Capitalismo e follia nelle tensioni tra Islam e Occidente


05 Luglio, 2015 | Categoria: Attualità | Commenti
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mussulmani

I popoli di cultura occidentale vivono in un sistema marcio con l’informazione che presenta seri interrogativi dal momento che sembra un autentica propaganda politica eccessivamente protesa a formare nella gente l’idea di un islam terrorista che prepara attentati come se niente fosse con fanatici religiosi che decidono di uccidersi pur di fare guerra contro gli infedeli ebrei e cristiani. Insomma islamici plagiati a credere che il loro sacrificio gli consentirebbe tra l’altro di godere poi in paradiso con decine di donne eternamente vergini. Cose del genere e diverse altre baggianate propinate dai canali di comunicazione ufficiali per stupidi individui pronti ad aderire senza preoccuparsi di constatare la veridicità delle notizie a maggior ragione se presentano vantaggi per determinati gruppi di potere che hanno tutto l’interesse a diffonderle. Iniziative tendenti a creare l’idea di una religiosità islamica intollerante verso le donne quando sfogliando il Corano si può facilmente verificare che il loro libro religioso sostiene una serie di norme che nel complesso si propongono la valorizzazione della donna confermato da una realtà sociale priva di fenomeni di sfruttamento della prostituzione femminile nonché l’assenza di altre degenerazioni sociali come la riduzione della donna a oggetto commerciale espressa nei modelli delle veline e delle vallette televisive italiane che rappresentano una triste realtà del nostro famigerato mondo occidentale che con troppa eccessiva gratuità si etichetta per società civile fino a mostrarsi indifferente anche verso il dramma del turismo sessuale largamente praticato più o meno da tutti i livelli sociali. La questione tra israeliani e palestinesi con gli israeliani che rivendicano un presunto diritto divino su quella regione che all’inizio della loro storia lo utilizzarono  per giustificare gli abominevoli massacri di  popolazioni indigene e oggi si arrogano il diritto di definire assassini i palestinesi che a loro volta rivolgono agli israeliani le stesse accuse che a prescindere dal difficile tentativo di separare gli innocenti dai colpevoli agli israeliani è inspiegabilmente consentita la violazione dei limiti territoriali imposti dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Perché tanta propaganda contro la cultura islamica e non verso una qualunque altra cultura come potrebbe essere ad esempio quella cinese che sta distruggendo l’economia di alcuni Paesi occidentali con prodotti concorrenziali a basso costo sfruttando una manodopera malpagata in piena violazione dei fondamentali diritti della persona a differenza degli islamici che presentano sul nostro mercato un artigianato arabo non concorrenziale prodotto in condizioni umanitarie nettamente migliori della realtà sociale cinese? Molti retroscena presenta anche l’attentato terroristico agli USA (Stati Uniti d’America) dell’11 settembre 2001 che sembrerebbe non estraneo a responsabilità di apparati deviati per giustificare all’opinione pubblica l’attacco militare all’Iraq perché un intervento troppo palesemente finalizzato a interessi finanziari dal momento che ha consentito alle aziende occidentali di acquisire il controllo petrolifero nella regione e con le condizioni della popolazione locale che non hanno registrato miglioramenti significativi aggravate peraltro dei danni del conflitto.
Se poi il dittatore irakeno Saddam Hussein era tra l’altro accusato del massacro con armi chimiche dell’etnia curda anche la Cina ha operato nello stesso periodo diversi bagni di sangue come quello verso il popolo tibetano con il capo spirituale a tutt’oggi in esilio in Francia eppure, come gli israeliani, è lasciata libera di agire. Allo stesso modo il mistero di Osama Bin Laden, un terrorista realmente esistito o una figura inventata da poteri che vivono nell’ombra dal momento che le uniche prove della sua esistenza sono solo immagini virtuali compresa la sua fine con la presunta cattura e uccisione e con il cadavere sparito in quella stessa storia virtuale? Sembra altrettanto fuori senso accusare il Corano di contenere passi violenti quando anche il Vecchio Testamento biblico presenta contenuti simili e il cristianesimo porta con se una dottrina che se mal interpretata può generare eccidi tremendi a maggior ragione se lasciato libero di fomentare l’idea che esso è l’unico depositario della verità rivelata che in passato ha già provocato la guerra agli eretici e benedetto in nome di Dio soldati in battaglia a combattere popolazioni non cristiane. Se talune massonerie sono riuscite a realizzare i progetti dell’Unione Europea, dell’ONU e degli Stati Uniti d’America e trovano nelle tradizioni ebraiche il loro fondamento non sostengo certamente che tutti gli ebrei vogliono dominare sugli altri popoli o che questo sia il reale fine del messaggio biblico così come se nelle tradizioni islamiche ci possono essere fanatici che si fanno ammazzare per la guerra contro l’Occidente non credo parimenti che si possa affermare che tutti gli islamici siano così o che il Corano sia un codice terroristico perché in esso sono contemplate anche figure come quella di Gesù Cristo e di Maria e riconosce il valore spirituale alla Bibbia oltre a contenere importanti spunti con cui potersi confrontare per migliorare il mondo nel quale viviamo. E condanno inoltre ogni forma di violenza che viola i confini della libertà altrui. Se l’islam accusa ebrei e cristiani di aver corrotto l’interpretazione del testo biblico bisognerebbe avere il buon senso di verificare le loro accuse e non schierarsi stupidamente per partito preso stando a quanto le gerarchie o autorità religiose di qualunque parte propagandano alle masse. E questo vale anche per ruoli sociali o quant’altro perché nulla libera l’uomo dalle proprie responsabilità civili. La giustificazione biblica della legittimità della finanza speculativa occidentale presenta non poche perplessità che lasciano protendere quale risultato dell’immaturità umana a non riuscire ad andare oltre gli egoismi mondani se non addirittura legata a patologie psichiche più serie. Il sistema finanziario occidentale, di tradizione ebraico-cristiana, è costruito in modo tale che una banca se svincolata dal controllo statale può determinare la rovina economica di persone o di altri soggetti sociali semplicemente chiedendo il rientro dei capitali prestati, chiudendo l’accesso al credito e bloccando i conti bancari del debitore cose democraticamente assurde e che per fortuna dei popoli islamici nel loro sistema finanziario  non è possibile praticare perché il debitore è parte della banca per cui la banca non può rovinare il debitore senza rovinare anche se stessa. Da qui nasce l’esigenza di definire i limiti del potere finanziario strettamente connessi con quelli della democrazia perché chi ne detiene il controllo può decidere le politiche mondiali, gli andamenti economici, gli interventi fiscali fino ai destini di interi popoli . E’ fondamentale quindi definire sia la proprietà delle banche centrali sia la possibilità di chi può emettere denaro una prerogativa quest’ultima divenuta nell’Unione Europea (UE) facoltà delle banche private e non più prerogativa delle democrazie esercitata tramite l’autonomia politica degli Stati. Nei Paesi islamici la moneta è proprietà dello Stato il solo che può deciderne l’emissione per far fronte alle necessità dei popoli. Nei Paesi dell’Unione Europea gli Stati membri non detengono più da diversi anni la quota maggioritaria del 51% delle azioni delle rispettive Banche Nazionali ma solo la quota di maggioranza relativa , un’ininfluente quota di facciata per continuare a giustificare davanti alla stupidità dei loro popoli la dicitura di Banca Nazionale. Un abile manovra finanziaria che di fatto ha espropriato gli Stati dell’UE della loro sovranità monetaria conferendo agli istituti bancari privati il potere di decidere a maggioranza le politiche fiscali degli Stati membri e dell’Unione Europea nel suo complesso a dimostrazione dell’immenso potere acquisito dalle banche private all’interno degli Stati e della BCE. In parole semplici significa che le politiche fiscali all’interno dell’Unione Europea sono divenute strumento di interesse privato dell’alta finanza o massonerie bancarie. I banchieri sono divenuti di fatto quelli che esercitano il controllo sugli Stati rovesciando con la complicità della corruzione politica l’ordine precedente dove erano gli Stati a controllare le banche nell’interesse dei popoli. Un operazione politica che nell’UE  ha di fatto ridimensionato il potere democratico. Lo statista italiano Bettino Craxi sembra fosse riuscito a capire queste trame e nella riforma dei Patti Lateranensi (1984) si prefiggeva un consolidamento della democrazia in Italia. Tra i suoi obiettivi c’era la nazionalizzazione della Banca d’Italia un operazione con la quale voleva arrivare a controllare gli interessi della finanza massonica e della finanza cattolica che all’epoca tramite la Banca d’Italia avevano ampia libertà su ogni tipo di operazione bancaria e soprattutto su quelle illecite. Un piano di democratizzazione che avrebbe potuto compromettere speculazioni finanziarie in campo internazionale e far saltare il progetto dell’Unione Europea con la signoria dell’euro. Misteriose vicende giudiziarie di quegli anni lo costringeranno a scappare in Tunisia con strani suicidi che caratterizzeranno quel periodo come quello dell’industriale Raul Gardini che sarà rinvenuto cadavere con due colpi mortali di pistola consecutivi che si sarebbe sparato alla tempia cosa tecnicamente impossibile data la natura mortale del primo proiettile. Un suicidio avvenuto poche ore prima di una sua importante deposizione ai magistrati in merito a sospetti di finanziamento illecito all’allora PCI (Partito Comunista Italiano) che negli anni successivi attraverso la montatura di sigle politiche diverse acquisirà in Italia tanto peso politico per portare il Paese nell’area euro e con sostegni fondamentali a diversi governi tecnici simpatizzanti della BCE. Un suo esponente storico, Giorgio Napolitano, arriverà a ricoprire in Italia la massima carica istituzionale in un Paese che a livello internazionale non ha ormai più alcun ruolo significativo con una popolazione stremata da carichi fiscali e un indice di disoccupazione altissima. Troppi misteri conducono a dubitare che i veri problemi che spingono l’Occidente a temere l’islam e a intervenire sia con sanzioni economiche o interventi militari non siano tanto le violazioni di diritti umani perché le nostre “democrazie”, sembrano maggiormente preoccupate di salvaguardare gli interessi delle speculazioni finanziarie dal momento che queste ultime ne hanno tratto sempre profitti a discapito delle popolazioni. La finanza islamica riesce a permettere più facilmente una crescita economica e a procurare maggiore benessere sociale e proteggere da quella corruzione politica che caratterizza la finanza occidentale troppa avida di  denaro per andare oltre le mediocrità del proprio ego e finalmente aprirsi alla valorizzazione umana che non può prescindere dal rispetto per le diversità. I Paesi islamici in questo senso chiedono solo di essere lasciati liberi di vivere in pace con le loro tradizioni. Tanti problemi mondiali dal terrorismo alle mafie, dalla povertà alla prostituzione, dalla disoccupazione all’immigrazione……. e così via appartengono alla cultura capitalistica che è strutturalmente propensa alla corruzione a discapito del benessere umano. Il mondo occidentale è retto da un sistema finanziario tradizionalmente imperialista: ieri nemico della civiltà greco-romana e oggi nemico della finanza islamica. Un sistema finanziario, quello islamico, strettamente legato alla concezione economico-sociale dell’individuo inquadrato nella religione e sottomesso ad Allah-Dio. Ha origine dalla prima comunità islamica nata  intorno al VII secolo d.C. e che iniziò a vivere secondo i dettami del messaggio coranico rivelato da Dio al profeta Muhammad. Le tradizioni islamiche affondano le loro radici sia nell’ebraismo che nel cristianesimo con cui condividono lo stesso patriarca Abramo. Hanno mantenuto, rispetto a ebrei e cristiani, delle più strette relazioni tra principi teologici e principi normativi riguardanti la vita relazionale umana contenuta in un codice (Sunna) di condotta etica per la salvezza dell’individuo. Il Corano è la fonte principale della legge di Dio mentre la Sunna è la tradizione derivata dalla vita e dal comportamento del profeta Muhammad e integrata al Corano. In riferimento all’aspetto economico del nostro tema il Corano si pone l’obiettivo della ridistribuzione delle risorse finanziarie conforme a un’idea di giustizia ed equità oltre al nobile fine di purificare la ricchezza posseduta e l’individuo stesso dal male dell’egoismo. La finanza islamica quindi si fonda sulla condotta morale che vieta alle banche e a chiunque altro di applicare interessi al denaro elargito, vieta la possibilità di investimenti incerti e speculazioni. Promuove l’adesione al principio di condivisione del rischio e dei profitti e la promozione di investimenti etici che possono tornare utili a migliorare l’intera collettività umana nonché la strutturazione del sistema finanziario perché possa essere funzionale all’economia reale e non essere finalizzato a se stesso creando circuiti speculativi o in altro modo viziosi e dannosi per lo sviluppo umano conforme alle normative religiose. Presenta, rispetto al sistema bancario occidentale, una distinzione sostanziale che lo rende allo stato dei fatti inconciliabile con esso. Ad esempio: una banca islamica non può concedere un mutuo in cambio di un interesse a una persona che vuole acquistare casa ma deve provvedere ad acquistare lei direttamente la casa , concederla in affitto al cliente che si impegnerà a versare la cifra corrispondente in rate mensili al termine delle quali diventerà proprietario della casa. Tutto questo è similmente applicato anche in qualunque attività imprenditoriale perché la sharia (legge islamica) non consente a nessuno di tenere fermo il denaro e generare altro denaro come invece è consentito fare alle banche occidentali. Con la proibizione dell’interesse sul denaro  in tutte le sue implicazioni la legge coranica tende a favorire l’attività imprenditoriale e la possibilità di concludere accordi bilaterali al fine di creare continuamente lavoro e nuova ricchezza. Un principio etico che mira a impedire nello stesso tempo agli Stati islamici di accettare prestiti internazionali dove i sistemi bancari applicano tassi di interesse e protegge quindi dalle trappole della speculazione finanziaria occidentale responsabile dell’indebitamento di molti popoli e Stati del pianeta. Le tante iniziative occidentali colorate dietro apparenze di aiuti umanitari ai popoli tecnologicamente meno avanzati fino alla creazione di organismi sovranazionali di cooperazione per lo sviluppo dei Paesi islamici nascondono spesse volte la sola finalità di trascinare anche quelle tradizioni nella schiavitù finanziaria dei sistemi occidentali che nella loro follia mirano alla creazione di una moneta unica e a un governo mondiale propagandato come necessità per migliorare la sicurezza e il benessere umano ma che invece altro non sembra che la prosecuzione di azzeramento della storia umana iniziata nel 476 d.C con la distruzione definitiva del mondo greco-romano che con le sue istituzioni aveva salvaguardato la sopravvivenza  di tradizioni e costumi di civiltà diverse integrandole nel suo patrimonio culturale. Con l’Era ebraico-cristiana impostasi politicamente già attraverso violenze e persecuzioni subentra una diversa concezione sociale che porterà il sistema finanziario attuale a dominare le democrazie, concezioni politiche nate nella Grecia di Pericle idealmente pacifiche e tolleranti, troppo lontane dai sistemi autoritari e piramidali sia politici che religiosi dei popoli di Abramo. Il sistema finanziario occidentale sembra quindi perpetrare quel lontano disegno politico di assoggettare i popoli a un solo governo e a una sola moneta azzerandone tradizioni e costumi orgoglio della civiltà greco-romana. Tali appaiono i fini dietro le iniziative della creazione degli Stati Uniti d’America, dell’ONU ……. e, da qualche decennio, della creazione dell’Europa dell’euro che rappresenta l’apice più negativo di lugubrazioni di una malsana sovrastruttura di potere. Nell’Europa dell’euro si è realizzato un potere senza precedenti perché per la prima volta una moneta, l’euro, è stata elevata al di sopra di costumi, tradizioni e valori civili. La conferma di un macabro disegno criminale? Tutto questo determinato anche dalla tecnologia fuori dal controllo democratico pari all’alta finanza che potendo ormai sostituire la manodopera industriale potrebbe aprire scenari ancora più agghiaccianti di possibile eliminazione di massa di esseri umani  divenuti ingombranti nella follia imperialista di queste persone. Una possibilità che attraverso un semplice microchip potrebbe concretizzarsi in pochi minuti. Stranamente coincidono anche l’eliminazione di civiltà più vicine a noi come quella dei nativi nord americani che dalla fondazione degli USA sono stati confinati in riserve al pari di specie  animali in via di estinzione, similmente possiamo affermare per la civiltà Maya del centro America e così via per tante altre civiltà del pianeta fino ad arrivare a quanto sta accadendo più recentemente nella zona euro con la creazione di crisi economiche e impoverimento di larghi strati di popolazione caratterizzato da migliaia di suicidi per disperazione passati inosservati dalle magistrature ordinarie. Dagli anni ’70 la finanza islamica si è diffusa a livello internazionale cominciando a rappresentare da qualche decennio un’opportunità dell’industria finanziaria globale le cui transazioni islamiche hanno raggiunto importanti dimensioni in termini assoluti con un mercato finanziario islamico che presenta ai nostri giorni un tasso di crescita intorno al 20% annuo con un mercato obbligazionario che può contare una dimensione di oltre 100 miliardi di dollari. Una concezione finanziaria che dal Golfo Persico, dove storicamente è nata la finanza islamica, si sta estendendo in molti Paesi assumendo in alcuni casi un ruolo di pari importanza rispetto alle strutture tradizionali se non addirittura islamizzando l’intero sistema finanziario locale come è successo in Iran permettendo una forte crescita economica e soprattutto un diffuso benessere della popolazione  lasciato passare in secondo piano dall’informazione pubblica occidentale. Una situazione analoga era presente anche in Libia durante l’amministrazione di Gheddafi un dittatore non acquistabile attraverso la corruzione finanziaria e che andava eliminato per poter arrivare a controllare il petrolio libico. I Paesi produttori di petrolio possono trovare nella finanza islamica una migliore opportunità di investimento sulle esportazioni di oro nero. Sta molto crescendo la consapevolezza della migliore opportunità che offre la finanza islamica verso i cui prodotti si rivolgono sempre più consumatori islamici permettendo un suo sviluppo in Marocco, Giordania e Tunisia perché favorisce la creazione di capitale e promuove lo sviluppo economico e la ricchezza procapite. Molte banche di investimento internazionale hanno aperto sportelli islamici che operano conformemente alla legge coranica. Bisogna che i popoli si adoperino per recuperare il patrimonio della democrazia  per riportare l’umanità nel solco della civiltà necessaria per il loro benessere e prosperità  prima che la follia di pochi individui possa chiudere definitivamente la nostra storia. L’idea allora di un economia corporativa che valorizzi le feconde e positive differenze umane in una prospettiva di collaborazione di classe sarebbe da riconsiderare per arginare la degenerazione delle democrazie occidentali che svincolate dai poli dell’ottica politica marxista e dall’individualismo capitalista potrebbe riportare la finanza occidentale all’interno di sistemi sociali più vicini alla riconsiderazione del bene comune e ai valori fondamentali della persona in armonia con la stessa finanza islamica che sta rappresentando una valida possibilità finanziaria per molti popoli nei confronti dei quali i Paesi islamici hanno riconosciuto tra l’altro da diversi decenni il reddito di cittadinanza. Un importante riconoscimento perché di per se integrato a quei diritti umani per i quali si tende a giustificare svariati interventi contro i Paesi islamici e che guarda caso in alcuni Paesi occidentali come l’Italia l’incallita coscienza politica non riesce ancora a sfiorare e senza che ci sia a tutt’oggi un ultimatum dell’ONU. La finanza islamica resta al momento una possibilità almeno per una maggiore libertà dalle oscenità del signoraggio bancario della peggiore tradizione ebraico-cristiana le cui democrazie di facciata sono solo scadente folklore di pagliacci politici asserviti ai suoi interessi e fatti applaudire da un pubblico stupido.

 Dott. Raffaele Bocciero filosofiaelogos.it

 

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  Fonte: filosofiaelogos.it  
   

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