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Meditazione

La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche. Tale pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose. Nelle Upaniṣad, scritture sacre induiste compilate approssimativamente a partire dal VII secolo, è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyāna.

 

meditazione

Ascensione
L'ascensione, in sostanza, è la capacità di evolversi spiritualmente purificando i propri pensieri.
Si parte dall'ammettere che tutto ciò che avviene può provocare una reazione
emotiva in noi. Tale reazione è collegata spesso alla paura di qualcosa. Ad esempio, se si è preoccupati di qualcosa, quando si verificherà tale situazione ci sarà una reazione emotiva. Rilasciando tale paura la nostra mente diventa sempre più obbiettiva perchè l'approccio alla realtà è sempre più puro.
Ma ciò è solo una estrema sintesi e semplificazione dell'argomento.

 

Evoluzione

La complessità dello spirito, come esso funzioni, cosa faccia ecc. è un discorso molto vasto e profondo. La nostra cultura ci fa pensare alle cose in maniera molto elementare e limitata. Il nostro modo di pensare ci fa quindi credere che le cose debbano funzionare in una determinata maniera.

 

      On Line

Il principio dell’universo è che nulla si trasforma realmente, ma che tutto resta identico, immutabile, costante, per cui la trasformazione apparente è la somma di elementi immutabili, statici, e non sostituzione per una trasformazione vera e propria.

kundalina Quando noi vediamo una somma di elementi, non dobbiamo dire che si tratta di un elemento diverso, ma possiamo essere ben certi che si tratta della somma di più elementi.
Immettendo al loro posto fisso tutte le cose noi eliminiamo il concetto di tempo.Immaginiamo di avere una scacchiera ed immaginiamo che l’universo sia diviso in tanti quadratini, come una rete topografica.

 

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Frequenze Benefiche

 

 

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Evoluzione Spirituale


Introduzione all' Ascensione   First Page previous
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Quali intenti è necessario fare per ascendere? Tutti quelli che sottintendono l'eliminazione di un proprio limite o l'acquisizione di una virtù sono utili. L'effetto è il medesimo: la tendenza verso la purificazione di ciò che è distorto e l'acquisizione di ciò che è puro. Acquisizione che è automatica nel caso dell'intento di eliminazione di un limite, e che è invece espressa nel caso dell'intento di acquisizione di una virtù.
Mi pare fondamentale, ad esempio, il classico "intendo ascendere" che automaticamente stimola un allineamento ed una fusione tra corpo fisico, corpi sottili ed Anima. Oltre a questo, i vari "intendo rilasciare x", dove x può essere una forma-pensiero, una carica emotiva, un modo di parlare o di agire. Ad esempio, "intendo rilasciare la forma-pensiero della Cattiveria e tutte le connesse cariche emotive", "intendo rilasciare le mie parole e le mie azioni che mostrano cattiveria", ecc.ascensione
E' consigliabile peraltro non utilizzare l'intento per fini che non supportino la propria crescita personale: essendo l'intento un potere creativo e non distruttivo, se utilizzato per fini distruttivi si ritorce contro a chi ha espresso tale intento. Agisce cioè come ogni forma di Paura, che è proprio una forma di intento distruttivo: così come si attira ciò che si teme, allo stesso modo si attira ciò che si intende con fini distruttivi. E' opportuno quindi non utilizzare con superficialità il potere dell'intento e ponderare bene se l'intento che esprimiamo è veramente di supporto alla nostra crescita spirituale o se invece è solo una volontà di soddisfare un desiderio del nostro Ego. AUTOANALISI
L'autoanalisi consiste in un lavoro cosciente di purificazione dei propri pensieri, emozioni, parole ed azioni. Per manifestare tale purificazione è necessario dapprima comprendere le proprie distorsioni di pensiero, emozione, parola ed azione e poi usare l'intento per rilasciarle. Senza questo secondo passaggio (uso dell'intento per rilasciare la distorsione) nessun tipo di distorsione viene rilasciata anche se compresa, a meno che non si abbia già inteso in precedenza di ascendere in modo completo, cosa che comporta un automatico rilascio della distorsione umana una volta compresa e senza quindi la necessità di fare un altro intento successivo per effettuare il rilascio. L'intento di ascendere in modo completo, infatti, comprende sia la crescita spirituale sia la crescita umana.
E' chiaro che solo i rilasci delle distorsioni che sono realmente tali permettono una reale crescita umana, ossia una crescita umana conseguenza di una sottostante crescita spirituale. E' possibile infatti che la persona consideri una distorsione ciò che invece non lo è, o che consideri viceversa una non distorsione ciò che invece lo è. E che di conseguenza intenda rilasciare cose che non devono essere rilasciate o trattenere cose che devono essere rilasciate; una perdita di tempo, insomma. Per tal motivo è consigliabile non focalizzarsi sulla crescita umana trascurando quella spirituale, poiché così facendo si rischia che tale crescita umana sia distorta.
Per ascendere in modo completo, cioè sia spiritualmente sia umanamente, è quindi necessario sia un lavoro volitivo per godere del potere creativo dello Spirito che ci dà l'energia per raggiungere il nostro obiettivo di crescita; sia un lavoro psicologico per comprendere le proprie distorsioni, ossia le dinamiche della nostra mente che ci portano a pensare ed a comportarci in un dato modo.
L'autoanalisi è la causa ed allocorpo stesso tempo l'effetto dell'intento: solo riflettendo e comprendendo un proprio limite (di pensiero, di emozione, di parola o di azione) si può di conseguenza essere stimolati a trasmutarlo con l'uso dell'intento; allo stesso tempo, tuttavia, solo una volta che si ha espresso un dato intento si attirano quei cambiamenti nella propria realtà che permettono un'autoanalisi ed una conseguente soddisfazione dell'intento espresso. Per tali motivi intento ed autoanalisi sono metodi complementari e non sostitutivi.
L'autoanalisi può avvenire sia attraverso un'analisi diretta dei propri limiti sia attraverso un'analisi indiretta degli stessi utilizzando il metodo dello specchio. Nel primo caso sono richieste una capacità mentale di astrazione ed una capacità emotiva di distacco che riescano ad oggettivare ogni singolo aspetto della nostra persona. Nel secondo caso, invece, tali capacità non sono richieste poiché si fa uso delle informazioni che gli altri ci trasmettono sulla nostra persona per raggiungere il medesimo fine. Tuttavia è bene tenere a mente che ciò che gli altri trasmettono di noi può non essere reale, poiché gli altri possono facilmente malinterpretare i nostri pensieri, emozioni, parole ed azioni a causa di paure ed illusioni di varia natura che essi hanno in sé. La stessa cosa tuttavia può succedere da parte nostra nell'autoanalisi di noi stessi. In entrambi i casi, quindi, è necessario essere prudenti nel giungere a conclusioni affrettate ed imparare a discernere facendo soprattutto affidamento sull'esperienza (quante volte ci è stata confermata o meno quella particolare visione delle cose) ed al proprio sentire interiore.
La capacità di comprendere se un dato pensiero, una data emozione, una data parola od una data azione sono distorte richiede una lunga esperienza di riflessione sia su se stessi sia sull'essere umano e sulla Vita in generale.
MEDITAZIONE. PREGHIERA E PENSIERO POSITIVO
Esistono poi una serie di metodi facoltativi ma che se utilizzati accelerano il processo ascensionale: meditazione, preghiera e pensiero positivo. L'intento rappresenta una propria scelta, una propria dimostrazione di voler crescere e di sapere di essere un creatore. La preghiera invece è una richiesta di aiuto a qualcun altro, affinché ci aiuti nel nostro lavoro. La meditazione poi è una concentrazione su determinate energie al fine di agevolare la propria crescita.
A nostro avviso nessuno di questi 3 metodi facoltativi di per sé ci eleva spiritualmente. L'effetto dell'utilizzo di tali metodi è sempre ed esclusivamente un aumento temporaneo del benessere e dello stato di consapevolezza che può alleviare sofferenze momentanee o ispirare ad intraprendere una nuova fase del nostro percorso di crescita. Solo l'intento e l'autoanalisi permettono però un cambiamento definitivo del proprio benessere e del proprio livello di consapevolezza.
Sia la preghiera che la meditazione sono una richiesta di aiuto rivolta all' esterno. Ma un vero aiuto esterno può venire solamente nel momento in cui dimostriamo di essere determinati e di sforzarci da soli prima di tutto, ossia se mostriamo volontà di crescere. Quindi è meglio usare l'intento per manifestare la realtà che vogliamo manifestare e solamente dopo chiedere aiuto e supporto a qualche Essere esterno a noi. In sostanza, ha validità il detto "aiutati e sarai aiutato". La complessità dello spirito, come esso funzioni, cosa faccia ecc. è un discorso molto vasto e profondo. La nostra cultura ci fa pensare alle cose in maniera molto elementare e limitata. Il nostro modo di pensare ci fa quindi credere che le cose debbano funzionare in una determinata maniera.
A causa del nostro materialismo siamo tutti molto limitati nel capire le sfumature nel funzionamento delle cose nella nostra vita e nel nostro mondo. Solitamente tendiamo a vedere le cose in bianco o in nero, buone o cattive, belle o brutte, ma se guardiamo alla natura, esiste un'incredibile varietà di forme di vita, di cose bellissimi, meravigliose e varie di cui l'uomo ha difficoltà a comprendere il funzionamento.
Potresti per esempio spiegare la bellezza di una sinfoniaheader ad una persona che è nata sorda? Oppure come potresti spiegare la meraviglia di un campo fiorito e colorato ad una persona cieca che non ne ha mai visto uno?
Per questo motivo è sbagliato catalogare le pochissime informazioni che abbiamo dato sullo spirito in questo forum in pochi, elementari e rigidi schemi. Dovremmo piuttosto prendere una cosa alla volta e vedere nella nostra vita ogni giorno se possiamo riscontrare questo o quello. Non è assolutamente necessario capire tutto alla prima volta. Magari non si capiscono delle cose o dei concetti adesso, e magari le capiremo tra 50 o 60 anni quando saremo vecchi. Dobbiamo solo avere pazienza e vivere la nostra vita ogni giorno.
Lo spirito non è una cosa meccanica. E' una cosa molto più complessa e profonda. Solo le forme di vita con una consapevolezza come le forme di vita umane, per esempio, sono in grado di rendersi conto della sua esistenza. Gli animali o le piante, per esempio, pur possedendo una forma di spirito anch'essi (differente dalla nostra) non possono rendersi conto di questo. Gli animali, per esempio, posseggono solo una forma di istinto che li spinge a comportarsi in una data maniera.
Lo spirito è una forma di energia neutrale, non è una forma di vita come erroneamente potremmo pensare. la fonte di ispirazione più importante che abbiamo sono le leggi e le indicazioni della Creazione che possiamo sia vedere riflesse nella natura sia dentro di noi se impariamo ad ascoltarci liberi da pregiudizi, da pensieri sbagliati e da false ideologie e dottrine. La vera e autentica libertà di una persona si ha nel momento in cui essa diventa consapevole della propria essenza e, lavorando su di sé, riesce a migliorare il proprio sé interiore (la propria personalità, il modo di veder le cose, di pensare, ecc.) in accordo alle leggi e agli insegnamenti della Creazione, realizzandosi come autentico essere umano. Per la prima volta nella storia di questo pianeta, queste leggi ed indicazioni creazionali, così come il capirle, come lavorare su di sé per osservarle e migliorare sé stessi e la propria vita, ecc. sono disponibili anche in forma scritta. A differenza del passato in cui vari profeti fecero dei tentativi per portare la conoscenza di queste leggi fondamentali agli esseri umani e dai cui insegnamenti nacquero religioni e sette degenerative, questa volta con Billy Meier i Plejaren e la FIGU si ha la concreta e tangibile possibilità di leggere e di ragionare, capire e mettere in pratica tali insegnamenti nella propria vita di tutti i giorni.
Le idee, così come i pensieri e i sentimenti che si sviluppano in questa sequenza possono essere sia positivi che negativi oppure neutri- bilanciati. E’ sempre una questione di responsabilità e di decisione sul da farsi di fronte alla propria vita. Possiamo lasciarci trascinare dagli eventi, così come decidere di prendere in mano il timone della nostra nave e pilotarla verso dove decidiamo responsabilmente. Per spiegar meglio possiamo decidere di avere pensieri pessimistici, negativi, e quindi la nostra vita prenderà una piega proporzionale al nostro modo di vedere le cose. In maniera analoga possiamo decidere di vedere tutto rosa e brillante, essere sempre felici ecc. Questi due atteggiamenti portano sempre e inevitabilmente ad una degenerazione in quanto le nostre azioni vengono “calibrate” su pensieri non neutri, su una visione non neutra e reale della realtà. Alla fine i perdenti saremo noi in quanto, per la legge della causa e dell’effetto, dovremo subire le conseguenze delle nostre azioni decise da pensieri non in sintonia con la realtà. I pensieri sono veramente determinanti sulla nostra vita, molto più di quanto la psicologia ufficiale affermi. Ogni nostro atto, decisione, impresa ecc. è stata determinata da un pensiero o da un serie di pensieri analoghi che ci hanno portato a compiere tale atto. Se noi cerchiamo di osservare in noi stessi giorno per giorno come questo processo ha luogo, avremo compiuto un primo passo verso il miglioramento personale.
Anche la vita nell’Universo è stata originata da un’idea della Creazione che, in totale responsabilità, ha creato tutto ciò che vediamo e molto altro ancora. L’evoluzione spirituale significa quindi migliorare sé stessi giorno dopo giorno prendendosi carico della propria personale responsabilità nei confronti della propria vita ed in questo modo anche del prossimo e del mondo intero, poiché l’intera umanità è composta da tantissimi individui che, se divenuti consapevoli di tutto questo, possono veramente cambiare il mondo.
Ascensione
1. Cos'è l'ascensione o evoluzione spirituale? L'ascensione può essere intesa come la trascesa di tutto ciò che di limitativo una forma possiede in sé a livello biologico e quindi manifesta nella realtà. E' un guardare dentro di sé per migliorarsi, di giorno in giorno. La vita manifesta i propri limiti nella quotidianità, permettendo alla forma di affrontare le sfide e le esperienze necessarie per superare ciò che deve superare per proseguire nel proprio cammino evolutivo in un determinato momento della vita. 
Il concetto di Ascensione comprende per sua natura tutte le religioni e tutte le credenze. L'Ascensione non richiede alcuna particolare religione o credenza, ma le accetta e le sintetizza tutte. Ascendere significa muoversi verso l'alto, avere successo. L'Ascensione è il processo di ascesa. L'Ascensione è il portare la Luce nella materia. E' il portare il Paradiso sulla Terra.
2. Perché il percorso spirituale così come inteso su questo pianeta non comprende in sé la trascesa delle forme pensiero e del karma? L'ascensione che è stata portata avanti finora sul nostro pianeta è un'ascensione basata sul potere e sull'affermazione di concetti "di luce", ma senza la spiegazione adeguata di come possano essere incorporati. Come si ama? Come si può manifestare l'amore nella propria vita di tutti i giorni? Ahimè non basta credere nell'amore ma è necessario incorporarlo in sé a livello biologico. 
Il credere comunque è un primo passo per portare a manifestazione una realtà. Poi è necessario incorporarla trascendendo a livello biologico tutti gli ostacoli (forme pensiero e karma) che non permettono a concetti di luce di essere incorporati nella forma. L'ascensione è in sostanza un fenomeno puramente biologico, in cui si trascendono tutti gli "errori" dei propri antenati ed inseriti nel proprio DNA e, perdonandoli, si possono superare. Il perdono quindi è fondamentale. Perdono di se stessi e degli altri, compresi i propri antenati.
3. Cos'è una forma pensiero? La forma pensiero non è altro che la manifestazione energetica e quindi fisica di un pensiero. Ogni pensiero e le connesse azioni e parole manifestate da tutti i propri antenati e da se stessi sono registrati nella propria forma a livello biologico, ossia nel DNA. 
Trascendendo tutte le forme pensiero limitanti che i propri antenati e se stessi in questa vita si hanno manifestate, vi è la possibilità di ascendere, cioè di migliorarsi, elevando le proprie vibrazioni biologiche e trascendendo e quindi cancellando dalla propria forma quelle forme pensiero di basse vibrazioni che tengono basse le vibrazioni della propria forma. Una volta trascesa una certa forma pensiero ed il relativo karma, si incorpora una parte di quella forma pensiero di luce che costituisce quelli che sono i pensieri di quarta e quinta dimensione, cioè pensieri al di là della polarità di pensiero. Concetti o valori quindi basati sull'idea di unità.
4. Cos'è il karma? Il karma è la registrazione biologica nel proprio DNA di tutte le forme pensiero e del relativo stato emozionale che sono avvenute nella propria famiglia ancestrale, cioè tra tutti i propri antenati. Il karma tende a ripetersi, il che vuol dire che una determinata azione o pensiero o parola, una volta registrata nella propria memoria biologica, si ripete nella propria vita e tra i propri discendenti fintantoché il pensiero che vi è alla base non viene trasceso in toto. 

Ciò può avvenire solo attraverso il perdono. Il karma qui inteso è quindi l'insieme di tutte le forme pensiero registrate a livello biologico ed i connessi stati emotivi che si ripetono di vita in vita e strettamente connessi alla biologia, cioè dentro ad ogni cellula. Il karma può anche essere inteso, in senso più ampio, come tutte le azioni mai accadute tra i propri antenati, comprese quelle "buone". 
Il karma quindi è sia positivo che negativo, quello positivo inteso come karma che si rifà ad azioni, forme pensiero e parole connesse al concetto di unità. Il karma che si trascende nell'ascensione tra la terza e la quinta dimensione è il karma biologico connesso invece a forme pensiero tridimensionali polarizzate e basate sul concetto di separazione. E' questo tipo di karma che si trascende per arrivare in quinta dimensione. Il karma "positivo" non è da trascendere e si manifesta quindi nella propria vita, dato che il karma si ripete, senza che debba essere trasceso. Il karma "negativo", invece, è bene trascenderlo nella propria genetica prima che si manifesti nella propria realtà. 
In sostanza, la vita di una persona che non ascende e non eleva mai le proprie vibrazioni dall'inizio alla fine della propria vita è già scritta al 100%, in quanto la propria genetica rimane immutata. E dato che la realtà che vivete la attirate in base alle forme pensiero ed il karma accumulato dai vostri antenati e da voi nella vostra vita, ciò che manifestate in tal caso non è altro che una ripetizione dei pensieri, azioni e parole dei propri antenati. Il karma accumulato nella vostra vita attuale difficilmente lo manifesterete in questa vita ,invece, in quanto le basse vibrazioni della forma e la vita così breve non permettono di vedere tale tipo di karma così recente manifestarsi nella propria realtà presente.
5. Noi siamo in terza dimensione. Cosa significa? Ci sono moltissimi piani di realtà nella nostra creazione ed in tutto il creato. Un determinato piano di realtà corrisponde in sostanza ad una classe delle nostre scuole umane. Superata tale classe ed imparato tutto ciò che c'è da imparare in quella classe, allora e solo allora si può passare alla successiva. La terza dimensione è il piano di realtà più basso in cui vi è presenza umana in tutto il creato, non solo nella nostra creazione. 
Si dice terza perché esistono due dimensioni più basse che sono strettamente connesse a forme pensiero con vibrazioni ancora più basse della nostra e con una forma ancora più densa della nostra. La seconda dimensione comprende piani di realtà legati alla paura, alla morte, alla vergogna e a concetti polarizzati estremi. In prima dimensione invece vi sono solo forme pensiero distruttive, in cui l'altra medaglia dell'altra polarità estrema, presente nella seconda dimensione, non esiste. In prima dimensione esiste solo distruzione estrema. 
Talvolta, in particolari riti sacrificali o in situazioni di abusi sessuali o di violenze estreme (anche nei media) ci si connette a vibrazioni di prima dimensione. In prima quindi esistono solo entità o forme pensiero distruttive, in seconda ne esistono invece di polarità estreme, sia "super" distruttive che di "super" luce o fantastiche. I cartoni animati, ad esempio, sono connessi a vibrazioni di seconda dimensione di super luce.
6. Spiritualità e razionalità sono incompatibili? Non sono incompatibili come apparentemente può sembrare alla mente umana del nostro pianeta. Ciò è in apparenza vero in quanto mancano le informazioni adeguate per comprendere una realtà più vasta che nel nostro pianeta è stata considerata per molto tempo misteriosa.
In realtà la spiritualità comprende la razionalità, in quanto per evolvere in modo completo e puro è necessario comprendere tutti gli aspetti della realtà in cui si vive e comprendere tutte le forme pensiero ed il karma da trascendere. Ciò comporta l'uso della mente e del cervello, ed un tale fatto dimostra come in realtà tali due concetti non siano scissi tra loro ma bensì uniti. 
La razionalità quindi può essere intesa come la capacità di comprendere la realtà attraverso la propria mente ed attraverso un ragionamento logico, senza fantasie o invenzioni che non hanno spiegazione alcuna. Lo scopo quindi è proprio quello di portar fuori materiale informativo che spieghi come in realtà la razionalità e la spiritualità sono due aspetti uniti, e come una vera comprensione razionale della realtà non sia possibile senza una adeguata consapevolezza che può essere raggiunta solo attraverso l'elevazione spirituale ed una ascensione biologica, e come allo stesso tempo la spiritualità e l'evoluzione spirituale non possano fare a meno della comprensione razionale della realtà in quanto molto complicata.
7. Il messaggio spirituale delle religioni è compatibile con l'ascensione come qui proposta? L'ascensione qui proposta è in realtà la stessa ascensione o evoluzione spirituale di cui parlano tutte le religioni. L'unica differenza è terminologica, noi diciamo ascensione e le religioni dicono evoluzione spirituale, ma è la stessa cosa. 
Un'altra differenza è la disponibilità di mezzi per raggiungere lo scopo evolutivo prefissato, cioè per la terza dimensione l'ascesa in quinta dimensione. Il movimento ascensionale nato negli ultimi dieci anni circa ha portato fuori una serie di informazioni che permettono la comprensione della trascesa delle forme pensiero e del karma biologico. Queste realtà quindi non sono differenti l'una dall'altra, in realtà tutte fanno riferimento alla incorporazione in sé di stati più elevati o di ideali o valori o forme pensiero più elevate. 
Quindi non c'è differenza di scopo, la differenza sta semplicemente nell'informazione. Ora sono disponibili informazioni che riguardano sia l'ascensione e come si fa ad ascendere sia la realtà che ci circonda. Prima ciò non era possibile saperlo, e quel poco che si sapeva da archivi molto antichi è rimasto a lungo segreto per pochi eletti, massoni o ecclesiastici che fossero.
8. Qual è quindi lo scopo della vita? Lo scopo della vita è comprendere la realtà, capire come si può continuare ad evolvere da un piano di realtà ad un altro. La vita sul nostro pianeta è quindi la possibilità di trascendere tutto ciò che è legato alla vita bi-tridimensionale. Diciamo anche bidimensionale in quanto molte persone sul nostro pianeta vivono più in una realtà bidimensionale (intesa come sopra descritto) che tridimensionale. 
Non parliamo quindi di dimensioni spaziali (altezza, lunghezza, larghezza) che sono invece sempre le stesse in ogni piano di realtà fisico, anche in 100° dimensione! Dove c'è forma c'è per forza una forma spaziale, e la forma spaziale è ovunque tridimensionale in senso spaziale. Le dimensioni di cui noi parliamo invece sono dimensioni vibratorie, cioè legate ad una particolare vibrazione energetica in cui la realtà stessa è immersa.
9. Esiste la reincarnazione? La reincarnazione esiste in quanto intesa come possibilità di una genetica familiare, o consapevolezza, di continuare a fare esperienza in forme diverse. In sostanza, non vi è una vera e propria reincarnazione intesa come corpo. Vi è piuttosto una reincarnazione della consapevolezza intrappolata in una determinata anima. 
Diciamo quindi che è l'anima che si può reincarnare di forma in forma se tale anima non riesce a trascendere le forme pensiero della dimensione in cui si trova. La consapevolezza quindi si libera dalla forma e dall'anima solo nel momento in cui tale forma ascende od eleva le proprie vibrazioni biologiche tanto quanto basta all'anima per rilasciare il karma con quella dimensione in cui si trova e quindi partirsene per altre esperienze. Nel momento in cui l'anima se ne va, anche la consapevolezza è libera di andarsene. 
In una forma umana, la consapevolezza non se ne va in quanto la forma umana è stata concepita come una unica consapevolezza. Ciò significa che vi è una unica consapevolezza che è in sostanza divisa in tante forme umane, non solo nel nostro pianeta ma anche in altri pianeti ed in altre dimensioni. 
Quindi l'ascensione umana significa riunire tutta questa consapevolezza umana man mano che si ascende e riunirla tutta, senza escludere nulla. Una volta riunita tale consapevolezza umana, la consapevolezza si libera dalla forma e dallo spirito in cui è rimasta imprigionata e se ne torna alla consapevolezza originaria da cui proviene per portare la propria esperienza e permettere alla consapevolezza originaria di continuare la sua evoluzione.
10. Che funzione ha la preghiera? Escludendo le richieste di aiuto a Dio ed alla propria Anima o Sorgente che supportano la propria crescita, la funzione delle altre preghiere è di continuare a dare energia a chi si prega. La preghiera, intesa come chiedere un aiuto a qualcuno pregandolo ed esortandolo per questo, non è una forma di aiuto ascensionale. 
Intendiamo dire che fa parte dell'ascensione di una forma il chiedere aiuto ad altre forme o spirito al di fuori della forma o connesso ad essa, affinché possa supportare la propria crescita. Ma la preghiera intesa come il dipendere da un qualcuno di esterno è appunto una forma di dipendenza. La crescita spirituale è un percorso puramente individuale ed interiore, non è quindi compatibile con alcuna forma di dipendenza. 
In questo senso quindi la preghiera non supporta l'ascensione individuale e globale. Individuale in quanto crea dipendenza da una fonte esterna che preleva, durante la preghiera, parte della propria energia. Globale in quanto le preghiere di massa creano delle forme pensiero o egregora che sono poi utilizzati o per gonfiare le entità che stanno alla base delle stesse preghiere, o per attaccare chi non supporta gli interessi di chi viene pregato, o per manifestare qualcosa che chi viene pregato vuole manifestare. Diciamo quindi che la preghiera è spesso una forma di dipendenza da un essere non fisico o fisico. Ora tali preghiere non sono più connesse a piani di realtà che supportano il passaggio dell'energia di chi prega a chi sta dietro le preghiere (entità o persone che siano). 
Ciò significa che ora le preghiere non hanno più l'effetto di cumulare energie enormi in egregora a livello globale attraverso questi piani, ma fintantoché vi è karma tra gruppi o persone e le entità o persone che stanno dietro alle preghiere, allora gli spostamenti energetici continueranno ad avvenire, ma non essendoci più i piani planetari delle preghiere, per così dire, l'effetto globale di tali preghiere viene meno.
Pregate Dio, egli è buono ed è sempre disposto ad aiutare tutti. Dio è Amore.
11. Che funzione ha la meditazione? La meditazione ha varie sfumature. Se intendiamo come meditazione la possibilità di contattare attraverso l'uso di particolari parole o mantra una determinata vibrazione che non sia la nostra Anima o Sorgente o Dio stesso, allora la meditazione non è di supporto all'ascensione. Anche qui abbiamo una forma di dipendenza, diversa dalla preghiera ma sempre forma di dipendenza da fonti esterne. E l'ascensione, essendo un processo interiore, non può avvenire attraverso l'utilizzo di fonti esterne, se non attraverso le energie della propria Anima e Sorgente che si "immergono" nella forma fisica ed ascendono assieme. Sono infatti i due aspetti della consapevolezza originaria.
Meditate su Dio, egli è la perfezione. Dio è Amore.
12. Come si ascende? L'ascensione è un processo interiore di comprensione della realtà attraverso la trascesa di forme pensiero limitanti e del relativo karma biologico. Si ascende attraverso l'intenzione o la volontà di ascendere. Tale intento porta a galla, momento per momento, ogni forma pensiero e relativo karma connessi alla fase evolutiva e quindi vibrazionale del momento in questione. Si porta cioè a manifestare nella realtà la forma pensiero che si deve trascendere a quel livello vibrazionale in cui ci si ritrova nel momento stesso. 
La vibrazione è connessa alla genetica e quindi alla vibrazione che particolari antenati avevano in un determinato momento della loro vita. Una determinata frequenza vibrazionale quindi comprende tutte le forme pensiero e relativo karma accumulati dai propri antenati che hanno attraversato, in un certo momento della loro vita, quella banda vibrazionale biologica. 
Trascese le forme pensiero di quella banda biologica, si passa al livello vibrazionale successivo, incorporando la consapevolezza di tutti i propri antenati che appartiene alla vibrazione trascesa. In sostanza si perdonano gli "errori" dei propri antenati, rivivendoli nella propria realtà o personalmente o come specchio negli altri, e quindi si può evolvere la forma biologica e reintegrare in sé pian piano i propri antenati.
13. Cos'è la forma umana? La forma umana è una forma creata da Dio per poter fare esperienza della Sua Magnificenza e del suo Amore in una forma limitata.
14. Cos'è lo Spirito? Lo spirito è la parte non fisica della consapevolezza, intendendo con non fisico una forma energetica che non appartiene al nostro piano di realtà. Anche lo spirito quindi ha una sua forma energetica ma che , vibrazionalmente parlando, è molto più elevata della forma umana.
15. Cos'è l'Anima? L'anima è una forma di spirito individualizzata. E' puro spirito, quindi anch'essa parte della consapevolezza. Lo spirito è una forma distorta o meglio frammentata di consapevolezza. Un'anima frammentata è invece un'anima non completa, un pezzo di anima per così dire e quindi un po' perso in quanto non comprende la verità che un'anima intera può comprendere. Allo stesso modo lo spirito, di cui l'anima è una parte individualizzata, è un frammento distorto di pura consapevolezza. La consapevolezza quindi è l'essenza di tutto.
16. Cos'è la consapevolezza? La consapevolezza è il puro pensiero, l'origine di ogni cosa e di ogni creato. E' quindi l'essenza di tutto. Un'altra definizione di consapevolezza è energia. Tutto è energia, e tutto è consapevolezza. 
17. Esiste Dio? L'idea dell' esistenza di due poteri Bene/Male è stata portata avanti come credenza sin dai tempi degli Annanuki, un gruppo di pleiadiani che venne sul nostro pianeta circa 45.000 anni fa terrestri, ossia circa 180.000 anni fa umani. Tale gruppo portò tale credenza, già presente tra loro, e la radicò come forma pensiero sul nostro pianeta. Esiste sì una consapevolezza originaria che può essere chiamata Dio, ma tutta la consapevolezza in quanto tale può essere considerata divinità. 
In questo senso il Dio o divinità o creatore di tutto può essere inteso come consapevolezza primaria, ed in questo senso ogni forma vivente, in quanto incarnazione di una forma di consapevolezza, può essere intesa come divinità. La divinità quindi è dentro ogni forma esistente, essere umano compreso. Cerchiamo dentro quindi la nostra divinità, non fuori.
18. Esiste il diavolo? Non esiste alcun essere sul nostro pianeta o altrove che si chiami o si faccia chiamare con questo nome. Esiste una forma pensiero creata dall'umanità che si chiama con questo nome, ma è un pensiero che si radica in chi ve l'ha dentro a livello genetico, cioè la maggior parte degli umani. Non è quindi un essere, ma un pensiero. E tale pensiero è stato creato sempre dagli Annunaki che, con il pensiero di Dio buono, portarono anche il suo contrapposto di essere malefico o Diavolo. 
Tale concetto quindi non è altro che parte della polarità Dio/Diavolo. Non esiste quindi un essere che impersonifichi il male, così come non esiste un essere che impersonifichi il bene. 
19. Esistono il bene ed il male? Esistono esseri più o meno consapevoli, cioè che hanno in loro più o meno consapevolezza. E tale maggior o minor consapevolezza può portare a pensieri ed azioni che sono più o meno in sintonia con il pensiero puro del Creatore. In questo senso esiste il bene ed il male.
20. Esiste una verità assoluta? Esiste nel senso che la verità è ciò che porta in sé la consapevolezza primaria (Assoluto). Essa quindi è la verità. Ogni sua forma derivata, che sia lo spirito o la forma, porta in sé verità in base a quanta consapevolezza ha in sé. Quindi si può dire che esiste una verità assoluta che è quella della consapevolezza primaria.
Meditazione
La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.
Tale pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose. Nelle Upaniṣad, scritture sacre induiste compilate approssimativamente a partire dal VII secolo, è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyāna (ध्यान).
Nell'ambito della psicosintesi è definita uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva)[1].
La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri". È un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.
Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualità, oppure immagini o testi sacri. Questo tipo di meditazione è più vicina alla cultura occidentale.
In certe religioni o filosofie orientali come il buddhismo la meditazione (vipassana, zazen, samatha) è l'atto di osservare (anche attraverso un'azione di riflessione introspettiva) la mente, alla ricerca di un possibile stato di nirvana.
Detto altrimenti la meditazione è una capacità della mente che favorisce un percorso interiore e che ne è influenzata.
Attraverso la dinamica del modo di operare della mente, si può riuscire a riconoscere la distinzione tra un io egocentrico, che si identifica con l'essere io (nome) e l'Io (sé) in grado di osservare l'osservatore (oggettivizzare il soggetto). Questo metodo comporta quattro stati di coscienza:
vedo l'oggetto
mi accorgo di vedere che vedo l'oggetto
mi accorgo di vedere il vedere che vede l'oggetto
assorbimento in uno stato che supera la dualità soggetto/oggetto al di là dell'espressione e della comunicazione convenzionale.
Anche nello yoga lo stato raggiunto tramite la pratica della dhyana favorirebbe l'esperienza della "visione" e, ad un livello superiore, dell'illuminazione, ossia della rivelazione della divinità onnipresente. Nell'ambito dello Yoga, la meditazione è il 7° degli otto stadi indicati da Patanjali e si dice che la mente è nello stato di meditazione, dhyana, non sta meditando è la meditazione stessa, e mentre ci sono molte tecniche di concentrazione, dharana, non esiste una vera e propria tecnica di meditazione. Nella pratica di Sahaja Yoga la meditazione è considerato uno stato d'essere che si manifesta come assenza di pensieri, chiamato consapevolezza senza pensieri, dove la mente smette il suo usuale chiacchierio di sottofondo e diventa assolutamente tranquilla[2].
Questo stato di "pura consapevolezza senza oggetto" può essere raggiunto anche con altri generi di pratiche meditative: ad esempio la Meditazione Trascendentale si basa sulla ripetizione mentale di un mantra. In ogni caso il termine "meditazione", com'è inteso normalmente nella lingua italiana, si rivela inadeguato a dare un'idea efficace di questo tipo di pratiche: un termine meno impreciso potrebbe essere contemplazione.
La meditazione in alcuni tipi di Buddhismo presuppone una speciale fisiologia che sovraimprime al corpo fisico un corpo immaginario, diviso in chakra, centri psicofisici che servono a guidare il processo meditativo. Tali centri sono sette: sulla sommità della testa, tra i due occhi, nella gola, all'altezza del cuore, del diaframma, dell'ombelico e dei genitali. Essi sono immaginati come fiori di loto su ciascuno dei quali sono scritte sillabe mistiche di vario colore. Su queste sillabe e sul loro significato si deve concentrarsi durante la meditazione, dopo tuttavia aver perduto coscienza della propria persona individuale ed essersi identificato con determinati piani spirituali espressi simbolicamente con il nome e la figura tradizionale de speciali deità del mahāyāna.
In altri tipi di Buddhismo, invece, la meditazione utilizza frasi, mantra o particolari concetti, sui quali ci si concentra prestando attenzione al loro significato, senso, o semplicemente al suono che si ha dalla loro pronuncia durante la meditazione.
Piani spirituali e non divinità, poiché nelle scuole buddhiste non esistono dèi come realtà oggettive; cioè, le divinità dell'olimpo mahayanico hanno soltanto valore di simbolo, come effimere colorazioni della coscienza cosmica nel suo ininterrotto processo di evoluzione e d'involuzione, eternamente in atto e riflesse in ogni creatura viva, in ogni respiro.
Talvolta la meditazione consiste nel "non" rivolgere l'attenzione verso qualcosa, intendendo così, ad esempio, il concetto del Nirvana o del Za Zen. La cosa più importante da comprendere è che "meditare" significa semplicemente "essere", e data la nostra lontananza dallo stato essenziale dell'essere, esistono strategie che possono riportare, tramite la loro pratica, allo stato di coscienza puro dell'essere. In un antico testo tibetano si trova la citazione: "meditazione" non è, "abituarsi a" sí è. (Libro tibetano del vivere e del morire). Questo sta a significare che meditare non è un qualcosa che può essere cercato o creato ma è un qualcosa che si desta spontaneamente nella pratica. Esula da una qualsiasi categorizzazione intellettuale perché troppo inerente lo stato esperienziale dell'essere nella sua forma più essenziale.
Nel Cristianesimo la meditazione è una forma di preghiera interiore. Viene fatta in una chiesa o cappella, in presenza dell'Eucaristia, o nel privato della propria stanza. Preferibilmente si fa di mattina presto, prima di ogni altra azione della giornata.
Nella sua forma più generale si sviluppa attraverso diversi passi successivi:
Inizia con la invocazione dello Spirito Santo perché sia luce interiore di colui che medita.
Si apre alla contemplazione di una scena evangelica o dalla lettura di un brano della Bibbia o di un altro libro che possa aiutare.
Approfondisce il significato dell'episodio o dell'insegnamento in questione. Lo fa attraverso il ragionamento e la ricerca di situazioni o passi biblici simili o correlati.
Si sofferma su qualche parola o immagine o concetto, "ruminandolo" interiormente.
Chiede a Dio la grazia di vivere il mistero che si è contemplato.
Fissa l'impegno di un qualche gesto da vivere durante la giornata, per trasformare in carità quello che si è contemplato.
Ringrazia il Signore per il dono della luce dell'alto.
Una forma particolare di meditazione è la lectio divina, che è una lettura orante di un passo biblico.
Il concetto di meditazione è espresso in arabo dal termine tafakkur, che va distinto da dhikr, meglio tradotto come "invocazione" o "memoria". Si può dire che il termine dhikr sia il ricordo di uno stato precedente, un modo di far riemergere qualcosa che, fortunatamente, non si è perso del tutto.
Comunque i due termini sono unificati nella pratica mistica dell'islam, perché è proprio grazie al dhikr Allah, l'invocazione del nome di Dio, che si raggiunge lo stato adeguato alla meditazione. Il dhikr come metodo spirituale di concentrazione è stato elaborato dai sufi.
Questa pratica, sorta ben presto nell'Islam e già sviluppata nei secoli IX e X, prevede la ripetizione di uno dei novantanove nomi di Dio o di formule sacre sotto la direzione di un maestro spirituale. Questo maestro, chiamato in arabo shaykh o anche murshid (guida), mentre in Iran e in India è detto pir, rende il metodo praticabile per i partecipanti al rito.
Dei vari tipi di shaykh, il più simile al pandit degli hindù è lo shaykh at-ta'lim, colui che conosce la dottrina.
L'invocazione del nome di Dio raggiunge livelli decisamente ossessivi e può essere pericolosa per chi non sia guidato in modo corretto e deve essere accompagnata dall'osservanza di una serie di riti. Se praticata senza vera adesione all'Islam, risulta tanto inefficace quanto pericolosa.

 

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