Benessere

 

11 Febbraio, 2012 | Categoria : Benessere | Commenti


Il benessere (da ben – essere = "stare bene" o "esistere bene") è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell'essere umano.

L'accezione antica che faceva coincidere il benessere con la salute (per lo più fisica) riconducibile approssimativamente ad una condizione di assenza di patologie, ha assunto, nel tempo un'accezione più ampia, arrivando a coinvolgere tutti gli aspetti dell'essere (fisico, mentale e sociale). Il concetto di una necessaria implicazione nel benessere globale non solo di aspetti psico-fisici, bensì anche di aspetti sociali, oltre che trovare una radice nel pensiero filosofico sia orientale, sia occidentale, trova recenti conferme anche in campo medico - scientifico.Psico

Anche nel rapporto della Commissione Salute dell'Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute [1] (a cui partecipa il distaccamento europeo dell'OMS) è stata proposta definizione di benessere come "lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società". Come si legge nel Rapporto, tutti e cinque gli aspetti sono importanti, ma ancora più importante è che questi siano tra loro equilibrati per consentire agli individui di migliorare il loro benessere.

Il concetto di benessere è una nozione in costante evoluzione: seguendo la piramide di Maslow, col passare del tempo la realizzazione dei bisogni fondamentali e di alcuni desideri considerati un tempo difficilmente raggiungibili porta alla nascita di altri bisogni e desideri. Il primo impegno a porre in essere una strategia globale della salute per tutti, assunto dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), risale al 1978 con la Dichiarazione di Alma Ata e prende forma con la "Carta di Ottawa" [2] (Conferenza Internazionale per la Promozione della Salute del 1986): stabilisce la definizione del concetto di promozione della salute come risorsa della vita quotidiana che mira al benessere.

In tale documento viene chiarito che la promozione della salute deve portare a condizioni di vita e di lavoro sicure, stimolanti, soddisfacenti, alla protezione degli ambienti naturali e artificiali, alla conservazione delle risorse naturali; deve consentire una valutazione sistematica degli effetti dell'ambiente sul benessere delle persone e garantire strategie e azioni mirate ad indurre cambiamenti nel singolo e nella collettività.

La promozione della salute e del benessere passa quindi necessariamente attraverso mutamenti nell'organizzazione sociale e ambientale, e l'adozione di politiche pubbliche coordinate e tese a favorire e sviluppare beni e servizi più sani, ambienti igienici e non pericolosi, attraverso cambiamenti legislativi coerenti [3].

In fermento è la situazione legislativa in Italia (proposte di legge Lucchese e Pellegrino) dove la difficoltà di raggiungere un accordo a livello nazionale[senza fonte] ha incentivato l'emanazione di varie leggi a livello regionale[senza fonte] che mirano, tra l'altro a definire e regolamentare le cosiddette "discipline bio-naturali del benessere"[senza fonte]. Queste Leggi Regionali, relative a pratiche mediche alternative spesso prive di riscontri clinici e scientifici accertati, sono però attualmente oggetto di ricorso relativamente alla competenza delle regioni all'individuazione delle figure professionali ad esse collegate. La ricerca del benessere, oggi identificato anche con il termine inglese di wellness, ha portato allo sviluppo di un settore commerciale-turistico che mira a far raggiungere ai propri clienti uno stato di completo relax con diversi trattamenti, da quelli tradizionali (ad esempio sauna, massaggi, yoga) a quelli legati alla medicina alternativa o a pratiche genericamente di estrazione New Age.

A differenza della medicina tradizionale, che persegue principalmente il benessere fisico del corpo, queste tecniche, ad oggi ritenute prive di fondamento scientifico (poiché non ancora verificate e studiate a sufficienza), mirano ad ottenere effetti migliorativi anche sugli altri aspetti dell'essere umano, in una visione più olistica.

Salute, Benessere psicofisico, efficienza fisica

Nella sua espressione più moderna, «la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale». Il benessere psicofisico fa quindi parte integrante del concetto di salute. Di conseguenza questa comprende tutta una varietà, una gamma di stati fisici, che vanno dall'obiettivo ideale del benessere più completo, il quale rappresenta un estremo, fino all'altro estremo, che è la morte.

Fra questi due estremi lo stato di salute dell'individuo, pur rimanendo entro i limiti segnati dalle sue caratteristiche genetiche, fluttua in funzione dei numerosi fattori ambientali cui l'uomo è esposto, ma anche in funzione della sua professione, dei suoi rapporti sociali e, infine, del suo modo di vivere e delle sue caratteristiche comportamentali. E' proprio su questi ultimi fattori che si inserisce il concetto di fitness e di forma fisica essenziale per la salute.

Secondo questa concezione di ciò che si deve intendere per "salute", la "forma", cioè la condizione fisica, costituisce evidentemente una componente importante e integrante della salute dell'individuo. Essa influisce in modo determinante sulla "qualità" della sua vita, in quanto può essere fonte di benessere e di serenità. Innumerevoli sono le definizioni di ciò che si intende per "vita qualitativamente soddisfacente", e descriverle in termini concreti può risultare difficile: però talune delle premesse essenziali perché la vita sia "qualitativamente soddisfacente" presuppongono implicitamente un buon livello di benessere fisico, di equilibrio mentale e di adattabilità sociale.

Conseguire questi risultati può rivelarsi più difficile che non, più semplicemente, prevenire l'insorgere di malattie. In una buona forma fisica è insita la capacità di compiere diversi generi di esercizi muscolari. Non tutte queste capacità sono importanti agli effetti della salute, nel senso che, facendone buon uso, si possa essere certi di raggiungere quella forma fisica che ci salvaguardi dalle malattie. Rimane però il fatto che, per godere pienamente della vita, è essenziale mantenersi in condizioni ottimali per ciò che riguarda le funzioni cardiovascolari, muscolari e di efficienza dell'apparato locomotore, nonché di molte altre funzioni del nostro organismo. Queste condizioni di efficienza organica non si possono né conseguire né conservare, da sole: bisogna conquistarsele con la pratica costante e regolare dell'attività fisica. Ne consegue che la buona salute organica e l'efficienza motoria sono i due lati di una stessa medaglia, e che sarebbe assurdo considerarle separatamente; questo potrebbe avere senso solo come interesse accademico, ma non certo pratico.
L’immagine del triangolo ci aiuta a comprendere la sorprendente evoluzione concettuale: un lato “diminuito” – per esempio quello fisico - Triangolo

può essere compensato dagli altri due - mentale e sociale - ottenendo il ripristino dell’equilibrio perduto. Inoltre la figura del triangolo equilatero è piuttosto ricorrente nel fitness e viene utilizzata per sottolineare l’importanza dell’equilibrio tra l’allenamento, l’alimentazione ed il riposo. Studiare il benessere: diverse direzioni di ricerca
Una salda conoscenza dei bisogni inclina a ricondurre ogni assenso o diniego al benessere del corpo ed alla piena serenità dell’animo, poiché questo è il fine della vita felice. A questo punto noi rivolgiamo ogni nostra azione per allontanarci dalla sofferenza e dall’apprensione.
È una definizione Epicurea della qualità della vita che mira a riconoscere una vita felice in una attiva ricerca di una vita priva di sofferenze e di ansie (uniroma.it, Salute nel corso di vita).

Sebbene molto antica - risale al IV secolo avanti Cristo - questa visione del problema la ritroviamo in parte nelle definizioni scientifiche date in seguito.

Il benessere soggettivo: nasce dalla diffusa insoddisfazione per la definizione oggettivista di stampo medico della qualità della vita e definisce questa componente dell’esperienza individuale come la componente positiva dell’esperienza emozionale e la presenza di sentimenti di soddisfazione nei confronti della propria vita.

Il benessere psicologico: nasce dal tentativo di superare le prospettive unidimensionali che identificano il benessere come assenza di malessere. Il benessere viene inteso come “funzionamento psicologico ottimale” (3) o “salute mentale Positiva”(4) (Ryff, 1989).

Il benessere sociale: nasce dall’insoddisfazione per una visione individuale del benessere. Si riferisce alla qualità delle relazioni dell’individuo nella sua comunità

Inizialmente il concetto di qualità della vita è stato legato a dati oggettivamente rilevabili, a dimensioni socio-mediche che potevano essere studiate senza l’introduzione di variabili aleatorie.
Diventano quindi indicatori fondamentali della qualità della vita - intorno agli anni ’70 - il reddito, il ceto sociale, il ruolo occupato nella società.
La qualità della vita viene intesa come la qualità e la quantità dei servizi a cui il proprio stato dava accesso. Era una misurazione del “potere sociale” puramente quantitativa; non teneva conto, infatti, del lato qualitativo soggettivo. Questo aspetto comportava che se da una parte i dati necessari per la computazione della qualità della vita erano di facile reperimento e di facile confronto, dall’altra parte si veniva a perdere tutto il lato non oggettivo della vita della persona.
La fascia di età, lo stato civile, il lavoro, il pensionamento, le condizioni di salute sono però fattori che modificano le aspettative, le aspirazioni, le attese, e con queste si modifica anche la soddisfazione per quello che abbiamo. Si ritorna quindi alla definizione epicurea vista precedentemente, dal momento che abbiamo una qualità della vita che cambia con il procedere della persona attraverso le varie fasi della vita stessa, sia nella dimensione oggettiva che nella lettura soggettiva del benessere dell’individuo.

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