal Presidente della Repubblica coincidesse con il leader indicato dalla coalizione vincitrice dovuta al fatto che, nel processo di formazione del governo, il Presidente della Repubblica opera con l’obiettivo di formare un governo che possa ottenere la fiducia del Parlamento da un lato e garantire il rispetto della volontà dell’elettorato dall’altro. Negli atti del convegno annuale di Davos 2014 del World Economic Forum l’economia italiana è classificata al quarantanovesimo posto superata da Stati come Mauritius, Panama,Malta e il Bahrain. Un Paese distrutto rispetto a quello del periodo antecedente al golpe bianco, quando il ministro degli Esteri Gianni De Michelis il 15 maggio 1991 rese noto che, secondo il rapporto messo a punto dalla società Business International (società del gruppo dell'Economist, fra i più autorevoli periodici finanziari ed economici del mondo) e inviato da De Michelis anche al presidente del Consiglio Giulio Andreotti, l'Italia era diventata la quarta potenza industriale del mondo, davanti alla Francia e alla Gran Bretagna. Un miglioramento economico progressivo con benessere sociale diffuso oltremodo accompagnato dal prestigio politico internazionale che lo statista socialista Bettino Craxi era riuscito a conferire al Paese durante gli anni del suo governo con un ruolo di primo piano nel mediterraneo e nel medio oriente. I motivi di fondo dello sconvolgimento politico del Paese sembrano risalire alle intenzioni di Craxi di nazionalizzare la Banca d’Italia divenuta dopo la caduta del Fascismo nuovamente di proprietà delle banche private a loro volta di proprietà di massonerie finanziarie. Bettino Craxi similmente a Benito Mussolini voleva rimettere ordine nel sistema finanziario perché la Banca d’Italia che avrebbe dovuto controllare le banche private era controllata da coloro che doveva controllare. Un anomalia che per la credibilità democratica del Paese andava corretta. Prima di lui anche il democristiano Aldo Moro azzardò negli anni sessanta delle iniziative contro le limitazioni della sovranità monetaria italiana. Cosa che venne attuata attraverso l’emissione di cartamoneta di Stato sgravata da debiti in tagli da 500 lire ossia con un “biglietto di Stato a corso legale” la cui prima emissione venne regolamentata con i DPR 20/06/1966 e 20/10/1967 e successivamente la seconda emissione regolarizzata con il DPR 14/02/1974. Un azione di forza con la quale Aldo Moro rompeva l’asservimento del Paese alla finanza mondiale che elemosinava allo Stato italiano solo il diritto di conio delle monete attraverso la Zecca mentre le banconote dovevano essere acquistate dal Fondo Monetario Internazionale. A differenza di Bettino Craxi che riuscirà a salvarsi la vita rifugiandosi in esilio, lo statista Aldo Moro sarà rapito il 16 marzo 1978 dalle Brigate Rosse, un gruppo terroristico, e verrà rinvenuto ucciso il 9 maggio successivo. La verità della vicenda di Moro resta tutt’ora un mistero nonostante i tribunali ordinari abbiano condannato all’ergastolo il commando dei brigatisti rossi. Non sono state mai chiarite le  responsabilità di CIA e MOSSAD nel sequestro e omicidio dello statista democristiano. Dopo i tentativi di autonomia monetaria di Aldo Moro nessun altra iniziativa simile è stata più posta in essere in Italia. Un Paese che con Romano Prodi, ideologicamente legato a Beniamino Andreatta, entrerà a far parte della moneta unica (euro) della Comunità Europea ai cui Stati membri è concesso il solo diritto di coniare gli euro di metallo ma non le banconote di prerogativa della sola Banca Centrale Europea. Con il golpe bianco la finanza mondiale ha potuto ripristinare le condizioni di asservimento del Paese alle limitazioni di sovranità monetaria. Concludo sottolineando che il fine di questa analisi è quello di suscitare nell’uomo il senso di responsabilità civile al dominio delle limitazioni mentali che degradano il significato della vita. Liberare la coscienza dalle gabbie della finitudine di questa realtà sociale malata dello spirito sionista perché possa riprendere il cammino della sua storia democratica che non può prescindere da una più accorta ricerca della verità. Un processo di maggiore consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie emozioni per meglio valutare la qualità degli impulsi a eseguire un comportamento automatico attraverso uno spazio di riflessione tra l’impulso e l’azione per scelte più consapevoli e libere perché la partita di sempre tra il bene e il male si gioca nella scelta di campo di ognuno tra l’uomo o lo zombi.
Dott. Raffaele Bocciero per filosofiaelogos.it 

 

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