Ariani, Iperborei e la mitica Thule

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05 Febbraio, 2016 | Categoria: Esoterismo | Commenti


VrilDamen

Tra il 2000 ed il 1400 avanti Cristo una misteriosa popolazione scese dal nord e, divedendosi in due tronconi, invase il subcontinente indiano e la Grecia, dando origine a due delle più grandi civiltà che siano mai esistite. Erano gli Ariani, gli Arya (i nobili). La loro lingua originale era il sanscrito e bisogna notare che in questa lingua sono esprimibili concetti filosofici che sarebbe impossibile esprimere in molte lingue moderne, tranne forse il tedesco. I grandi filosofi greci, Platone in particolare, derivarono i loro sistemi filosofici dalle antichissime conoscenze portate dagli Ariani. In india nacque la civiltà Indoariana con i suoi testi sacri, i Veda e le Upanishad, nei quali il pensiero umano ha raggiunto le più alte vette di speculazione filosofica. Di origine ariana sarà poi anche il Buddismo.
Chi erano e da dove venivano gli Ariani? Il geografo ed esploratore greco Pitea parla per la prima volta della leggendaria isola di Thule nella quale il Sole splendeva per sei mesi all'anno e che distava sei giorni di navigazione dall'odierna Scozia. Quest'isola sarebbe stata abitata da una leggendaria popolazione, gli Iperborei. Questi sarebbero stati custodi di una Tradizione Filosofica Primordiale che avrebbero ereditato dalla civiltà di Atlantide ormai scomparsa. Thule è menzionata anche nella "Geografia" di Tolomeo ed in molte altre opere antiche. Gli studiosi tendono ad identificare l'isola con l'Islanda o con la Groenlandia (Greenland, Gronland = Terra Verde) che in un remoto passato avrebbero avuto rapporti con Atlantide, prima che questa fosse inghiottita dalle acque. Nelle terre attorno al polo effettivamente il giorno dura sei mesi e la notte altrettanto.
Spinti dai mutamenti climatici, gli Iperborei, guidati dai loro capi (gli Arya), lasciarono la mitica Thule e migrarono verso sud in paesi più caldi portando con se le loro antiche conoscenze. Pare che si stanziarono per lungo tempo in Russia e nell'Asia centrale, dove già venivano chiamati Ariani. In un secondo momento discesero ancora più a sud dando luogo a quella migrazione di cui si è detto prima.
Il mito di questa popolazione iperborea è presente nella tradizione di molti altri popoli come gli indiani d'America ed i cinesi, ma è soprattutto nei monasteri del Tibet che si conservano in segreto documenti su quegli avvenimenti (il Tibet, data la sua altitudine, sarebbe rimasto completamente indenne dal Grande Diluvio). Non a caso Hitler nel 1938 mandò una spedizione in Tibet con l'intento di scoprire le origini della razza ariana. Si noti che il nazismo adottò come simbolo la svastica che originariamente era il simbolo ancestrale della razza ariana. D'altra parte Hitler, già prima di salire al potere era membro della società iniziatica "Thule", i cui membri erano convinti della divisione dell'Umanità in due civiltà: quella Aristocratica degli Ariani e quella Ginecocratica dei popoli mediterranei e dei Dravidici dell'India, entrambe assoggettate dagli Ariani. Nel mondo attuale, invece, la civiltà Ginecocratica avrebbe preso il sopravvento.
Abbiamo scritto questo articolo tutto al condizionale, consapevoli che queste brevi righe sono insufficienti a trattare un argomento attualmente così delicato. Consigliamo pertanto a chi fosse interessato alla Civiltà Tradizionale di consultare le opere di Renè Guenon e di Julius Evola.

Negli anni tra le due guerre mondiali molti studiosi cominciarono a sostenere che per spiegare una quantità di convergenze e di corrispondenze di simboli, dati antropologici e filologici, ecc., è necessario ammettere l'esistenza di una razza nordico primordiale, che verso l'Età della Pietra dalle regioni artiche si sarebbe spostata verso il sud, dando luogo alle forme più alte di una civilizzazione di tipo cosmico-solare in netta contrapposizione con le cività preistoriche "meridionali" caratterizzate dai culti della grande madre.
Secondo questi studiosi sarebbe esistita una dimora polare, patria primitiva della razza nordica, che aveva sviluppato una sorta di civiltà da "Età dell'Oro" (corrisponderebbe, secondo le ultime ricerche, ad un periodo interglaciale "caldo" collocabile tra il 40.000 ed il 28.000 a.C.). Si noti che la stessa definizione scientifica di "Era Glaciale" è " Era geologica in cui le calotte polari sono coperte da ghiacci". Ciò lascia supporre che nelle ere interglaciali le calotte polari fossero totalmente o parzialmente libere da ghiacci.
Secondo lo studioso tedesco Herman Felix Wirth (membro come Himmler della società segreta Ahnenerbe), una grande quantità di dati geologici, climatici e botanici veramente impressionanti dimostravano come allora, tra i 70 e gli 80 gradi di latitudine Nord, vi era una temperatura media annua paragonabile ad un clima temperato (sui 10 gradi centigradi, contro i 20 sotto zero attuali a quelle latitudini) e che questo territorio aveva incluso anche l'Islanda, la Groenlandia e le Isole Spitzbergen.
Era L'Atlantide polare, Thule, la sacra dimora della prima umanità. Umanità che quindi, secondo Wirth, era nata in un periodo "Terziario", molto prima dell'arrivo di una fortissima glaciazione (dal 28.000 a.C. - ultima fase del Wurm) che aveva di conseguenza costretto gli abitanti di questo Eden Polare a migrare verso Sud, per costituire più tardi l'Atlantide platoniana che tutti conosciamo (dal 15.000 al 9.000 circa a.C.).
La fine del Wurm, l'innalzamento repentino dei mari, insieme con altre catastrofi naturali (il Diluvio Universale) aveva costretto i superstiti dell'Atlantide ariana ad una diaspora in Europa, Asia, Africa nordoccidentale ed America.

Trascrivo la definizione di "Ipeborei" tratta da Esopedia (l'enciclopedia online dell'Esoterismo):
Per Tradizione Primordiale si intende il patrimonio religioso, cultuale e sociale, in poche parole la civiltà, del popolo degli Iperborei e soprattutto la summa sapienziale dei suoi collegi iniziatici. Gli Iperborei sarebbero i rappresentanti di una antichissima civiltà che in tempi remotissimi, nella mitica età dell'oro e comunque nell'alta preistoria (sarebbero gli antenati dei Cromagnon che dovrebbero risalire a 30.000 - 40.000 anni fa), abitavano nelle zone polari che all'epoca godevano di un clima delizioso. Gli Iperborei sarebbero i depositari e i diffusori di una rivelazione primordiale che poi ritroviamo negli Indoeuropei e da li in tutti i popoli che appartengono a questo ceppo. Nel tempo questa trasmissione orizzontale, cioè storica, veniva rinnovata e corroborata dalla esperienza diretta dei veggenti che riscoprivano in sé la sapienza non-umana ma divina e trascendente che venne rivelata in origine agli Iperborei. Venne rivelata a loro per il semplice fatto che, almeno per quanto riguarda il ciclo in cui viviamo, sono i progenitori dell'umanità... almeno di una parte dell'umanità.

Come è noto, il concetto di "Ariani" inteso come razza superiore ha portato nel secolo scorso allo sviluppo di ideologie razziste. Forse finora non è stato ben chiarito il concetto di "Razza dello Spirito". Questo concetto, sviluppato soprattutto dallo studioso di Scienze Tradizionali Julius Evola si incentra sulla considerazione che gli Ariani avevano una "qualità psichica" superiore che permise loro di sviluppare concetti filosofici assai elevati completamente estranei alle popolazioni autoctone che nel corso dei secoli essi assoggettarono. Inoltre l'elite di questo gruppo aveva probabilmente sperimentato quella che nella Tradizione Induista e Buddista viene chiamata "Illuminazione" e tutte le grandi opere dei Veda e delle Upanishad erano un tentativo di trasmettere questa sapienza con le parole.
C'è poi il serio dubbio che gli Ariani erano depositari di conoscenze molto più antiche trasmesse loro da precedenti civiltà scomparse.

Ci fu un aspetto del nazional-socialismo che andò oltre quelli che erano gli interessi volti a creare un grande reich millenario e che assunse contorni occulti, macabri, circondati da un alone di mistero, tali da alimentare, ancora di più, i lati oscuri del già oscuro mondo della svastica.

Questi tenebrosi aspetti, queste voci che si intrecciano intorno all’ideologia nazional-socialista, ebbero la loro origine nelle fasi iniziali del movimento, quando, in una Germania devastata dalla sconfitta nella grande guerra, coloro che sarebbero divenuti, qualche anno dopo, i gerarchi del III reich, si ritrovarono a contatto con personaggi e sette di natura occulta, predicanti strane teorie ed illustranti convulsi presagi, che sconfinavano nel mondo del paranormale e che prevedevano l’avvento di una razza ariana superiore e dominatrice, trascinata da un suo illustre figlio e destinata a decidere i destini del mondo.

La stessa cellula embrionale del partito nazional-socialista, nell'agosto del 1918, fu, d’altronde, la misteriosa ed occulta Thule, raggruppamento antisemita di estrema destra, una setta che si ricollegava agli insegnamenti del professore di geo-politica Haushofer, convinto sostenitore della necessità, per il sacro popolo ariano, di conquistare lo"spazio vitale ad est", a danno dei popoli slavi e, soprattutto, alle 'dottrine' dell’oscuro monaco, ripudiato dalla chiesa, Jorg Lanz Von Liebenfels, sostenitore e fondatore di una scienza occulta, la teozoologia, secondo cui gli dei sarebbero stati le forme di vita superiori, dotati di organi sensoriali che avrebbero loro conferito straordinari poteri, ormai perduti a causa della contaminazione degli uomini dei con gli uomini bestie. Questo oscuro personaggio predicava la possibilità, per l’etnia ariana, la più vicina discendente degli uomini dei, di recuperare quei poteri e di dominare il mondo reale, dopo aver preservato, attraverso leggi razziali, la purezza della razza, ed eliminato il Cristianesimo, distruttore dell’antico culto ariano, con la sua politica di tutela del debole, che, viceversa, andava soppresso, per impedire una pericolosa contaminazione, nei confronti del più forte. Dalle pagine della sua rivista "Ostara", fondata nel 1905, Liebenfels propugnò le sue teorie, sempre imperniate sulla volontà di creare una razza tedesca incontaminata ed indirizzata a sopprimere gli inferiori, tra cui, in primo luogo, gli ebrei; a tal proposito Liebenfels fondò, nel 1907, in Austria, "l’ordine dei nuovi templari", una setta anti-semita, volta a creare le basi per l’applicazione, concreta, di un’ideologia, che faceva dell’ odio razziale, la sua stessa essenza e che adottava, come simbolo, quella stessa svastica che sarebbe divenuta l’emblema del partito nazional-socialista. Infatti la svastica (dal sanscrito svastika, da svasti “felicità”) o  la “croce gammata” (cioè composta da quattro gamma incrociate), che fu il simbolo del nazionalsocialismo, deriva direttamente dal simbolo dall’Ordine dei Germani (che però era una croce uncinata), come il saluto “Sieg Heil!” (“Salute alla vittoria!”) deriva direttamente dalla Società di Thule.

La Thule, fondata da Rudolf Glauer, che poi mutò il nome in Heinrich Von Sebottendorf, era dunque una società esoterica infarcita di nazionalismo, di esaltazione per una grande Germania, destinata a risollevarsi e a conquistare la superiorità razziale del suo popolo. La Thule deformò le idee del Buddhismo Tibetano, di altre istituzioni esoterico-massoniche e di Madame Helena Petrovna Blavatsky (nata in Ucraina nel 1831 e morta a Londra nel 1891), la più grande medium della storia, fondatrice della Società Teosofica Internazionale, che sosteneva di essere in contatto telepatico con i "maestri sconosciuti", i sopravvissuti di una razza eletta, che sarebbe vissuta tra Tibet e Nepal, i quali si sarebbero rifugiati nelle viscere della terra, dove avrebbero fondato la mitica Agarthi.

Gli appartenenti a Thule miravano, attraverso la telepatia, e attraverso specifiche e macabre cerimonie, ad entrare in contatto con questa sorta di superuomini, al fine di ricostituire la razza eletta.

Adolf Hitler ed il suo movimento, forgiarono il loro pensiero e cominciarono la loro scalata, proprio all’ombra di questi oscuri personaggi come Glauer, un marchio indelebile che avrebbe avvolto e tutt’ora avvolge nel mistero, la storia del nazional-socialismo, dall’inizio alla fine.

Si parla d’altronde di strani riti, di occultismo, di macabre cerimonie nei boschi della Wesfalia; è noto l’amore del fuhrer per gli oggetti appartenenti al Sacro Romano Impero, il suo morboso desiderio di impossessarsi del sacro Graal, in nome del quale furono organizzate, dai vertici del reich, frenetiche ricerche, guidate da un Otto Rahn che, all’improvviso, durante una ricognizione in montagna, quando sembrava vicino alla meta, sparì nel nulla; uomini del reich furono visti anche in estremo oriente, alla caccia dei "maestri sconosciuti" della mitica Agarthi.

Lo stesso Himmler, nel tetro castello di Wewensberg, era solito iniziare le sue SS, i guardiani dell’ordine nero, al culto degli antichi eroi templari, officiandoli, con cerimonie occulte e con strani riti di consacrazione, ad una sorta di nuova, macabra religione.

Un profondo alone di mistero circonda, quindi, il III reich ed il suo vate Hitler, ideatore di un nazismo i cui timori andavano oltre quel mostruoso apparato militare messo in piedi dalla Germania, oltre quei terrificanti crimini commessi dagli uomini con la svastica, fino a sconfinare in una dimensione proibita, che superava i limiti della realtà; ne era profondamente convinto la stesso primo ministro inglese Winston Churchill, il quale, pur noto per il suo pragmatismo, non esitò a servirsi di Aleister Crowley, il più grande satanista dell’epoca, definito la bestia 666 dell’apocalisse, al fine di sconfiggere quelli che credeva i macabri ed occulti poteri del fuhrer della grande Germania.

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