I segreti del "disclosure project"

Disclosure_projectDi misteri, si sa, è pieno l'universo. Inutile dire che sono innumerevoli i segreti che ci vengono tenuti nascosti come infinite sono le verità celate o semitaciute che non ci verranno mai esplicitamente dette. Una, ad esempio, è che il governo statunitense copre l’evidenza degli UFO da oltre 50 anni. La storia ha una data, un inizio e un luogo.

      On Line

IlluminatiCome dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi.

Urzi
 "È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

link

La Macchina delle copie

copie

Questa volta vogliamo partire da un particolare emerso dai racconti degli addotti in Italia e
ancora prima negli U.S.A. Ad esempio (Linda Porter, 1963 Porterville, California.) la formazione
delle copie,che avviene all'interno di cilindri, sottolineando il fatto che, non vogliamo ripetere
quanto già conosciuto in merito a tale argomento, ma che si vuole soltanto trovare una possibile
spiegazione al funzionamento del meccanismo di copiatura .
Dalla testimonianze raccolte risulta che l'addotto viene introdotto in un contenitore
cilindrico trasparente totalmente immerso in un fluido caldo più denso dell'acqua e meno dell'olio
(così descritto dagli addotti) di colore verdastro dove è possibile respirare.
Il fatto che in poco tempo gli alieni e alcuni fazioni militari, riescano a creare una copia di
un individuo, uguale in tutto e per tutto, (tranne per la caratteristica di avere l'innesto di un' anima),
è molto interessante.

Commedie di Anna De Luca

   
10 Maggio, 2013 | Category : Attualità | Author: Fonte | Commenti  

Articolo riproducibile citando autore e fonte

premorte

Autrice: ANNA DE LUCA (CASERTA)

Chi sa cosa è la felicità

Spettacolo classico in due atti di De Luca Anna

 

Personaggi:
Maschera narrante
Felicit
Candido
Agnese
Voce nascosta
Danzatori
Coro

Trama

 

La felicità cosa è ; come viene vista dal singolo uomo; come è cambiato il concetto di felicità dalle origini della vita fino ai nostri giorni.
La felicità alle sue origini era solo soddisfacimento di piacere ad istinti irrazionali: l’uomo viveva nella natura, non conosceva alcuna limitazione.
Con l’entrata, poi, delle prime regole morali e credenze religiose, l’uomo ha dovuto soffocare i suoi istinti primordiali per dare posto a ciò che è razionale- morale, del vivere associativo.
La felicità è vista  come un equilibrio che l’uomo raggiunge tra quello che è conscio – razionale e con quello che è inconscio – irrazionale.
La felicità può anche essere solo positiva o negativa nelle diverse accezioni, comunque sia, è sempre l’uomo che sceglie quale è la sua felicità.
Nel secondo atto della rappresentazione l’autrice trae dalla “Caduta” del Parini il contenuto letterario e lo modifica secondo la sua immaginazione, fondendo ed intrecciando in prosa il concetto di felicità in varianti psico- sociali religiosi- miscredenti.

ATTO PRIMO

 

Il palcoscenico è buio. All’improvviso una luce fioca biancastra mette in rilievo la maschera narrante (uomo).

 

Maschera narrante (seduto pensieroso) : “Uomo, uomo hai sempre vissuto alla ricerca della felicità.Alcune volte ci sei riuscito e altre, invece, no. Di notte nel cielo luminoso, hai cercato con occhi avidi e sognanti la tua stella luminosa pregandola di indicarti il cammino da percorrere per poterla  raggiungere. Hai pagato cartomanti e zingare per farti dire con menzogna e lusinghe se agguantavi la felicità.
Eh, altre volte, te la sei vista brutta, l’hai pagata a caro prezzo per averla.”
La maschera si alza e si rivolge al pubblico : “ Chi di voi non vuol essere felice? Chi di voi non rinuncerebbe a un anno della propria vita, per assaporarla in pieno fino all’ultimo respiro? Nessuno di voi, per carità, confesserebbe in pubblico siffatta bramosia. Ma di notte…nell’oscurità la volete a tutti i costi. Costi quel che costi. E se l’iniquità appena pensata per taluni di voi è troppo sbandierata anche nelle tenebre,  allora, c’è il rimedio di “mea culpa”, ci si ripropone che la felicità di se stesso serve ad aiutare coloro che non l’hanno. Che nobile cuore !.
Come è innocente il pensiero malefico quando è rivestito di adorne parole dell’animo.
Non angustiatevi e non mi volete a male per quel che ho detto, sono solo parole e voi sapete bene, che noi artisti giochiamo con le parole e con il pubblico, pertanto, non vi dolete più di tanto.
Ritorniamo al concetto di felicità. E’ qualcosa che si vede…si tocca….è tangibile?.…No di tutto questo! E’ allora è illusione,meno che mai! Dunque cosa è?  Signori miei, essa è la madre regina dei desideri che alberga nel cuore degli uomini. E’ nata con l’uomo, si è evoluta con la società diventando sempre più esigente. Ieri era diverso da oggi. Oggi sarà diverso da domani.
Ma ora è bene che io taccia per dare inizio alla storia della felicità”.

La maschera narrante si ritrae nel buio.

Il palcoscenico viene tutto illuminato. La scenografia è a un tema idilliaco presocratico : bosco-donne-uomini che danzano , sono felici, nulla possono desiderare perché hanno tutto nella natura, la quale soddisfa i loro desideri:
In mezzo ai danzatori vi è una danzatrice( ha una gonna rossa, indossa sopra una blusa nera attillata e scollata, al collo porta un cinturino  nero, come pure sulla fronte) che più di tutte ride, balla. La donna, infatti, appena si accorge che qualcuno si siede e diventa triste, gli si avvicina  e toccandolo, ritorna ad essere felice. Ma ad un certo punto della danza si odono tuoni e tutti hanno paura e si rattristano.
Il palcoscenico si fa buio, rimangono in luce ombra solo due danzatori( maschio e donna) e compare la maschera narrante( avvolta in una luce fioca).

Maschera narrante( rivolgendosi ai due che stanno  abbracciati , in un atteggiamento di paura e di vergogna ) : “ Uomo, uomo, tu un tempo hai assaporato in pieno la felicità. Era vera o era solo il frutto del bacco di Dioniso? Che periodo fu quello per te uomo.
Nulla era per te inviolato e nascosto perché tu eri la violazione  della natura la quale ti accoglieva nel suo grembo materno tacita e complice. Nulla esisteva al di fuori  dell’attimo che tu respiravi…oggi si dice “carpe diem, cogli l’attimo”,… ma tu, allora, eri già nell’attimo, ti dischiudevi nel io presente, unica voce che ascoltavi.
Perché ora non sorridete più, chi vi ha fatto arrestare nella vostra danza? Il vostro volto è ora una maschera di sofferenza  e tristezza….vi prego parlate.”

La maschera si ritrae nel buio assieme ai due danzatori e al posto loro viene avanti abbagliata da una luce rossastra, la danzatrice della felicità.

Danzatrice: “ Buonasera signori, sono Felicit. Un tempo regnavo incontrastata nei cuori degli uomini, portavo loro felicità e appagavo ogni loro desiderio.
Sopraggiunsero,poi, all’improvviso due signor potenti : la  morale e la religione con tutto il loro seguito e da allora sono cominciati i vostri affanni…miei cari signori.”

Felicit si interrompe e volge lo sguardo dietro, il palcoscenico si illumina di una luce color giallo –rossastra, si da inizio ad una danza. Ci sono danzatori della felicità che ballano in modo frenetico, dionisiaco,  e gli altri rappresentati della morale e della religione che danzano in modo sacrale- , questi ultimi vogliono sottomettere gli altri. Una donna dal gruppo dei danzatori felici, viene presa dai danzatori sacrali e portata al centro del palco, si odono urla, imprecazioni e frasi: “Strega, strega , devi morire al fuoco, il demonio è in te. Noi siamo l’inquisizione, la morale e la religione noi facciamo.”

Il palco si fa buio e ricompare di nuovo Felicit : “ Fui detronizzata  e messa in ombra  e il mio posto fu preso da mio fratello Candido, rispettoso dei comandi delle sue due signore.
Gli uomini, però, non si sono dimenticati di me, mi cercano e mi chiamano in loro aiuto quando sono oppressi dai dogmi soffocanti di mio fratello.
Con rammarico, ora, devo lasciarvi, perché devo salvare una creatura dalle litanie lamentose di Candido, già lo sento blaterare…. Ah dimenticavo se avete bisogno di me, basta che profferite…..Felicit.”

Felicit scompare nel buio e dalla parte opposta del palcoscenico compare la maschera narrante.

Maschera narrante: “Questo fu, perché l’uomo cambiò ?. La sua felicità che all’inizio era solo soddisfacimento di bisogni primordiali, ora, devono essere tenuti a freno con regole e idee metafisiche…perché poi? Forse per l’incolumità  del suo essere fragile o per l’evoluzione della civiltà?.          Dilemma, dilemma.   Mi domando e chiedo a voi ( si rivolge al pubblico) se l’uomo oggi è felice o meglio come è intesa la felicità nelle sue diverse sfaccettature e cosa rappresenta per taluni questa tanto sospirata e agognata ….felicità.
Ci sono tre gruppi di uomini che oggi affermano in modo diverso il concetto di felicità.
I primi sono assertori che la felicità è materialità, raggiungimento di una vita fatta di ricchezza , potere, successo.
I secondi sostengono che la felicità è l’equilibrio interiore che l’uomo moderno deve raggiungere per evitare il dissociarsi dell’ io con conseguenti, per chi ha il portafoglio pieno, di estenuanti attese dai strizzacervello.
Al terzo gruppo appartengono coloro che sostengono che la felicità è accontentarsi di quello che si ha , pertanto,l’uomo pur  vivendo in costrizione economica, c’è la farà .E’ aiutato dalla provvidenza divina, la quale non abbandona mai coloro che sono rispettosi della legge morale….  Sarà proprio così,  non avranno mai dubbi e incertezze costoro?”

La maschera si ritrae nel buio .

IL sipario si chiude.                

Atto secondo

 

Il sipario si riapre, mettendo in luce una stanza moderna ordinata ma povera di arredamento: piccolo armadio con alcuni libri, specchio, tavolo con tre sedie, poltroncina. Alla parete vi è un crocifisso. La porta di ingresso si apre ed entra una giovane donna sui 30 anni. Indossa un impermeabile bianco, cappello grigio, scarpe nere a mezzo tacco, borsa a tracollo color grigio. Nella mano sinistra impugna una valigetta di plastica da lavoro e dall’altra una busta di plastica contenente cibo e delle lettere. La donna si chiude la porta, sospira, ripone il tutto sul tavolo. Si toglie l’impermeabile fradicio di acqua (fuori piove) e cappello sull’attaccapanni   .E’ stanca, si gira attorno cercando qualcosa. Con lentezza va verso lo specchio si guarda, portandosi le mani sul viso, sospira. Si avvicina al telefono prende la cornetta e forma un numero.

“Clara?….Ciao sono io …Agnese….Cosa ho?  Mi senti stanca?…Si è vero sono a pezzi, oggi in ufficio abbiamo spedito un sacco di pacchi, domani ci sono le spedizioni. Sono stata dalle sei del mattino fino ad ora, non abbiamo fatto nemmeno lo stacco per il pranzo….Perché? perché il capo così ha deciso, inoltre ha preteso che alcune di noi rimanessero fino alle 19, e così abbiamo smesso ora. Cosa dici …mi dovevo rifiutarmi…leggi, sindacato, mobbing? Queste cose non esistono dove lavoro, c’è solo il licenziamento se rifiuti di accettare quel che ti ordinano  di fare. …Si è vero lo stipendio è basso, ma ho altra possibilità? Nessuna. Quel poco che guadagno  mi basta per vivere onestamente…ne sono proprio sicura? Si. ….Sabato sera cosa faccio? Vado in Chiesa, c’è la riunione dell’associazione cattolica…..Dai Clara, non ripetermi le solite frasi, la penso in questo modo, tu, invece, divertiti in discoteca. Ciao ci sentiamo domani.

Agnese ripone la cornetta del telefono, prende dal tavolo le lettere che ha preso dalla cassetta postale  e si siede sulla poltroncina. “No….ancora bollette da pagare…e questa cos’è…(legge ,ha un sussulto, si porta le mani al viso, è disperata) No questo è il colmo…adesso è proprio finita…non ha avuto il coraggio di dirmelo oggi….prima mi ha fatto lavorare così tanto e poi eccoti la lettera di licenziamento, preparata con data  di ieri” (piange, si abbandona sulla poltrona in atteggiamento di sofferenza, ha lo sguardo vuoto davanti a sé.) Fuori piove e tuona.

Il palcoscenico si fa buio per qualche secondo. Ad un tratto una luce fioca mette in rilievo un giovane uomo che si avvicina ad Agnese. E’ leggiadro nel camminare perché è solo spirito. Indossa un pantalone nero (largo sopra e stretto alla caviglia) una camicia bianca larga al di sopra dei pantaloni. L’uomo si chiama Candido.
Candido si pone dietro alla poltrona di Agnese, le tocca con innocenza prima la spalla poi i capelli,  si allontana, prende una sedia e la accosta alla poltrona di Agnese , si siede. Il palcoscenico si illumina, si inizia una danza con i ballerini sacrali, il tema è la purezza dell’uomo. Terminata la danza il palcoscenico viene illuminato e Candido seduto prende le  mani di Agnese e con tono soave e gentile parla: “Anche se ora i tuoi piedi stanno sanguinando, vai avanti innalzando la luce davanti a te. Credi, abbi fede e si sempre morale .Vedrai, domani è un giorno felice per te”.

Si ode un battimani leggero dal buio, poi, una luce rossastra illumina una donna seduta sul tavolo in atteggiamento mefistofelico …è Felicit.
Dopo uno sbadiglio da noia , Felicit prende una mela dalla busta della spesa, la pulisce sulla gonna, s’è la porta alla bocca, poi, si ferma ad osservarla e parla : “ Come mi infastidiscono i buoni consigli . Le persone hanno la passione di dare via ciò che servirebbe soprattutto a loro . E’ ciò che io chiamo l’abisso della generosità”. Il palco si illumina, si inizia una danza con ballerini della felicità, il tema sono gli istinti dell’uomo. 
Si alza, sorride diabolica e con passo di danza sinuoso- voluttuoso (esprime tutta la carnalità degli istinti) si avvicina a Candido, si inchina come per salutarlo e dice: “Candido,….immacolato fratello mio, come mi fai sorridere. Profferisci parole a questa donna che in questo momento non occorrono. Ha bisogno di sentire ben altro”!
Si gira su se stessa  e si porta  dietro a Candido si porge in avanti facendo scivolare la testa prima sul collo e poi sul torace dell’uomo, porta ,poi, le mani all’interno della camicia e lo tocca sul torace. E continua dicendo: “ Dì cose materiali , muovi a questa donna nuove decisioni, se vuoi evitare che sia travolta ed uccisa dalle tue stesse parole. Cosa vuoi che significano per Agnese: i tuoi piedi stanno sanguinando, vai avanti innalzando la luce davanti a te, credi, abbi fede…sii morale.Domani sarà un giorno felice.        
Felicit dal di dietro si porta ad un lato di Candido e continua dicendogli: “ Credi tu, che con queste parole sia per lei un  giorno felice domani?   Ah, Ah,(si porta le mani alla vita)  domani sarà uguale ad oggi,…con più rammarico e tristezza… Non vedi , che non è abbastanza scaltra, furba , ammaliatrice e per giunta non dispone di parenti nobili , né di amici influenti, né di ville che le procurino l’appoggio dei personaggi autorevoli. L’ostetrica non l’ha tirata fuori da un pancione fortunato. E così tu, la fai salire faticosamente, a testa bassa, le scale della vita. Va a lamentarsi e a piangere nei palazzi dei potenti, senza ottenere nulla …è troppo onesta per la loro morale. E tu, continui ad insegnar…le virtù. Queste non le daranno da mangiare domani….altro che felicità!
La vita è una, si passa una sola volta per questa strada, è non vi è per lei (indica la donna) nessuna possibilità di ritorno!  Falle godere,invece, ( appoggia una gamba sulla sedia di Candido e gli sfiora  il viso) quegli attimi di vita, che sono solo questi in suo possesso, intrisi si gioia, amore , ricchezza, potere. Questa sì che è felicità. E non più parole vacue senza sostanza: virtù – carità-  fede.
Felicit si allontana da Candido fa qualche passo e continua: “ Insegnale come si fa, ad insinuarsi nella turba degli adulatori e parassiti , falle chiedere aiuto a quella gente infima che sa ottenere ciò che vuole da chi è in alto, falla penetrare in mezzo ai grandi e sollevando la loro tetra noia narrando facezie e novità divertenti, ella può trarne il suo interesse.”

Dal fondo buio del palcoscenico si ode un coro che fa da ritornello : “ Si,  ella può trarne il suo guadagno”

Felicit continua: “ Istruiscila all’arte della….

Di nuovo si ode il coro che fa ritornello: “Si, istruiscila all’arte della…

Felicit si interrompe, guarda lascivamente Agnese poi si inclina dolcemente verso Candido e lo costringe  a girare la testa verso la ragazza, dicendo: “ Guardala quanta  è bella  ( si avvicina, poi, ad Agnese e standole di dietro , le accarezza il corpo dal basso ventre fin sopra,molto lentamente  e con incidere sensuale) Non abbassare , fratello,…lo sguardo dinnanzi a tanta bellezza…Guardala…(di nuovo Felicit si concentra  sul corpo della ragazza , con la lingua le sfiora i lobi dell’ orecchio, e con l’indice le labbra) Una rosa al mattino appassirebbe sul suo stelo , se potesse invidiare queste labbra.”

Felicit si allontana dalla ragazza e si avvicina a Candido e continua : “ Oppure …se ne sei capace, ah ,ah, falla entrare nei luoghi appartati dove coloro che governano decidono in segreto il destino dei popoli. Fa in modo che ella si unisca alla schiera dei fannulloni e mentitori, che pescando con loro nel torbido , può trarne da esso il suo guadagno!”

Si ode il ritornello: “Si, può trarne da esso il suo guadagno”

Candido( che fino adesso è stato un soggetto di ascolto passivo, ora si rivolge ad Agnese) : “ Non ascoltare le sue parole, sono menzognere”.

Felicit ( si avvicina ad Agnese dalla parte opposta di Candido e le bisbiglia all’orecchio) : “ No. Lui ti dice il falso!”

Candido: “ Non abbandonare la retta strada non cader nel tranello delle sue promesse”.

Felicit: “ No….goderai , invece. Domani è oggi la felicità è nell’attimo ed è solo questo in tuo potere. Sei ancora giovane è bella per sacrificarti a lui.”

Agnese che fino adesso è rimasta seduta sempre in atteggiamento di sofferenza e sguardo vuoto, ha un sussulto, si porta le mani alla testa. Si alza come se volesse allontanare da sé i due, poi si risiede pesantemente e dice urlando: “ Basta,….non ne posso più di ascoltarvi”
Agnese gira la testa dalla parte dove è seduto Candido e come se lo vedesse gli dice: “ Tu mi dici che non devo cambiare strada , anche se i miei piedi stanno sanguinando, devo innalzare la luce davanti a me. Virtù , speranza , fede mi accompagneranno…mi auguro che siano forti nel sostenermi”

Si rivolge, poi, a Felicit : “ Tu dici, invece, che devo cambiare strada, per poter salire a testa alta nei palazzi dei potenti. Spero che non ci siano specchi in quelle salite, per evitare di specchiarmi”
Rivolgendosi a se stessa : “ Che vita sarà mai la mia?…Oh ombra della sera, scendi su di me  e avvolgimi in te per sempre.”

Agnese si rimette di nuovo in atteggiamento di sofferenza.

Felicit si allontana da Agnese con aria pensierosa. Dopo un breve silenzio si avvicina a Candido e gli dice: “Fratello, temo che stia per compiere un gesto…dal quale ne usciremo sconfitti entrambi.”

Si allontana , pensierosa e rivolgendosi a se stessa:  “ Comprendo non vuol guarire dagli affanni che la vita le riserva , per essere felice. E’ integerrima nelle sue virtù e credenze…però soffre”
Si avvicina , poi, a Candido e gli dice: “ Potremmo se sei d’accordo, insegnarle l’arte di simular la virtù , non col velo del vizio, ma in non dimostrarne tutti i raggi. Sicchè …da me sarà istruita all’ arte dell’apparire disonesta, per trarne il suo interesse e felicità dalla società e da te…nell’accrescere e coltivare quelle virtù che rendono lo spirito ricco e libero dalle oppressioni materiali della società e trarne, così, la sua felicità”

Felicit si inchina a Candido come per salutarlo: “ Fratello” Poi si porta nella parte opposta ove è seduto Candido. Al centro c’ è Agnese.

Il palcoscenico si fa buio
Si ode una voce maschile grossa e burbera : “ Basta, è tempo che la donna prenda le sue decisioni, senza nessun compromesso. Felicit tu hai voluto fare un compromesso con Candido, il quale ha dovuto accettare per amor di vita di Agnese. Ora chiedo  ad entrambi di mettervi da parte fare silenzio,  tu Felicit con il linguaggio da basso ventre e tu Candido con le soavi parole  di virtù e fede.”

Si ode il coro che fa da ritornello: “ Istinti, virtù, fede. Che dilemma…dilemma ora c’è quaggiù”

La voce continua: “ Sta ad Agnese decidere quale strada scegliere”

La voce tace.

La luce illumina solo Agnese, la quale si alza assorta, gira a vuoto sospira. Si siede sulla poltrona prende le bollette da pagare e la lettera di licenziamento, le osserva e sospirando dice: “ Cosa devo fare?”

Si ode un Ave Maria. Il palcoscenico è illuminato.
Felicit e Candido con altri inscenano una danza che vuole rappresentare la lotta degli istinti primordiali con la legge morale –spirituale.
Felicit danza in modo satanico, vuole a tutti costi prendersi Agnese e sembra che c’è l’abbia fatta, ma gli altri danzatori angelici con a capo Candido, riescono a liberarla. Ora Agnese è libera, sola di scegliere con chi andare. Si guarda attorno,vede Candido  e poi Felicit. Decide, va verso Candido. Il gruppo angelico chiude Agnese in un cerchio.
Felicit si contorce e piano piano con il finire dell’Ave Maria cade a terra e muore.

Le luci si abbassano.
Compare la maschera narrante: “E’ questa , la felicità per l’uomo moderno? Solo moralità e idee metafisiche?”
Tace per qualche istante, pensieroso, poi continua: “ Ma sarà proprio così? ( si sofferma di nuovo e guarda il pubblico) Signori, questa che avete visto è la storia della felicità. Sta a voi ora scegliere se volete, qual è la vostra…sì, di ognuno di voi qui presente.
Vi abbiamo dato una felicità a compromesso rivolta a tutti coloro che non rinunciano a far tacere i propri istinti…quelli nascosti, amalgamandoli, poi, con i dettami della morale e spiritualità, secondo il proprio credo. E un'altra felicità ad unica strada sia che si sceglie il buono o il cattivo,…senza però nessun compromesso. A voi ora la scelta se volete”

Si  ode il coro che fa da ritornello: “ A voi la scelta”

Maschera narrante: “Ah dimenticavo….come sarà la felicità nel futuro? A pensarla è inimmaginabile . Una cosa, però, è certa, non ci saranno attori  e ne maschere in carne ed ossa che renderanno partecipi il pubblico della platea, alle emozioni, come noi, ora artisti del presente , abbiamo cercato di offrirvi qui stasera. Sperando che ci siamo riusciti!…

Le luci si abbassano .Il sipario si chiude.

PIU’DI COSI’ NON SI PU0’: MA, C’E’ SEMPRE LA PAROLA AMORE

COMMEDIA IN DUE ATTI DI ANNA DE LUCA

                               

PERSONAGGI:
GENOVEFFA
CASSANDRA
ERIS
TETI
PADRE DI GENOVEFFA: LACRIMOSO GASTONE
FRATELLO (GAY) DI TETI: EUFEBIO
FRATELLO (DONGIOVANNI ) DI ERIS : MIMI’
FRATELLO (PRETE) DI CASSANDRA :PADRE FRANCISTORO.
GOVERNANTE ROMINA PETASKU

TRAMA

Le feste di Natale oramai sono prossime, è un venerdì pomeriggio, le quattro donne uscite dall’ufficio, si incontrano  (come di consuetudine) , in casa di una di loro, per stabilire cosa dovranno fare per il fine settimana.
Sono singole “pure” come amano definirsi, poiché non hanno mai contratto un matrimonio, o un qualsiasi legame di convivenza, hanno un’età dai 35-40 anni. Nel lavoro sono stakanoviste, in quanto non hanno nient’altro da pensare  che a questo.
Il tempo passa e con esso gli anni, il sabato e le domeniche per quanto loro progettino, sono sempre uguali e monotoni: cinema, riunioni intellettuali, cene, e  quest’ ultime sono diletto e pena , poiché il lunedì scompare la bilancia e assalto alle carote fino al venerdì.
Solo adesso vorrebbero che la loro vita fosse diversa, ma non hanno il coraggio di cambiare in quanto sono schiave delle loro abitudini, manie e schiribizzi che non permettono loro  un rapporto sentimentale duraturo.
Le quattro donne credono che anche i loro familiari conducano come loro una vita asettica, priva di affetti, ma scoprono all’improvviso che non è così.

  1. Lacrimoso Gastone è vedovo da un anno,  convive  da tre mesi all’insaputa della figlia con una donna molto più giovane di lui, una ucraina un po’ svampita;
  2. Mimì è un dongiovanni, sempre alla ricerca di amori fuggitivi e spericolati;
  3. Eufebio cerca amori di diversa natura eterogenea;
  4. Padre Francistoro è specializzato in confessioni, d’amore che i suoi parrocchiani gli confidono.

   ATTO PRIMO

E’ un venerdì pomeriggio le quattro donne sono a casa di Genoveffa: Eris è seduta sulla poltrona sfogliando una rivista è insofferente come al solito e tamburella con le dita sulla copertina di una rivista. Genoveffa e tutta intenta nel confezionare addobbi natalizi . Teti  sta facendo il manicure e  ancora non sa che colore usare. Cassandra sta sfogliando un vecchio album di fotografie , è sempre imbronciata  e taciturna. Nella stanza vi è il sottofondo della radio.

 

Cassandra: “Genoveffa ti sei vista in  queste foto? Non ricordo che portassi ancora i capelli lisci in quel periodo..…”

Teti ( rivolgendosi a Genoveffa) : “Oggi certamente i capelli lisci non ti donerebbero più come un tempo; quando eri fiera del tuo aspetto.”

Eris (rivolgendosi a Teti) : “Ti sei guardata stamattina allo specchio? : hai le occhiaie, le borse e una  ragnatela di rughe ti solca il viso. Credi forse che gli anni per te si siano fermati? ”

Genoveffa risponde: “ care amiche è inutile insultarci a vicenda, cerchiamo piuttosto di organizzarci meglio e di trascorrere un fine settimana esaltante”.

E le altre rispondono in coro: “ Come al solito”

Teti: “Mi raccomando niente pizza e niente altre cibarie. Ho comprato un bellissimo vestito rosso e non posso ancora indossarlo, per mettere in evidenza le mie grazie”.

Cassandra( chiudendo l’album con un sorriso ironico): “ Perché rosso, non vedi come ti involgarisce. E Teti : “ Perché credi di essere bella sempre vestita di nero? , sembri un’upupa, l’uccello del malagurio”.

Eris: “ Genoveffa perché fai l’albero sempre allo stesso modo?… e con le stesse decorazioni? Quelle palle risalgono al tempo di quanto  tu eri ancora in fasce…,sei  un po’conservatrice !…..

Teti: “ Ah, Ah, parli proprio tu di essere conservatrice, che hai conservato il ciucciotto di quanto eri bebè”.

Cassandra : “ Ue’, adesso state proprio rompendo, sembrate gatte morsicate dal serpente,…vi sembra questo il modo di prepararsi al Natale?”

Eris : “ Perché tu come ti prepari? Con la papalina, le babbucce e la sciarpa attorno al collo, affogandoti nel piatto degli struffoli, la sera del 24- 31 Dicembre…”

Cassandra : “ Gatta morta che nelle viscere hai il veleno del serpente .”

Teti: “Aspetta Eris, è vero quello che hai detto? Io non lo so sapevo, perché mi hai tenuto allo oscuro di tanto diletto segreto?”

Eris: “ Perché mi ha fatto giurare di non dirlo a nessuno, specialmente a voi che siete bocche aperte…”

Genoveffa : “ E tu cosa sei bocca  semichiusa che emette fiumi di veleni di ogni specie di serpente: dagli occhi, dal naso, dalle orecchie, rigurgitate da ogni cavità.”

Cassandra: “ Eris non ho parole per poter esprimere quello che penso di te, ma ti dico impiccati ingurgitando un bicchiere di arsenico.”

Eris: “ Grazie, ma non è una bevanda che ho con una certa frequenza  nel mio frigo- bar, certamente, adesso ne faccio scorta, per offriverlo.”

Genoveffa: “Eris percorri sempre i 30 Km. su  per quella strada di montagna per poi fermarti a quel panificio che mi facesti vedere, per  comprare 2 panini integrali?”

Cassandra : “Cosa…! E come è questo pane?…Eris (scoppia a ridere)

 

Eris: “Voi non capite niente. E’un pane speciale, fatto con farina integrale…,sapete in questo ultimo periodo ho necessità di mangiarlo assolutamente!

Teti  (con faccia seria – ironica) : “Te lo ha  prescritto il medico?

Cassandra : “Eh Eh  il medico del cervello….

Eris: “Streghe. Come se io non sapessi delle vostre cose……Teti tu continui a essere una scrofa? So che ti ingozzi dalle ore 22,30 alle ore 24.00 e poi il sabato pretendi che dovremo fare il digiuno…..E tu Genoveffa continui ancora a dormire con il peluche?

 

Cassandra : “Peluche?……questa si che è sindrome da zitellagine acuta….         

Teti : “Uffà  mi sono annoiata di sentirvi, questa settimana abbiamo lo schiribizzo di parlare di cose senza senso e sgradevoli : morte, veleni e di povere bestiole.”

Cassandra : “ E di cosa vorresti parlare?”

Eris: “Sapete cosa dice la medicina cinese: che gioverebbe molto a delle donne come noi sempre sull’orlo di una crisi di nervi, adottare un piccolo animale domestico: un cagnolino o un micio, che ne pensate?”

Teti. “ I gatti? Neanche morta, preferirei  un serpente a sonagli, piuttosto che un gatto.”

 

Cassandra: “ Amo i gatti, sono splendidi , affascinanti, vorrei averlo… ,ma sono sempre così indaffarata….”

Eris : “ Già indaffarata…”

Cassandra: “ Si, sono sempre in attività e poi se ti piacciono così tanto gli animali, perché non te ne procuri uno ?”

Eris: “Va bene ho capito, non ne parliamo più!…”

Alla radio stanno trasmettendo la canzone : “ La vie an rose”

Le quattro donne si ammutoliscono all’improvviso, sono assorte nei loro pensieri. Dopo un breve silenzio, Teti si alza va alla finestra, guarda fuori ,sospira : “ Che malinconia….”

Genoveffa: “Già …malinconia”

 

Teti : “Tristezza”

 

Cassandra : “Malinconia, tristezza…..ma di cosa ? e ditela tutta!

Teti : “Sapete quel mio collega, lunedì si sposa….ha detto che ha trovato l’amore con la A maiuscola, la sua anima gemella!

Cassandra : “ Anima gemella? E che è il suo monozigote? Sai che affare ha fatto…con il matrimonio. Non capisco perché la gente si ostina a sposarsi…a convivere. Pensate a cosa vanno incontro…..Il bagno,…se c’è un solo bagno chi vi entra per primo: lui o lei?

Eris (pensierosa) : “Lui va in bagno con le scarpe da passeggio…..Sposta le sedie

 

Teti ( pensierosa): “Lui russa, si appropria del divano e del telecomando”

Eris : “Lui usa un dopobarba a cui lei è allergica”

Cassandra : “Che bella gabbia è il vivere insieme!”

Teti : “E neanche dorata…

Eris : “  Adornata di crisantemi!”

Teti ( si avvicina a Genoveffa) : “ Genoveffa ma che cosa c’è , ti vedo strana stasera, sei così taciturna…”

Genoveffa : “ Veramente sono un po’ preoccupata, stamattina ho chiamato papà  e mi ha risposto una giovane donna dall’ accento straniero, credo fosse un ucraina…”

 

Cassandra : “ Perché ti preoccupi? È solo una donna che fa la colf.”

Genoveffa : “ Si, hai ragione, da quando è morta mamma, da un anno, mi preoccupo eccessivamente per lui. Non è più giovane, conduce una vita molto solitaria e ho paura che possa deprimersi, tanto è  vero che negli ultimi tempi lo trovo molto sciupato.”

Teti: “ Ma và , si sente solo, ha ancora nostalgia della moglie.”

Eris: “ Non preoccuparti che sicuramente ti richiamerà.”

Teti : “ Ma stasera stiamo in astinenza, non ci offri nemmeno un cicchetto? E un dolcino? Ma ripensandoci meglio niente dolci…”

Cassandra : “ Ah perché pensi di scoppiare nel tuo attillatissimo vestito rosso?”

 

Squilla il telefono….

Genoveffa va a rispondere lasciando perdere tutto. “ Pronto, ah sei tu papà…..va bene ti aspetto, vieni. Era papà al telefono, ha detto che viene tra poco.”

 

Cassandra: “ Da quanto tempo non vedo tuo padre, me lo ricordo al funerale, come piangeva, come si disperava, che desolazione, povero uomo.”

Eris : “ Cassandra… ma perché non ti mordi quella linguaccia? ….A proposito quando andremo a fare un po’ di shopping natalizio?”

Teti : “ Eh, già cosa potremo regalarci quest’anno?…”

Cassandra : “ Una bella museruola…..”

E poi sentono bussare al citofono. Eris- Cassandra- Teti in silenzio guardano tutte verso la porta.
Genoveffa si avvicina alla porta, guarda le amiche con sguardo supplichevole: “ Mi raccomando non parlate del funerale e di altro che possa risvegliare in mio padre, il ricordo di mia madre.”
La porta si apre e compare Lacrimoso Gastone, sorridendo, in compagnia di una giovane donna.
E’ vestito con un completo grigio chiaro, con venatura rossastra, indossa al di sotto una camicia gialla, con papillon  grigio, il  capotto è nero. Le scarpe sono color testa di ruggine, tirate a lucido. Anche il cappello è dello stesso colore a forma di bobina, nella mano sinistra impugna un  bastone con il pomello a forma di leone.
La donna molto giovane tra i 25 – 30 anni , indossa una gonna corta, scozzese di color rossastro con quadroni grigi, una maglietta bordò molto attillata, un foulard giallo .Un pellicciotto di coniglio finto,color biancastro,un capellino alla marsigliese e stivali lunghi color bianco.
Entrambi oltrepassano l’uscio della porta. Genoveffa rimane immobile fissandoli con la mano sinistra che vuole chiudere la porta.
Teti si sposta dalla finestra e si siede accanto ad Eris e Cassandra, hanno tutte lo sguardo fisso, verso la porta.

Lacrimoso Gastone : “ Dà un bacino a papà, Genoveffa, Ah ….ci sono anche le tue amiche…..,Buonasera signorine.

Cassandra- Eris- Teti ( con voce ferma ma silenziosa) : “ Buonasera  Lacrimoso….signor Lacrimoso.

Genoveffa intanto chiude la porta, bacia il padre sulla guancia, rivolge lo sguardo attonito prima alla ragazza e poi al padre.
Lacrimoso Gastone : “ Genoveffa vuoi farci accomodare? Stiamo qui sull’ingresso (e non aspettando risposta si avvia con la ragazza in salotto) Oh…vedo che anche quest’anno hai usato le stesse decorazioni…

Eris: “ E le stesse palle di quando era piccola…( con tono ironico) Forse ha preso da lei ….essere come posso dire …conservatore e fedele…

Teti : “ Perché non si siede qui con noi signor Lacrimoso …anche lei signorina.

Lacrimoso Gastone : “ Oh la testa dove c’è l’ho, scusate, ancora non vi ho presentato la signorina .Si chiama Romina Petasku e’ ucraina, è da poco in Italia ed è la mia governante, sapete non parla troppo bene l’italiano.

 

Cassandra : “ Non è per niente sciupato”

Lacrimoso Gastone : “ Prego?”

Cassandra : “ Sì, voglio dire che la trovo in perfetta forma,  è ringiovanito di almeno 20 anni, dall’ultima volta che ci siamo visti, forse è  l’atmosfera natalizia ,…ma anche l’aria benefica dell’est…

Eris (rivolgendosi al padre di Genoveffa) : “ Ha fatto bene, ha prendersi una governante, glielo sempre  detto a Genoveffa che questa era la soluzione migliore. Voi uomini non siete pratici in faccende di casa. L’unico problema che la signorina non parli troppo bene l’italiano.

Lacrimoso Gastone : “Ah se è per questo ci intendiamo benissimo, anche non conoscendo la sua lingua.

Genoveffa ( si siede di fronte al padre e con voce acida si rivolge alla ragazza) : “ Si trova bene da mio padre? Mi raccomando ci tengo molto che viva in un ambiente pulito: le lenzuola del letto devono essere cambiate 2 volte alla settimana, il bagno deve essere riordinato 3 volte al giorno, il cibo deve essere cotto a vapore, non troppo sale- o olio… suppongo che lei abbia esperienza in materia…

Romina (fa una faccia di chi non comprende, guarda prima Lacrimoso Gastone e poi la figlia) : “Io non capisco, quello che tu dici, letto 2 volte settimana, pressione…olio…

Lacrimoso Gastone (interrompe Romina e rivolgendosi alle quattro donne) : “ Bisogna  parlare piano con Romina, e scandire bene le parole, specialmente le consonanti e vocali, capite è ucraina…(girandosi poi verso Romina e prendendo il suo volto fra le mani le parla lentamente) : “Romina, mia figlia si preoccupa per me, ci tiene che io mangi bene…

Cassandra (lo interrompe, e parlando anche lei piano a Romina) : “E che gli cambi le lenzuola 2 volte alla settimana…

Romina : “Lenzuola, letto 2 volte alla settimana, io non comprendo, perché solo 2….(rivolgendosi a Lacrimoso, con sguardo interrogativo) : “ Io e te spesso, più di 2 volte al giorno e bagno più di 3 volte al giorno con doccia, si a pressione contro il muro insieme e poi cibo, (si porta l’indice del dito sulla guancia),tanto cibo buono, ristorante…

Genoveffa( rivolgendosi al padre e poi alle amiche) : “ Che ha detto, non capisco”

Gastone Lacrimoso: “Si, si Romina vuole dire che il letto viene cambiato più  volte alla settimana e il cibo che cucina a pressione è buono come quello del ristorante.

Cassandra: “ Che bello, la comprende solo lei  e come sa bene interpretare le sue parole. Anche a me piacerebbe avere un colf, magari Tailandese, che sia tanto energico da cambiare le lenzuola più volte al giorno, che non parli troppo bene l’italiano, ma che abbia tanta gestualità corporea….

Eris( guardando torvo Cassandra) : “ Cassandra è normale che il Signor Lacrimoso comprenda Romina, è la sua governante…

Genoveffa (guardando il padre con occhi infuocati) : “ Già è la sua governante (e rivolgendosi a Romina con aria minacciosa) Vero Romina sei tu la governante di babbino che fa le pulizie di casa salendo sulla scaletta, con la tua bella gonnellina scozzese e il caro paparino Lacrimoso, tiene ferma la scaletta, guardando in su, mentre tu con lo scopino togli via la polvere dalla libreria.

 

Teti : “ E dove butta la polvere?

Eris ( preoccupata della situazione) : “ Genoveffa perché non ci offri un caffè?

Cassandra : “ Si, magari c’è lo prepara Romina, non si dispiace….vero Signor Lacrimoso, tanto rimane in famiglia… e noi ci gustiamo un caffè dalla governante ucraina.

 

Lacrimoso Gastone (imbarazzato ) : “ Certo, certo, però …non conosce i posti in cucina , potrebbe sbagliare… qualcuno deve accompagnarla…se permettete( e rivolgendosi a Romina c on voce dolce) : “ Romina andiamo in cucina , ho voglia di un caffè …

I due si alzano, sguardo nello sguardo e si avviano in cucina… le quattro donne rimangono sedute.

Eris ( imita la voce di Lacrimoso) : “ Ho voglia di un caffè. A me , non c’è mai nessuno che lo dice.

Teti : “ Posso essere sincera Genoveffa? Ho il sospetto che non sia la sua governante…

Cassandra: “ Sospetto?...Ah , ah. Genoveffa, invece, di preoccuparti di quante volte vengono cambiate le lenzuola di tuo padre, preoccupati d’ora in avanti di chi le cambia e ne fa uso.

Genoveffa: “ Adesso basta, io non mi arrabbio e non sono gelosa, se vuole una donna per le lenzuola sono affari suoi, però, non deve più telefonarmi il martedì in ufficio è chiedermi se il baccalà in bianco deve essere condito con olio o limone… io preferisco l’aceto …A quella  età  invaghirsi per una …che potrebbe essere sua nipote.

Eris : “Non esagerare, gli passerà .

Teti : “ Si è vero durerà poco vedrai, è solo un fuocherello.

Cassandra: “ Chiamalo fuocherello, secondo me per spegnerlo, ci vorrà l’intervento specializzato della Nazional Pompieri.              

 

II ATTO

 

Sentono bussare al citofono.

Genoveffa : “ Chi è, adesso, proprio in questo momento, con quella qui. Teti fammi il piacere, rispondi e dì che non ci sono…

Teti : “ Va bene (si alza e va verso la porta, risponde al citofono), Genoveffa è Mimì”.

Eris: “ Che vuole? Perché viene qui.

Cassandra: “Sarà inseguito da un nugolo di donne inferocite…

Genoveffa : “ Già, lui, se lo può permettere è giovane…

Teti : “ Bello è pieno di charme.

Teti apre la porta e compare Mimì. Alto, sui 30 anni. Aspetto molto curato,indossa un completo bianco sporco, con camicia grigia e un foulard dello stesso colore. Il cappotto è nero come pure le scarpe. Ha un gradevolissimo profumo francese.

Mimì : “ Ciao Teti. Come si và? Ti trovo sempre una ragazzina…

Cassandra (risponde dal salotto sfogliando una rivista di giornale, in senso ironico) : “Che ha bisogno di un restauro facciale”

Mimì (interrompe con  un gesto Teti che vorrebbe rispondere a Cassandra. Entrambi si avviano in salotto) : “ Ciao sorellina ( le manda un bacio con la mano ad Eris che se ne sta seduta, poi si rivolge a Cassandra in senso ironico) Cassandra, soave fanciulla, sei la gentilezza in persona, il tuo animo straborda di parole leggiadre verso i tuoi simili, sei così altruista da fare concorrenza alle dame di Fatebene sorelle.

Cassandra sta per rispondere, ma interviene Eris : “ Sbrigati, perché sei venuto, questo non è il momento…”

Mimì fa finta di non ascoltare, si gira e si avvia verso l’albero di Natale : “Che bello, hai immaginazione Genoveffa e queste decorazioni…. e le palle poi, mi ricordano…

Eris: “ Di quanto tu eri piccolo e ce le tiravi appresso …perché non volevamo farti giocare con le nostre bambole.

Teti : “ Fin da piccolo sei stato un sciupafemmine Mimì. A proposito come vanno le tue acchiappanze femminili…

Mimì : “ Non ne parliamo”.

Eris: “ E’ nei guai e viene dalla sorellina. Butta fuori il rospo è vattene Mimì, stasera non è il caso…
Mimì : “ Ma che avete? Via ha per caso morsicato la tarantola più del solito? Avete una faccia di chi ha visto un nido di serpenti, però,  a pensarci bene, neanche questo vi dovrebbe spaventare,…a voi  vi occorre….so io cosa , per farvi sorridere come Monna Lisa.

La porta della cucina si apre e compare Lacrimoso Gastone con un vassoio e con 6 tazzine di caffè.

Lacrimoso Gastone: “ Oh Mimì, anche tu qui, che piacere vederti, ti trovo bene…(imbarazzato con il vassoio in mano, cerca un appoggio ) ho preparato il caffè….,sai mia figlia ha fatto una scommessa con le altre, per vedere se riuscivo a preparare il caffè e ad offrilo…”

Genoveffa (beffarda) : “Si , certo la scommessa ucrainese.”

Mimì: “ Anch’io la trovo bene signor Lacrimoso e poi questo completo che indossa è così colorito che sembra essere uscito da un dipinto di Sesar… Ha il caffè, grazie ne prendo volentieri una tazzina, visto che ci sono 6 tazze, ne ha preparate una in più, per fortuna che sono arrivato io.

La porta della cucina si apre e compare Romina sempre un po’ svampita, che si sta aggiustando la gonna

Lacrimoso Gastone ( con il vassoio in mano): “ Oh ecco Romina la …

Genoveffa- Cassandra – Teti – Eris rispondono in coro: “ La sua colf ucrainese.

Genoveffa: “ Che gli fa tutto compreso stiratura, lavatura con cambio lenzuola 2 volte alla settimana e più…”

Cassandra : “ Si vede che ha esperienza in materia ( prendendo la tazzina di caffè  dal vassoio che Lacrimoso ha ancora in mano e sorseggiando) Ma che buono questo caffè, che mani d’oro ha la ragazza…

Mimì( si acciglia e guarda intensamente Romina come per picchiarla, poi rivolgendosi a Lacrimoso) : “ Ottima  e ben fatta l’ucraina… scelta, voglio dire Lacrimoso. L’ha trovata tramite agenzia  o per strada….per un sensale.

Lacrimoso Gastone (in piedi e con il vassoio in mano) : “ Si, si in strada, cioè voglio dire ,….tramite sensale…è da poco in Italia e non parla troppo bene l’italiano.

Mimì : “ Già non parla troppo bene l’italiano, ma per le altre cose ci sa fare…

Teti: “ Cosa sa fare?

Mimì: “ Il caffè.

Cassandra ( osserva prima Mimì che ha un viso nero e poi Romina che ha un atteggiamento strano, quasi imbarazzato) : “ Romina, parliamo un po’ di te, siediti vicino a me (Romina si siede) .Poverina così giovane, così lontano da casa, ora in casa di Lacrimoso, sola con lui…Hai conosciuto in Italia solo a Lacrimoso?…

La ragazza ha un sussulto, guarda Mimì  intensamente. Alle quattro donne non sfugge i loro sguardi rapiti e comprendono. Lacrimoso guarda con occhio torvo Mimì.

Romina : “ Non capisco…non parlo italiano.

Genoveffa( toglie dalle mani del padre il vassoio e lo appoggia sul tavolo e lo fa sedere) : “ Papà ho pensato che il baccalà di qual tu…ne fai uso il martedì, puoi ora chiederlo a Romina come condirlo.

Mimì ( con voce di rammarico) : “ Anche a me Signor Lacrimoso piace il baccalà di martedì e credo che la signorina Romina lo sa preparare e condirlo bene…sa le ucraine sono molto brave e ci mettono l’impegno con i baccalà, anche con quelli più duri che hanno nuotato  per mari torpidi. Scusate, adesso devo andare, ho un impegno .

Eris: “ Vai via? E quello che dovevi dirmi?

Mimì : “ Eris sarà per un’altra volta, scusami ma mi sono ricordato all’improvviso di un appuntamento … che sbadato. Permesso e Buon Natale a tutti.

Mimì va via. Nella stanza cade un silenzio tombale.

Lacrimoso ( si alza) : “ Scusate ho bisogno di un po’ d’aria, qui fa troppo caldo, vado in cucina( esce dalla stanza).

Romina ( si alza) : “ Io cucina a portare vassoio ( esce dalla stanza )

Cassandra : “ Che strano venerdì, però….interessante.

Teti: “ non monotono come al solito.

Eris: “ Intrigante…

Genoveffa : “ Si, però, a casa mia.

Eris : “ Proprio una bella storia, tuo padre, Romina, mio fratello. Avete visto come Mimì guardava Romina? E  lei?

Teti : “ Si conoscevano di già  e hanno avuto una storia d’amore.

Genoveffa : “ E poi è subentrato il baccalà, mio padre.

Cassandra : “ Su allegre ragazze, pensate che un venerdì come questo non lo avremo più, è molto meglio del cinema.

IL citofono suona

Geoveffa : “ Adesso  chi è? Forse sarà di nuovo Mimì che vuole picchiare il baccalà, vado ad aprirgli, così darà una bella lezione, da far ricordare al baccalà  di non andare più per acque ucraine. Si, accomodatevi ( gridando alle altre) E’ padre Francistoro con Eufebio, si vede che oggi è giornata di visite familiari.

Eris: “ Ah padre Francistoro con…

Teti ( acida) : “ Cosa vuoi dire?

Cassandra : “ Calmiamoci. Sapete come è mio fratello…non ci darà l’assoluzione a Natale…

Eris: “ Se è per questo dobbiamo sudare per ottenerla…30 atti di dolore e…

Teti: “ Non dire così Eris, vuole che noi siamo diverse….cose, però, che non possiamo promettere.

La porta si apre e compare Padre Francistoro seguito da Eufebio.

Padre Francistoro porta l’abito talare. E’alto, capelli neri, sguardo penetrante, sorriso solare.
Eufebio, più basso di Padre Francistoro, ha una somiglianza  quasi gemellare con Teti, ha lineamenti dolci, i suoi occhi sono vispi, arguti che denotano un’intelligenza fuori dal comune. Indossa un jeans , maglietta nera attillata  a colto alto, stivaletti neri e un cappotto nero, con basco alla marsigliese bianco.

Padre Francistoro: “ Teti…. Glielo detto a Eufebio che questo era il venerdì di Genoveffa e che stavate tutte qua.

I  tre si avviano in salotto

Padre Francistoro : “ Ragazze sempre la solita riunione del venerdì eh? Lasciatemi indovinare….
Avete organizzato un interessante fine settimana in compagnia dei vostri baldi …

Eris ( ironica) : “ Si andiamo a Capri…

Eufebio : “ Oh è bellissima , ci sono stato quest’anno con Romualdo…Ho trascorso momenti magici ai faraglioni, grotta azzurra, (sospira) …che fuoco…

Teti ( interrompe) : “ Eufè perché non ti prendi qualcosa da bere?

Eufebio ( si volta e si avvia verso la credenza, si ferma ed osserva l’albero di natale) : “ Interessante…queste palle ….Genoveffa sei fantasiosa.

Eris : “ Sarà!

Teti : “ Eufè vuoi prenderti si o no qualcosa da bere ? e poi siediti !

Cassandra ( tossisce) : “ Ricordatevi quello che vi ho detto prima…

Genoveffa: “ Già, se facciamo le cattive ,non viene Babbo Natale!

Eufebio ( meravigliato ed ironico ) : “ Perché vi è arrivato qualche volta?
Padre Francistoro : “Allora ragazze a parte Capri, come vi siete organizzate per le feste di Natale….come al solito che vengo io da voi a consolarvi…..o spiccate il gran volo?

Cassandra : “ Vedremo, vedremo….ci stiamo organizzando per una crociera ai Fiordi Norvergesi  …sai è una crociera di tutti singles

Le altre la guardano.

Eris: “ Si,…andiamo ai Fiordi

Genoveffa : “ A vedere i pinguini

 

Eufebio : “ Solo questo vi rimangono…Che bella crociera sarà la vostra….  Peccato che non posso venire con voi, ho promesso a Gesualdo di partire con lui, andiamo a Cortina d’Ampezzo a ….sciare

Teti : “ E Romualdo?

Eufebio: “ Bè …Romualdo, …Gesualdo…

Padre Francistoro : “ Frescobaldo!  ….Eufe…bio.

Genoveffa (rivolgendosi a Padre Francistoro): “ Cosa dicono le tue parrocchiane ? Occorre sempre munirsi di ticket, per farsi confessare da te?

Padre Francistoro: “ Che volete! Tutti cercano un qualcosa….e in me hanno trovato chi le ascolta e do loro un consiglio non solo a livello spirituale….

Eufebio : “ Si, si è vero, anch’io sono un assiduo frequentatore del suo confessionale, vero padre Francistoro? Mi da sempre dei consigli.  

Eris : “ Di che genere?

Eufebio : “ Cosa ne vuoi sapere tu? Le confessioni fatte nel confessionale di Padre Francistoro non rientrano nei tuoi interessi, hai ben altro per la testa!

Teti : “ Però è sempre pieno di donne…

Cassandra ( acida ) : “Non solo  di donne ma anche di uomini,…vedi a tuo fratello (indica Eufebio) che ci va spesso.

La porta della cucina si apre e compare Romina, piange con un fazzoletto che le copre il viso.

Padre Francistoro: “ E questa ragazza chi è?

Cassandra: “ E’ la cugina di Genoveffa, sai non parla troppo bene l’italiano, la madre ucraina si è sposata con il fratello del padre di Genoveffa-Lacrimoso Gastone. Adesso la ragazza è in Italia per un breve soggiorno, ospite del padre di Genoveffa. Sono stata chiara?

Padre Francistoro: “ ( titubante) : “ Più chiara di così…

Eufebio : “ Ma che è una missiva a razzo?  Sembra una poesia senza ritornello…

Genoveffa: “ Eh sì , bravo Eufebio, è una poesia senza ritornello. Questa ( indica Romina) non deve più ritornare a casa mia….assieme al baccalà.

Padre Francistoro: “ Genoveffa!….ma che ti prende? Non ti ho mai sentita parlare in questo modo, insultare poi …tua cugina.

Eris ( ironica) : “ Di primo grado

Eufebio : “ Si di ce anche di primo letto

Teti ( rivolgendosi al fratello ) : “ Ma che stai a dire ? Semmai con cambio e sprimacciata di lenzuola…

Eufebio: “ E stesura

Padre Francistoro : “ Perché la signorina ha una lavanderia in ucraina ?

Cassandra : “ No, la lavanderia c’è l’ha a casa di Lacrimoso…

Padre Francistoro: “ Non  capisco

La porta della cucina si apre di nuovo e compare Lacrimoso, agitato che corre verso Romina.

Lacrimoso Gastone ( in tono supplichevole) : “ Romina, mia cara, non fare così, ti posso spiegare, tu non colf…

Padre Francistoro : “ Lavandaia.

Romina si scopre il viso e si siede singhiozzando, Lacrimoso si inginocchia  da un lato, cerca di calmarla.  Eufebio osserva la ragazza, sembra di conoscerla.

Eufebio : “ Oh …lei ( si alza e poi si risiede,indica con un gesto Romina) la lavandaia è la sorella di …non ricordo come si chiama, …eppure ho trascorso con lui una settimana da mille e una notte,…ah ecco ora ricordo si chiama Manoldo

Padre Francistoro: “ Manoldo? Conosco tutti i santi, ma questo mi è nuovo.

Eufebio ( accigliato): “  Manoldo sta per Manuelo…Allora se ( indica Romina ) è la sorella …non è una lavandaia…ma una massaggiatrice.

Genoveffa : “ Massaggiatrice? Lenzuola, baccalà, massaggi.

Padre Francistoro : “ Calmatevi…Non do l’assoluzione a nessuno per Natale, se non dite  quello che sta succedendo qui.

Cassandra ( rivolgendosi al fratello) : “ Sono cose che non ti riguardano, sono affari di famiglia, noi non ci entriamo

Padre Francistoro: “ Come io non c’entro…Voi no,ma io si. Prima combinate i pasticci e poi accorrete da me  e….io sono costretto a rimanere lì, oltre orario ad ascoltare i vostri combini. Bene, vi siete combinati qua e qui che voglio sentire le vostre combinature….almeno voi …mi fate risparmiare il prolungamento…( si interrompe per osservare ciò che sta succedendo nella stanza). Tutti osservano attoniti. Lacrimoso Gastone da un bacio sulla guancia a Romina, anche lei glielo da. Si alzano e si avviano verso la porta.

Lacrimoso Gastone : “ Genoveffa- signorine…ah c’è Padre Francistoro con Eufebio, scusatemi non vi avevo visti.

Eufebio ( con voce bassa) : “ Alla faccia …stiamo qui da mezz’ora..

Lacrimoso: “ Andiamo via, ci vogliate scusare , abbiamo da fare….compere …regali , ci vediamo un’altra volta. Ah padre, vengo in Chiesa la settimana prossima, vi debbo, urgentemente, parlare.
Arrivederci.

Padre Francistoro : “ Ecco il combino…va bene , va bene, vi aspetto Lacrimoso.

I due escono

Cassandra : “ Gliela darai?

Padre Francistoro ( pensieroso) : “ Cosa

Cassandra : “ A lui …l’assoluzione.

Padre Francistoro : “ Interessati per la tua assoluzione ( rivolgendosi alle altre) come pure voi .
Tutti fanno  e hanno un qualcosa solo voi no. Andiamo via, Eufebio, è l’ora delle confessioni. Ah mi raccomando al confessionale prima di Natale, e non fatevi sentire ne vedere da me nelle feste di Natale che miagolate. Già dimenticavo, dovete andare in …crociera e incrociatevi una buona volta.

Eufebio : “ Con chi si devono incrociare?

Padre Francistoro : “ Con i pinguini Eufè …Andiamo su. Arrivederci.

Eufebio: “ Arrivederci…sorellina mi raccomando eh.

Le donne lasciate sole, restano per qualche istante in silenzio.

Eris: “ Ma cosa è successo oggi qui? Non ci ho capito niente.
Teti: “ Questa casa sembrava la locanda del familiare .

Genoveffa: “ Aggiungi…la locanda della figlia del baccalà

Cassandra: “ E’ finiscila con questo baccalà, non essere gelosa .( Si alza va alla finestra, poi va allo specchio e si osserva, poi ritorna a sedersi con aria pensierosa, le altre la guardano)

Sentono bussare al citofono

Genoveffa: “ Adesso?

Le altre rispondono in coro : “ Vai ad aprire.

Genoveffa apre la porta e dinanzi vi è un postino con una lettera . Genoveffa prende la lettera , chiude la porta e dice alle altre : “ è una lettera …di mio padre. Scommetto  che vuole sposarsi con quella e non ha avuto il coraggio di dirmelo di persona.

Le altre in coro: “ Aprila e leggi!

Genoveffa ( legge la lettera)
Genoveffa, mia cara dolce bambina, si per me sei sempre la mia piccola , anche se gli anni trascorrono inesorabili. Ogni anno a Natale vado da Padre Francistoro e gli dico:  Padre, spero che quest’anno,  Babbo Natale arrivi a casa di Genoveffa. E Padre Francistoro mi risponde “vedrai, vedrai arriva” Or bene sono trascorsi 15 Natali, è questo Babbo Natale da te non arriva mai. Perché? Forse è lui che non trova la strada per entrare in casa tua? O sei tu che sei pigra ad aprire la porta del tuo cuore?
Quest’anno non ti ho fatto nessun regalo se non quello che hai vissuto oggi a casa tua, spero che tu l’abbia compreso.
Eravamo tutti d’accordo io, Padre Francistoro ( per la sorella Cassandra) , Mimì ( per la sorella Eris), Eufebio ( per la sorella Teti) Romina la figlia della mia vicina.
Abbiamo inscenato una storia, che più di così non si può, ma in cui c’è sempre di  mezzo la parola amore , nelle sue diverse sfumature. L’amore è ragazze mie ( so che mi ascoltate anche voi : Eris- Cassandra – Teti) il motore dell’animo e ciò che vi fa vedere il sole anche se non c’è perché avete qualcuno con cui condividere la vostra vita. Quest’anno fate un regalo a voi stesse “ Aprite, lasciate entrare il vostro Babbo Natale siete ancora in tempo” Con affetto tuo padre.

Genoveffa ripiega la lettera,  non fa alcun commento.
Intanto alla radio trasmettono di nuovo la canzone :la vie an rose.

Cassandra : “ Che ne dite  vogliamo andare in agenzia a prenotare per davvero una crociera? Magari  potremmo andare ai Fiordi Norvegesi o magari a scaldarci il cuore alle Barbados?

E le altre rispondono in coro: “ Ma sì , è giunta l’ora di una bella crociera . Andiamo.   

 

Articolo riproducibile citando autore e fonte


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